{"id":6254,"date":"2020-01-14T10:15:29","date_gmt":"2020-01-14T09:15:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/?p=6254"},"modified":"2022-09-27T11:35:37","modified_gmt":"2022-09-27T09:35:37","slug":"003-regate-con-tracking-on-line-san-giorgio-sein","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/003-regate-con-tracking-on-line-san-giorgio-sein\/","title":{"rendered":"Regate con tracking on-line. Da seguire miglia dopo miglia grazie a San Giorgio SEIN"},"content":{"rendered":"<p>Fino a qualche anno fa, alla partenza di una regata le barche partecipanti si salutavano dal molo e da quel momento calava il silenzio per coloro che restavano a terra. Nessuna notizia, o comunque poche e molto sporadiche, fino al taglio del traguardo.<\/p>\n<p>Questo era forse il bello ed il vero fascino delle regate d\u2019altura: una sorta di alone di mistero che faceva immaginare la vita di bordo, le bonacce ed i colpi di vento, senza per\u00f2 avere nessun tipo di riscontro.<\/p>\n<h3>NAVIGARE ALL\u2019ANTICA<\/h3>\n<p>Prima dell\u2019avvento della strumentazione di bordo di ultima generazione, le regate d\u2019altura erano infatti una vera e propria avventura, anche per chi le seguiva da terra, proprio perch\u00e9 non c\u2019erano collegamenti con le barche e gli equipaggi fino al momento dell\u2019arrivo a terra.<\/p>\n<p>Ma non per questo i grandi eventi velici d\u2019altura o intorno al mondo perdevano di fascino. Per giorni, o addirittura per settimane, gli equipaggi e gli skipper partecipanti vivevano in uno stato di solitudine, senza avere la possibilit\u00e0, se non incrociando la rotta di qualche nave, di contattare chi restava a terra.<\/p>\n<p>Basti ricordare le grandi avventure del <strong>Golden Globe<\/strong>, che oggi tutti conosciamo come <strong>Vend\u00e8e Globe<\/strong>, oppure la <strong>Whitbread\u00a0Round the World\u00a0Race<\/strong> (oggi Ocean Race), regate intorno al mondo, che vengono corse in solitario od in equipaggio, che all\u2019epoca delle loro prime edizioni, parliamo degli anni \u201860-\u201870 del novecento, erano corse con pochissimi mezzi di comunicazione ed il resoconto della regata avveniva all\u2019arrivo.<\/p>\n<p>Chi era a terra aveva a disposizione sono la propria immaginazione, in attesa dell\u2019arrivo dei partecipanti.<\/p>\n<h3>QUINDI, COME COMUNICAVANO LA POSIZIONE?<\/h3>\n<p>All\u2019epoca delle prime grandi regate oceaniche o di altura, la posizione dei regatanti, sia che essi fossero in equipaggio o solitari, era affidata ai diari di bordo e per comunicare a terra che la navigazione procedeva regolarmente, bisognava aspettare di incontrare una nave con la quale poter comunicare tramite la radio VHF e che avrebbe poi effettuato il cos\u00ec detto <strong>\u201cponte radio\u201d<\/strong>: avrebbe cio\u00e8 ritrasmesso a terra il messaggio originale, confermando ai famigliari od all\u2019organizzazione il regolare svolgimento della navigazione. Ovviamente questo poteva richiedere anche qualche giorno. Insomma, all\u2019epoca di Sir Robin Knox-Johnston o di Eric Tabarly, non bisognava avere fretta di conoscere la classifica provvisoria.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-6257 size-large\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/compass-429772_1920-1024x683.jpg\" alt=\"regate 2020 tracking on line\" width=\"1024\" height=\"683\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/compass-429772_1920-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/compass-429772_1920-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/compass-429772_1920-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/compass-429772_1920-200x133.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/compass-429772_1920-400x267.jpg 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/compass-429772_1920-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/compass-429772_1920-800x533.jpg 800w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/compass-429772_1920-1200x800.jpg 1200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/compass-429772_1920.