{"id":2825,"date":"2019-07-22T09:00:48","date_gmt":"2019-07-22T07:00:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/?p=2825"},"modified":"2022-09-20T12:16:02","modified_gmt":"2022-09-20T10:16:02","slug":"pulizia-della-barca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/pulizia-della-barca\/","title":{"rendered":"La pulizia della barca: tutti i consigli per una barca da copertina"},"content":{"rendered":"<p>Quando si esce con la barca si desidera sempre che tutto sia perfetto. Ma non si pu\u00f2 certo pretendere di salire sempre su<strong> una barca perfettamente pronta e pulita<\/strong>: non c&#8217;\u00e8 nessuna fatina che l\u00ec, in banchina, provvede alla manutenzione e alla pulizia della barca al posto nostro! Nossignore, per avere una barca in buono stato, tale da poter essere utilizzata in modo sereno e soddisfacente, \u00e8 necessario dedicare regolarmente del tempo alla sua cura. E questo significa anche pulirla: cos\u00ec come ogni giorno bisogna dedicare un po&#8217; di tempo alla pulizia della casa, per spazzare, dare lo straccio e spolverare, cos\u00ec anche le nostre barche hanno bisogno di un&#8217;attenzione continua e regolare nel tempo.<\/p>\n<p>Ci sono interventi pesanti e onerosi in termini di tempo, che devono essere fatti solamente <strong>una o due volte all&#8217;anno<\/strong>, e ce ne sono invece altri pi\u00f9 semplici che vanno ripetuti pi\u00f9 spesso, per rinfrescare la barca e mantenerla bella da guardare e comoda da vivere. Certo, il momento clou per quanto riguarda la pulizia della barca \u00e8 <strong>la fine del rimessaggio invernale<\/strong>, quando, durante le prime giornate di caldo, si decide di togliere il<a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/113-manutenzione-e-rimessaggio\/114-teli-di-copertura-e-protezione\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> telo copribarca<\/strong><\/a> e rimettere in sesto la nostra unit\u00e0 di diporto. Sicuramente il telo copribarca avr\u00e0 fatto il suo compito, proteggendo l&#8217;imbarcazione dall&#8217;accumulo eccessivo di polvere, dall&#8217;azione degli animali, dagli occhi indiscreti e, nel caso dei rimessaggi invernali esterni, dagli agenti meteorologici e dagli animali. Ma il telo copribarca non pu\u00f2 certi fare miracoli: non si pu\u00f2 pensare di toglierlo e di avere una barca perfettamente pulita!<\/p>\n<p>Ecco dunque che, in questo post, elencheremo quelli che sono <strong>i principali interventi da fare<\/strong> per avere una barca pulita, durante la stagione e\/o al termine del rimessaggio invernale.<\/p>\n<h2>La pulizia dello scafo<\/h2>\n<p>Pulire la barca non \u00e8 certo come pulire la propria automobile: non basta recarsi al pi\u00f9 vicino autolavaggio, infilare qualche moneta per azionare le spazzole e poi passare all&#8217;aspirapolvere. Non \u00e8 cos\u00ec veloce, e nemmeno cos\u00ec facile. Partiamo dalla &#8216;carrozzeria&#8217; della barca, e quindi dal suo scafo, la parte che pi\u00f9 di tutte le altre \u00e8 esposta alle minacce marine, essendo sommersa in acqua. I motivi per pulire lo scafo della nostra barca con attenzione sono tanti e diversi:<strong> per proteggerlo dall&#8217;azione dei crostacei e delle alghe<\/strong>, per mantenerlo bello da vedere, per eliminare l&#8217;attrito e via dicendo.<\/p>\n<p>Ma come si pulisce lo scafo della barca in modo efficace e facile? Ebbene, di solito si parte proprio dalla parte pi\u00f9 &#8216;difficile&#8217;, ovvero dall&#8217;opera viva, che essendo quella sommersa in acqua \u00e8 sia pi\u00f9 sporca che, tendenzialmente, <strong>pi\u00f9 difficile da raggiungere.<\/strong> Ovviamente lo scafo pu\u00f2 essere pulito con calma al momento del rimessaggio invernale, una volta tirata a secco la barca, per essere poi lucidato nuovamente poco prima di tornare in acqua, e quindi qualche istante prima di dare l&#8217;indispensabile <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/113-manutenzione-e-rimessaggio\/116-verniciatura\/120-primer-antivegetative\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">antivegetativa<\/a> \u2013 la quale serve per l&#8217;appunto per fornire un&#8217;ulteriore protezione allo scafo.