{"id":5842,"date":"2019-12-27T09:00:34","date_gmt":"2019-12-27T08:00:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/?p=5842"},"modified":"2023-06-29T07:55:48","modified_gmt":"2023-06-29T05:55:48","slug":"il-miglior-dissalatore-guida-alla-scelta-e-allutilizzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/il-miglior-dissalatore-guida-alla-scelta-e-allutilizzo\/","title":{"rendered":"Il miglior dissalatore: guida alla scelta e all&#8217;utilizzo"},"content":{"rendered":"\n<p>Il diportista sa benissimo che l&#8217;acqua \u2013 dolce \u2013 \u00e8<strong> un bene prezioso<\/strong>, da non sprecare. Chiedete in giro, a casaccio, quanti litri si consumano per fare una doccia: praticamente nessuno sapr\u00e0 rispondere in modo realistico, tranne, per l&#8217;appunto, il diportista, che sapr\u00e0 darvi delle cifre concrete (per la cronaca, in una doccia di 5 minuti di consumano circa 80 litri d&#8217;acqua, ovvero pi\u00f9 di 15 litri d&#8217;acqua al minuto). Chi esce regolarmente in barca sa che l<strong>&#8216;acqua dolce non va sprecata per il semplice fatto che \u00e8 poca<\/strong>: i serbatoi d&#8217;acqua dolce a bordo non possono infatti che contenerne una quantit\u00e0 limitata, che deve essere conservata il pi\u00f9 a lungo possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma qual \u00e8 il reale<strong> fabbisogno d&#8217;acqua dolce di una persona in barca?<\/strong> Occhio: non parliamo del fabbisogno di una persona che usa acqua come se non ci fosse un domani, quanto invece di quello di un passeggero istruito a puntino sulle cura dell&#8217;acqua dolce. Ebbene, per ogni persona si devono calcolare come minimo 5 litri al giorno, dei quali 3 ne andranno per l&#8217;idratazione, 1 per la cucina e 1 \u2013 s\u00ec, solo 1 \u2013 per l&#8217;igiene personale. Difficile, praticamente impossibile, scendere sotto questa soglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi si limita a delle uscite giornaliere potr\u00e0 accontentarsi di un <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/166-serbatoio-acqua-barca\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>serbatoio d&#8217;acqua per barche<\/strong><\/a>&nbsp;da una cinquantina di litri, il quale, una volta ricaricato, potr\u00e0 garantire a tutti i passeggeri tutta l&#8217;acqua necessaria per bere, per cucinare e persino per risciacquarsi dopo un tuffo in mare. Chi parte per una<strong> crociera costiera<\/strong> deve invece calcolare un&#8217;autonomia di pi\u00f9 giorni, che si moltiplica ovviamente nel caso della navigazione d&#8217;altura. Non \u00e8 un caso se tra gli argomenti pi\u00f9 caldi dei diportisti vi \u00e8 proprio quello della collocazione efficace a bordo dei serbatoi per l&#8217;acqua dolce, siano questi rigidi o flessibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non bisogna per forza essere schiavi dei porti per l&#8217;approvvigionamento dell&#8217;acqua dolce. No: \u00e8 possibile essere totalmente autonomi installando un<strong> <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/162-dissalatore-barca\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">dissalatore per barca<\/a>,<\/strong> cos\u00ec da avere sempre tutta l&#8217;acqua di cui si pu\u00f2 avere bisogno. Ma quali sono i vantaggi di possedere un dissalatore? Quante tipologie esistono? Come funziona questo dispositivo? E qual \u00e8 il miglior dissalatore?