{"id":6320,"date":"2020-01-29T09:00:42","date_gmt":"2020-01-29T08:00:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/?p=6320"},"modified":"2023-06-11T19:56:36","modified_gmt":"2023-06-11T17:56:36","slug":"001-tecniche-accessori-pesca-a-drifting","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/001-tecniche-accessori-pesca-a-drifting\/","title":{"rendered":"Tecniche e accessori per la pesca a drifting"},"content":{"rendered":"\n<p>Abbiamo gi\u00e0 visto i fondamentali della <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/001-pesca-bolentino-accessori-trucchi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">pesca a bolentino<\/a>, abbiamo scoperto gli <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/001-vertical-jigging-canna-da-pesca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">accessori per il vertical jigging<\/a>, abbiamo imparato i trucchi della <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/traina-alla-spigola-tecniche-accessori-pesca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">traina alla spigola<\/a>. E oggi? E oggi vogliamo fare il salto di qualit\u00e0, anzi, di peso: oggi parleremo infatti delle tecniche e degli accessori per la<strong> pesca a drifting<\/strong>, di un tipo di pesca, quindi, che punta a prede decisamente grandi. Si tratta di un insieme di tecniche che abbisognano di strumenti, di competenze e di gesti del tutto speciali: il drifting, insomma, <strong>non si improvvisa.<\/strong> Non tutte le barche possono essere usate per pescare a difting e, in ogni caso, \u00e8 necessario essere muniti di accessori per &#8216;la caccia grossa&#8217;, il cosiddetto &#8216;big game&#8217;.<\/p>\n\n\n\n\n<h2 id=\"C1\">Pesca a drifting: cos&#8217;\u00e8<\/h2>\n<p>Cos&#8217;\u00e8 la pesca a drifting? Quali sono, insomma, i punti fondamentali che contraddistinguono questo insieme di tecniche di pesca dalle altre? Ebbene, quasi sicuramente avrai gi\u00e0 letto da qualche parte che la vera e unica costante del drifting \u00e8 quella di avere <strong>una barca in deriva<\/strong>, non ancorata, libera quindi di muoversi seguendo vento e correnti. In realt\u00e0 va sottolineato che spesso si definisce drifting anche la pesca con barca ancorata, purch\u00e9 la preda sia una di quelle elettive del drifting. Altra particolarit\u00e0 che pu\u00f2 aiutare a distinguere queste tecniche dalle altre \u00e8 la <strong>pasturazione<\/strong>, la quale \u00e8 praticamente continua: dalla barca si procede infatti con il \u201c<strong>brumeggio&#8221;<\/strong>, e quindi con la creazione di una \u201cstrisciata\u201d di pastura, quasi sempre a base di sarda \u2013 tra l&#8217;altro \u00e8 proprio la sarda l&#8217;esca tipica della pesca a drifting. E ancora, la pesca a drifting si distingue anche per le tipologie di pesci insidiati: si parla quindi del <strong>pesce spada<\/strong>, dei <strong>tonni alletterati<\/strong> ma soprattutto del mitico <strong>tonno rosso,<\/strong> gigante dei nostri mari che fa gola a tanti pescatori sportivi, avidi di fare qualche fantastica foto prima di ributtare in mare questo magnifico animale.<\/p>\n<p>In Italia la pesca a drifting \u00e8 stata introdotta negli anni Settanta: pioniere tra i pionieri fu il bolognese <strong>Adamo Benfanti,<\/strong> che inizi\u00f2 a pescare a largo della foce del Po: da quel momento in poi fu un vero boom.<\/p>\n<h2 id=\"C2\">Il tonno rosso, due parole<\/h2>\n<p>Preda principale della pesca a drifting \u00e8, come detto, il tonno rosso. Si tratta di pesci tutto fuorch\u00e9 piccoli, che si aggirano in media<strong> tra i 50 chilogrammi e i 100 chilogrammi.<\/strong> E se nel Tirreno non si raggiungono dimensioni enormi, il discorso cambia nell&#8217;Adriatico, dove non \u00e8 del tutto raro imbattersi in tonni rossi che pesano <strong>pi\u00f9 di due quintali.