{"id":4812,"date":"2019-10-30T09:00:43","date_gmt":"2019-10-30T08:00:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/?p=4812"},"modified":"2023-05-23T16:44:43","modified_gmt":"2023-05-23T14:44:43","slug":"scegliere-catena-ancora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/scegliere-catena-ancora\/","title":{"rendered":"Catena ancora: come sceglierla"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"carousel prestashop_carousel\" data-val=\"100\"><\/div>\n\n\n<p>Quando si tratta di sostituire un elemento del<strong> sistema di ancoraggio<\/strong>, i dubbi si sommano. Per questo, qui, sulle pagine del nostro blog, abbiamo parlato dei fattori da tenere in considerazione per<a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/i-fattori-da-considerare-per-la-scelta-dellancora\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> scegliere l&#8217;ancora<\/a> per la propria barca (anzi, le ancore), nonch\u00e9 delle cose da considerare prima di <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/la-scelta-del-salpancora-perfetto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">acquistare un salpa ancora<\/a>. Ma si sa, il sistema di ancoraggio di un&#8217;imbarcazione non si risolve solamente in questi due elementi: a mantenere la connessione tra barca e ancora e a perfezionare l&#8217;ancoraggio, infatti, c&#8217;\u00e8 anche la <strong>catena dell&#8217;ancora<\/strong>. Per completare le nostre guide dedicate a questo topic, quindi, oggi ci dedicheremo ai fattori da prendere in considerazione per acquistare la catena dell&#8217;ancora.<\/p>\n<p>A cosa devi pensare per scegliere la catena dell&#8217;ancora giusta per la tua barca? Ebbene, gli aspetti da tenere in considerazione sono davvero parecchi. Tra una catena e l&#8217;altra possono infatti cambiare<strong> il materiale, il diametro, il passo, la lunghezza, la tipologia e il peso,<\/strong> e ognuno di questi fattori pu\u00f2 fare il bello e il cattivo tempo al momento dell&#8217;utilizzo. Il problema, piuttosto, \u00e8 che molto spesso i diportisti non dedicano la dovuta attenzione all&#8217;acquisto della catena dell&#8217;ancora: sembra infatti che tutto l&#8217;impegno venga assorbito durante l&#8217;acquisto dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/12-ancoraggio-e-ormeggio\/13-ancore-musoni-e-ammortizzatori\/21-ancore\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ancora<\/a> stessa e del salpa ancora, per poi finire per selezionare la prima<strong> catena marina<\/strong> che capita sotto l&#8217;occhio del diportista.<\/p>\n<p>Non serve certo sottolineare, per\u00f2, che questo approccio \u00e8 profondamente sbagliato. Per capirlo dobbiamo pensare ai compiti ai quali la catena dell&#8217;ancora assolve. Va infatti sottolineato che il suo ruolo non \u00e8 solamente quello di<strong> mantenere attaccata l&#8217;ancora alla barca<\/strong>: fosse per questo, si potrebbe usare solo e unicamente una cima, pi\u00f9 leggera e pi\u00f9 economica (come del resto fanno alcuni natanti di dimensioni minime con delle ancore altrettanto ridotte). Ma la catena dell&#8217;ancora serve anche ad<strong> ammortizzare i movimenti e gli strappi<\/strong> provenienti dall&#8217;ancora quando il mare \u00e8 mosso, a beneficio di chi magari prova a dormire in coperta e, soprattutto, della barca stessa, che non \u00e8 sottoposta a tironi e a scossoni. Inoltre la catena ha il compito di essere &#8216;accolta&#8217; nel barbotin del <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/12-ancoraggio-e-ormeggio\/15-verricelli-e-arganelli\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">salpa ancora<\/a>: come si pu\u00f2 immaginare, il <strong>barbotin<\/strong>, infatti, non pu\u00f2 lavorare con qualsiasi catena.<\/p>\n<p>Guardando ai &#8216;perch\u00e9&#8217; della catena dell&#8217;ancora, quindi, si capisce perch\u00e9 al momento dell&#8217;acquisto della linea di ancoraggio bisogna mantenere l&#8217;attenzione alta, in ogni momento e senza eccezioni.