<\/p>\n\n\n\n\n<h2>Perch\u00e9 installare un dissalatore in barca<\/h2>\n<p>Ci sono serbatoi d&#8217;acqua dolce di ogni tipo, di tanti materiali, rigidi o flessibili, e delle pi\u00f9 differenti capacit\u00e0. Perch\u00e9, quindi, scegliere di installare un dissalatore in barca? Ebbene, di buoni motivi ce ne sono davvero parecchi. Per prima cosa, bisogna pur sempre rispettare le esigenze relative al <strong>dislocamento<\/strong> della propria barca: non si pu\u00f2 pretendere di installare a bordo serbatoi per centinaia e centinaia di litri, andando a far pesare eccessivamente la barca. Sarebbe del tutto controproducente per le barche a motore, peggio ancora per le barche a vela, che si affidano completamente al vento e, per l&#8217;appunto, a una certa leggerezza. Con un dissalatore \u00e8 possibile <strong>tagliare drasticamente la quantit\u00e0 e la capacit\u00e0 dei serbatoi a bordo<\/strong>, potendo trasformare giorno dopo giorno l&#8217;acqua salata e in acqua dolce. Il dissalatore \u00e8 quindi la soluzione perfetta per i progettisti delle barche, che possono tirare un sospiro di sollievo senza dover portare al limite il peso e le dimensioni della barche.<\/p>\n<p>Ma il dissalatore \u00e8 un grande vantaggio soprattutto per il diportista, che pu\u00f2 dire addio a gran parte delle <strong>tappe forzate in porto<\/strong> durante le crociere, potendosi godere davvero e del tutto il fascino selvaggio e la tranquillit\u00e0 assoluta della <strong>rada.<\/strong> E tutto questo senza adottare dei rigidi razionamenti circa l&#8217;utilizzo dell&#8217;acqua dolce. Certo, sar\u00e0 sempre necessario non esagerare \u2013 come peraltro non si dovrebbe esagerare nemmeno a casa \u2013 ma non si dovranno nemmeno rispettare delle regole eccessivamente restrittive.<\/p>\n<p>Occhio, per\u00f2: quando si parla di dissalatori non ci sono solamente vantaggi. Provate a parlare con qualcuno che, magari una decina d&#8217;anni fa, ha installato un qualunque dissalatore sulla propria barca: sicuramente avr\u00e0 qualche lamentela da fare e da condividere.<\/p>\n<h2>Gli svantaggi del dissalatore classico<\/h2>\n<p>Abbiamo quindi visto i principali vantaggi dell&#8217;installare a bordo un dissalatore. Vediamo ora quelli che sino i pi\u00f9 conosciuti e diffusi <strong>svantaggi<\/strong> del dissalatore classico. Ebbene, se questo dispositivo permette di produrre acqua dolce a volont\u00e0 a partire dall&#8217;acqua salata, rendendo cos\u00ec la nostra barca autonoma dal punto di vista dell&#8217;idratazione, va sottolineato che i dissalatori standard vanno a colpire un altro classico punto debole delle barche, ovvero l&#8217;<strong>energia elettrica.<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, perch\u00e9 il meccanismo usato da questi dispositivi per trasformare l&#8217;acqua salata in acqua dolce \u00e8 particolarmente <strong>energivoro,<\/strong> andando a intaccare in modo importante la scorta di energia elettrica, un problema che si fa sentire anche a bordo di <strong>yacht<\/strong> di tutto rispetto. E non \u00e8 tutto qui: no, perch\u00e9 oltre al notevole assorbimento energetico, il dissalatore tradizionale tende a essere rumoroso, andando a guastare parte della quiete che si cerca in mare, e a generare delle vibrazioni notevoli. Insomma, a fronte di un grande, enorme vantaggio sul fronte della disponibilit\u00e0 di acqua dolce, il dissalatore tradizionale presenta alcuni svantaggi da non trascurare. Ma non esiste solamente il dissalatore standard!<\/p>\n<h2>Il dissalatore tradizionale<\/h2>\n<p>In commercio esistono ovviamente molti modelli diversi di dissalatori per barca. \u00c9 possibile per\u00f2 riassumere il tutto in due grandi gruppi: da una parte, infatti, ci sono i dissalatori tradizionali, cos\u00ec come sono stati concepiti e realizzati negli anni scorsi. Si tratta di dispositivi dotati di<strong> una pompa ad alta pressione<\/strong> che funzionano con una corrente continua da 12\/24 Volt. Il meccanismo non \u00e8 particolarmente difficile da comprendere \u2013 rispetto a quello che caratterizza i dissalatori di nuova generazione.<\/p>\n<p>Di fatto tutto parte da una prima pompa che <strong>preleva l&#8217;acqua salata direttamente dal mare,<\/strong> per portarla all&#8217;interno del dissalatore. Qui l&#8217;acqua prelevata viene fatta passare attraverso un certo numero di <strong>filtri<\/strong>, per poi essere convogliata verso una seconda pompa \u2013 questa volta ad <strong>alta pressione<\/strong> \u2013 che spinge l&#8217;acqua verso delle speciali <strong>membrane,<\/strong> che danno vita al fenomeno dell&#8217;osmosi inversa (vedremo tra poco di che cosa si tratta). In questo modo, l&#8217;acqua viene dissalata, <strong>con l&#8217;eliminazione del sale e di altri contaminanti presenti dell&#8217;acqua.