{"id":6222,"date":"2020-01-13T09:00:16","date_gmt":"2020-01-13T08:00:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/?p=6222"},"modified":"2022-09-27T11:34:37","modified_gmt":"2022-09-27T09:34:37","slug":"001-carico-di-rottura-cime-di-ormeggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/001-carico-di-rottura-cime-di-ormeggio\/","title":{"rendered":"Il carico di rottura delle cime di ormeggio"},"content":{"rendered":"<p>Qualche giorno ci siamo imbattuti nell&#8217;interessante quesito di un utente, il quale domandava quale fosse il necessario <strong>carico di rottura delle cime di ormeggio<\/strong> per la sua barca. Pi\u00f9 nello specifico, l&#8217;utente si domandava quale potesse essere <strong>il carico massimo su una cima<\/strong> (e quindi il carico di rottura al quale puntare) per una barca lunga poco pi\u00f9 di 10 metri e pesante circa 6 tonnellate, in qualsiasi condizione meteo. La risposta sembra banale, ma in realt\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec. Dare una risposta sicura a questa domanda, di fatto, \u00e8 praticamente impossibile. Come sapere quale forza si trova a dover affrontare una cima, magari durante una burrasca? Ci sono tantissimi fattori da tenere in considerazione. Bisogna calcolare la potenza del vento, la sua direzione, la risacca e via dicendo. E poi, pensando al carico di rottura della singola cima di ormeggio, bisogna ovviamente pensare al suo diametro, al materiale usato, alla tipologia, all&#8217;elasticit\u00e0, all&#8217;usura, alla <strong>manutenzione<\/strong> e via dicendo. Insomma, calcolare qual \u00e8 il carico di rottura delle cime di ormeggio da usare, e individuare qual \u00e8 effettivamente la portata massima delle cime che stiamo utilizzando, non sono attivit\u00e0 facili, ed \u00e8 quasi impossibile prendere in considerazione tutti i fattori.<\/p>\n<p>Eppure, per il diportista, vale davvero la pena spendere qualche minuto per approfondire un po&#8217; il discorso sul carico di rottura delle cime di ormeggio. Abbiamo gi\u00e0 scritto una <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/ormeggio-guida-alla-scelta-delle-cime\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">guida sulla scelta delle cime per l&#8217;ormeggio<\/a>: qui vogliamo andare un po&#8217; pi\u00f9 in profondit\u00e0, per essere sicuri di usare sempre e comunque dei <strong>cavi abbastanza forti e abbastanza resistenti.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#C1\">Capire quanto deve sopportare una cima d&#8217;ormeggio<\/a><br \/>\n<a href=\"#C2\">Anche il numero di cavi conta&#8230; fino a un certo punto<\/a><br \/>\n<a href=\"#C3\">Tipi di cime d&#8217;ormeggio<\/a><br \/>\n<a href=\"#C4\">Mai dimenticare l&#8217;elasticit\u00e0<\/a><br \/>\n<a href=\"#C5\">Il carico di rottura delle cime di ormeggio in base al diametro dei cavi<\/a><br \/>\n<a href=\"#C6\">Il carico di rottura delle molle d&#8217;ormeggio<\/a><\/p>\n<h2 id=\"C1\">Capire quanto deve sopportare una cima d&#8217;ormeggio<\/h2>\n<p>Lo diciamo fin da subito: <strong>non esiste una formula bella e pronta<\/strong> per capire a quale sforzo pu\u00f2 essere sottoposta una cima d&#8217;ormeggio. Certo, sappiamo qual \u00e8 il carico di rottura delle cime di ormeggio che acquistiamo, \u00e8 lo stesso produttore che, in seguito a precisi testi di laboratorio, ci comunica questa cifra. Non sappiamo per\u00f2 a quale tensione <strong>reale<\/strong> potr\u00e0 poi essere effettivamente sottoposta quella stessa cima d&#8217;ormeggio una volta effettivamente utilizzata per ormeggiare la barca. In una situazione di mare calmo, con vento pressoch\u00e9 assente, il cavo d&#8217;ormeggio sar\u00e0 praticamente a riposo, con una tensione che sar\u00e0 lontanissima anni luce dal carico di rottura ufficiale.