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>Rileggendo i libri di alcuni protagonisti di queste regate, ci si rende perfettamente conto della situazione e\u00a0 viene da chiedersi come l\u2019organizzazione poteva garantire la sicurezza delle persone che mollavano gli ormeggi per diversi giorni, senza avere la possibilit\u00e0 di comunicare con loro.<\/p>\n<p><strong>Ida Castiglioni<\/strong>, unica donna italiana ad aver partecipato nel 1976 alla regata Ostar (traversata Atlantica che da Plymouth arriva a Newport, seguendo la rotta a nord), racconta nel suo libro \u201cEva\u201d di essere partita nonostante un problema tecnico che le imped\u00ec di avere una radio VHF funzionante per tutta la durata della regata. Si pensi che rimase isolata per ben 37 giorni, tanto da essere ritenuta dispersa.<br \/>\nUna situazione che non la ferm\u00f2 alla partenza ma che, con il senno di poi, visto il manifestarsi di un\u2019infezione che le caus\u00f2 una febbre molto alta proprio in mezzo all\u2019Atlantico, forse non era il caso di affrontare.<\/p>\n<p>[ps_product_list id_product=5573,4027,4197]<\/p>\n<p>Come non ricordare poi l\u2019immagine che tutti noi abbiamo ben stampata nella mente di Moitissier che lancia [\u2026] un messaggio alla fionda, da telegrafare a Robert, del Sunday Times: \u201cCaro Robert, Capo Horn \u00e8 stato doppiato il 5 febbraio e siamo al 18 marzo. Continuo senza scalo verso le isole del Pacifico perch\u00e9 in mare sono felice e forse anche per salvarmi l\u2019anima.\u201d[\u2026]<\/p>\n<p>Un messaggio lanciato ad un cargo con la fionda.<\/p>\n<p>Parliamo quindi di un\u2019epoca in cui partecipare ad una regata d\u2019altura era pi\u00f9 una prova di sopravvivenza che un evento sportivo come lo intendiamo oggi.<\/p>\n<h3>TRACKING ONLINE \u2013 VOYERISMO SPORTIVO O SICUREZZA?<\/h3>\n<p>Oggi le cose sono nettamente cambiate, soprattutto per poter garantire degli elevati standard di sicurezza a chi va per mare. Attraverso vari strumenti tecnologici possiamo seguire, miglio dopo miglio, una barca in regata, in qualsiasi mare del mondo.<\/p>\n<p>La possibilit\u00e0 di monitorare le imbarcazioni durante la navigazione \u00e8 diventata di primaria importanza, soprattutto per poter intervenire in caso di necessit\u00e0 o di pericolo per la vita dell\u2019equipaggio o del solitario.<\/p>\n<p>Questa possibilit\u00e0 ovviamente si \u00e8 traslata anche per la comunicazione che spesso pu\u00f2 sembrare svantaggiata dalla tipologia di evento sportivo.<\/p>\n<p>Ecco quindi l\u2019evento dei sistemi di tracking per seguire in tempo reale ed on-line le imbarcazioni impegnate in una regata.<\/p>\n<h3>COME FUNZIONA IL TRACKING ON LINE?<\/h3>\n<p>Il tracker \u00e8 un dispositivo che viene posizionato sull\u2019imbarcazione a vela impegnata in una regata e che trasmette la propria posizione per essere poi pubblicata on-line nella cartografia dell&#8217;evento.<\/p>\n<p>La posizione viene aggiornata ad intervalli di tempo che possono variare a seconda delle regate e dei contratti stipulati con i fornitori.<\/p>\n<p>Molte aziende, oltre al gi\u00e0 citato rilevamento della posizione, offrono dei servizi aggiuntivi come, ad esempio, le previsioni meteo, le statistiche di velocit\u00e0, l\u2019ETA e la possibilit\u00e0 di rivedere la rotta percorsa.<\/p>\n<p>Il tracking quindi diventa una sorta di finestra sulla regata, in grado di offrire a chi segue l\u2019evento da casa, non solo la possibilit\u00e0 di seguire in tempo reale la posizione delle barche, ma anche di poter acquisire dati ed informazioni per comprendere meglio le dinamiche e le strategie della regata.