{"id":9594,"date":"2022-09-09T09:00:16","date_gmt":"2022-09-09T07:00:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/?p=9594"},"modified":"2022-09-30T13:23:36","modified_gmt":"2022-09-30T11:23:36","slug":"manutenzione-delle-draglie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/manutenzione-delle-draglie\/","title":{"rendered":"La manutenzione delle draglie"},"content":{"rendered":"<p>Oggi parliamo delle <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/570-cavo-acciaio-inox\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">draglie<\/a>, elemento fondamentale per la <strong>sicurezza<\/strong> a bordo della barca. Pensiamo per esempio alla barca a vela che naviga sbandata, ma pensiamo anche al semplice passaggio da poppa a prua su una normale barca a motore: quello di sorreggersi a dei <strong>sostegni<\/strong> durante i movimenti, durante la vita a bordo, \u00e8 un comportamento assolutamente istintivo, naturale e sensato. Ed ecco allora che entra in gioco tutto quel sistema fatto dalle draglie, dai candelieri, dai pulpiti e dai <a href=\"http:\/\/hinelson.com\/it\/882-tientibene-barca\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">tientibene<\/a>, una serie di elementi che permette di evitare cadute rovinose sul ponte oppure, nel peggiore dei casi, direttamente in acqua, con tutte le conseguenze del caso. Proprio per questo motivo \u00e8 bene prestare attenzione alla<strong> manutenzione delle draglie,<\/strong> fin troppo spesso trascurata.<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"#draglie-battagliola\">Draglie e battagliola: un glossario minimo<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#manutenzione\">La manutenzione delle draglie<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#tensione\">La tensione dei cavi tra un candeliere l&#8217;altro<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#copridraglie\">L&#8217;opzione dei copridraglie<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<h2 id=\"draglie-battagliola\">Draglie e battagliola: un glossario minimo<\/h2>\n<p>Partiamo con un veloce ripasso del lessico intorno alle draglie. Questi sono dei<strong> cavi tipicamente d&#8217;acciaio<\/strong> \u2013 anche se in certi casi si parla di cime in polietilene \u2013 che corrono tra i diversi <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/883-candelieri-barca\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>candelieri<\/strong><\/a>, ovvero tra degli elementi verticali metallici installati a entrambi i lati della barca. Solitamente si parla di due draglie, una bassa e una alta, che vanno cos\u00ec a correre da prua a poppa a sinistra e a destra. L&#8217;insieme di draglie, di candelieri e dei pulpiti forma la <strong>battagliola<\/strong>.<br \/>\nPer quanto riguarda l&#8217;altezza, la draglia superiore dovrebbe porsi <strong>come minimo a 70 centimetri dal ponte<\/strong>, cos\u00ec da garantire un appiglio a portata di mano per una persona che voglia spostarsi da una parte all&#8217;altra del ponte in sicurezza, mantenendo ovviamente un baricentro basso. Si capisce che, ovviamente, l&#8217;altezza della draglia varia in base alle dimensioni della barca: per questo su scafi di lunghezza ridotta si trovano tipicamente draglie poste<strong> a 50 centimetri.<\/strong><\/p>\n<h2 id=\"manutenzione\">La manutenzione delle draglie<\/h2>\n<p>In cosa consiste la manutenzione delle draglie? Ebbene, in linea di massima si tratta del ricordarsi regolarmente di dare un&#8217;occhiata a tutti questi cavi metallici che corrono da un candeliere all&#8217;altro. Non \u00e8 un caso se in diversi regolamenti sia fatto <strong>divieto<\/strong> di installare dei <strong>cavi rivestiti come<\/strong> draglie: in questo modo non si potrebbe controllare l&#8217;effettiva salute dei cavi intrecciati metallici. L&#8217;ispezione dovrebbe quindi essere periodica e attenta, andando a guardare, oltre alle basi dei candelieri, anche tutti i cavi, con un&#8217;attenzione particolare agli attacchi delle draglie e ai <strong>tenditori<\/strong>. Tra i punti deboli di una battagliola possono essere individuati peraltro anche eventuali tenditori con dei dadi in <strong>plastica<\/strong>, i quali possono subire in modo importante l&#8217;azione del sole e della salsedine: nessuno vorrebbe ritrovarsi con un tenditore che cede proprio nel momento in cui si cerca sostegno delle draglie della barca! Il consiglio \u00e8 quindi quello di pulire regolarmente questi attacchi, utilizzando acqua dolce. Per quanto riguarda le draglie vere e proprie, il nostro occhio indagatore deve mettersi alla caccia di <strong>trefoli spezzati,<\/strong> i quali possono costituire delle minacce su pi\u00f9 piani: pensiamo alle potenziali ferite alle mani, alle gambe o alle schiene causate da un cavetto metallico sporgente, ai danni che possono essere fatti alle vele, nonch\u00e9 al fatto che dei trefoli spezzati segnalano un prossimo cedimento del cavo stesso.<\/p>\n<h2 id=\"tensione\">La tensione dei cavi tra un candeliere l&#8217;altro<\/h2>\n<p>Parlando della manutenzione delle draglie non \u00e8 possibile trascurare il fattore <strong>tensione<\/strong>. Quanto dovrebbero essere tesi i cavi d&#8217;acciaio tra un candeliere e l&#8217;altro? Ebbene, la tensione dovrebbe essere alta e omogenea, senza andare quindi a tirare in modo sproporzionato su un singolo candeliere: una tensione corretta e omogenea \u00e8 importante per distribuire le sollecitazioni sull&#8217;intero insieme della battagliola. Esistono peraltro diverse <strong>regole<\/strong> sulla tensione delle draglie, le quali ci arrivano dal mondo <strong>racing<\/strong>. Va per\u00f2 detto che sono ben pochi gli equipaggi che rispettano queste norme, che possono essere quindi prese come \u201cpunti di riferimento generali\u201d. Per la classe <strong>Melges24,<\/strong> per esempio, la draglia, una volta schiacciata al centro (a met\u00e0 tra due candelieri) non dovrebbe toccare il ponte. Questa norma, diciamolo, \u00e8 abbastanza \u201clasca\u201d. Pi\u00f9 severa invece la regola della classe <strong>Meteor<\/strong>, la quale ci dice che, una volta applicato un peso pari a 5 chilogrammi a met\u00e0 tra i due candelieri maggiormente distanziati, la draglia non deve superare i 30 centimetri dal limite superiore del bottaccio.<\/p>\n<h3 id=\"copridraglie\">L&#8217;opzione dei copridraglie<\/h3>\n<p>Ci sono peraltro dei modi per proteggere le draglie e, allo stesso tempo, per proteggere le nostre mani, le nostre schiene ed eventualmente le nostre vele. Parliamo dei pratici <strong>copridraglia<\/strong>, i quali permettono di rivestire in modo non permanente i cavi d&#8217;acciaio, grazie a un sistema a <strong>strap<\/strong>. Va peraltro detto che chi \u00e8 alla ricerca di un modo per rendere pi\u00f9 confortevole la battagliola per un eventuale appoggio della schiena pu\u00f2 optare per degli <strong>schienali<\/strong> <strong>in schiuma<\/strong> per draglie.<\/p>\n<div class=\"clerk\" data-template=\"@blog-carosello-articoli-nautica\" data-keywords=\"copridraglia\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi parliamo delle draglie, elemento fondamentale per la sicurezza a bordo della barca. 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