<\/strong> Gi\u00e0 da queste cifre si capisce quindi che la pesca a drifting non \u00e8 come le altre: qui c&#8217;\u00e8 bisogno di strumenti speciali, a partire da canne, mulinelli e lenze. Un tempo il tonno rosso era considerato il re del Mediterraneo: la pesca intensiva che \u00e8 stata fatta negli ultimi decenni ha per\u00f2 <strong>minacciato pericolosamente la specie.<\/strong> Per questo sono state promulgate delle leggi restrittive, le quali, andando a disciplinare la pesca nonch\u00e9 il tempo in cui si pu\u00f2 tenere la specie a bordo, hanno permesso di evitare il peggio. Per questo, di fatto, per i pescatori sportivi c&#8217;\u00e8 la possibilit\u00e0 di poter contare su un buon numero di tonni rossi, i quali anzi sembrano in leggero aumento in determinate zone.<\/p>\n<h3>Le regole per la pesca del tonno rosso<\/h3>\n<p>Sapendo che molte persone interessate alla pesca a drifting accarezzano l&#8217;idea di insidiare il tonno rosso, aggiungiamo alcune righe dedicate alle <strong>regole<\/strong> specifiche della pesca al tonno rosso. Va detto infatti che ogni anno la pesca a questo particolare esemplare <strong>apre il 16 giugno per concludersi il 14 ottobre<\/strong>, con entrambe le date estreme incluse. Attenzione, per\u00f2: non bisogna tenere in considerazione solo le date. Va infatti detto che ogni Paese ha di volta in volta una propria<strong> quota tonno<\/strong>, e che nel caso dell&#8217;Italia questa viene divisa tra i vari sistemi. Questo significa che ogni anno alla pesca sportiva e ricreativa pu\u00f2 essere assegnata una quota differente, ovvero un diverso numero di tonnellate. Nel momento in cui la quota viene raggiunta, <strong>di solito gi\u00e0 entro luglio<\/strong>, \u00e8 possibile pescare solo con <strong>catch and release<\/strong>, per proteggere questo pesce. Va peraltro aggiunto che per darsi alla pesca del tonno rosso \u00e8 necessario richiedere gratuitamente<strong> l&#8217;autorizzazione della propria Capitaneria di porto,<\/strong> autorizzazione che viene fatta<strong> a nome della barca,<\/strong> e non del pescatore singolo. E ancora: in ogni caso il tonno rosso deve pesare <strong>almeno 30 chilogrammi,<\/strong> o essere di almeno 115 centimetri.<\/p>\n<p>Non bisogna per\u00f2 pensare che il tonno rosso possa essere insidiato solamente con il drifting: questo pesce pu\u00f2 essere preso in considerazione<strong> anche attraverso la traina d&#8217;altura e la pesca a spinning, detta anche popping o spinning pesante.<\/strong> Non ci sono per\u00f2 dubbi: per le sue stesse caratteristiche, la pesca a drifting \u00e8 quella che d\u00e0 maggiori probabilit\u00e0 di successo, ed \u00e8 quindi qui che il pescatore di tonni wannabe dovrebbe guardare.<\/p>\n<h2 id=\"C3\">Il tipo di barca per la pesca a drifting<\/h2>\n<p>Prima di passare all&#8217;analisi delle tecniche e degli accessori per la pesca a drifting, soffermiamoci sulla barca. Partendo dal presupposto ovvio per cui il drifting non pu\u00f2 essere fatto in altri posti all&#8217;infuori della barca, \u00e8 bene cercare di capire <strong>quale imbarcazione deve essere usata per queste tecniche<\/strong>. Ebbene, gi\u00e0 al livello della scelta della barca si pu\u00f2 affermare che no, il drifting non \u00e8 alla portata di tutti. Serve infatti una un <strong>fischerman<\/strong>, una barca con caratteristiche d&#8217;altura, che possano navigare con sicurezza in mare aperto: la pesca a drifting, insomma, non si fa con il gommoncino della domenica, eccetto qualche gommone ideato per la pesca sportiva. Certo, non esistono delle regole fisse, ma \u00e8 davvero<strong> improbabile poter pescare a meno di 6 o 8 miglia dal porto di partenza<\/strong>: da qui si capisce che \u00e8 bene avere una barca solida, abbastanza veloce, attrezzata di <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/245-ecoscandagli-gps-barca\">ecoscandaglio <\/a>e di <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/533-gps-portatili\">GPS nautico<\/a>. Sei alla ricerca del tuo fisherman ideale? Leggi la nostra <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/scegliere-la-barca-da-pesca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">guida alla scelta della barca da pesca<\/a>!