{"id":4799,"date":"2019-10-20T16:19:59","date_gmt":"2019-10-20T14:19:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/?p=4799"},"modified":"2022-09-21T15:08:24","modified_gmt":"2022-09-21T13:08:24","slug":"rolex-sidney-to-hobart-dalla-tragedia-al-nuovo-concetto-di-sicurezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/rolex-sidney-to-hobart-dalla-tragedia-al-nuovo-concetto-di-sicurezza\/","title":{"rendered":"Rolex Sidney to Hobart. Dalla tragedia al nuovo concetto di sicurezza."},"content":{"rendered":"<h3>Ripercorriamo la storia della regata che ha cambiato il concetto di sicurezza dopo una delle tragedie del mare rimaste indelebili.<\/h3>\n<p>Torniamo in Oceano per parlare di <strong>una regata tra le pi\u00f9 difficili,<\/strong> che passa lungo il famigerato <strong>stretto di Bass.<\/strong><br \/>\nCi spostiamo quindi dall\u2019altra parte del mondo per la <strong>Rolex\u00a0Sidney to Hobart.<\/strong><\/p>\n<p>Nata nel lontano <strong>1945<\/strong>, la Sidney To Hobart si corre ogni anno il giorno di <strong>Santo Stefano, il 26 dicembre<\/strong>, su un <strong>percorso di 630 miglia<\/strong> sotto la regia del Cruising Yacht Club of Australia con la collaborazione del Royal Yacht Club of Tasmania.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-4803\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Sydney_to_hobart_yacht_race_route-1024x927.png\" alt=\"Sidney to Hobart rotta\" width=\"1024\" height=\"927\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Sydney_to_hobart_yacht_race_route-1024x927.png 1024w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Sydney_to_hobart_yacht_race_route-300x272.png 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Sydney_to_hobart_yacht_race_route-768x695.png 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Sydney_to_hobart_yacht_race_route-200x181.png 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Sydney_to_hobart_yacht_race_route-400x362.png 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Sydney_to_hobart_yacht_race_route-600x543.png 600w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Sydney_to_hobart_yacht_race_route-800x724.png 800w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Sydney_to_hobart_yacht_race_route-1200x1086.png 1200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Sydney_to_hobart_yacht_race_route.png 1911w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><br \/>\nGli equipaggi partono quindi dalla citt\u00e0 australiana di Sidney dove la presenza di barche a vela nel grande porto della citt\u00e0 potrebbe eguagliare quella delle auto, questo perch\u00e9 la vela \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 molto sentita in Australia.<br \/>\nLa rotta della regata segue un tratto di mare tra i pi\u00f9 difficili; <strong>il mare di Tasmania<\/strong>, nell\u2019Oceano Pacifico.<br \/>\nDopo lo start da Sindey, infatti, gli equipaggi fanno rotta verso sud passando per <strong>Cape Howe<\/strong>, dove si trova il Cape Howe Marine National Park, un parco marino protetto di circa 4050 ettari.<br \/>\nDa Cape Howe si passa in oceano aperto, passando nella zona che costeggia lo <strong>stretto di Bass<\/strong>.<\/p>\n<p>Chiamato <strong>Bass,<\/strong> in onore del medico presente a bordo della nave capitanata dall\u2019esploratore britannico che per primo lo attraver\u00f2,\u00a0<strong>Matthew Flinders nel 1798<\/strong>, questo stretto \u00e8 famoso per essere un tratto di mare notoriamente molto agitato a causa della scarsa profondit\u00e0 dove non supera, infatti, i 50 metri di fondale, ragione per la quale le onde sono molto corte e ripide, influenzate anche da forti correnti.<\/p>\n<p>Le imbarcazioni quindi proseguono per raggiungere l\u2019isola Tasmania e tagliare il traguardo, dopo aver passato a Sud di Port Arthur, entrando in <strong>Bay Storm<\/strong> (baia tempesta) che dal nome presuppone navigazioni impegnative.