<\/p>\n<p>Ma cosa succede nel momento in cui il porto viene investito da un tempesta? Qui calcolare la forza con la quale il vento e le onde tirano e spingono una barca diventa impossibile. Va peraltro detto che, in questi casi, non si deve temere solamente per la tenuta delle cime d&#8217;ormeggio. A spaventare, in questi casi, pu\u00f2 essere anche <strong>la tenuta dei pali stessi dei pontili<\/strong>, i quali potrebbero essere divelti: in quel caso, il problema del carico di rottura delle cime di ormeggio non potrebbe che passare decisamente in secondo piano.<\/p>\n<p>Torniamo per\u00f2 a noi, e supponiamo che le strutture alle quali abbiamo ormeggiato la nostra imbarcazione se ne restino immobili. Cosa influisce sulla tensione alla quale sono sottoposti i cavi d&#8217;ormeggio? Sicuramente il primo dato da prendere in considerazione \u2013 che \u00e8 effettivamente quello che viene indicato dai produttori di cime d&#8217;ormeggio \u2013 \u00e8<strong> il peso totale dell&#8217;imbarcazione<\/strong>. A essere precisi, per\u00f2, questo dato da solo non \u00e8 bastante. Ipotizziamo un porto attraversato da vento forte pi\u00f9 o meno costante: in quel caso diventer\u00e0 molto importante anche<strong> la superficie di barca esposta al vento.<\/strong> Per calcolare il carico di rottura da ricercare nelle cime di ormeggio, quindi, si dovrebbe s\u00ec tenere in considerazione il peso della barca, ma anche la superficie di opera morta esposta al movimento d&#8217;aria. Un po&#8217; come fanno, insomma, gli architetti, quando costruiscono grattacieli e altre strutture che possono temere l&#8217;effetto vela. Poi bisogna calcolare esattamente <strong>la direzione del vent<\/strong>o, che pu\u00f2 essere da prua, da poppa o altro, e c&#8217;\u00e8 poi il brandeggio.<\/p>\n<p>Come si vede, dunque, calcolare con precisione quale deve essere il carico di rottura della cima di ormeggio perfetta non \u00e8 per nulla facile. Questo perch\u00e9, va sottolineato, non ci sono da tenere in considerazioni solamente le variabili della barca: qui anche <strong>madre natura<\/strong> ci mette lo zampino, e si sa, quella \u00e8 sempre imprevedibile.<\/p>\n<p>Per questo, quando si parla di carico di rottura delle cime di ormeggio,<strong> bisogna sempre esagerare, seppur con buon senso<\/strong>. \u00c9 bene scegliere numero di cavi, lunghezza, diametro, tipologia e materiali che possano fare molto pi\u00f9 di quanto richiesto in situazioni normali, e di pi\u00f9 (almeno un pochettino) di quanto richiesto in situazioni straordinarie.<\/p>\n<p>[ps_product_list id_product=565,1732,564]<\/p>\n<h2 id=\"C2\">Anche il numero di cavi conta&#8230; fino a un certo punto<\/h2>\n<p>Va detto che, ovviamente, l&#8217;ormeggio della barca non viene assicurato con un solo e unico cavo. Al contrario: l&#8217;ormeggio viene fatto con pi\u00f9 cavi, cos\u00ec da<strong> immobilizzare sicuramente la barca,<\/strong> ridistribuendo la tensione tra le diverse cime. Solo con un numero sufficiente di <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/12-ancoraggio-e-ormeggio\/17-corderia\/32-cime-da-ormeggio\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cime di ormeggio<\/a> disposte nel modo corretto, e con i necessari <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/12-ancoraggio-e-ormeggio\/16-parabordi-profili-boe-e-accessori\/27-parabordi-copriparabordi-portaparabordi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">parabordi<\/a> piazzati tra la barca, la banchina e le altre barche, si pu\u00f2 essere assolutamente sicuri. Va peraltro sottolineato che non si pu\u00f2 concretamente affidarsi alla &#8216;suddivisione&#8217; della tensione tra i vari cavi d&#8217;ormeggio utilizzati: in base alla direzione del vento, infatti, il compito potrebbe dover essere assolto da un solo cavo, il quale dovrebbe dunque vantare un carico di rottura molto alto.