<\/p>\n<h2 id=\"C4\">La tecnica della pesca a drifting<\/h2>\n<p>Come vedremo tra poco, ci sono due principali tipologie di pesca a drifting, da seduti oppure in piedi. Gli accorgimenti di base sono per\u00f2 i medesimi. Punto fondamentale \u00e8, come abbiamo visto, la pasturazione, a base di sardine, ma anche per esempio di alici. Una volta arrivati al posto prestabilito, \u00e8 possibile calare le lenze: \u00e8 bene sottolineare che da quel punto in poi, in qualsiasi momento, il pesce \u2013 il tonno \u2013 potrebbe abboccare e iniziare a tirare. <strong>Vietato quindi girare la lenza intorno al palmo della mano<\/strong>, gesto pericolosissimo,<strong> o lasciare completamente la frizione del mulinello aperta<\/strong>, per non rischiare di ritrovarsi con una grandiosa parrucca. Dopo una decina di metri di finale, va calata la lenza madre, provvista di una <strong>zavorra<\/strong>. Nel momento in cui si raggiunge la profondit\u00e0 voluta, \u00e8 bene applicare un <strong>galleggiante<\/strong>, cos\u00ec da avere un&#8217;idea del posizionamento dell&#8217;esca rispetto alla pastura calante verso il fondo. In genere per la pesca a drifting si utilizzano <strong>pi\u00f9 canne contemporaneamente,<\/strong> dalle 3 in su: si comincia usualmente da quella pi\u00f9 profonda e lontana dalla barca, per poi avvicinarsi e calare lenze meno profonde.<\/p>\n<p>Queste sono le regole basilari del drifting: vediamo ora le diverse declinazioni, nel caso in cui si decida di pescare da seduti oppure in piedi.<\/p>\n<h2 id=\"C5\">Da seduti: sedia da combattimento e canna<\/h2>\n<p>Per molto tempo la <strong>tecnica da seduti<\/strong> \u00e8 stata l&#8217;unica presa in considerazione per la pesca a drifting. Essa abbisogna, ovviamente, di una sedia apposita, ovvero di una <strong>sedia da combattimento.<\/strong> Ma quando il pescatore si siede? Solo nel momento della <strong>ferrata<\/strong>: da l\u00ec in poi, infatti, inizia il combattimento, il quale per dei pesciolini di 200 chilogrammi pu\u00f2 prolungarsi <strong>anche per pi\u00f9 di due o persino tre ore<\/strong>. Sedersi, insomma, non \u00e8 una brutta idea, anzi. Nel momento in cui avviene la ferrata, il pescatore si siede alla sedia da combattimento<strong>, si aggancia a essa e infila la <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/683-canne-da-pesca-drifting\">canna da pesca da drifting<\/a> nell&#8217;apposito bicchiere<\/strong> posizionato sempre sulla sedia, tra le sue gambe. In questo modo gran parte della fatica viene passata alla &#8216;struttura&#8217; della sedia, la quale deve essere molto solida e installata alla perfezione. Non \u00e8 tutto qui: la canna da pesca, oltre a essere inserita nel bicchiere, \u00e8 anche agganciata al <strong>giubbotto da combattimento<\/strong> del pesatore. Insomma, durante questa fase, pescatore, sedia e canna costituiscono un unico elemento, funzionale a non affaticare eccessivamente le braccia: nei momenti di quiete, infatti, diventa persino possibile lasciare la presa per qualche istante. La pesca a drifting da seduti richiede una canna da pesca speciale: si tratta di una lunga <strong>canna da sedia<\/strong> di misura compresa \u2013 in generale \u2013 tra i 2.20 metri e i 2.50 metri. Grazie a questa lunga leva e al punto di ancoraggio offerto dalla sedia da combattimento, \u00e8 possibile &#8216;pompare&#8217; con facilit\u00e0 e senza troppa fatica, potendo peraltro aiutarsi con il corpo \u2013 grazie al giubbotto da combattimento \u2013 oltre che con le braccia.