{"id":2513,"date":"2019-07-03T09:00:54","date_gmt":"2019-07-03T07:00:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/?p=2513"},"modified":"2022-09-20T11:56:09","modified_gmt":"2022-09-20T09:56:09","slug":"come-liberare-lancora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/come-liberare-lancora\/","title":{"rendered":"Come liberare l&#8217;ancora"},"content":{"rendered":"<p>I lupi di mare non dispongono di freni a mano: per <strong>ormeggiare una barca in sicurezza<\/strong> non ci pu\u00f2, dunque, affidare che all&#8217;ancora per barca, unico modo per poter assicurare l&#8217;unit\u00e0 di diporto in rada e, spesso, anche in porto. Ed \u00e8 proprio intorno all&#8217;utilizzo dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/12-ancoraggio-e-ormeggio\/13-ancore-musoni-e-ammortizzatori\/21-ancore\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ancora<\/a> \u2013 meglio: al suo recupero \u2013 che si concentrano tanti, tantissimi racconti di <strong>skipper<\/strong> pi\u00f9 o meno esperti. Per chi non ha esperienza del mondo nautico, sembra impossibile che cotanta narrazione orale \u2013 e non solo \u2013 sia concentrata intorno al tema del liberare l&#8217;ancora incattivita, l\u00ec dove i naviganti potrebbero narrare delle loro escursioni in mare aperto, delle loro traversate e via dicendo. Eppure no, le storie di marinai intenti a liberare l&#8217;<strong>ancora incattivita<\/strong> non mancano mai, e anzi, non smettono di affascinare n\u00e9 i principianti \u2013 in cerca di buoni consigli per la prossima evenienza \u2013 n\u00e9 gli skipper pi\u00f9 navigati, i quali tutti, nessuno escluso, hanno in serbo almeno un paio di storie interessanti per condire ulteriormente il tema.<\/p>\n<p>S\u00ec, perch\u00e9 a tutti quanti capita di incontrare difficolt\u00e0 nel salpare l&#8217;ancora della barca. E questo succede praticamente a tutti i diportisti, sia a chi usa un&#8217;<strong>ancora Delta<\/strong>, che a chi usa un&#8217;<strong>ancora CQR<\/strong>, una <strong>Danforth<\/strong> o una <strong>Hall.<\/strong> Ecco dunque che pu\u00f2 risultare molto comodo raggruppare qui sotto i migliori consigli su come liberare l&#8217;ancora nelle &#8216;peggiori&#8217; situazioni, cos\u00ec da non dover mai penare eccessivamente prima di prendere il largo, evitando di perdere tempo e di fare danni \u2013 alla propria barca e a quella altrui!<\/p>\n<h2>Come salpare l&#8217;ancora in una situazione del tutto normale<\/h2>\n<p>Per nostra fortuna, non sempre ci sono degli ostacoli tra il nostro verricello e la nostra ancora, e perci\u00f2 quest&#8217;ultima pu\u00f2 essere salpata senza grossi problemi.<strong> Alare l&#8217;ancora barca<\/strong>, in assenza di vento, \u00e8 un&#8217;operazione tutt&#8217;altro che difficile, ma questo non vuol dire che, per compierla, non sia necessario seguire delle regole basilari, onde effettuare la manovra in modo veloce, liscio e sicuro, senza sottoporre a stress n\u00e9 la barca, n\u00e9 la catena, n\u00e9 il<a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/12-ancoraggio-e-ormeggio\/15-verricelli-e-arganelli\/25-verricelli-e-accessori\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> verricello salpa ancora<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2516\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/shutterstock_427820980.jpg\" alt=\"Come usare il salpa ancora\" width=\"665\" height=\"1000\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/shutterstock_427820980.jpg 665w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/shutterstock_427820980-200x301.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/shutterstock_427820980-400x602.jpg 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/shutterstock_427820980-600x902.