<\/p>\n<h2>Il materiale della catena dell&#8217;ancora<\/h2>\n<p>Come abbiamo gi\u00e0 visto qualche giorno fa nel post dedicato alla <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/catena-ancora-pulizia-e-manutenzione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pulizia della catena<\/a>, i materiali possibili per questo <strong>articolo nautico<\/strong> sono fondamentalmente due. Se hai accarezzato l&#8217;idea di entrare in una qualunque ferramenta e comprare la catena pi\u00f9 economica, fermati subito, e fai penitenza: l&#8217;unica catena che pu\u00f2 essere usata come linea di ancoraggio, come \u00e8 ovvio che sia, \u00e8 quella marina. Nessuna catena metallica &#8216;normale&#8217;, infatti, \u00e8 stata pensata per andare a lavorare sotto il mare, resistendo alla tensione, ma soprattutto alla <strong>corrosione<\/strong> e alla salinit\u00e0 dell&#8217;acqua.<\/p>\n<p>Come si diceva, quindi, i materiali tra i quali ci si pu\u00f2 muovere sono essenzialmente due: da una parte c&#8217;\u00e8 l&#8217;<strong>acciaio inossidabile<\/strong>, e dall&#8217;altra c&#8217;\u00e8 l&#8217;<strong>acciaio zincato a caldo<\/strong>. Prima di proseguire guardando nel dettaglio le caratteristiche, i punti di forza e i difetti di questi due materiali, va sottolineato che, al di l\u00e0 di tutto, a farla da padrona \u00e8 la qualit\u00e0 di costruzione della catena. Sarebbe infatti abbastanza inutile avere la catena fatta con il materiale pi\u00f9 costoso se per\u00f2 le sue maglie risultano di bassa qualit\u00e0, arrivando magari a cedere sotto carico. Il punto in cui una maglia \u00e8 pi\u00f9 debole \u00e8 sempre quello della saldatura: se questa non \u00e8 stata fatta a regola d&#8217;arte, non importa il materiale, si avr\u00e0 corrosione, e quindi debolezza. E si sa:<strong> la resistenza di una catena, per quanto lunga e bella, \u00e8 sempre pari a quella del suo anello pi\u00f9 debole.<\/strong><\/p>\n<p>Bene, concentriamoci sul pi\u00f9 amato \u2013 ma sul meno diffuso \u2013 dei materiali per le catene per le ancore, ovvero l&#8217;acciaio inossidabile. Si tratta pi\u00f9 nel dettaglio dell&#8217;<strong>acciaio AISI 316<\/strong>, il quale, a differenza dell&#8217;acciaio inox ISP 304 (pi\u00f9 comune) si difende bene contro il salino e contro gli agenti atmosferici. Il primo punto da sottolineare, come ben sanno i diportisti pi\u00f9 esperti, \u00e8 che le catene d&#8217;acciaio<strong> costano molto,<\/strong> molto di pi\u00f9 rispetto alle catene da barca in acciaio zincato a caldo. A fronte di questo costo molte volte maggiore, queste catene sono molto <strong>belle<\/strong>, e presentano una resistenza maggiore al fenomeno della corrosione. Va per\u00f2 aggiunto, per chiarezza, che per quanto riguarda la resistenza meccanica le catene per ancora in acciaio inossidabile vantano, su per gi\u00f9, gli stessi valori delle pi\u00f9 comuni colleghe zincate.<\/p>\n<p>E veniamo a loro, e quindi alle catene pi\u00f9 diffuse tra i diportisti \u2013 per ovvi motivi legati al prezzo. Le catene in acciaio zincato a caldo vengono realizzate immergendo l&#8217;acciaio in zinco fuso (per l&#8217;appunto, a caldo) cos\u00ec da rivestire il metallo con un<strong> materiale sacrificale<\/strong>. Sopra abbiamo parlato di standard; qui, per individuare con certezza il materiale, si dovr\u00e0 eventualmente cercare la sigla <strong>HDG<\/strong>, acronimo per Hot Dip Galvanized. Si tratta di catene per ancora pi\u00f9 <strong>economiche<\/strong> rispetto alle precedenti, meno belle da vedere (ma una pulizia regolare di certo aiuta) e leggermente meno resistenti alla corrosione. A contrastare questo fenomeno c&#8217;\u00e8 per l&#8217;appunto la <strong>zincatura<\/strong>, la quale si sacrifica un poco alla volta per proteggere l&#8217;acciaio.