{"id":2429,"date":"2019-06-28T09:00:36","date_gmt":"2019-06-28T07:00:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/?p=2429"},"modified":"2022-09-20T11:51:07","modified_gmt":"2022-09-20T09:51:07","slug":"la-manutenzione-dellalbero-della-barca-a-vela","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/la-manutenzione-dellalbero-della-barca-a-vela\/","title":{"rendered":"La manutenzione dell&#8217;albero della barca a vela"},"content":{"rendered":"<p><strong>L&#8217;albero della barca a vela<\/strong>: \u00e8 lui, alto e slanciato, il mezzo di propulsione della nostra imbarcazione. Ed \u00e8 per questo che l&#8217;attenzione che poniamo nella sua pulizia, nella sua manutenzione e nella sua regolazione, in fondo in fondo, non \u00e8 mai troppa. Il problema, per\u00f2, \u00e8 che l&#8217;albero \u00e8 spesso<strong> fuori dal nostro raggio visivo.<\/strong> Mentre camminiamo sul nostro ponte ci accorgiamo subito di un certo punto del <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/la-pulizia-del-teak-con-teak-wonder\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">teak danneggiato<\/a>, cos\u00ec come, mentre fissiamo i <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/12-ancoraggio-e-ormeggio\/16-parabordi-profili-boe-e-accessori\/27-parabordi-copriparabordi-portaparabordi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">parabordi<\/a> prima avvicinarci alla banchina, notiamo subito i segni degli sfregamenti passati. Certo, tutto questo \u00e8 proprio davanti allo sguardo, e bisognerebbe essere ciechi per non accorgersene. Per quanto riguarda l&#8217;albero della barca a vela, invece, le cose sono leggermente diverse. S\u00ec, perch\u00e9 la maggior parte del <strong>rigging<\/strong> \u00e8 troppo lontano per essere &#8216;visto&#8217;. I difetti dell&#8217;albero e del <strong>sartiame,<\/strong> insomma, raramente si &#8216;vedono&#8217;: nella maggior parte dei casi, infatti, si &#8216;cercano&#8217;, e purtroppo si trovano. Per non dover spendere soldi inutilmente, per avere sempre una barca sicura, veloce e facile da condurre, diventa dunque necessario preoccuparsi della <strong>manutenzione dell&#8217;albero<\/strong> della barca a vela, programmando degli interventi di manutenzione ordinaria e degli interventi straordinari \u2013 quelli che spaventano quasi tutti i diportisti, e che prevedono di mettere a terra l&#8217;albero. Ed \u00e8 proprio di tutte queste cose che parleremo in questa lunga guida dedicata alla manutenzione del rigging e del sartiame: da una breve introduzione al mondo degli alberi passeremo ai vari step della loro manutenzione, fino ad arrivare, in ultimo, alla loro <strong>verniciatura.<\/strong> Sei pronto per rimettere a nuovo l&#8217;albero della tua barca?<\/p>\n<h2>Il materiale dell&#8217;albero: alluminio e carbonio<\/h2>\n<p>Un tempo l&#8217;albero era costituito in legno, a partire dalla lavorazione di un singolo albero. Ora, invece, gli alberi delle barche a vela sono realizzati con materiali molto pi\u00f9 leggeri, come<strong> l\u2019alluminio e il carbonio<\/strong>. Non serve certo sottolineare che, tra questi due materiali, cambiano i costi, le caratteristiche, le performance e anche, in parte, la manutenzione. Sbaglia, per\u00f2, chi pensa che gli alberi in carbonio siano materiale esclusivo delle sole barche da <strong>regata.<\/strong> Certo, questo materiale, studiato inizialmente nel settore dell&#8217;ingegneria aerospaziale, ha il pregio di poter<strong> aumentare la velocit\u00e0,<\/strong> dote fondamentale per i regatisti. Ma non \u00e8 tutto qui: il carbonio permette di realizzare un albero in un unico pezzo, qualsiasi sia la sua lunghezza, con le fibre che lo attraversano da cima a fondo senza interruzione. Anche le barche fast cruiser, insomma, possono trarne grandi vantaggi. Si pensi cosa vuol dire navigare con un albero pi\u00f9 leggero: il baricentro si sposta verso il basso, lo sbandamento laterale viene ridotto, cos\u00ec come risultano ridimensionati anche beccheggio e rollio. Non si parla, dunque, solamente di pi\u00f9 velocit\u00e0, ma anche potenzialmente di maggiore comfort a bordo, nonch\u00e9, in definitiva, di minore stress per l&#8217;albero stesso e per tutte le componenti a esso collegate.