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 665px) 100vw, 665px\" \/><\/p>\n<p>Meglio, dunque, fare un ripasso su come salpare l&#8217;ancora in una situazione standard. In ogni caso, \u00e8 un bene studiare per bene il contesto in cui ci troviamo, la<strong> posizione delle barche<\/strong> che ci attorniano e la manovra che dovremo fare, cos\u00ec da sapere gi\u00e0, in linea di massima, le azioni necessarie. A questo punto, stando ben attenti alle preziose indicazioni della persona posizionata a prua (se presente) si inizier\u00e0 la manovra, <strong>guardando alla posizione della catena<\/strong>. A questo proposito, va ricordato che esistono dei <strong>segnali<\/strong> diffusi e piuttosto intuitivi per comunicare allo skipper le azioni da fare per salpare l&#8217;ancora: se la persona a prua a tende il braccio in avanti con mano aperta, il messaggio \u00e8 quello di procedere, e significa dunque che non ci sono problemi, essendo l&#8217;ancora in asse con la barca. Il braccio teso a lato, invece, indica che l&#8217;ancora \u00e8 da quella parte, e che bisogna dunque virare, delicatamente, in quella direzione. Diversamente, un braccio alzato e con un pugno serrato, indica che l&#8217;ancora non \u00e8 pi\u00f9 n\u00e9 a destra n\u00e9 a sinistra, n\u00e9 a prua, quanto invece sotto la nave, e che dunque bisogna mettere in folle.<\/p>\n<p>In ogni caso, in una situazione normale, la prima preoccupazione dovrebbe essere quella di procedere lentamente, senza fretta, <strong>aiutandoci con il motore per non stressare eccessivamente il verricello.<\/strong> Questo obiettivo si persegue procedendo a piccoli passi in avanti con la barca, in modo da annullare la tensione della catena e di permettere al salpa ancora di raccoglierla senza alcuna difficolt\u00e0. Si dovr\u00e0 stare attenti, a questo proposito, non solo alla catena che dal ponte si getta in acqua, ma anche a quella che dal verricello salpa ancora si deposita nel pozzetto. Se infatti questo non \u00e8 sufficientemente profondo, non va assolutamente trascurato per tutta l&#8217;operazione di alaggio dell&#8217;ancora: il rischio, infatti, \u00e8 che la catena vada a formare un monticello nel gavone e soprattutto sopra di esso, finendo per arrivare fino sotto al verricello. A questo punto, quando la catena si trover\u00e0 subito sotto al <strong>barbotin,<\/strong> inizier\u00e0 a opporre resistenza, bloccando il verricello o facendo saltare la catena. La persona a prua, quindi, dovrebbe buttare di tanto in tanto un occhio anche al pozzetto dell&#8217;ancora, per non rischiare di dover iniziare tutto da capo o &#8211; peggio &#8211; di danneggiare il salpa ancora.<\/p>\n<p>Cos\u00ec facendo, procedendo con calma verso l&#8217;ancora e ritirando con altrettanta calma la catena, si arriver\u00e0 a <strong>svincolare l&#8217;imbarcazione<\/strong>, tenendosi pronti per manovrare di conseguenza.<\/p>\n<p>Non sempre, per\u00f2, la questione \u00e8 cos\u00ec facile!<\/p>\n<p>[ps_product_list id_product=543,2277,547]<\/p>\n<h3>Come liberare l&#8217;ancora&#8230; finita sulle catene altrui<\/h3>\n<p>A volte il problema non si pone quando si vuole prendere il largo. No, certe volte il problema di come liberare l&#8217;ancora si presenta, per assurdo, al momento dell&#8217;ormeggio. Quel che pu\u00f2 sembrare parecchio strano a chi non si \u00e8 mai trovato in questa situazione \u00e8 in effetti molto ovvio e, in caso di distrazione, quasi inevitabile.