{"id":7362,"date":"2020-12-18T09:00:57","date_gmt":"2020-12-18T08:00:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/?p=7362"},"modified":"2022-09-28T11:28:22","modified_gmt":"2022-09-28T09:28:22","slug":"tipologie-di-carena-planante-dislocante-o-semidislocante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/tipologie-di-carena-planante-dislocante-o-semidislocante\/","title":{"rendered":"Tipologie di carena: planante, dislocante o semidislocante?"},"content":{"rendered":"<p>In quante categorie possiamo dividere le <strong>barche<\/strong> che solcano i nostri mari e che possiamo acquistare, nuove o usate? In tantissimi gruppi differenti! Possiamo per esempio separare<strong> le barche a vela dalle barche a motore<\/strong>, i natanti dalle imbarcazioni, oppure, perch\u00e9 no, <strong>le barche plananti dalle barche dislocanti.<\/strong> Ma se \u00e8 davvero facile distinguere tra una barca a vela o meno, e se c&#8217;\u00e8 un limite ben preciso stabilito dalla legge italiana tra natanti e imbarcazioni, non \u00e8 sempre facile distinguere le barche per le tipologie di carena. Le difficolt\u00e0 sono di due tipi. Prima di tutto, non sono poi tante le persone che sanno con certezza come \u00e8 fatto una carena planante e come \u00e8 fatta, invece, una carena dislocante. Poi va sottolineato che ci sono tutte le carene <strong>ibride<\/strong>, dalle tipologie semidislocanti in poi, pi\u00f9 difficili da riconoscere. Oggi, in ogni caso, vedremo le principali tipologie di carena, spiegando quali sono le caratteristiche peculiari della carena planante, della carena dislocante e della carena semidislocante.<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"#dislocante\">Tipologie di carena: la carena dislocante<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#planante\">La barca planante<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#semidislocante\">Il compromesso: la carena semidislocante<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<h2 id=\"dislocante\">Tipologie di carena: la carena dislocante<\/h2>\n<p>La nostra analisi delle principali tipologie di carena per barca parte dalla dislocante. Se dovessimo spiegare a una persona che non ha alcuna conoscenza specifica in fatto di barche, diremmo semplicemente che la carena dislocante \u00e8 quella del <strong>Titanic<\/strong>: parliamo quindi di una barca che <strong>non plana,<\/strong> di una carena che navigando sposta l&#8217;acqua a destra e a sinistra. La carena dislocante presenta una forma <strong>tonda<\/strong> e comporta<strong> un forte attrito con l&#8217;acqua<\/strong>, spostando una quantit\u00e0 di liquido pari al proprio <strong>dislocamento<\/strong>: ne risulta quindi che<strong> le velocit\u00e0 non possono essere particolarmente alte<\/strong>. Ma ci sono anche dei vantaggi, in quando la <strong>stabilit\u00e0<\/strong> che si raggiunge con una barca dislocante \u00e8 massima: se infatti in caso di mare mosso le onde vanno a \u201ccolpire\u201d la carena planante, <strong>pregiudicando come minimo il comfort di navigazione,<\/strong> con la carena dislocante non si hanno problemi di questo tipo. In sintesi si potrebbe quindi dire che tra le tipologie di carena, quella dislocante <strong>\u00e8 tipica delle lunghe distanze<\/strong>, nonch\u00e9 delle barche a vela, dei pescherecci e di gozzi, e che pu\u00f2 essere privilegiata da chi aspira alla pi\u00f9 alta stabilit\u00e0. Non \u00e8 tutto qui: per sua stessa natura, la tipologia di carena dislocante permette <strong>una maggiore capacit\u00e0 di carico,<\/strong> senza andare a compromettere in modo eccessivo le performance della barca. L&#8217;accoppiata tipica \u00e8 con il motore entrobordo.