<\/p>\n<p>La canna da sedia deve essere per forza di cose lunga, per poter cambiare murata da seduti (a prua) a seconda dei movimenti del pesce. Solitamente si opta per canne in <strong>carbonio<\/strong>, resistenti e leggere, con passanti a carrucola doppia o singola e con libbraggi elevati come nel caso delle 50lb ed 80lb. Visto il peso delle prede, l&#8217;attacco del mulinello deve essere estremamente solido e stabile.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-8926\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/nick-karvounis-keLEfEdxXYc-unsplash-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"683\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/nick-karvounis-keLEfEdxXYc-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/nick-karvounis-keLEfEdxXYc-unsplash-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/nick-karvounis-keLEfEdxXYc-unsplash-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/nick-karvounis-keLEfEdxXYc-unsplash-200x133.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/nick-karvounis-keLEfEdxXYc-unsplash-400x267.jpg 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/nick-karvounis-keLEfEdxXYc-unsplash-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/nick-karvounis-keLEfEdxXYc-unsplash-800x533.jpg 800w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/nick-karvounis-keLEfEdxXYc-unsplash-1200x800.jpg 1200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/nick-karvounis-keLEfEdxXYc-unsplash.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<h2 id=\"C6\">In piedi: tecnica stand up<\/h2>\n<p>Dopo tutto quello che abbiamo visto finora, potrebbe sembrare strano, eppure \u00e8 proprio cos\u00ec: \u00e8 possibile praticare la pesca a drifting anche <em>in piedi<\/em>, senza quindi usufruire di una sedia da combattimento, difatti l&#8217;utilizzo di <strong>canne stand-up per il drifting<\/strong>, ha sostituito negli ultimi anni, quasi del tutto, la concezione della pesca da seduto. Ma come si pu\u00f2 pescare dei pesci cos\u00ec pesanti, come \u00e8 possibile vincere tali combattimenti senza farsi strappare la canna da pesca dalle mani e senza farsi trascinare in mare? Ebbene, sono necessari i giusti <strong>strumenti da pesca<\/strong>, le sufficienti competenze e s\u00ec, anche <strong>una buona preparazione fisica<\/strong>. Quando si parla di pesci che possono oltrepassare comodamente i 100 chilogrammi di peso, infatti, si deve tenere conto di una potenza da non trascurare!<\/p>\n<p>Anche in questo caso, il pescatore deve munirsi di giubbotto da combattimento, il quale in questo caso diventa davvero indispensabile. In realt\u00e0 qui si parla pi\u00f9 specificamente di una <strong>pancera<\/strong> da combattimento e di\u00a0<strong>renale<\/strong>, cos\u00ec da assicurare al pescatore canna da pesca e mulinello: molti modelli sono impostati verso il basso, cos\u00ec da permettere al pescatore di poggiare il tutto sulle cosce, in modo da potersi aiutare anche con le gambe durante l&#8217;azione di pompaggio. Non c&#8217;\u00e8 dubbio, e nessuno oserebbe mai dire il contrario: la tecnica stand up della pesca a drifting \u00e8 molto pi\u00f9 faticosa rispetto a quella vista qui sopra, e senza una buona prestanza fisica questa tecnica pu\u00f2 diventare persino pericolosa.<\/p>\n<p>Anche qui \u00e8 doveroso avere una canna da pesca specifica. Si tratta di <strong>una canna pi\u00f9 corta<\/strong> rispetto a quella &#8216;da sedia&#8217;, e quindi compresa tendenzialmente al di sotto dei due metri, tra i 170 e i 200 centimetri. Il motivo \u00e8 duplice: non essendo seduti, non c&#8217;\u00e8 bisogno di una lunghezza maggiore e, potendo contare su una canna corta, si ha maggiore leva a proprio vantaggio. Anche in questo caso servono passanti resistenti a carrucola singola o doppia; a maggior ragione, nella tecnica stand up si cerca la leggerezza, e quindi si premiano le canne da pesca in carbonio. Se per le canne da sedia l&#8217;azione ricercata \u00e8 <strong>parabolica<\/strong>, per le canne da stand up si cerca <strong>un&#8217;azione di punta.