<\/strong><\/p>\n<p>Ci sono per\u00f2 alcune precisazioni da fare. Per prima cosa, come abbiamo visto sopra, questi dissalatori sono energivori, possono essere rumorosi e possono produrre una buona dose di vibrazioni. E nono \u00e8 tutto qui: solamente un frazione dell&#8217;acqua aspirata dal mare viene effettivamente dissalata e trasformata in acqua dolce, con il restante 85% \u2013 90% dell&#8217;acqua che, attraverso lo scarico,<strong> viene rituffata in mare.<\/strong> Ecco, questo per quanto riguarda i modelli di dissalatore tradizionale; vediamo ora la seconda tipologia di dispositivi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-7448\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/joseph-barrientos-oQl0eVYd_n8-unsplash-1024x683.jpg\" alt=\"il miglior dissalatore\" width=\"1024\" height=\"683\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/joseph-barrientos-oQl0eVYd_n8-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/joseph-barrientos-oQl0eVYd_n8-unsplash-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/joseph-barrientos-oQl0eVYd_n8-unsplash-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/joseph-barrientos-oQl0eVYd_n8-unsplash-200x133.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/joseph-barrientos-oQl0eVYd_n8-unsplash-400x267.jpg 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/joseph-barrientos-oQl0eVYd_n8-unsplash-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/joseph-barrientos-oQl0eVYd_n8-unsplash-800x533.jpg 800w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/joseph-barrientos-oQl0eVYd_n8-unsplash-1200x800.jpg 1200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/joseph-barrientos-oQl0eVYd_n8-unsplash.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<h2>Il dissalatore di nuova generazione<\/h2>\n<p>Anche i dissalatori per barche si sono evoluti negli ultimi anni, dando vita a quelli che vengono chiamati <strong>dissalatori di nuova generazione.<\/strong> Si tratta di dispositivi che si lasciano alle spalle la pompa ad alta pressione, sostituita da<strong> una pompa meccanica a recupero di energia.<\/strong> In linea generale, questa pompa riesca a creare una pressione sufficiente per creare il processo di osmosi inversa grazie a un gruppo di cilindri. Ma la differenza non sta certo tutto qui. Va sottolineato infatti che i dissalatori di nuova generazione non scaricano in mare l&#8217;acqua non pulita, ma al contrario <strong>la reintroducono nel circuito, cos\u00ec da sfruttare al meglio sia la risorsa prelevata che l&#8217;energia utilizzata.<\/strong> E sta proprio qui la differenza principale e pi\u00f9 importante: l&#8217;acqua che non viene pulita viene riutilizzata immediatamente, garantendo <strong>un mantenimento dell&#8217;alta pressione,<\/strong> e quindi un recupero energetico concreto.<\/p>\n<h2>L&#8217;osmosi inversa: una spiegazione veloce<\/h2>\n<p>Per capire come funziona un dissalatore d&#8217;acqua per barche \u00e8 necessario capire il concetto di osmosi inversa. E s\u00ec, per capire quest&#8217;ultimo \u00e8 ovviamente d&#8217;obbligo avere prima in mente cos&#8217;\u00e8 <strong>l&#8217;osmosi<\/strong> \u201cnormale\u201d. L&#8217;osmosi \u00e8 un fenomeno naturale, che quindi esiste in natura. Anzi, si tratta di un processo di importanza fondamentale, sia per le piante e che per gli animali: grazie all&#8217;osmosi, \u00e8 possibile <strong>mantenere stabile la pressione cellulare.<\/strong> L&#8217;osmosi viene quindi \u201cutilizzata\u201d dalle singole cellule, dalla nostra pelle, dai nostri polmoni, dai nostri reni e via dicendo.