<\/p>\n<p><strong>In Italia uno dei sistemi di tracking on-line pi\u00f9 usati per le regate \u00e8 fornito dalla SGS TRACKING, societ\u00e0 del gruppo San Giorgio S.E.I.N.<\/strong><\/p>\n<p>San Giorgio S.E.I.N \u00e8 un\u2019azienda nata a Genova.<\/p>\n<p>[ps_product_list id_product=2842,2901,2875]<\/p>\n<p>Negli anni \u201860 progett\u00f2 la prima linea completa di strumenti elettronici per uso navale (serie Viking ed Apollo) che comprendeva le prime sonde di misura livello capacitive ed in tecnologia reed, le prime centraline di rilevamento temperatura gas di scarico con termocoppie antishock ed i primi strumenti con display a scarica di gas visibili in luce solare. Nel 1982, a seguito di una joint-venture con la societ\u00e0 Veglia Borletti, inizi\u00f2 la progettazione e la produzione di una nuova linea di strumenti e sensori specificatamente progettati per il diporto nautico e per l\u2019automotive.<\/p>\n<p>Con <strong>SGS TRACKING<\/strong>, sono entrati nel settore sportivo fornendo assistenza, tecnologia e servizi per la trasmissione dei dati in regata, forti del loro know-how.<\/p>\n<p><strong>SGS TRACKING<\/strong> infatti copre le migliori regate del settore come:<\/p>\n<ul>\n<li>I grandi appuntamenti dell\u2019altura in Adriatic: <strong>La 500, La 200, La 50 e La 100 del Circolo Nautico Santa Margherita di Caorle<\/strong>, considerate ormai delle regate classiche che pochi velisti vogliono perdere. Percorsi tecnici, con condizioni meteomarine spesso variabili che costringono a continue revisioni delle strategie di regata.<\/li>\n<li>La <strong>GIRAGLIA<\/strong>, mitica regata del circuito Rolex Cup si affida ogni anno ad SGS per tracciare il suo percorso che usa il famoso scoglio della Giraglia come una sorta di Boa, per poi tornare verso nord e tagliare il traguardo a Monaco. Una regata che riunisce i grandi nomi della vela in un contesto assolutamente di alto livello.<\/li>\n<li>La <strong>RIGASA,<\/strong> rinnovato appuntamento del Circolo Velico Riminese che torna a parlare d\u2019altura dopo il grande successo della RIMINI \u2013 CORFU\u2019-RIMINI, una vera leggenda delle regate d\u2019altura degli anni \u201880. Una delle prime regate d\u2019altura ad essere organizzata in Mediterraneo, dove ancora i punti nave venivano comunicati con il VHF alle capitanerie di porto ed inviati via fax all\u2019organizzazione.\u00a0 Una carta nautica esposta fuori dalla sede del Circolo Velico Riminese riportava la posizione delle barche con dei piccoli magneti a segnare la posizione dei partecipanti. Forse la vera prima cartografica in tempo (quasi) reale che permetteva agli appassionati di seguire la rotta e vedere la posizione delle barche.<\/li>\n<li>Anche il nostro amico Sergio Dav\u00ec \u2013 <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/sergio-davi-un-ulisse-moderno-che-attraversa-loceano-in-gommone\/\">Leggi qui la nostra intervista<\/a> \u2013 si \u00e8 appoggiato ad SGS per il suo ICE RIB CHALLANGE, una traversata atlantica con un gommone sulle rotte pi\u00f9 a nord e che Sergio ha concluso con grande successo.<\/li>\n<li>La <strong>Classe Mini<\/strong> ha da sempre affidato le regate del suo campionato ad SGS TRACKING, quali: Arcipelago 6.50, GPI 6.50, MINI SOLO 6.50 e TROFEO BIANCHETTI. Le regate dedicate alla classe delle piccole oceaniche.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Scopri i prodotti di <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/3_san-giorgio-sein\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">San Giorgio SEIN<\/a> nel nostro store.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fino a qualche anno fa, alla partenza di una regata le barche partecipanti si salutavano dal molo e da quel momento calava il silenzio per coloro che restavano a terra. Nessuna notizia, o comunque poche e molto sporadiche, fino al taglio del traguardo. 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