Bellini Nautica. La bellezza e l’eleganza delle cose fatte artigianalmente. Chiacchiere in banchina.

Il magico scenario che fa da sfondo a questo appuntamento di Chiacchiere in Banchina è il lago di Iseo, dove incontreremo l’artigianalità italiana e dove la passione è una questione di famiglia.

Siamo ospiti infatti di Bellini Nautica, non solo un cantiere che vanta oltre 60 anni di attività, ma una vera e propria esperienza che riporta ai sapori e alle atmosfere della dolce vita, dove la bellezza e l’eleganza salivano a bordo di motoscafi unici al mondo: i Riva.

A raccontarci la storia di Bellini Nautica è Martina, la giovane figlia di Romano Bellini. Giovane, solare e con un’immensa passione per il suo lavoro che ogni giorno la porta a contatto con un settore della nautica affascinante e ricco di storia ed artigianalità.

Come nasce Bellini Nautica?

Bellini Nautica è stata fondata da mio nonno Battista nel 1960 a Clusane, sulle sponde del lago di Iseo. Il cantiere all’epoca si dedicava alla costruzione di motoscafi in mogano con marchio Bellini, che seguivano la linea dei Riva. Purtroppo, morì giovane e mio padre, Romano, a soli 16 anni entrò in azienda affiancato da mia nonna Marisa, per portare avanti il cantiere che forniva anche servizi di rimessaggio, assistenza vendita e restauro dei motoscafi Riva. Con il tempo le attività si sono sviluppate fino ad arrivare ad avere clientela anche dall’estero e mio padre, seguendo anche la sua passione, ha così iniziato ad acquistare dei Riva d’Epoca.

Bellini nautica

Nasce così la vostra collezione di Riva.

Esattamente, e la prima barca che mio padre acquistò, a 16 anni, fu il Riva Sebino, che comprò al posto dello scooter. Successivamente, sempre per passione e per pura voglia di possedere queste barche e non con l’idea di farne una collezione privata, acquistò altri modelli. Spesso capitava anche le comprava per restaurarle e rivenderle, ma alla fine si affezionava e le teneva per sé.

Parliamo allora di questa collezione. 

Oggi abbiamo più di venti modelli di Riva d’epoca che coprono tutta la gamma e che partono dai primissimi degli anni 30, come Riva Inglesina e Racer (1929), questi ultimi nascono come imbarcazione da competizione e da passeggio. Abbiamo anche il modello Scoiattolo, prodotto negli anni 50 con il primo con motore fuoribordo, fino all’ultimo Riva Acquarama Special che fu prodotto nel 1996. Ci sono anche degli esemplari unici al mondo come Riva Lancetta, appartenuta alla famiglia Negroni e Riva Acquarama Lamborghini, commissionata da Ferruccio Lamborghini che volle a bordo due motori, ovviamente Lamborghini, da 12 cilindri a V da 350 CV ciascuno.

Oggi questa collezione, considerata la più completa al mondo, è visitabile?

Una decina di anni fa, mio fratello Battista ha proposto a mio padre di aprire la collezione al pubblico visto che, sia i nostri clienti, che i nostri fornitori od anche tanti appassionati, ci chiedevano di poter vedere le imbarcazioni. Così abbiamo aperto l’esposizione mettendo tutti i modelli sopra il dipartimento di restauro. In questo modo gli ospiti che partecipano al Tour possono vedere anche gli artigiani all’opera.

Ti faccio allora una domanda che potrebbe sembrare banale: cos’è un restauro?

Il restauro è una vera e propria arte. Perché ogni barca in legno è diversa ed è un capitolo unico. I restauri che facciamo rispettano sempre la struttura originale dello scafo, come si fa per le auto. Scegliamo accuratamente il legno, che per queste barche è il mogano, che non deve avere nodi. Un aspetto apparentemente maniacale, ma importante nel lavoro del restauro.

Da non perdere:   Scadenza o smarrimento della patente nautica: tutto quello che devi sapere

Per questo affermate che il restauro si nutre del tempo?

Il tempo è fondamentale. Spesso restaurare una barca può richiedere un intero anno di lavoro, basti pensare che diamo circa 30 mani di vernice. E’ infatti un processo molto lungo che richiede pazienza, professionalità, passione e competenza.

Bellini Nautica

Entrare nel vostro cantiere è come entrare in un’altra dimensione, dove la bellezza delle forme ed il prestigio dell’artigianalità hanno la capacità di raccontare una storia. 

Nautica Bellini è alla terza generazione, dove cerchiamo di portare avanti un concetto di storia e di tradizione, sempre con un tocco di innovazione.

La tradizione e la tecnologia. Il legno ed i materiali innovativi. Sono mondi che possono convivere?

Penso di sì, soprattutto per dare il massimo della qualità. La ricerca di nuove tecniche o nuovi materiali deve servire a mantenere a lungo nel tempo uno scafo storico, che è legato alla tradizione. Quando infatti parliamo di oggetti d’epoca, l’originalità è un concetto primario.

Quanto è importante il dettaglio nelle vostre attività?

E’ fondamentale, ovviamente. Lo è a maggior ragione quando parliamo di imbarcazioni come i Riva. Chi viene da noi chiede una particolare cura al dettaglio ed al particolare. Per capire meglio, sulle nostre barche tutte le viti hanno la croce orientata nello stesso verso verticale ed al massimo tiraggio, e le viti delle murate vengono poi coperte da tappi in legno che devono avere le stesse venature della superficie, in modo da nasconderle alla vista.

Bellini Nautica

Oggi il concetto di bellezza e la cultura del bello sono ancora gli stessi degli anni d’oro dei Riva, quando erano considerate barche moderne?

Credo che chi ama ed apprezza queste imbarcazioni abbia una spiccata sensibilità al concetto di bello. Perché si aspetta quello che all’epoca era normale ricercare, la bellezza, il lusso ed il dettaglio unico. Cose che oggi forse abbiamo un po’ perso.

Martina, cosa si prova a navigare a bordo di un Riva, una barca che ha segnato un’epoca?

Prima di tutto, paura di rovinare la barca (Ride). Sono cresciuta tra questi scafi e per lavoro ho imparato a guidarli. Navigare su un Riva è sempre emozionante ed è come fare un salto nel tempo, tra le meravigliose atmosfere della dolce vita.

 

Martina ed io continuiamo a parlare per qualche minuto e prima di salutarla, faccio la sfacciata. Le chiedo se, appena possibile, potrò andare a visitare il loro cantiere e la loro collezione.
Lei, gentilissima, dice che mi aspetta con piacere, ed io sorrido, felice come una bambina a cui hanno fatto un regalo desiderato da tanto. 

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Scritto da
Laura Doria
Laura Doria
Mi chiamo Laura Doria e sono nata al mare, quindi raccontare storie ed incontrare i personaggi del mondo della nautica è qualcosa di naturale per me. Perché è sempre un grande privilegio scrivere della passione che punta la prua verso i grandi orizzonti blu.

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