{"id":3576,"date":"2019-09-09T09:00:43","date_gmt":"2019-09-09T07:00:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/?p=3576"},"modified":"2023-06-19T11:59:09","modified_gmt":"2023-06-19T09:59:09","slug":"multa-dsc-radio-vhf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/multa-dsc-radio-vhf\/","title":{"rendered":"La multa per chi usa il DSC, spiegata"},"content":{"rendered":"\n<p>Intorno alla <strong>Radio <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/255-vhf-marino\">VHF marino<\/a><\/strong>&nbsp;c&#8217;\u00e8, da sempre, parecchia burocrazia. Certo, il <strong>VHF marino<\/strong> \u00e8 uno strumento prezioso, che ci permette, una volta in barca, di comunicare in modo pratico e veloce con la Guarda Costiera, con i porti e con gli altri diportisti in mare. E, soprattutto, in caso di emergenza ci d\u00e0 l&#8217;opportunit\u00e0 di <strong>richiedere il soccorso nel modo pi\u00f9 efficace e veloce possibile.<\/strong> Insomma, si tratta di un accessorio fondamentale \u2013 tanto \u00e8 vero che, per la maggior parte dei diportisti, si tratta di un vero e proprio obbligo per legge \u2013 che per\u00f2 assicura un po&#8217; a tutti anche un bel po&#8217; di grattacapi. Non per l&#8217;acquisto, si intende: acquistare un VHF <strong>fisso o mobile<\/strong> \u00e8 tutt&#8217;altro che difficile o complesso, \u00e8 sufficiente pensare bene quali sono le proprie esigenze e qual \u00e8 il proprio budget per selezionare velocemente l&#8217;apparecchio giusto per la propria barca. E ancora, ad angustiare il diportista non \u00e8 certo<strong> l&#8217;utilizzo<\/strong> del VHF marino, il quale anzi \u00e8 piuttosto semplice e intuitivo. I grattacapi arrivano infatti dalle tante <strong>regole<\/strong> che circondano questo apparecchio nautico elettronico, tanto pi\u00f9 che, con il progredire di questo accessorio, aumentano proporzionalmente anche le norme. L&#8217;ultima regola, come probabilmente sai gi\u00e0, \u00e8 quella legata all&#8217;uso del <strong>DSC,<\/strong> e quindi del tasto <strong>Distress<\/strong> che si trova sulla maggior parte dei nuovi VHF marini.<\/p>\n\n\n\n\n<p>Si tratta di una regola molto discussa, che \u2013 in estrema sintesi \u2013 dice che <strong>non \u00e8 possibile usare questo prezioso segnale d&#8217;emergenza senza essere in possesso di un certificato specifico,<\/strong> il quale, come vedremo, \u00e8 tutto fuorch\u00e9 a portata di mano (per la maggio parte dei diportisti). A questo si aggiunge poi il fatto che, per un po&#8217; di tempo, si \u00e8 ipotizzato di rendere il DSC obbligatorio, rischiando un vero burnout nel campo della normativa nautica. Ma come stanno veramente le cose? Chi pu\u00f2 usare il DSC, e <strong>chi invece rischia la multa?<\/strong> E ancora, come \u00e8 possibile entrare in possesso del<strong> certificato apposito<\/strong>, cos\u00ec da non rischiare nessuna sanzione?<\/p>\n<h2>Le regole per usare il VHF marino, ancora prima del DSC<\/h2>\n<p>Prima di concentrarci sul tasto Distress e quindi sul DSC, \u00e8 il caso di ripassare qualche regoletta generale che riguarda il VHF marino. Per prima cosa va sottolineato il fatto che la radio VHF<strong> \u00e8 obbligatoria per legge per tutte le barche che navigano oltre le 6 miglia dalla costa,<\/strong> cos\u00ec come specificato dal <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/decreto-correttivo-codice-della-nautica-2019\/\"><strong>Codice della Nautica<\/strong><\/a>. Questo significa che le barche che oltrepassano quella soglia sono obbligate ad avere a bordo questo apparecchio, sia questo un VHF fisso o portatile.