<br \/>\nPensa un po&#8217;: stai entrando nel porto e hai individuato il tuo posto barca, i tuoi <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/12-ancoraggio-e-ormeggio\/16-parabordi-profili-boe-e-accessori\/27-parabordi-copriparabordi-portaparabordi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">parabordi<\/a> sono gi\u00e0 bell&#8217;e pronti, e puoi <strong>iniziare a dare ancora<\/strong>. Ma qualcosa va storto, e la tua ancora, anzich\u00e9 poggiarsi dolcemente sul fondale l\u00ec dove avevi programmato, finisce da un&#8217;altra parte, e pi\u00f9 nel dettaglio, finisce per <strong>intersecare l&#8217;ancora di una barca vicina.<\/strong><\/p>\n<p>Occhei, niente di male: l&#8217;ancora \u00e8 pur sempre sul <strong>fondale,<\/strong> no? No! Immaginati quali potenziali danni potrebbe fare la tua catena appoggiata sulla catena di un&#8217;altra barca! E ancora, pensa un po&#8217;: se quella barca decidesse di andarsene dopo mezz&#8217;ora, tu dovresti comunque rifare tutta la manovra, sapendo inoltre di aver fatto passare qualche brutto minuto al tuo vicino. Ecco dunque che, se la nostra catena invade quella di qualcun altro, \u00e8 doveroso ripetere l&#8217;operazione e cercare \u2013 riuscire \u2013 a fare di meglio.<\/p>\n<p>Si dovr\u00e0 dunque uscire, recuperando la propria catena ed evitando di peggiorare la questione: una manovra sbagliata, e la nostra catena infatti non sar\u00e0 pi\u00f9 solamente appoggiata su quella altrui, ma persino <strong>attorcigliata.<\/strong> \u00c8 dunque importante rifare al contrario la strada fatta per entrare, senza mai mettere la catena in tensione e senza farla <strong>arare:<\/strong> in quest&#8217;ultimo caso, il rischio \u00e8 quello di coinvolgere ulteriori ancore. Diventa dunque importante seguire per bene le indicazioni dell&#8217;addetto all&#8217;ancora a prua, per poi ricalcolare l&#8217;allineamento ed effettuare la manovra con pi\u00f9 attenzione e calma, attardandosi l\u00ec dove l&#8217;ancora va calata sul fondo. Per sicurezza, infatti, \u00e8 meglio aspettare che questa incontri il fondale, per poi continuare ad avanzare verso poppa, senza arare (se non altro, per non causare altri problemi e per non rovinare il fondale)<\/p>\n<h2>Come liberare l&#8217;ancora&#8230; finita SOTTO catene altrui<\/h2>\n<p>E se a sbagliare manovra non fossimo stati noi, quanto invece gli altri? Se qualche altro diportista distratto avesse posizionato la sua catena sopra alla nostra, e non avesse colto l&#8217;occasione per trasformare in pratica quanto descritto qui sopra? Ebbene, probabilmente non ce ne potremmo accorgere fino al momento in cui, approntanti per prendere il largo e lasciato il nostro ormeggio, ci troveremmo ad avere a che fare con un&#8217;ancora<strong> particolarmente &#8216;pesante<\/strong>&#8216;.<\/p>\n<p>Non serve, per\u00f2, spaventarsi, n\u00e9 avventarsi contro il diportista distratto: l&#8217;importante \u00e8 accorgersi in tempo del problema e agire nel modo corretto. In assenza di aiuti da parte della barca responsabile dell&#8217;accavallamento di catene, ci si dovr\u00e0 arrangiare per liberare la propria ancora barca. Sempre senza mettere in tensione eccessivamente la catena, aiutandosi con piccole spintarelle del motore, usciremo da nostro posto e, per quanto possibile, <strong>ci andremo a posizionare al di sopra dell&#8217;incrocio delle due catene,<\/strong> cos\u00ec da avere la nostra che, da prua, scende praticamente in verticale nell&#8217;acqua. Durante gli ultimi metri di avvicinamento si sentiranno perfino i &#8216;salti&#8217; della catena, a confermare il fatto che gli anelli di quest&#8217;ultima si stanno liberando uno a uno dal gioco della catena superiore. Quando le catene incrociate saranno abbastanza vicine alla superficie, aiutandosi con il <strong>mezzo marinaio<\/strong>, si proceder\u00e0 a far passare sotto la catena &#8216;colpevole&#8217; una cima, per