<\/p>\n<p>Di certo, per\u00f2, non \u00e8 possibile tirare a secco la barca tutte le volte che bisogna<strong> pulire lo scafo!<\/strong> Ecco dunque che bisogna trovare delle soluzioni per pulire lo scafo con la barca in acqua, cos\u00ec da preparare l&#8217;imbarcazione al meglio per affrontare una crociera o una <strong>regata.<\/strong> Non \u00e8 dunque affatto raro vedere dei diportisti che, armati di lunghissimi pali ricurvi frutto dell&#8217;ingegno individuale, si sporgono dalle battagliole per strofinare l&#8217;opera viva della barca, per eliminare alghe e altri depositi presenti sulla carena.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-2830\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/kelli-mcclintock-tT26uzVMb28-unsplash-1024x683.jpg\" alt=\"pulizia e manutenzione barca\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><\/p>\n<p>Va sottolineato che, per pulire in questo modo lo scafo, non serve pi\u00f9 costruire artigianalmente dei lunghi spazzoloni con varie prolunghe \u2013 i quali solitamente si staccano o si deformano durante l&#8217;utilizzo: da qualche tempo anche in Italia \u00e8 infatti\u00a0 disponibile <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/113-manutenzione-e-rimessaggio\/126-pulizia-imbarcazione\/127-accessori-per-la-pulizia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">lo spazzolone pulisci carena Scrubbis.<\/a> Si tratta di un lungo <strong>bastone smontabile ed estensibile<\/strong>, che pu\u00f2 arrivare a una lunghezza massima di 320 centimetri e che permette di pulire la carena della barca in modo veloce e semplice, cos\u00ec da avere sempre uno scafo perfetto. La pulizia frequente dello scafo della barca con un sistema come Scrubbis, tra l&#8217;altro, permette di mantenere questo lavoro come un&#8217;occupazione semplice e veloce, che richiede solo una manciata di minuti. Va infatti detto che, se pulito ogni 2-3 settimane, uno scafo sommerso non potr\u00e0 che presentare della vegetativa morbida, e dunque assolutamente comoda da togliere con poche passate di spazzolone.<\/p>\n<p>Non va, per\u00f2, sempre cos\u00ec: talvolta tra una pulizia e l&#8217;altra dello scafo passa parecchio tempo, tanto da rendere le <strong>incrostazioni sulla carena<\/strong> particolarmente difficili da rimuovere. Il quel caso le soluzioni sono due. O la barca viene tirata a secco, cos\u00ec da approfittarne per realizzare qualche eventuale intervento di manutenzione, oppure si evita la spesa <strong>dell&#8217;alaggio,<\/strong> e si propende dunque per l&#8217;immersione. In questo ultimo caso, difficilmente si potr\u00e0 lavorare in modo soddisfacente semplicemente trattenendo il fiato: ecco dunque che diventa importante organizzarsi al meglio, armandosi di una <strong>piccola bombola di ossigeno<\/strong> che consenta di rimanere a lungo sott\u2019acqua, a stretto contatto con l&#8217;opera viva, senza la preoccupazione di dovere continuamente tornare in superficie a rifiatare. A far bene, quindi, per pulire in immersione lo scafo della barca \u2013 oltre alla spazzola e alla spugna \u2013 sar\u00e0 bene attrezzarsi di bombola di ossigeno (in commercio ne esistono di piccole e leggere) di maschera, di erogatore, di manometro, di cintura impiombata e, se le acque non sono abbastanza calde, di una muta.<\/p>\n<p>Lo scafo, per\u00f2, non \u00e8 certo costituito dalla sola opera viva. Pulire le carene della barca significa infatti <strong>pulire anche l&#8217;opera morta<\/strong>, ovvero quel tratto di scafo che resta al di sopra delle onde, e che dunque \u00e8 meno esposto ad agenti come le alghe, ma che resta invece sotto gli occhi di tutti. Ecco dunque che \u00e8 importante impegnarsi anche nella pulizia di questa area, la quale \u00e8 senz&#8217;altro pi\u00f9 facilmente raggiungibile della parte inferiore dello scafo. Anche in questo caso ci si pu\u00f2 armare di spazzolone. Molto spesso, per\u00f2, per avere un risultato soddisfacente non serve pulire con lo spazzolone: per ridare bellezza all&#8217;opera morta, nel caso delle barche in vetroresina, \u00e8 necessario utilizzare del<strong> polish lucidante<\/strong>, e quindi un prodotto pensato appositamente <strong>per ripristinare la lucentezza del gelcoat<\/strong> (il quale \u00e8 sotto continua minaccia della salsedine, che minaccia la resina, la rende opaca e, sul lungo termine, porosa).