<\/p>\n<p>Ma le regole di certo non si esauriscono qui. Se infatti esiste un obbligo di possedere una radio VHF in barca, esiste anche un divieto di utilizzare questo strumento senza essere in possesso di una<strong> Licenza di esercizio Rtf<\/strong>, e quindi di un&#8217;apposita licenza rilasciata da Ministero delle Comunicazioni. Questa licenza \u00e8 stata resa obbligatoria perch\u00e9, di fatto, una radio VHF \u00e8 sotto tutti i punti di vista<strong> una vera e propria emittente radio,<\/strong> una stazione come lo potevano essere le radio libere di un tempo o, seppur in altri termini, gli stessi emittenti radiofonici odierni. A confermarlo c&#8217;\u00e8 il fatto che ogni Radio VHF \u00e8 riconoscibile attraverso un preciso e univoco<strong> Nominativo internazionale,<\/strong> il quale per l&#8217;appunto identifica ogni singolo apparecchio. Questo significa quindi che i diportisti sono obbligati a possedere una radio VHF <em>e<\/em> una Licenza Rtf (la quale, non va dimenticato, non abbisogna di alcun corso o esame: \u00e8 sufficiente farne richiesta e conservare il documento).<\/p>\n<p>Gli obblighi non finiscono per\u00f2 qui. Oltre alla licenza RTF, per usare una Radio VHF, \u00e8 necessario essere abilitati come <strong>operatori radiotelefonisti.<\/strong> In altre parole, a bordo della barca ci deve essere sempre almeno una persona in possesso del <strong>Certificato di operatore<\/strong> per l&#8217;utilizzo del VHF. Anche questo viene rilasciato dal Ministero delle Comunicazioni senza sostenere alcun esame.<\/p>\n<p>Le licenze necessarie per usare la radio VHF in barca (lasciando momentaneamente da parte la questione del DSC) sono due. Oltre a questi documenti necessari, il diportista che usa questo apparecchio deve osservare altre piccole e semplici regole, che di fatto sono dettate, ancor prima che da codici, da buonsenso. La prima e pi\u00f9 importante regola \u00e8 quella di mantenere la radio VHF sintonizzata, sempre e comunque in navigazione salvo diverso utilizzo, <strong>sul canale 16.<\/strong> Questo \u00e8 infatti il canale dedicato all&#8217;emergenza, che deve essere <strong>lasciato sempre libero<\/strong> (purtroppo, come \u00e8 noto, questo canale viene invece talvolta utilizzato per comunicazioni che nulla hanno a che fare con l&#8217;emergenza). Questa norma, alla quale si aggiunge la distinzione tra mayday, il mayday relais, il pan e il securit\u00e8,&nbsp; \u00e8 la prima e pi\u00f9 importante regola per l&#8217;utilizzo della radio VHF in caso di emergenza. Il diportista, poi, dovrebbe sempre ricordarsi di<strong> modulare la potenza del proprio VHF fisso<\/strong> in base alla comunicazione che si desidera fare. A che pro usare la potenza massima di 25 Watt per comunicare con una barca vicina? Cos\u00ec facendo si disturbano potenzialmente tantissime barche (nel raggio di circa 10 miglia) e si spreca energia. Meglio, in questi casi, settare la potenza su 1 watt.<\/p>\n<div class=\"carousel prestashop_carousel\" data-val=\"666,23545,4528\"><\/div>\n<p>Riepilogate queste veloci regolette, \u00e8 possibile passare alla questione del DSC. Chi si ricorda di cosa si tratta, nel dettaglio?<\/p>\n<h2>Cos&#8217;\u00e8 il DSC e a cosa serve il tasto Distress<\/h2>\n<p>Un <strong>tasto rosso<\/strong>, spesso coperto da un piccolo sportellino che si apre a scatto, recante la scritta &#8216;distress&#8217; che in inglese significa &#8216;emergenza, pericolo, bisogno di aiuto&#8217;. Premendo quel tasto si usa il DSC (acronimo di <strong>Digital Selective Calling<\/strong>), ovvero un particolare segnale di emergenza che ci permette di lanciare, in poco tempo, <strong>una richiesta di soccorso automatica e completa.<\/strong> Ma come funziona? Ebbene, per capire per bene cos&#8217;\u00e8 il DSC bisogna fare un passettino indietro, e dedicare qualche secondo all&#8217;<strong>MMSI<\/strong>, ovvero al <strong>Marittime Mobile Service Identities,<\/strong> il quale di fatto designa un codice di 9 cifre che prende il posto del nominativo internazionale di ogni singola radio (ne abbiamo parlato sopra). L&#8217;MMSI, parte fondamentale del sistema GMDSS, permette di identificare in modo unifico \u2013 e da remoto \u2013 tutti gli apparecchi abilitati, e quindi per l&#8217;appunto le radio VHF marine dotate di funzionalit\u00e0 DSC, nonch\u00e9 altri apparecchi come i trasponder AIS.