<\/p>\n<h2 id=\"planante\">La barca planante<\/h2>\n<p>Ecco la seconda tra le tipologie di carena per barche: la planante, come suggerisce il suo stesso nome, \u00e8 una carena che \u201c<strong>plana<\/strong>\u201d, e che quindi<strong> si alza sul filo dell&#8217;acqua<\/strong>, che \u201cesce\u201d dal mare. Perch\u00e9? Semplice: riducendo il contatto con l&#8217;acqua si va a ridurre in modo concreto l&#8217;attrito che questa esercita sulla carena, cos\u00ec da<strong> aumentare la velocit\u00e0 a fronte di un&#8217;importante riduzione dei consumi.<\/strong> Si capisce, quindi, che planante nel mondo nautico finisce per essere sinonimo di velocit\u00e0. In linea di massima potremmo arrivare a dire che una barca dislocante, con una data motorizzazione, pu\u00f2 arrivare a una velocit\u00e0 di 20 nodi, spingendo al massimo e con grandi consumi; una buona barca planante, con la medesima motorizzazione, pu\u00f2 raggiungere una velocit\u00e0 doppia, con consumi minori. Ma non ci sono solamente vantaggi: la stabilit\u00e0 tipica della carena dislocante \u00e8 impossibile da raggiungere con una carena planante. A fronte di una maggiore velocit\u00e0 e di una <strong>manovrabilit\u00e0<\/strong> pi\u00f9 accentuata, quindi, chi sceglie una barca planante deve fare i conti con <strong>una perdita di stabilit\u00e0,<\/strong> soprattutto con del mare mosso. Se la carena dislocante \u00e8 tonda, la carena planante \u00e8 invece <strong>tipicamente a V<\/strong>, con dei \u201cpattini\u201d che hanno la funzione di agevolare la planata, e e quindi l&#8217;uscita dell&#8217;acqua. Non di rado la carena dislocante \u00e8 <strong>perfezionata con <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/come-usare-trim-e-flap\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">trim e flap<\/a><\/strong>, per ottimizzare l&#8217;assetto (laddove invece nel caso della barca dislocante si pu\u00f2 lavorare tutt&#8217;al pi\u00f9 con i flap, per riequilibrare la barca, per esempio in caso di una distribuzione non omogenea del carico). La barca planante \u00e8 quindi quella<strong> pi\u00f9 sportiva,<\/strong> ottima soprattutto per le brevi distanze, non di rado accoppiata con un <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/70-tecnica-meccanica-e-propulsione\/347-motori-fuoribordo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">motore fuoribordo<\/a>, e rappresenta di fatto una scelta obbligata per le barche pi\u00f9 piccole (laddove invece lo scafo dislocante trova molte preferenze per chi ambisce a barche tra i 14 e i 18 metri dalla navigazione morbida).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 id=\"semidislocante\">Il compromesso: la carena semidislocante<\/h2>\n<p>Abbiamo parlato delle due principali tipologie di carene per barche. All&#8217;inizio abbiamo accennato anche a delle <strong>carene ibride,<\/strong> nelle quali muta il rapporto tra<strong> spinta dinamica e idrostatica<\/strong>. La carena ibrida pi\u00f9 conosciuta \u00e8 quella <strong>semidislocante<\/strong>, che pu\u00f2 essere vista come un&#8217;ottimizzazione della classica carena dislocante: il risultato \u00e8 una carena che presenta una <strong>minore resistenza all&#8217;avanzamento<\/strong>, per raggiungere velocit\u00e0 maggiori con consumi minori, senza per\u00f2 compromettere eccessivamente il livello di stabilit\u00e0 complessiva. Per completezza, va detto che si parla talvolta anche di <strong>carene semiplananti<\/strong>, e quindi di carene plananti maggiormente stabili.<\/p>\n<p>Ora sai quali sono le principali tipologie di carene per barca: non ti resta che scegliere quella pi\u00f9 adatta a soddisfare le tue esigenze!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In quante categorie possiamo dividere le barche che solcano i nostri mari e che possiamo acquistare, nuove o usate? In tantissimi gruppi differenti! 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