assicurarla cos\u00ec a una galloccia a prua. A questo punto, dopo aver fatto scendere la propria ancora barca per qualche metro, si riuscir\u00e0 facilmente a farla oscillare, e quindi a salparla senza pi\u00f9 incappare nell&#8217;altra catena. Liberata la cima che mantiene issata l&#8217;altra catena, si potr\u00e0 finalmente prendere il largo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2517\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/shutterstock_539440498-2.jpg\" alt=\"come salpare ancora\" width=\"1000\" height=\"667\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/shutterstock_539440498-2.jpg 1000w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/shutterstock_539440498-2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/shutterstock_539440498-2-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/shutterstock_539440498-2-200x133.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/shutterstock_539440498-2-400x267.jpg 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/shutterstock_539440498-2-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/shutterstock_539440498-2-800x534.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/p>\n<h3>Mai sentito parlare di mezzaluna?<\/h3>\n<p>C&#8217;\u00e8 un accessorio che l\u00ec, in qualche gavone, magari vicino all&#8217;<a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/i-fattori-da-considerare-per-la-scelta-dellancora\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ancora di rispetto<\/a> (come per esempio un&#8217;ancora ammiragliato per una barca che di posta usa un&#8217;ancora Delta) non si utilizza mai. Un po&#8217; perch\u00e9 nella maggior parte dei casi, per fortuna, non serve. E un po&#8217; perch\u00e9, spesso, non si sa bene come usarlo. Parliamo del famoso <strong>salva ancora<\/strong>, anche chiamato mezzaluna. Si tratta di un attrezzo metallico, a forma di gancio, provvisto di <strong>due cime:<\/strong> una principale che serve per calare e per issare il salva ancora, e una secondaria, che serve per &#8216;girarlo&#8217;. Ebbene, questo strumento sotto-utilizzato ci permette di fare quanto abbiamo visto sopra \u2013 ovvero di liberare la nostra catena da un&#8217;altra che si \u00e8 depositata sopra \u2013 in modo pi\u00f9 veloce, senza doverci arrangiare con mezzo marinaio e con cime di fortuna, e soprattutto anche quando l&#8217;intersezione tra le due catene resta parecchio sotto il filo dell&#8217;acqua.<\/p>\n<p>Una volta capito il suo funzionamento, usare la mezzaluna \u00e8 molto semplice: questo strumento va fatto calare con il gancio rivolto verso il basso, e quindi tenendo in tensione solo la cima principale. Quando si sar\u00e0 arrivati alla catena colpevole di &#8216;affondare&#8217; la nostra ancora barca, si potr\u00e0 tirare anche la seconda cima, cos\u00ec da <strong>agganciare la catena incriminata<\/strong>, sollevarla e poter liberare la nostra ancora. Facile, no?<\/p>\n<p>Quando si parla di strumenti per liberare in modo comodo e veloce l&#8217;ancora ostinata, che non si vuole staccare dal fondale, il primo che ci salta in mente \u2013 giustamente \u2013 \u00e8 la grippia, ovvero sua maest\u00e0 lo spedatore. Ma cos&#8217;\u00e8, e come funziona la <strong>grippia?<\/strong><\/p>\n<h3>Quando l&#8217;ancora non vuole saperne di spedare: l&#8217;indispensabile grippia<\/h3>\n<p>Occhei, l&#8217;ancora non vuole proprio saperne di staccarsi dal fondale. Molto probabilmente l&#8217;aratro della nostra ancora Delta si \u00e8 conficcato al di sotto di un masso sommerso. O forse una patta della nostra ancora Danforth si \u00e8 infilata in qualche strano cavo adagiato sul fondale, o su una barra di chiss\u00e0 quale relitto. Insomma, l&#8217;ancora non vuole proprio saperne di salpare. E pi\u00f9 si tira, pi\u00f9<strong> oppone resistenza<\/strong>. E dire che basterebbe poter fare forza dalla parte opposta per risolvere il problema!