<br \/>\nIl traguardo \u00e8 all\u2019interno di una sorta di fiordo che arriva finalmente ad Hobart.<\/p>\n<p>La <strong>Rolex Sidney to Hobart<\/strong> \u00e8 un appuntamento estivo, siamo infatti nell\u2019emisfero australe dove il Natale si festeggia in spiaggia, che ogni anno porta velisti professionisti e non a sfidarsi in uno dei tratti di mare pi\u00f9 imprevedibili ed affascinanti dell\u2019Australia.<\/p>\n<h3><strong>La Tattersall Cup: in onore del fair play in mare.<\/strong><\/h3>\n<p>La regata \u00e8 anche legata ad un trofeo Challenge che ogni anno viene consegnato all\u2019imbarcazione che vince in tempo compensato;<strong> la Tattersall Cup<\/strong>.<br \/>\nAssegnato dalla prima edizione del<strong> 1945<\/strong>, la coppa fu offerta da William Adams pronipote di George Adams, fondatore delle lotterie Tattersall di Hobart.<\/p>\n<p>La coppa progettata dagli argentieri di Prouds, a Sydney, misura 25 cm di altezza ed \u00e8 ricca di decorazioni di sirene, foglie di vite e cavallucci marini.<br \/>\nUna vera e propria opera d\u2019arte che venne assegnata alla regata in onore di George Adams, di origini inglesi che arriv\u00f2 in Australia nel 1855, dove svolse diversi lavori; in una miniera d&#8217;oro, in allevamenti di pecore per poi gestire una macelleria e diversi pub.<\/p>\n<p>George Adams era un uomo baffuto con un buon fiuto per gli affari ed avendo iniziato la sua vita in Australia come immigrato senza un soldo, George Adams si distinse per fair play e per un gran senso di eguaglianza.<br \/>\nPer la Rolex Sydney Hobart \u00e8 quindi naturale assegnare questa coppa in suo ricordo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-4800 size-full\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/download-2.jpg\" alt=\"Sidney to Hobart regate oceaniche\" width=\"194\" height=\"259\" \/><br \/>\nDal 1945 la <strong>Tattersall Cup<\/strong> \u00e8 stata vinta da alcuni dei migliori yacht e dei migliori velisti del mondo.<br \/>\nIl primo vincitore fu John Illingworth RN con Rani nel 1945. Per citare altri nomi conosciuti che alzarono il trofeo Tattersall ricordiamo il primo ministro britannico Edward Heath ( Morning Cloud ), il magnate dei media USA e skipper della Coppa America <strong>Ted Turner<\/strong> ( American Eagle fino al compianto <strong>Sir Peter Blake<\/strong> ( Nuova Zelanda).<\/p>\n<p>Tutti i nomi dei vincitori sono segnati sulla base della <strong>Tattersall Cup,<\/strong> come vincitori di una delle regate pi\u00f9 difficili del mondo.<\/p>\n<h3>LA TRAGEDIA CHE HA CAMBIATO IL CONCETTO DI SICUREZZA<\/h3>\n<p>La <strong>Rolex Sidney to Hobart<\/strong> per\u00f2 \u00e8 anche conosciuta per una tragedia che si \u00e8 consumata nell\u2019edizione del 1998.<br \/>\nIl <strong>26 dicembre del 1998<\/strong>, come ogni anno, la <strong>54\u00b0 edizione<\/strong> della regata parte accompagnata dai festeggiamenti di rito, con le barche sulla linea di partenza che seguono le procedure tra ingaggi e richieste di precedenze, in una bellissima giornata di sole.<br \/>\n<strong>115 iscritti<\/strong> che partono per affrontare la regata che rappresenta l\u2019Australia nel mondo dei grandi eventi velici.<\/p>\n<p>Tutto sembrava rispettare il solito copione, con le barche impegnate nella navigazione con vento in poppa che si mettono in assetto per affrontare le 630 miglia di percorso. Le condizioni meteo erano relativamente tranquille ma la situazione cambia al passaggio presso lo stretto di Bass, dove un fronte depressionario anomalo e velocissimo si abbatte sulla flotta.<\/p>\n<p>Il barometro inizia a scendere velocemente e questo non annuncia nulla di buono e dopo 24 ore dalla partenza, la flotta si trova in una situazione difficile.