<\/p>\n<p>Questo significa che, nel momento stesso in cui una stazione emette un segnale, l&#8217;MMSI permette di identificare immediatamente la radio che sta trasmettendo (oltre alle coordinate geografiche e via dicendo). L&#8217;MMSI \u00e8 quindi fondamentale in caso di<strong> soccorso in mare<\/strong>, ma lo \u00e8 parimenti anche per andare eventualmente a <strong>sanzionare un diportista che utilizza il DSC in modo inadatto<\/strong> (nel caso in cui, per esempio, non ci sia una vera emergenza). \u00c8 utile sapere che il codice MMSI viene rilasciato per qualsiasi tipo di barca, natanti compresi, dall&#8217;Ispettorato Regionale del Ministero dello Sviluppo Economico.<\/p>\n<p>Il tasto Distress, attraverso il servizio DSC, permette quindi di trasmettere in automatico, <strong>in formato digitale,<\/strong> tutta una serie di dati. Si parla quindi del codice MMSI, delle coordinate geografiche in cui si trova la barca in difficolt\u00e0, del tipo di barca, del tipo di richiesta, dell&#8217;orario, di eventuale messaggio vocale e via dicendo. Questa comunicazione viene effettuata sul<strong> canale 70<\/strong>, il quale infatti \u00e8 dedicato esclusivamente a questo genere di comunicazione.<\/p>\n<p>Non ci sono dubbi: la funzionalit\u00e0 DSC \u00e8 oggettivamente preziosa, e aumenta in modo concreto la possibilit\u00e0 di fronteggiare in modo efficace e urgente una emergenza in mare. Questo perch\u00e9 la comunicazione dell&#8217;emergenza viene fatta in fretta, in modo automatico, riducendo al minimo non solo il tempo necessario per lanciare l&#8217;SOS, ma anche le incomprensioni che potrebbero nascere in seguito a una comunicazione confusa effettuata dal diportista in difficolt\u00e0, il quale potrebbe essere travolto dal <strong>panico<\/strong> e quindi fornire informazioni in modo poco comprensibile o comunque confuso.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 dunque essere utile vedere nello specifico quali sono le differenze tra la funzionalit\u00e0 DSC e il classico canale 16 che, come abbiamo visto sopra, \u00e8 riservato alle comunicazioni d&#8217;emergenza.<\/p>\n<h3>Le differenza tra il canale 16 e la funzione DSC<\/h3>\n<p>Prima dell&#8217;avvento del DSC non c&#8217;erano dubbi sul canale da usare in caso di emergenza. Si parla ovviamente del gi\u00e0 citato canale 16, dove vengono annunciati gli avvisi ai naviganti, i bollettini meteorologici e, per l&#8217;appunto, le richieste di soccorso \u2013 \u00e8 necessario ricordare sempre di <strong>mantenere il silenzio radio in tutti i primi 3 minuti di ogni mezzora,<\/strong> per essere certi di non oscurare eventuali richieste d&#8217;emergenza.<\/p>\n<p>Per effettuare una chiamata di soccorso in barca utilizzando il canale 16&nbsp; \u00e8 per prima cosa necessario <strong>verificare la posizione esatta dell&#8217;imbarcazione, nonch\u00e9 l&#8217;orario<\/strong>. Con questi dati in mente si pu\u00f2 quindi selezionare il canale 16 \u2013 \u00e8 possibile farlo con un solo gesto premendo l&#8217;apposito pulsante rosso \u2013 e quindi, una volta accertato di aver aumentato al massimo la potenza per diffondere il pi\u00f9 possibile il proprio messaggio (settando dunque il VHF marino u 25 watt) e dopo aver regolato lo squelch, trasmettere la chiamata. Nel caso in cui l&#8217;emergenza metta in pericolo la vita umana, sar\u00e0 necessario<strong> usare la formula Mayday<\/strong>, e quindi aprire il proprio messaggio ripetendo tre volte le parole &#8216;med\u00e9, med\u00e9, med\u00e9&#8217;, per poi ripetere la chiamata ogni due minuti fino a quando non si avranno riscontri da altre barche o da capitanerie. Nel momento in cui si entra in contatto con qualcuno, si deve ripetere nuovamente &#8216;med\u00e9&#8217; senza ripetizioni e, finalmente, <strong>comunicare brevemente tutte le informazioni necessarie per ricevere soccorso:<\/strong> posizione della nave, direzione, eventuale velocit\u00e0, numero di persone a bordo, tipo di emergenza e altre informazioni utili.