<\/p>\n<p>Ebbene, in questi casi a venire in nostro soccorso \u00e8 il migliore degli <strong>spedatori,<\/strong> ovvero la grippia. Di cosa si tratta? Ebbene, si tratta di una cima che, attaccata al diamante della nostra ancora, ci permette per l&#8217;appunto di &#8216;spedarla&#8217;, e quindi di<strong> disincastrarla da fondale.<\/strong> Ovviamente, essendo legata all&#8217;ancora stessa, la grippia va predisposta in modo preventivo, ancora prima di gettare l&#8217;ancora, per accompagnarla fino all&#8217;arrivo sul fondale, per poi legare l&#8217;altra estremit\u00e0 a poppa. Nel momento in cui si vorr\u00e0 prendere il largo e salpare l&#8217;ancora, non servir\u00e0 fare altro che portarsi sopra di essa e, in caso di necessit\u00e0, tirare la grippia, in modo da spedare l&#8217;ancora.<\/p>\n<p>Una variante pi\u00f9 comoda della grippia \u00e8 l&#8217;altrettanto famoso <strong>grippiale.<\/strong> In questo caso, anzich\u00e9 avere una cima attaccata a bordo della nostra barca, avremo una cima non galleggiante che, attaccata al diamante e lunga poco pi\u00f9 della distanza superficie\/fondale, termina con un galleggiante. Quest&#8217;ultimo, dunque, se ne star\u00e0 l\u00ec, pi\u00f9 o meno perfettamente sopra all&#8217;ancora, a ricordarsi della sua posizione. In caso di difficolt\u00e0 al momento di prendere il largo, non baster\u00e0 fare altro che accostarsi al <strong>galleggiante<\/strong> e, armati eventualmente di mezzo marinaio, tirarlo a bordo, per poi spedare l&#8217;ancora incagliata.<\/p>\n<p>Tutto facile, vero? Ma d\u00ec un po&#8217;: cosa dovresti fare se, per qualche motivo, la tua barca si trovasse a dover affrontare un&#8217;emergenza in piena notte, e dovessi levare l&#8217;ancora in tutta fretta?<\/p>\n<h3>Per i distratti: la grippia volante<\/h3>\n<p>Forse per una disattenzione, o forse per una dimenticanza. O forse per un&#8217;eccessiva sicurezza, che ci porta a <strong>ormeggiare la barca senza grippia<\/strong> e senza grippiale. Non ci sono dubbi: fino a quando non ci si trova ad avere a che fare con un&#8217;<strong>ancora incattivita<\/strong> le precauzioni da prendere per liberarla ci sembrano sempre eccessive! Ma cosa fare nel momento in cui ci si accorge di avere l&#8217;ancora incastrata, magari tra due scogli, e di non aver montato la grippia per forzare lo spedamento dell&#8217;ancora?<\/p>\n<p>In questi casi pu\u00f2 arrivare in soccorso la <strong>grippia volante<\/strong>, una tecnica che pu\u00f2 essere indispensabile tutte le volte in cui l&#8217;ancora non vuole proprio saperne di liberarsi, e in cui la distanza del fondale non permette facili &#8220;manomissioni&#8221;. Cosa serve per mettere in campo la grippia volante? Semplice: \u00e8 necessario armarsi di una cima nautica e di un peso. La cima va utilizzata facendo un cappio intorno alla linea di ancoraggio; al <strong>cappio<\/strong> aggiungiamo un peso (come per esempio quelli da sub) grazie al quale riusciremo a far scivolare pian piano la cima verso il basso della catena d&#8217;ancoraggio. Per farlo \u00e8 necessario portarsi il pi\u00f9 possibil<strong>e verticali sopra all&#8217;ancora,<\/strong> alando la catena o semplicemente utilizzando il <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/12-ancoraggio-e-ormeggio\/18-tender-e-gommoni\/478-tender\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>tender<\/strong><\/a> per spostarsi sopra al punto in cui l&#8217;ancora risulta bloccata. A questo punto la cima dovrebbe essere scesa fino all&#8217;ancora, o immediatamente sopra di essa: con alcuni strattoni, tirando la cima dalla parte opposta della catena, si dovrebbe riuscire a far<strong> scendere il cappio lungo il fuso<\/strong> dell&#8217;ancora stessa (l&#8217;unico modello che dovrebbe rendere impossibile questa manovra dovrebbe essere la vecchia ammiraglio). Fatto questo, di fatto, si avr\u00e0 a che fare con qualcosa di molto simile a una normale grippia, pronta per disincastrare l&#8217;ancora!