<\/p>\n<p>Si tratta, riassumendo al massimo, di <strong>un passaggio di materia da un luogo all&#8217;altro<\/strong>, attraverso una membrana porosa. Ma come funziona? Pensa a due sostanze, di concentrazione differente, divise da una membrana semipermeabile in grado di fare da filtro: si ha l&#8217;osmosi quando si ha<strong> il passaggio spontaneo dell&#8217;acqua dalla soluzione con concentrazione minore alla soluzione con concentrazione maggiore,<\/strong> cos\u00ec da raggiungere, per esempio, lo stesso grado di salinit\u00e0. \u00c9 questo il modo in cellule del nostro corpo riescono a purificarsi. La spinta, e quindi la pressione che veicola l&#8217;acqua attraverso la membrana, viene chiamata <strong>pressione osmotica,<\/strong> che cresce insieme all&#8217;aumentare della differenza di concentrazione tra le due soluzioni.<\/p>\n<p>Adesso \u00e8 facile capire cos&#8217;\u00e8 l&#8217;osmosi inversa, il pi\u00f9 facile meccanismo per purificare l&#8217;acqua: applicando una <strong>contropressione,<\/strong> e quindi una pressione inversa pi\u00f9 forte di quella osmotica, si pu\u00f2<strong> invertire la direzione del flusso,<\/strong> forzando quindi il passaggio delle molecole di solvent<strong>e dalla soluzione pi\u00f9 concentrata a quella con concentrazione minore.<\/strong> Ed \u00e8 cos\u00ec che \u00e8 possibile trasformare l&#8217;acqua salata in acqua dolce: le particelle d&#8217;acqua sono costrette a passa attraverso la membrana, la quale per\u00f2 mantiene al di fuori tutto il sale e le altre impurit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5844\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/24993259_1931162413815359_2687734124529317224_n.jpg\" alt=\"dissalatore per barca\" width=\"660\" height=\"470\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/24993259_1931162413815359_2687734124529317224_n.jpg 660w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/24993259_1931162413815359_2687734124529317224_n-300x214.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/24993259_1931162413815359_2687734124529317224_n-200x142.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/24993259_1931162413815359_2687734124529317224_n-400x285.jpg 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/24993259_1931162413815359_2687734124529317224_n-600x427.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 660px) 100vw, 660px\" \/><\/p>\n<h3>Lo sviluppo di nuovi desalinizzatori<\/h3>\n<p>La costante ricerca e sviluppo di un<strong> dissalatore marino<\/strong>&nbsp;e nautico sempre pi\u00f9 efficiente, va sottolineato a parte, corre peraltro parallela a quella di&nbsp;<b>desalinizzatoti <\/b>pi\u00f9 efficienti e pi\u00f9 sostenibili &#8220;da terra&#8221;. Come \u00e8 noto, infatti, la mancanza di acqua dolce e potabile \u00e8 un problema che affligge tantissime persone nel mondo, innescando malattie, guerre dell&#8217;acqua e via dicendo. Per affrontare la mancanza d&#8217;acqua dolce negli anni sono stati sviluppati potenti impianti desalinizzatoti, come per esempio quello presente a <strong>Ustica<\/strong>, la famosa isola solitaria dalle rocce laviche che, sorgendo a quasi 70 chilometri da Palermo, non ha possibilit\u00e0 di accedere a importanti quantit\u00e0 di risorse idriche.<\/p>\n<p>Non a caso i greci la chiamavano &#8220;Ossario&#8221;, sottolineando quanto era pericoloso avventurarsi sull&#8217;isola. Da quando l&#8217;isola \u00e8 stata dotata di un impianto di <strong>dissalazione<\/strong>, per\u00f2, questo problema \u00e8 stato ridotto di molto, attraverso un primo processo di dissalamento, e un secondo processo di <strong>potabilizzazione<\/strong>. L&#8217;impianto di Ustica, per dire, riesce a rendere potabili 66 metri cubi d&#8217;acqua all&#8217;ora, grazie alla tecnica dell&#8217;osmosi inversa sopra esposta.<\/p>\n<h2>L&#8217;esempio dei dissalatori moderni Schenker<\/h2>\n<p>Guardando al mercato attuale di dissalatori si incontra una grande variet\u00e0 di dispositivi, talvolta difficilmente conciliabili, a vista, in una sola categoria di accessori. Orientarsi nella scelta non \u00e8 quindi facile: <strong>HiNelson,<\/strong> valutando le performance, il rapporto qualit\u00e0\/prezzo e l&#8217;innovazione dei prodotti, ha scelto di proporre ai clienti i dissalatori di ultima generazione <strong>Schenker.