<\/p>\n<p>Il tasto Distress permette una gestione molto pi\u00f9 veloce dell&#8217;emergenza. Per usare il DSC \u00e8 infatti sufficiente <strong>premere il tasto Distress per 5 secondi<\/strong> (dopo aver alzato lo sportellino protettivo). Lo schermo della radio VHF mostrer\u00e0 un <strong>conto alla rovescia,<\/strong> durante il quale \u00e8 necessario mantenere il tasto premuto (in caso contrario la chiamata verr\u00e0 annullata). Se il VHF marino \u00e8 stato impostato efficacemente, verranno trasmesse automaticamente le coordinate geografiche e l&#8217;ora della chiamata; diversamente, sar\u00e0 necessario inserire manualmente questi dati. A questo punto, si dovr\u00e0 premere nuovamente il tasto Distress, per altri 2 secondi, per visualizzare sullo schermo le informazioni che verranno trasmesse; per confermarle e per inviare il segnale, baster\u00e0 premere il pulsante rosso per altri 5 secondi. Come si vede, quindi, in una manciata di secondi con il DSC \u00e8 possibile inviare la propria domanda di soccorso, cos\u00ec da potersi concentrare su altre operazioni fondamentali per la salvaguardia della propria vita e di quella dei passeggeri.<\/p>\n<p>Il problema, per\u00f2, \u00e8 che non basta avere una radio VHF con il tasto Distress per poter usare il DSC. No: per come stanno adesso le cose, per poter utilizzare questa modalit<strong>\u00e0 \u00e8 necessario aver sostenuto e aver superato un apposito esame.<\/strong> Ovviamente, come consigliano del resto degli esperti del settore, in caso di emergenza reale \u00e8 decisamente il caso di usare il DSC <strong>a prescindere dalla multa<\/strong>: non deve certo essere la minaccia di una sanzione pecuniaria a rendere ancora pi\u00f9 difficile una situazione gi\u00e0 di per s\u00e9 drammatica.<\/p>\n<p>Ma come si fa a evitare la multa per l&#8217;uso del DSC?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-3578\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/radio-387025_1280-1-1024x768-1024x768.jpg\" alt=\"Multa DSC distress\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/radio-387025_1280-1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/radio-387025_1280-1-1024x768-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/radio-387025_1280-1-1024x768-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/radio-387025_1280-1-1024x768-200x150.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/radio-387025_1280-1-1024x768-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/radio-387025_1280-1-1024x768-600x450.jpg 600w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/radio-387025_1280-1-1024x768-800x600.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<h3>Usare il tasto DSC: il certificato SRC<\/h3>\n<p>Evitare la multa per aver utilizzato il tasto Distress della propria Radio VHF non \u00e8 certo impossibile. Non \u00e8 per\u00f2 scontato o particolarmente facile . In primo luogo \u2013 e qui basta il buonsenso \u2013 \u00e8 obbligatorio usare questo tasto solo in caso di reale emergenza. In secondo luogo, \u00e8 necessario ottenere <strong>il certificato SRC&nbsp;<\/strong>(Short Range Certificate), ovvero la licenza richiesta sulle imbarcazioni NON SOLAS che operano solo all&#8217;interno della GMDSS Sea Area A1 per poter usare un apparato DSC. Esistono altre tre certificazioni valide (GOC, ROC e LRC) le quali per\u00f2 sono pi\u00f9 complesse e in ogni caso superflue per un diportista, il quale \u00e8 tenuto ad avere solo il certificato SRC.<\/p>\n<h3>L&#8217;esame per il DSC della Radio VHF<\/h3>\n<p>Il problema, per\u00f2, \u00e8 che l&#8217;unica strada ufficialeper ricevere il citato certificato SRC quella di<strong> fare l&#8217;apposito esame a Roma,<\/strong> presso l&#8217;apposita Commissione esami istituita dal Ministro dello Sviluppo Economico. E sta proprio qui il problema: se per poter usare il DSC bastasse sostenere un piccolo esame presso una qualsiasi Capitaneria di porto, le lamentele sarebbero state sicuramente minori. La maggior parte dei diportisti, invece, non ha assolutamente nessuna voglia di andare fino a Roma per fare un esame per l&#8217;ottenimento di un certificato indispensabile per schiacciare un pulsante il quale, per quanto importante, resta pur sempre un pulsante con delle regole di utilizzo piuttosto semplici. Non esistono per\u00f2 delle altre sedi per effettuare l&#8217;esame, non esistevano nell&#8217;agosto 2019, quando abbiamo scritto questo articolo, e non esistono nemmeno oggi, nel 2021, nel momento in cui siamo tornati ad aggiornare questo testo.