<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-7945\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/lucas-sankey-1i7RLrsEcZo-unsplash-1-1024x683.jpg\" alt=\"liberare ancora\" width=\"1024\" height=\"683\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/lucas-sankey-1i7RLrsEcZo-unsplash-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/lucas-sankey-1i7RLrsEcZo-unsplash-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/lucas-sankey-1i7RLrsEcZo-unsplash-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/lucas-sankey-1i7RLrsEcZo-unsplash-1-200x133.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/lucas-sankey-1i7RLrsEcZo-unsplash-1-400x267.jpg 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/lucas-sankey-1i7RLrsEcZo-unsplash-1-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/lucas-sankey-1i7RLrsEcZo-unsplash-1-800x533.jpg 800w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/lucas-sankey-1i7RLrsEcZo-unsplash-1-1200x800.jpg 1200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/lucas-sankey-1i7RLrsEcZo-unsplash-1.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<h3>Notte ventosa: quando \u00e8 meglio rinunciare all&#8217;ancoraggio e filarsela<\/h3>\n<p>Fin qui abbiamo spiegato come liberare l&#8217;ancora nelle principali situazioni di difficolt\u00e0 in cui ci si pu\u00f2 trovare nel momento in cui si vuole <strong>lasciare l&#8217;ormeggio.<\/strong> Per prepararsi al peggio, per\u00f2, \u00e8 bene studiare le mosse da fare anche quando tutto questo non \u00e8 possibile. Immagina, per esempio, di ritrovarti in rada in una notte che, all&#8217;improvviso, diventa molto ventosa, tanto da vedere le barche circostanti perdere pericolosamente la presa. In quel caso, l&#8217;unica opzione \u00e8 allontanarsi prima che sia troppo tardi. Ma come fare a recuperare in fretta l&#8217;ancora, <strong>al buio e con il vento,<\/strong> in una situazione in cui l&#8217;incaglio \u00e8 praticamente assicurato? Semplice: in un&#8217;evenienza simile, \u00e8 meglio aggirare l&#8217;ostacolo, e rinunciare fin da subito a salpare l&#8217;ancora barca. Molto meglio, invece, legare un galleggiante alla catena \u2013 o, in assenza di un galleggiante, usare un parabordo \u2013 e liberare l&#8217;ancoraggio, di modo da potersi allontanare seduta stante, senza rischiare (molto meglio usare un galleggiante o un parabordo che indichi chiaramente la propriet\u00e0 dell&#8217;ancoraggio). Il giorno successivo, quando la situazione sar\u00e0 pi\u00f9 calma e facile, <strong>si potr\u00e0 recuperare quanto lasciato!<\/strong><\/p>\n<p>Bene, ora che hai imparato tutto quello che devi sapere per liberare anche l&#8217;ancora pi\u00f9 ostinata, non dimenticarti che sul nostr<strong>o negozio online per articoli nautici<\/strong> trovi ancore di qualsiasi tipo, grippali, mezzi marinai e tutto quello che ti serve per un ormeggio sicuro e pratico!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I lupi di mare non dispongono di freni a mano: per ormeggiare una barca in sicurezza non ci pu\u00f2, dunque, affidare che all&#8217;ancora per barca, unico modo per poter assicurare l&#8217;unit\u00e0 di diporto in rada e, spesso, anche in porto. 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