<\/p>\n<p>In generale per un ormeggio veloce, che deve durare solo il tempo di fare rifornimento o poco pi\u00f9, \u00e8 possibile accontentarsi di due cime, ovvero di <strong>una cima di ormeggio a poppa e un&#8217;altra a prua.<\/strong> Ma questo \u00e8 il minimo indispensabile, e non pu\u00f2 certo bastare in caso di una sosta prolungata. In questo caso alle due cime d&#8217;ormeggio principali \u00e8 bene aggiungere i due <strong>traversini<\/strong>, uno a prua e uno a poppa, da disporre perpendicolarmente rispetto all&#8217;asse della barca. Per mettere del tutto in sicurezza la barca saranno poi necessari i due <strong>batticulo<\/strong>, ovvero i due cavi che, partendo l&#8217;uno da poppa e l&#8217;altro da prua, si direzionano nella parte opposta.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-6225\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/rope-3060859_1920-1024x681.jpg\" alt=\"cavi per ormeggiare barca\" width=\"1024\" height=\"681\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/rope-3060859_1920-1024x681.jpg 1024w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/rope-3060859_1920-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/rope-3060859_1920-768x510.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/rope-3060859_1920-200x133.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/rope-3060859_1920-400x266.jpg 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/rope-3060859_1920-600x399.jpg 600w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/rope-3060859_1920-800x532.jpg 800w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/rope-3060859_1920-1200x798.jpg 1200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/rope-3060859_1920.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<h2 id=\"C3\">Tipi di cime d&#8217;ormeggio e altri fattori da tenere in considerazione<\/h2>\n<p>La resistenza, e quindi il carico di rottura delle cime d&#8217;ormeggio, dipende anche dalla loro fattura. Tra i cavi d&#8217;ormeggio pi\u00f9 diffusi ci sono senza ombra di dubbio <strong>le cime a tre legnoli<\/strong>, le quali si distinguono per il <strong>costo contenuto<\/strong> nonch\u00e9 per un carico di rottura non particolarmente alto, ma nemmeno basso, va detto: per avere una portata alta, dunque, nel caso dei cavi a tre legnoli \u00e8 necessario aumentare il diametro. Ci sono poi i cavi pi\u00f9 complessi, ovvero i cavi a doppia treccia e square line, pi\u00f9 morbidi, pi\u00f9 pratici per lo stivaggio, i quali hanno generalmente un carico di rottura maggiore, che va di pari passo a un prezzo pi\u00f9 alto.<\/p>\n<p>A definire il carico di rottura delle cime d&#8217;ormeggio non \u00e8 per\u00f2 solamente la loro tipologia: qui sotto vedremo come e quanto influiscono lo spessore e il materiale. Ma c&#8217;\u00e8 dell&#8217;altro. Una buona cima da utilizzare per l&#8217;ormeggio della barca deve avere <strong>un occhio impiombato<\/strong> da una parte \u2013 da proporzionare in base alla bitta intorno al quale viene usato \u2013 e <strong>un&#8217;impalmatura<\/strong> dall&#8217;altra parte. Ci sono altri accorgimenti da prendere in base alla tipologia di banchina con la quale si ha a che fare: chi si trova a ormeggiare in porti che presentano parti in cemento o in pietra a diretto contatto con i cavi, per esempio, dovrebbe utilizzare uno spezzone di catena come tratto finale.