<\/p>\n<p>[ps_product_list id_product=1865,1866]<\/p>\n<p>Talvolta, nella pulizia dell&#8217;opera morta, ci si trova a fronteggiare delle vere e proprio macchie, o magari dei segni particolarmente ostinati. Possono essere la traccia della linea di galleggiamento, gli striscioni lasciati dai <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/12-ancoraggio-e-ormeggio\/16-parabordi-profili-boe-e-accessori\/27-parabordi-copriparabordi-portaparabordi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">parabordi<\/a> o delle <strong>tracce di grasso.<\/strong> In questi casi, n\u00e9 lo spazzolone n\u00e9 ovviamente il polish lucidante possono essere sufficienti: molto meglio usare degli sgrassanti e dei detergenti nautici, e quindi appositamente pensati per affrontare queste macchie e questi &#8216;inestetismi&#8217; senza rovinare la vernice sottostante (come invece potrebbero fare i tradizionali detergenti domestici)<\/p>\n<h2>Pulire le barche in vetroresina<\/h2>\n<p>La <strong>coperta<\/strong>, i pozzetti, gli interni in vetroresina: non si pu\u00f2 certo dire che questi elementi restino puliti a lungo. Si scrive tanto, tantissimo sulla pulizia dello scafo, ma non si spendono mai troppe parole per la pulizia della coperta, dei pozzetti e dell<strong>e superfici diamantate<\/strong>. Certo, qui ci sono meno misteri da affrontare, e non serve procurarsi una bombola d&#8217;ossigeno. Anche quass\u00f9, per\u00f2, \u00e8 necessario muoversi nel modo giusto, per non sprecare tempo, per avere un risultato soddisfacente e per non rischiare di rovinare la propria imbarcazione.<\/p>\n<p>Ecco quindi che, prima di iniziare con il lavaggio vero e proprio della coperta, \u00e8 sempre il caso di partire con l&#8217;aspirazione, un passaggio che spesso viene saltato a pi\u00e8 pari. Ma questo \u00e8 un errore, perch\u00e9 una buona parte della sporcizia \u00e8 superficiale e volatile, e pu\u00f2 essere eliminata senza sforzi grazie a <strong>un buon aspiratore a bidone<\/strong>. L&#8217;aspirapolvere si rivela utile soprattutto per pulire i piccoli anfratti e le congiunture, l\u00ec dove altrimenti sarebbe difficile arrivare.<\/p>\n<p>Una volta aspirata tutta la coperta \u00e8 possibile passare al lavaggio, con la certezza di avere eliminato tutta la parte della sporcizia mobile: da qui in avanti, dunque, si avr\u00e0 a che fare con le sole macchie e con gli aloni. In questa fase ci si arma di spugna, di spazzolone e di <strong><a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/113-manutenzione-e-rimessaggio\/126-pulizia-imbarcazione\/129-detergenti-sgrassanti-e-protettivi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">detergente nautico<\/a>,<\/strong> capace di pulire e sgrassare il vetroresina senza attaccarlo, e quindi senza renderlo opaco e debole. Nelle parti diamantate, pi\u00f9 resistenti, ci vorr\u00e0 un bel po&#8217; di olio di gomito, per pulire senza paura tra un rilievo e l&#8217;altro. Dove la vetroresina si presenta liscia, invece, si potr\u00e0 procedere pi\u00f9 lievemente, usando una spugna in grado di grattare via le macchie senza lasciare segni. Al termine dell&#8217;operazione, ovviamente, bisogner\u00e0<strong> risciacquare il tutto con abbondante acqua dolce<\/strong>, cos\u00ec da eliminare i residui di sporco e di detergente nautico.<\/p>\n<p>Nel caso di macchie pi\u00f9 ostinate, come per esempio quelle lasciate dalla ruggine, sar\u00e0 il caso di ricorrere a dei detergenti nautici speciali, pi\u00f9 potenti ma sempre rispettosi del vetroresina.