<\/p>\n<h2>Tipologie di catena per ancora<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-4815 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/anchor-chain-2936113_1280-768x1024.jpg\" alt=\"passo catena per salpa ancora\" width=\"768\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/anchor-chain-2936113_1280-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/anchor-chain-2936113_1280-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/anchor-chain-2936113_1280-200x267.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/anchor-chain-2936113_1280-400x533.jpg 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/anchor-chain-2936113_1280-600x800.jpg 600w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/anchor-chain-2936113_1280-800x1067.jpg 800w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/anchor-chain-2936113_1280.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/>Viste dalla banchina, in modo distratto, le catene per l&#8217;ancoraggio sembrano tutte uguali. In realt\u00e0, per\u00f2, non \u00e8 cos\u00ec. Girando per i porti, infatti, si potrebbero scorgere diverse tipologie di maglie, e quindi di catene. Hai mai notato, su una nave, che le maglie della sua catena sono attraversate da una linea intermedia, che sembra non avere alcuno scopo? Ebbene, quelle sono<strong> catene a traversino<\/strong>, e s\u00ec, in realt\u00e0 quell&#8217;elemento centrale ha un suo perch\u00e9. Quel particolare legame mediano, infatti, serve a rendere pi\u00f9 forti e resistenti gli anelli, nonch\u00e9 a impedire che le maglie, una volta ammassate a casaccio nel pozzo, finiscano per agganciarsi, mettendo a rischio non solo le manovre, ma anche la catena stessa.<\/p>\n<p>Raramente, per\u00f2, le catene con traversino vengono usate sulle<strong> barche da diporto<\/strong>. Anche in questo caso, il motivo \u00e8 legato al costo maggiorato di questa tipologia di catena. E se dunque le catene con traversino sono roba da navi, le catene senza traversino sono quelle usate dai diportisti. Nello specifico, incontriamo due sotto-tipologie di catene senza traversino. Abbiamo infatti<strong> le catene genovesi e quelle calibrate.<\/strong> Le prime sono delle catene classiche nel mondo della nautica, messe a punto dai naviganti liguri per offrire una buona resistenza di contro a un&#8217;apprezzata leggerezza. Si tratta di catene con anelli piuttosto lunghi, le quali oggi giorno vengono utilizzate soprattutto come<strong> catene d&#8217;ormeggio<\/strong>, per legare boe e via dicendo.<\/p>\n<p>Da quando hanno fatto il loro ingresso i verricelli per l&#8217;ancora, infatti, a farla da padrone \u00e8, per ovvi motivi, la catena calibrata per l&#8217;ancora. Qui il fattore determinante \u00e8 la precisione assoluta degli anelli, i quali presentano passo e diametro perfettamente uguali maglia dopo maglia, cos\u00ec da permettere al barbotin di poter fare egregiamente il suo lavoro senza scossoni o senza intoppi.<\/p>\n<div class=\"carousel prestashop_carousel\" data-val=\"561,3571,4686\"><\/div>\n<h2>Il carico di lavoro e il carico di rottura<\/h2>\n<p>Viste le questioni relative al materiale della catene e alla sua fattura, \u00e8 possibile passare a quelli che sono i fattori pi\u00f9 importanti quando si tratta di comprare una catena per l&#8217;ancoraggio, ovvero il diametro e la lunghezza. Prima, per\u00f2, bisogna specificare ancora una cosa molto importante relativa proprio al diametro. Perch\u00e9 si deve optare per una catena pi\u00f9 o meno grossa? Semplice: all&#8217;aumentare dello &#8216;spessore&#8217; della linea di ancoraggio aumenta anche il suo<strong> carico di lavoro.