<\/p>\n<p>Cosa fare quindi? Ebbene, in linea di massima non \u00e8 certo sbagliato dire che, in caso di reale emergenza in mare, di fronte alla possibilit\u00e0 di rendere pi\u00f9 veloci i soccorsi, sar\u00e0 sempre e comunque consigliabile utilizzare il tasto distress, fregandosene quindi della multa. La sicurezza propria, dei propri cari e di altri passeggeri vale certamente molto di pi\u00f9 di una multa per una trasgressione figlia di una stortura diplomatica.<\/p>\n<p>Esiste, va detto, una <strong>scappatoia<\/strong>, non prevista dalla legge italiana, ma nemmeno osteggiata. In effetti, questa via &#8216;aggira&#8217; quanto affermato dal legislatore: senza andare fino a Roma \u2013 per chi abita lontano dalla capitale \u2013 \u00e8 infatti possibile contattare ricercare un centro pi\u00f9 vicino a casa che organizzi gli esami per <strong>il conseguimento dell&#8217;SRC inglese<\/strong>, il quale pu\u00f2 essere rilasciato ovunque \u2013 non solo a Londra, per dire \u2013 ed \u00e8 valido anche per le barche che battono bandiera italiana. Sar\u00e0 comunque necessario frequentare un corso teorico e quindi pagare per essere ammessi all&#8217;esame, sborsando come minimo, in genere, 130-150 euro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8271\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/vhf-dsc-portatile-e-galleggiante-mr-hh600-cobra.jpg\" alt=\"\" width=\"458\" height=\"458\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/vhf-dsc-portatile-e-galleggiante-mr-hh600-cobra.jpg 458w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/vhf-dsc-portatile-e-galleggiante-mr-hh600-cobra-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/vhf-dsc-portatile-e-galleggiante-mr-hh600-cobra-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/vhf-dsc-portatile-e-galleggiante-mr-hh600-cobra-66x66.jpg 66w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/vhf-dsc-portatile-e-galleggiante-mr-hh600-cobra-200x200.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/vhf-dsc-portatile-e-galleggiante-mr-hh600-cobra-400x400.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 458px) 100vw, 458px\" \/><\/p>\n<p>Insomma, in tutti i casi, per poter usare il DSC senza temere sanzioni occorre disturbarsi almeno un po&#8217;. Da un certo punto di vista, per\u00f2, ne vale la pena, per rendere la chiamata di soccorso immediata ed efficace. Non \u00e8 certo un caso se, per alcuni mesi, si era ipotizzato di rendere le radio VHF con tasto Distress obbligatorie per la maggior parte delle imbarcazioni, salvo fare dietrofront a causa delle lamentele provenienti dal mondo dei diportisti. In molti, infatti, non avevano alcuna voglia di<strong> sostituire la propria radio VHF<\/strong>&nbsp; \u2013 acquistata magari da pochi anni&nbsp; \u2013 con una apparecchio dotato di tasto Distress. Oggi giorno, per\u00f2, praticamente tutte le radio VHF in commercio sono dotate di questa funzione (anche nel caso di migliori VHF portatili) : non ci resta che aspettare che i canali ufficiali e formali per ricevere il certificato SRC italiano diventino via via meno complicati a livello burocratico!<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intorno alla Radio VHF marino&nbsp;c&#8217;\u00e8, da sempre, parecchia burocrazia. Certo, il VHF marino \u00e8 uno strumento prezioso, che ci permette, una volta in barca, di comunicare in modo pratico e veloce con la Guarda Costiera, con i porti e con gli altri diportisti in mare. 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