\u00a0<\/strong>Negli ultimi anni, si \u00e8 visto un aumento di <strong>canne anellate a spirale<\/strong>, dette anche &#8220;<strong>Acid<\/strong>&#8220;, questo tipo di montaggio, ha permesso al pescatore di utilizzare <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/692-filo-trecciato-spinning\">fili trecciati<\/a> di diametro notevolmente pi\u00f9 ridotto rispetto al comune nylon, inoltre, questa spiralit\u00e0 ha aumentato la potenza di riserva all&#8217;attrezzo, che permette in fase di pompaggio, una leva nettamente superiore al classico montaggio con carrucole, ormai diventato un p\u00f2, d\u00e9mod\u00e9.<\/p>\n<p>E per quanto riguarda<strong> la potenza delle canne da pesca<\/strong>? Ebbene, qui non dipende tanto dalla tecnica in s\u00e9, quanto invece dalle prede a mirino: chi si mette sulla pista di giganteschi tonni rossi non pu\u00f2 scendere al di sotto delle 50-80 libbre, mentre chi si &#8216;accontenta&#8217; dei tonni da branco pu\u00f2 restare tra le 20, 30 e le 50 libbre.<\/p>\n<h2 id=\"C7\">Il mulinello per il drifting<\/h2>\n<p>Abbiamo visto come devono essere le canne da pesca per la pesca a drifting: vale la pena spendere due parole anche per i <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/428-mulinelli-da-pesca\">mulinelli <\/a>da associare. Il <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/combattimento-nella-pesca-al-tonno-gigante\/\">tonno gigante<\/a> ripete pi\u00f9 volte la fuga, in modo potente, per tre, quattro, cinque, sei o persino sette volte: non ci si pu\u00f2 certo stupire che servano mulinelli di tutto rispetto. Servono quindi mulinelli con una buona capienza, tendenzialmente con telaio monoblocco in acciaio o lega leggera,<strong> con frizione a leva<\/strong> per una regolazione pi\u00f9 facile e fluida, funzione importante, in quanto la frizione deve obbligatoriamente assecondare in modo fluido le molteplici fughe che compie il tonno in fase di combattimento, onde evitare, spiacevoli rotture. Il mulinello pu\u00f2 essere caricato sia con nylon che con dacron o multifibra, in base a obiettivi, abitudine, budget e canna utilizzata. L&#8217;utilizzo di <strong>mulinelli a doppia frizione<\/strong> o anche detti <strong>a doppia velocit\u00e0<\/strong> invece, aiuteranno di gran lunga il recupero del tonno, soprattutto nella fase in cui il pesce si trova &#8220;alla picca&#8221; dell&#8217;imbarcazione, a questo punto l&#8217;utilizzo della <strong>velocit\u00e0 ridotta del mulinello<\/strong>, ci aiuta a portare a termine con il minimo sforzo, la nostra ambita cattura.<\/p>\n<h2 id=\"C8\">Una variante: il light drifting<\/h2>\n<p>Pi\u00f9 complessa della pesca a traina ma sicuramente molto meno difficile e dispendiosa rispetto al drifting, la tecnica del<strong> ligth drifting<\/strong> \u00e8 divertente e affascinante. In questo caso si utilizzano<strong> attrezzature leggere<\/strong>, che mirano alla cattura di pesci tutt&#8217;al pi\u00f9 di qualche chilo o in alcuni casi fino ad oltre 10 chili. Si pratica lungo la costa, in estate, autunno e in inverno, anche con barche di dimensioni ridotte. Anche qui <strong>l&#8217;esca \u00e8 sempre naturale:<\/strong> si parla ancora di sarde, quindi, e di alici. Esistono ovviamente delle canne da pesca realizzate appositamente per la pesca light drifting, ma va sottolineato anche che molti riutilizzano a questo scopo delle canne da bolentino o da spinning, riadattata ad hoc. Anche in questo caso, elemento fondamentale dell&#8217;azione di pesca \u00e8 la pasturazione. Si potranno cos\u00ec catturare sugarelli, lampughe, tombarelli, palamite, lanzardi, sgombri, grossi alletterati e via dicendo.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo gi\u00e0 visto i fondamentali della pesca a bolentino, abbiamo scoperto gli accessori per il vertical jigging, abbiamo imparato i trucchi della traina alla spigola. E oggi? 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