<\/p>\n<h2 id=\"C4\">Mai dimenticare l&#8217;elasticit\u00e0<\/h2>\n<p>Il compito di una cima d&#8217;ormeggio \u00e8 quello di resistere ai &#8216;tironi&#8217; assestati dalla barca in conseguenza al vento e al moto ondoso. Ma non \u00e8 tutto qui: i cavi di ormeggio devono essere in grado di <strong>proteggere la barca dagli scossoni<\/strong>. Immagina per esempio che la barca sia fissata alla banchina non con una cima, ma con una catena tesa. Alla prima ondata, con il tendersi subitaneo della catena, la barca non potrebbe che subire uno strattone formidabile, e alla lunga &#8211; neanche troppo, potrebbe bastare un colpo ben assestato &#8211; questo fenomeno potrebbe portare a danni consistenti. Per eliminare a monte questo problema si usano per l&#8217;appunto non delle catene e dei cavi rigidi, quando invece delle cime d&#8217;ormeggio, le quali hanno <strong>un minimo d&#8217;elasticit\u00e0<\/strong>: questa capacit\u00e0 di &#8216;allungarsi&#8217; leggermente, oltre ad aumentare il carico di rottura, protegge la barca: le sollecitazioni indotte dal moto ondoso e dal vento vengono infatti in gran parte <strong>assorbite dalle cime di ormeggio,<\/strong> e non dalla barca.<\/p>\n<p>Attenzione, per\u00f2: per essere effettivamente elastico, un cavo non deve limitarsi ad allungarsi sotto tensione. No: nel momento in cui la tensione termina, quello stesso cavo deve ritornare alle sue dimensioni originali, cosa che non succede nel momento in cui un cavo viene sovraccaricato.<\/p>\n<p>Una buona cima d&#8217;ormeggio, quindi, deve essere sufficientemente elastica. Questo dipende da due fattori: da una parte, la tipologia del cavo, con le cime a 3 o a 8 legnoli che sono ovviamente pi\u00f9 elastiche di una cima standard; dall&#8217;altra parte, il materiale della cima. Il materiale che spicca tra tutti quanto a elasticit\u00e0 \u00e8 il <strong>nylon,<\/strong> che pu\u00f2 allungarsi oltre il 30%; il <strong>poliestere<\/strong> si allunga di circa il 15%. Materiali con tassi di allungamento minori non possono essere utilizzati come cime d&#8217;ormeggio, ed \u00e8 proprio per questo motivo che non si deve mai e poi mai affidarsi alle vecchie cime e alle vecchie <strong>drizze<\/strong> riciclate per assicurare la barca alla banchina, un errore purtroppo molto diffuso.<\/p>\n<p>Ci sono dei sistemi, va detto, che permettono di rendere pi\u00f9 elastica una cima d&#8217;ormeggio, cos\u00ec da salvaguardare sia il cavo che la barca. Parliamo ovviamente dei <strong>dissipatori<\/strong>, i quali esistono<strong> sia nella versione a molla che in quella in gomma<\/strong>. Il dissipatore viene usato non solo per proteggere barca e cavi, ma anche per assicurare maggiore <strong>comfort<\/strong> a chi abita la barca ormeggiata, che avr\u00e0 meno movimenti bruschi. Indubbiamente, se con il dissipatore si cerca una maggiore comodit\u00e0 durante la notte, sar\u00e0 sicuramente il caso di affidarsi a dei dissipatori in gomma o a delle molle d&#8217;ormeggio silenziate, che per l&#8217;appunto eliminano a monte il fastidioso cigolio metallico, in grado di tener desta un&#8217;intera banchina!<\/p>\n<h2 id=\"C5\">Il carico di rottura delle cime di ormeggio in base al diametro dei cavi<\/h2>\n<p>E veniamo al rapporto tra diametro delle cime di ormeggio e relativo carico di rottura. Senza ombra di dubbio avrai gi\u00e0 letto qui e l\u00ec qualche tabella che stabilisce<strong> il diametro minimo<\/strong> del cavo per l&#8217;ormeggio in base al peso della barca. Di solito si parla, per esempio, di una cima a tre legnoli del diametro da 8 millimetri per una barca da 800 chilogrammi, da 10 millimetri per una barca da 1 tonnellata, da 12 millimetri per 2 tonnellate, da 14 millimetri per 3 tonnellate e, procedendo di questo passo, da 20 millimetri per una barca da 12 tonnellate. I valori sono solitamente i medesimi per le cime square line, mentre per una cima standard si dovranno sempre aggiungere circa due millimetri.