<\/strong> Si tratta di<strong> sistemi di filtraggio e di addolcimento dell&#8217;acqua di mare<\/strong> che, grazie alle tecnologia utilizzate, permettono di trasformare l&#8217;acqua salata in acqua potabile in poco tempo, con un dispendio energetico ridotto e con una riduzione marcata della rumorosit\u00e0 e delle vibrazioni.<\/p>\n<p>Dopo le spiegazioni viste qui sopra, \u00e8 semplice capire il funzionamento dei dissalatori di ultima generazione di Schenker: l&#8217;acqua viene prelevata dal mare e, grazie alla spinta di una pompa a bassa pressione, viene convogliata attraverso dei <strong>prefiltri.<\/strong> Dopo questa prima selezione, l&#8217;acqua viene spinta verso dei<strong> cilindri in carbonio,<\/strong> i quali nascondono al loro interno dei pistoni di sezione differente, che comprimono il liquido dando il via al fenomeno dell&#8217;osmosi inversa. Il risultato \u00e8 quindi dell&#8217;acqua dolce a pronta per essere utilizzata, la quale viene dunque stoccata nei serbatoi connessi all&#8217;impianto idraulico della barca.<\/p>\n<p>Testimonial d&#8217;eccezione dei dissalatori Schenker, per dire, \u00e8 nientepopodimeno di <strong>Giovanni Soldini<\/strong>, che ha installato il dispositivo sul suo stupendo trimarano Maserati.<\/p>\n<p>Ma quali sono i vantaggi peculiari dei dissalatori Schenker?<\/p>\n<h2>Il miglior dissalatore: perch\u00e9 Schenker \u00e8 un&#8217;ottima scelta<\/h2>\n<p>Il principale svantaggio dei dissalatori tradizionali, come detto, \u00e8 costituito dalla grande riduzione del dispendio energetico. Va quindi sottolineato fin da subito che i dissalatori Shenker<strong> permettono un risparmio energetico notevole<\/strong> rispetto ai modelli standard: si parla infatti di un consumo elettrico <strong>inferiore fino all&#8217;80%<\/strong>. Un dissalatore Shenker dotato delle tecnologie di ultima generazione utilizza infatti solamente<strong> 4 Watt per ogni litro di acqua dolce prodotta.<\/strong><\/p>\n<p>Conti alla mano, quindi, per produrre 60 litri all&#8217;ora basteranno 240 Watt di energia elettrica (per fare un esempio, una lavatrice arriva a consumare pi\u00f9 di 2000 Watt all&#8217;ora). Con un consumo cos\u00ec contenuto, di fatto, \u00e8 sufficiente la normale ricarica garantita dal motore, senza andare a dover scomodare altre fonti (in primis, ovviamente, il gruppo elettrogeno). Ma non \u00e8 tutto qui: grazie alle nuove tecnologie, oltre a<strong> ridurre il consumo energetico<\/strong>, e a non richiedere un gruppo elettrogeno, si tagliano drasticamente anche le emissioni di anidride carbonica.<\/p>\n<p>Come detto, inoltre, non utilizzando delle pompe ad alta pressione i dissalatori Schenker riducono al minimo sia la rumorosit\u00e0 che le vibrazioni. E ancora: quando si parla di dispositivi a contatto con l&#8217;acqua, e soprattutto con l&#8217;acqua di mare, si teme automaticamente la <strong>corrosione<\/strong>. Con questi dissalatori, per\u00f2, non c&#8217;\u00e8 motivo di preoccuparsi, visto che gli elementi a contatto diretto con l&#8217;acqua marina sono realizzati in massima parte <strong>con fibra di carbono o con resina acetalica.<\/strong><\/p>\n<div class=\"clerk\" data-template=\"@blog-carosello-articoli-nautica\" data-keywords=\"Schenker\">&nbsp;<\/div>\n<p>Non ti resta che visitare il nostro <strong>e-commerce di <\/strong><a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>ricambi e accessori nautica<\/strong><\/a>&nbsp;per scoprire quale dissalatore Schenker pu\u00f2 fare al caso della tua barca!<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il diportista sa benissimo che l&#8217;acqua \u2013 dolce \u2013 \u00e8 un bene prezioso, da non sprecare. 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