<br \/>\nPer ora, nonostante questo, la maggior parte degli alberi resta comunque in <strong>alluminio.<\/strong> E non \u00e8 un caso: questo materiale costa infatti molto meno rispetto al carbonio. Gli alberi in alluminio sono costruiti attraverso uno stampo e per quelli pi\u00f9 lunghi sono necessarie delle inevitabili saldature.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-2432\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/main-sail-1549543_1280-1024x682.jpg\" alt=\"Albero barca a vela: la manutenzione\" width=\"1024\" height=\"682\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/main-sail-1549543_1280-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/main-sail-1549543_1280-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/main-sail-1549543_1280-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/main-sail-1549543_1280-200x133.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/main-sail-1549543_1280-400x267.jpg 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/main-sail-1549543_1280-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/main-sail-1549543_1280-800x533.jpg 800w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/main-sail-1549543_1280-1200x800.jpg 1200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/main-sail-1549543_1280.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<h2>Le caratteristiche del sistema albero<\/h2>\n<p>Ovviamente le caratteristiche distintive dell&#8217;albero di una barca non si fermano al solo materiale utilizzato per il pilone. Si pensi per esempio al posizionamento di questo elemento, il quale pu\u00f2 ergersi sulla coperta o essere passante, e quindi coinvolgere anche la <strong>sentina<\/strong> \u2013 configurazione, questa, sotto tanti punti di vista ottimale. Ma il rigging, il sistema albero, non \u00e8 certo costituito dal solo estruso in carbonio o in alluminio. Ci sono ovviamen<strong>te tutte le sartie, gli stralli, il paterazzo e i volanti<\/strong>, insomma, tutte le manovre che servono per sostenere l&#8217;albero (le manovre fisse) e per regolare le vele (le manovre correnti). Le stesse sartie possono essere di tipologia diversa. Quelle in<strong> cavo spiroidale<\/strong>, per esempio, vanno sostituite circa ogni otto anni, mentre invece quelle in <strong>tondino<\/strong> hanno una durata minore, che non dovrebbe in ogni caso superare i sei anni, per non rischiare troppo (se infatti \u00e8 possibile individuare uno stato d&#8217;usura di un cavo spiroidale, questo non accade con i tondini, la cui rottura non pu\u00f2 che arrivare improvvisa). E ancora, il sartiame pu\u00f2 essere continuo, e quindi continuare ininterrotto dalla landa alla cima dell&#8217;albero, superando le varie crocette; o pu\u00f2 essere discontinuo, interrompendosi a ogni crocetta, cos\u00ec da comportare l&#8217;utilizzo di appositi terminali e di <strong>arridatoi.<\/strong> Non si pu\u00f2 dunque nemmeno trascurare il fatto che il numero delle crocette di un albero \u00e8 variabile, e lo \u00e8 la loro stessa forma, con crocette dritte o crocette ricurve. E ancora, l&#8217;albero pu\u00f2 essere &#8216;standard&#8217; o pu\u00f2 essere <strong>frazionato,<\/strong> presentando dunque l&#8217;attacco dello strallo non in testa, ma pi\u00f9 in basso, cos\u00ec da avere \u2013 a seconda dei casi \u2013 un armamento frazionato a \u00be, a 7\/8 e via dicendo.<\/p>\n<h3>I nemici delle sartie: lo stress e la corrosione<\/h3>\n<p>Spesso non ci si pensa, ma lass\u00f9, sopra alle nostre teste, le manovre fisse sono messe, uscita dopo uscita, a dura prova: una scarsa manutenzione determina non a caso un aumento del rischio di cedimenti. Il peggior nemico del sartiame, infatti, \u00e8 proprio lo <strong>stress,<\/strong> e dunque l&#8217;affaticamento causato dalla tensione. Non tutte le sartie, del resto, reagiscono allo stesso modo allo stress. Nel caso dei cavi spiroidali, l&#8217;affaticamento si pu\u00f2 manifestare ovunque, con una pi\u00f9 alta probabilit\u00e0 di incontrare un filo rotto a livello delle <strong>impiombature.