<\/p>\n<h3>La pulizia della sentina<\/h3>\n<p>Tra i luoghi pi\u00f9 sporchi di una barca ci sono stabilmente le <strong>sentine,<\/strong> ovvero i luoghi in cui tutti i liquidi finiscono per raccogliersi, per essere eliminati attraverso la pompa. Qui non mancano le colate di grasso, le incrostazioni di sale e via dicendo. Ecco dunque che, per evitare cattivi odori, per non minacciare le <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/144-idraulica-pompe-e-sanitari\/145-pompe-e-autoclavi\/150-pompe-di-sentina\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pompe di sentina<\/a> e per non compromettere le pareti di questi <strong>pozzetti,<\/strong> si rende utile di tanto in tanto la pulizia di questi ambienti. In questi casi si consiglia sempre di usare un prodotto specifico per la pulizia delle sentine, ovvero il detergente<a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/521-sentinet-detergente-emulsionante-per-sentine.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> Sentinet<\/a> di Silpar TK: alcuni diportisti, in caso di incrostazioni importanti, &#8216;allagano&#8217; la sentina con dell&#8217;acqua dolce, aggiungono qualche litro di Sentinet e lasciano lavorare per mezza giornata.<\/p>\n<h3>La pulizia del teak<\/h3>\n<p>Per quanto riguarda la <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/la-pulizia-del-teak-con-teak-wonder\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pulizia del teak<\/a> \u00e8 sempre meglio seguire attentamente le regole, per non rischiare di rovinare questo prezioso materiale. Perch\u00e9 s\u00ec, questo particolare <strong>legno,<\/strong> grazie ai suoi oli naturali, \u00e8 capace di resistere come nessun altro in mezzo al mare, ma solo a patto di essere trattato con cura, utilizzando i migliori prodotti. \u00c8 dunque necessario pulirlo in modo delicato, senza rischiare di asportare gli oli, usando acqua dolce, spazzole morbide e detergenti appositi, come i famosi prodotti della linea <strong>Teak Wonder.<\/strong> In caso di bisogno, dopo aver utilizzato il detergente, \u00e8 possibile trattare il teak con dello sbiancante, ovvero con un prodotto in grado di combattere e di eliminare l&#8217;inscurimento tipico di questo legname: il prodotto di riferimento, in questo caso, \u00e8 <strong>Teak Wonder Brightener.<\/strong><\/p>\n<p>[ps_product_list id_product=259,260,261]<\/p>\n<h2>La pulizia degli interni<\/h2>\n<p>Dopo aver pulito lo scafo, la coperta, le sentine e l&#8217;eventuale teak, \u00e8 il momento di dedicarsi agli <strong>interni.<\/strong> In certe barche questo passaggio, per la piccolezza degli interni stessi, \u00e8 subito portato a termine, senza grandi sforzi. In altre imbarcazioni, invece, la pulizia degli interni rappresenta una sfida notevole. S\u00ec, perch\u00e9 avere degli interni sporchi o comunque non curati non significa solo avere a che fare con un ambiente poco bello o confortevole, ma anche potenzialmente con un ambiente<strong> poco salubre<\/strong>, abitato per esempio da <strong>muffe, acari e batteri.<\/strong> Non bisogna dimenticarsi, infatti, che quello della barca \u00e8 un contesto particolare, soggetto a delle minacce che i nostri appartamenti nemmeno si immaginano.<\/p>\n<p>Gli interni di una barca rimasta ferma da qualche tempo devono prima di tutto prendere un po&#8217; di aria, e dunque essere aspirati e spolverati, controllando la presenza di eventuali muffe \u2013 da trattare con prodotti specifici. Ogni singola superficie deve poi essere trattata con il detergente giusto, senza fare l&#8217;errore di usare <strong>lo stesso detergente<\/strong> per la vetroresina, per i mobili in legno della cucina e per l&#8217;acciaio dei fornelli. Tutti i <strong>tessuti<\/strong> presenti \u2013 e non parliamo certo delle sole vele, ma anche delle coperte, delle tende, dei materassi , delle lenzuola e via dicendo \u2013 devono essere sbarcati, lavati e lasciati a respirare per un po&#8217;, per poter eliminare l&#8217;inevitabile umidit\u00e0 raccolta nel tempo.