<\/strong> Il carico della catena esprime infatti il livello di resistenza alla tensione meccanica; il carico di lavoro, quindi, ci dice qual \u00e8 il peso massimo con cui la catena pu\u00f2 lavorare a lungo termine senza nessun rischio di danneggiamento o di <strong>deformazione<\/strong> degli anelli. Il <strong>carico di rottura,<\/strong> il quale \u00e8 di molto maggiore (fino a 5 volte maggiore rispetto al carico di lavoro) ci dice invece qual \u00e8 il peso al quale quella precisa catena pu\u00f2 rompersi. Non serve ovviamente sottolineare che il carico di rottura \u00e8 un valore limite: per il benessere di una catena, per la sicurezza della barca e della nostra, non ci si dovrebbe mai avvicinare nemmeno al carico di lavoro massimo.<\/p>\n<h2>Il diametro della catena: una questione di peso<\/h2>\n<p>Precisiamo cosa si intende quando si parla di diametro della catena dell&#8217;ancora: ci si riferisce non alla misura esterna degli anelli che la compongono, quanto invece al diametro del piccolo tubolare in acciaio che, piegato su se stesso e chiuso, forma l&#8217;anello (in alcuni casi si preferisce parlare di calibro). I diametri pi\u00f9 comuni per le catene dell&#8217;ancora da diporto sono quelli che vanno da 6 millimetri a 14 millimetri.<\/p>\n<p>Ma in base a quale parametro si sceglie il diametro della catena dell&#8217;ancora? Molto spesso, un po&#8217; alla leggera, si tende a decidere il calibro in base alla lunghezza della barca. Non sempre, per\u00f2, questa associazione \u00e8 corretta: una barca da 12 metri pu\u00f2 infatti richiedere una catena con un calibro da 8 millimetri, mentre un&#8217;altra barca con la stessa lunghezza pu\u00f2 richiedere una catena da 10 millimetri. A contare, infatti, non \u00e8 tanto la lunghezza della barca, quanto invece<strong> il suo peso<\/strong>, perch\u00e9 sar\u00e0 quest&#8217;ultimo a determinare il carico di lavoro e il carico di rottura necessari.<\/p>\n<p>Va per\u00f2 detto che una catena con un diametro maggiore pesa di pi\u00f9, e una catena eccessivamente pesante, vista la sua posizione a prua, non potr\u00e0 che <strong>aumentare il beccheggio<\/strong> durante la navigazione. \u00c8 dunque bene controllare le tabelle relative al carico di rottura di ogni singola catena e procedere di conseguenza. Una catena calibrata da 8 millimetri con un peso di circa 1,5 chilogrammi al metro, presenta per esempio un carico di rottura di 4.000 chilogrammi. Bastano per\u00f2 2 millimetri di diametro in meno \u2013 e quindi una catena da 6 millimetri per un peso di 800 grammi al metro \u2013 per avere un carico di rottura inferiore ai 2.000 chilogrammi.<\/p>\n<p>Si deve per\u00f2 sottolineare che il carico di rottura di una linea di ancoraggio, in presenza di <strong>giunzioni<\/strong>, non pu\u00f2 che risultare potenzialmente ridimensionata verso il basso. Per questo motivo, sarebbe sempre meglio <strong>non collegare diversi spezzoni di catena.<\/strong> Laddove necessario, \u00e8 dunque obbligatorio usare delle faglie maglie di alta qualit\u00e0, che garantiscano in ogni caso un carico di rottura uguale o superiore a quello delle catene collegate.<\/p>\n<div class=\"carousel prestashop_carousel\" data-val=\"953,954,5069\"><\/div>\n<h2>Il passo della catena<\/h2>\n<p>Visto il diametro della catena, dedichiamoci al <strong>passo<\/strong>. Quando si parla di passo ci si riferisce alla lunghezza interna di ogni singolo anello di una catena calibrata: come si pu\u00f2 immaginare, questo \u00e8 un dettaglio fondamentale quando entra in gioco il barbotin del verricello dell&#8217;ancora. Diventa quindi fondamentale scegliere la catena con il passo giusto in base al barbotin del proprio salpa ancora. In nostro soccorso arrivano gli <strong>standard internazionali<\/strong> secondo i quali vengono costruite le catene, che sono solamente due, ovvero l&#8217;ISO 4565 e il DIN 766. Una catena da 6 millimetri ISO 4565 presenta un passo da 18,5, mentre una catena da 8 millimetri ISO 4565 presenta un passo da 24. Di fatto, i due standard si equivalgono per tutti i diametri, eccezion fatta per le catene da 10 millimetri. In questo caso, il passo ISO 4565 \u00e8 di 30 millimetri, mentre quello DIN 766 \u00e8 di 28 millimetri.