<\/p>\n<p>Queste tabelle, per\u00f2, vanno bene <strong>solo per farsi un&#8217;idea<\/strong>. In realt\u00e0, come abbiamo visto sopra, i fattori da prendere in considerazione sono sempre di pi\u00f9. Il primo fattore dovrebbe sempre essere quello meteorologico: nel dubbio, non potendo prevedere quale saranno le condizioni dei porti da qui a vent&#8217;anni, meglio pensare alla peggiore burrasca possibile, e agire di conseguenza. Poi bisogna pensare velocemente alla superficie dell&#8217;opera morta esposta al vento: un cabinato, per esempio, avr\u00e0 bisogno di un carico di rottura maggiore.<\/p>\n<p>Non si deve poi scordare, come abbiamo gi\u00e0 detto, il <strong>materiale<\/strong> del cavo d&#8217;ormeggio che si vorr\u00e0 utilizzare. Una barca lunga 12 metri e pesante 5 tonnellate, per esempio, dovr\u00e0 avere una cima di ormeggio in nylon di 14 millimetri, di 16 in caso di altri fattori &#8216;impattanti&#8217;. In caso di cavo in poliestere, senza ombra di dubbio, ci si dovr\u00e0 invece rivolgere su un cavo di minimo 16 millimetri, per passare eventualmente ai 18 millimetri. E nel dubbio, sempre meglio scegliere per un cavo di 2 millimetri in pi\u00f9: un vecchio detto marinaresco ci dice che le cime d&#8217;ormeggio di prua e di popp<strong>a dovrebbero essere in grado di sostenere l&#8217;intero peso della barca senza alcun problema.<\/strong> Non ti fideresti ad appendere la tua preziosa barca alle tue cime d&#8217;ormeggio? Questo vuol dire che il loro carico di rottura \u00e8 minore al <strong>dislocamento<\/strong> della barca, il che non \u00e8 certo una buona idea!<\/p>\n<h2 id=\"C6\">Il carico di rottura delle molle d&#8217;ormeggio<\/h2>\n<p>Per avere la certezza di ormeggiare in modo sicuro la propria barca non basta controllare il carico di rottura delle molle d&#8217;ormeggio. Per evitare strattoni alla barca e per rendere pi\u00f9 confortevoli le notti a bordo \u00e8 infatti molto comune utilizzare<a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/600-attrezzature-nautiche\/12-ancoraggio-e-ormeggio\/17-cime-e-molle-da-ormeggio\/23-ammortizzatori-e-molle-d-ormeggio\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> delle molle d&#8217;ormeggio<\/strong><\/a>, ovvero degli <strong>ammortizzatori<\/strong> che tolgono un po&#8217; di stress sia alle cime d&#8217;ormeggio che agli attacchi stessi della barca, andando a rendere meno violenti gli <strong>strattoni<\/strong> tipici del mare mosso. Ma attenzione, anche le molle d&#8217;ormeggio hanno dei carichi di rottura da non sottovalutare. Si pensi per esempio alla molla d&#8217;ormeggio in acciaio inox e silenziata di <strong>Douglas Marine<\/strong>: il modello da 5 millimetri presenta una molla con diametro di 57 millimetri, ed \u00e8 pensato in genere per barche da 6 metri, con un carico di rottura di 1.370 chilogrammi; lo stesso modello, ma con filo da 12 millimetri e diametro della molla di 91 millimetri, \u00e8 pensato invece per barche da 16 metri, e presenta un carico di rottura fissato a 6.200 chilogrammi. Come si capisce, quindi, le molle d&#8217;ormeggio possono essere molto diverse: scegli con cura le tue!<\/p>\n<div class=\"clerk\" data-template=\"@blog-carosello-articoli-nautica\" data-keywords=\"molla-ormeggio\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche giorno ci siamo imbattuti nell&#8217;interessante quesito di un utente, il quale domandava quale fosse il necessario carico di rottura delle cime di ormeggio per la sua barca. 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