<br \/>\n<strong>\u201cUna tempesta di lampi\u201d,<\/strong> come ricordano alcuni testimoni, apre uno scenario apocalittico. Il fronte depressionario avanza veloce, troppo velocemente, e si scontra con il mare dello stretto di Bass che da origini a onde altissime e ripide.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4804\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/3-pm-27_12s.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p>Una situazione atipica per il periodo estivo australiano.<br \/>\nAlcuni dichiararono fosse una delle situazioni meno prevedibili nella storia della meteorologia, almeno per quanto riguarda la sua evoluzione.<\/p>\n<p>Il vento tocca raffiche fino a <strong>80 nodi &#8211;\u00a0<\/strong>qualcuno legger\u00e0 sul display <strong>la cifra di 92 nodi &#8211;\u00a0<\/strong>\u00a0e in questo inferno molte imbarcazioni decidono di continuare la regata.<br \/>\nSiamo al secondo giorno.<br \/>\nIl mare \u00e8 sempre pi\u00f9 potente e il vento nebulizza l\u2019aria tra onde altissime.<br \/>\nIniziano le chiamate di emergenza e la situazione diventa difficile sia per gli uomini in mare che per i soccorsi che iniziano a lavorare per coordinare gli interventi.<br \/>\nBarche in difficolt\u00e0, disalberate o con impossibilit\u00e0 di governo, si trovano in mezzo ad una delle tempeste capaci di lasciare il segno sugli uomini come sugli scafi.<\/p>\n<p>L\u2019Australia si trover\u00e0 ad impiegare ben 35 mezzi aerei e 27 navi per soccorrere gli equipaggi.<\/p>\n<p>La <strong>Sideney to Hobart del 1998<\/strong> si concluse con un vero e proprio bollettino di guerra: sei morti, cinque barche affondate, sette abbandonate, 55 velisti recuperati dai mezzi di soccorso. Delle 115 barche che partirono, 71 si ritirarono e 44 completarono la regata.<\/p>\n<p><strong>I sei marinai che morirono furono<\/strong>: Phillip Charles Skeggs ( Business Post Naiad , annegato, 27 dicembre 1998); Bruce Raymond Guy ( Business Post Naiad , attacco di cuore, 27 dicembre 1998); John Dean, James Lawler e Michael Bannister ( Winston Churchill , tutti annegati, 28 dicembre 1998); e Glyn Charles ( Sword of Orion , annegato, 27 dicembre 1998).<\/p>\n<p>Gli equipaggi sopravvissuti di <strong>Business Post Naiad, Winston Churchill e Sword of Orion<\/strong> racconteranno, con il terrore degli occhi, gli avvenimenti che videro la morte e la scomparsa dei loro compagni, visibilit\u00e0 ridotta a pochissimi metri, rumore del mare che copriva le grida a bordo, difficolt\u00e0 a gestire i danni a bordo e la terribile sensazione di un 360 durante la tempesta.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=AEC6DQn6AZI\">Il racconto della Sidney to Hobart del 1998 \u00e8 disponibile in un reportage di 51 minuti su YouTube<\/a><\/p>\n<p>Come in ogni situazione, anche per la <strong>Sidney to Hobart del 1998<\/strong> ci fu un\u2019inchiesta che stabil\u00ec per\u00f2 l\u2019impossibilit\u00e0 della direzione di gara e dell\u2019ufficio meteorologico di poter prevedere una situazione di pericolo come quella che si verific\u00f2 nella zona Sud Est dell\u2019Australia.<br \/>\nL\u2019organizzazione della gara affront\u00f2 l\u2019emergenza, secondo i resoconti e le interviste, con poca responsabilit\u00e0 diventando un mero osservatore della situazione.<\/p>\n<p>Tanti sapevano, compresi alcuni equipaggi, che una forte depressione si sarebbe abbattuta, ma come sempre viene specificato in questi casi, \u00e8 sempre responsabilit\u00e0 dello skipper e dell\u2019equipaggio decidere se partire o meno. Tanti infatti pensarono di continuare verso Hobart nonostante il barometro, che si abbass\u00f2 in pochissimo tempo, avesse presentato una situazione meteo pi\u00f9 importante rispetto alle previsioni che venivano annunciate dai bollettini e comunicate ai regatanti alla radio.