<\/p>\n<h2>Lunghezza delle catena<\/h2>\n<p>Arriviamo, finalmente, alla scelta della lunghezza della catena. Ebbene, come si pu\u00f2 immaginare, qui tutto dipende non tanto dalle dimensioni o dal peso della barca, quanto invece dai <strong>fondali<\/strong> che si intendono affrontare, e nei quali si vuole gettare l&#8217;ancora. Da una parte, una linea di ancoraggio troppo lunga \u2013 leggi: una catena per l&#8217;ancora troppo lunga \u2013 pu\u00f2 risultare<strong> eccessivamente pesante<\/strong>, con tutti i problemi di beccheggio connessi durante la navigazione. Una catena troppo corta, invece, pu\u00f2 portare a degli <strong>ancoraggi poco efficaci<\/strong>, e quindi con troppa poca catena sul fondale.<br>\nIn caso di <strong>calumo<\/strong>, si suggerisce sempre di avere almeno 10 metri di catena per le barche tra i 6 e i 10 metri. A comandare, per\u00f2, \u00e8 sempre e solo il fondale: la linea di ancoraggio, infatti, dovrebbe sempre essere lunga almeno 3 volte il fondale in cui si vuole gettare l&#8217;ancora, anche se c&#8217;\u00e8 chi parla di almeno 5 volte la profondit\u00e0 del fondale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-8568\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/jim-beaudoin-wk-MxrcEkBI-unsplash-1024x686.jpg\" alt=\"come scegliere catena per ancora\" width=\"1024\" height=\"686\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/jim-beaudoin-wk-MxrcEkBI-unsplash-1024x686.jpg 1024w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/jim-beaudoin-wk-MxrcEkBI-unsplash-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/jim-beaudoin-wk-MxrcEkBI-unsplash-768x515.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/jim-beaudoin-wk-MxrcEkBI-unsplash-200x134.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/jim-beaudoin-wk-MxrcEkBI-unsplash-400x268.jpg 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/jim-beaudoin-wk-MxrcEkBI-unsplash-600x402.jpg 600w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/jim-beaudoin-wk-MxrcEkBI-unsplash-800x536.jpg 800w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/jim-beaudoin-wk-MxrcEkBI-unsplash-1200x804.jpg 1200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/jim-beaudoin-wk-MxrcEkBI-unsplash.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<h3>(Aggiornamento) Il grado della catena<\/h3>\n<p>Torniamo su questo articolo del nostro magazine per portare un&#8217;informazione in pi\u00f9, o e meglio, per integrare questo pezzo con un&#8217;informazione mancante. Nel pezzo originale, infatti, non avevamo citato il<strong> grado della catena<\/strong>, un aspetto che per alcune persone alla ricerca di una nuova catena per la propria barca pu\u00f2 essere molto importante. Di cosa si parla quando si cita il grado di una catena? Si parla del suo &#8220;<strong>grado di forza<\/strong>&#8220;. Ogni catena ha il proprio grado, ovvero un valore che ne certifica la resistenza meccanica complessiva. Pi\u00f9 nello specifico, sul mercato non troveremo catene per linee d&#8217;ancoraggio con una resistenza meccanica, e quindi con un grado, inferiore al valore di 30. Le normali catene per ancora zincate sono tendenzialmente di grado 30 o di grado 40, mentre alcune catene d&#8217;ancoraggio in acciaio zincato arrivano al grado 60 o perfino 65.&nbsp; Le catene in acciaio inox, invece, partono in ogni caso dal grado 50.<\/p>\n<p>Tutto questo per dire che, quando ci si mette alla ricerca di una nuova ancora per la propria barca, c&#8217;\u00e8 un ulteriore aspetto da tenere in considerazione!<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si tratta di sostituire un elemento del sistema di ancoraggio, i dubbi si sommano. Per questo, qui, sulle pagine del nostro blog, abbiamo parlato dei fattori da tenere in considerazione per scegliere l&#8217;ancora per la propria barca (anzi, le ancore), nonch\u00e9 delle cose da considerare prima di acquistare un salpa ancora. 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