<\/p>\n<h2>La pulizia delle vele<\/h2>\n<p>I velisti devono pensare anche a fare il bucato, ovvero alla<strong> pulizia delle vele<\/strong>. Abbiamo dedicato un intero articolo alla <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/guida-alla-manutenzione-e-alla-pulizia-delle-vele\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">manutenzione delle vele della barca<\/a>: qui faremo quindi un veloce riassunto delle azioni necessarie per la pulizia delle vele, per completezza. Lavare le vele non significa solamente farle risplendere nel loro colore originale, ma anche e soprattutto liberarle dalla minaccia del salino, il quale nel tempo finisce per <strong>rendere la vela pi\u00f9 rigida,<\/strong> andando a indebolire la resistenza del tessuto con cui \u00e8 realizzata. Per questo, quindi, le vele devono essere <strong>lavate con acqua dolce,<\/strong> per andare a eliminare il sale accumulato durante la navigazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-8053\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/jeremy-bishop-A0wvBW-Hjbs-unsplash-1024x683.jpg\" alt=\"pulizia barca\" width=\"1024\" height=\"683\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/jeremy-bishop-A0wvBW-Hjbs-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/jeremy-bishop-A0wvBW-Hjbs-unsplash-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/jeremy-bishop-A0wvBW-Hjbs-unsplash-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/jeremy-bishop-A0wvBW-Hjbs-unsplash-200x133.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/jeremy-bishop-A0wvBW-Hjbs-unsplash-400x267.jpg 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/jeremy-bishop-A0wvBW-Hjbs-unsplash-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/jeremy-bishop-A0wvBW-Hjbs-unsplash-800x533.jpg 800w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/jeremy-bishop-A0wvBW-Hjbs-unsplash-1200x800.jpg 1200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/jeremy-bishop-A0wvBW-Hjbs-unsplash.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>Certo, lavare le vele non \u00e8 per nulla facile. C&#8217;\u00e8 chi si mette al lavoro nella propria vasca da bagno, o chi prende in prestito la <strong>piscina gonfiabile<\/strong> dei figli o dei nipotini, cos\u00ec da poter lasciare in ammollo le vele per ore senza arrecare fastidio a nessuno. La tecnica migliore \u00e8 quella di lasciare in ammollo le vele da pulire<strong> almeno per 24 ore,<\/strong> cos\u00ec da avere la certezza di eliminare tutto &#8211; o quasi &#8211; il salino, cambiando completamente l&#8217;acqua 3 o 4 volte. Nei primi due passaggi di ammollo baster\u00e0 semplicemente dell&#8217;acqua dolce, senza nessun detersivo; negli ultimi due o nell&#8217;ultimo passaggi si aggiunger\u00e0 invece del <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/1890-smart-detergente-con-cera-protettiva.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">detergente per vele<\/a>, nella<strong> proporzione riportata dal produttore.<\/strong> Parliamo di detersivi specifici, realizzati appositamente per il lavaggio efficace delle vele,<strong> senza il rischio di aggredire o di indebolire il loro tessuto.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Quando anche l&#8217;ultimo copricuscino sar\u00e0 stato lavato e asciugato, sar\u00e0 finalmente possibile guardarsi intorno soddisfatti e, finalmente, salpare con una barca perfettamente pulita, da poppa a prua!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si esce con la barca si desidera sempre che tutto sia perfetto. 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Nossignore, per avere una barca in buono [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":2829,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[334],"tags":[313,350,340],"class_list":{"0":"post-2825","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-guide-tutorial-nautica","8":"tag-how-to","9":"tag-manutenzione-e-rimessaggio","10":"tag-nautica"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2825","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2825"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2825\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8052,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2825\/revisions\/8052"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2829"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2825"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2825"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2825"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}