<\/p>\n<p>Le polemiche intorno a questa 54\u00b0 edizione della Sindney to Hobart continuano ancora oggi a suscitare illazioni, azioni fatte o non fatte, cose dette o nascoste, che ovviamente non portano a nessuna soluzione se non a discussioni intorno ad una tragedia del mare.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/GIdTBwxDseI\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>Resta sempre il fatto che, per chi naviga, situazioni come quella accaduta alla Sidney to Hobart del 1998, devono far riflettere su quanto il mare possa dettare legge, sopra ogni cosa e ogni decisione.<\/p>\n<p>Il concetto di sicurezza \u00e8 decisamente cambiato dopo quell\u2019edizione e le considerazioni nate dall\u2019inchiesta hanno portato alla valutazione di alcuni aspetti che oggi sono diventati punti fondamentali per affrontare regate d\u2019altura.<br \/>\n\u2022 I membri dell&#8217;equipaggio devono indossare un EPIRB personale quando sono sul ponte in tutte le condizioni atmosferiche.<br \/>\n\u2022 Le previsioni meteorologiche specificatamente previste per le flotte di regata dovrebbero contenere non solo i venti medi previsti, ma anche le probabili raffiche di vento e altezze d&#8217;onda significative.<br \/>\n\u2022 I membri dell&#8217;equipaggio dovrebbero avere con s\u00e9 una luce stroboscopica personale quando sono a bordo in tutte le condizioni.<br \/>\n\u2022 Almeno il 50% di un equipaggio in competizione dovrebbe aver completato un corso di sicurezza e sopravvivenza.<\/p>\n<h3>Rob Kothe, skipper di Sword of Orion racconta quella terribile notte.<\/h3>\n<p>Rob Kothe, lo skipper e proprietario di Sword of Orion racconta la situazione che vissero a bordo prima dell\u2019affondamento della barca.<\/p>\n<p><strong>[Estratto da un articolo apparso nel dicembre 2018, a vent\u2019anni dalla tragedia]<\/strong><br \/>\n\u201cSword of Orion, il mio Reichel-Pugh 44 piedi, era tra i favoriti, con un equipaggio esperto che poteva contare sull\u2019esperienza di diverse Hobart. Davanti a noi l\u2019imbarcazione Doctor Rager rifer\u00ec alla nave Radio Relay che stavamo navigando con 70 nodi, ma il team di Relay non condivise tali informazioni con il resto della flotta, perch\u00e9 l&#8217;assistenza esterna non era vietata e le previsioni davano 50 nodi.<br \/>\nDopo aver riportato la posizione della barca durante la solita comunicazione del pomeriggio, avevo infranto il protocollo informando la flotta che avevamo raffiche di vento a 79 nodi. Dopo la mia comunicazione, circa 30 barche si ritirarono a Eden, evitando cos\u00ec la tempesta davanti a loro. Anche noi stavamo tornando indietro ed eravamo in modalit\u00e0 sopravvivenza, con un\u2019ancora galleggiante gi\u00e0 in acqua.<br \/>\nGlyn Charles (campione olimpico inglese. N.d.r.) stava timonando quando la barca \u00e8 stata colpita da un&#8217;onda molto alta che ci ha fatto perdere il timone, e la barca ha perso stabilit\u00e0. Glyn \u00e8 stato sbalzato fuori bordo, cadendo in mare. Lo abbiamo visto a 50 metri dalla barca prima che un\u2019onda lo fece scomparire.<br \/>\nSubito dopo abbiamo disalberato con gravi danni allo scafo e alla coperta, tanto da imbarcare acqua. Tre di noi furono salvati in elicottero entro le 21:00 e altri cinque membri dell&#8217;equipaggio il giorno dopo, con la luce del giorno. La barca affond\u00f2 poco dopo.&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ripercorriamo la storia della regata che ha cambiato il concetto di sicurezza dopo una delle tragedie del mare rimaste indelebili. Torniamo in Oceano per parlare di una regata tra le pi\u00f9 difficili, che passa lungo il famigerato stretto di Bass. Ci spostiamo quindi dall\u2019altra parte del mondo per la Rolex\u00a0Sidney to Hobart. 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