<\/strong> Nel caso dei cavi a tondino, invece, il punto che tende a crollare prima di tutti gli altri \u00e8 quello della <strong>testa:<\/strong> questi elementi sono infatti sottoposti a uno stress continuo, il quale deve essere supportato da un alloggio perfetto e da una certa elasticit\u00e0 complessiva.<\/p>\n<p>A minacciare le sartie, per\u00f2, non \u00e8 solo lo stress. Oltre alla tensione continua, infatti, bisogna tenere in considerazione anche al <strong>corrosione,<\/strong> un fenomeno che, alla lunga, pu\u00f2 erodere pericolosamente il materiale. Le cause della corrosione dell&#8217;albero e delle sue componenti possono essere tante e diverse, a partire, per esempio, dalle fughe elettriche. Per correre ai ripari e per prevenire la corrosione \u2013 che si manifesta con delle punteggiature inequivocabili \u2013 si rende necessario pulire spesso il sartiame, tenendo controllato ogni elemento, con particolare attenzione a perni e terminali. Per stare tranquilli, si consiglia di smontare i tenditori almeno una volta all&#8217;anno, procedendo con una pulizia e con <strong>un&#8217;ingrassatura dei filetti.<\/strong> Va sottolineato che la corrosione \u2013 che si manifesta come anticipato a puntini \u2013 non va confusa con il caratteristico crearsi della patina patina giallo sporco che si forma sui materiali inossidabili, la quale scompare con un colpo di panno.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-7922\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/samuel-schwendener-wHDDkYIouHg-unsplash-1-1024x683.jpg\" alt=\"manutenzione albero barca a vela\" width=\"1024\" height=\"683\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/samuel-schwendener-wHDDkYIouHg-unsplash-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/samuel-schwendener-wHDDkYIouHg-unsplash-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/samuel-schwendener-wHDDkYIouHg-unsplash-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/samuel-schwendener-wHDDkYIouHg-unsplash-1-200x133.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/samuel-schwendener-wHDDkYIouHg-unsplash-1-400x267.jpg 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/samuel-schwendener-wHDDkYIouHg-unsplash-1-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/samuel-schwendener-wHDDkYIouHg-unsplash-1-800x533.jpg 800w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/samuel-schwendener-wHDDkYIouHg-unsplash-1-1200x800.jpg 1200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/samuel-schwendener-wHDDkYIouHg-unsplash-1.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<h3>Sostituire le sartie<\/h3>\n<p>Per tutte le barche, va detto, arriva prima o dopo il momento di <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/come-e-quando-controllare-o-sostituire-le-sartie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sostituire le sartie<\/a>. E di certo il momento migliore \u00e8 quello che coincide con la manutenzione complessiva dell&#8217;albero della barca a vela, ancora meglio nel caso in cui questo venga messo a terra, come vedremo tra poco. <strong>Ma quando si rende necessaria la sostituzione del sartiame della barca a vela?<\/strong> Dipende dal tipologia di cavi e dall&#8217;utilizzo della barca. Nel caso di cavi in spiroidale di barche da crociera usate regolarmente ma non eccessivamente, il sartiame dovrebbe essere sostituito <strong>pi\u00f9 o meno ogni 15 anni<\/strong>, partendo dal presupposto che di fronte a un utilizzo &#8211; dunque a uno stress &#8211; maggiore sar\u00e0 necessario ridurre questo periodo. I cavi in tondino, invece, andrebbero cambiati pi\u00f9 di frequente,<strong> ogni 10 anni circa.<\/strong> Certo, lo sappiamo: tutti conosciamo armatori che non sostituiscono le sartie da almeno 20 anni. Si tratta per\u00f2 probabilmente di barche usate poco, che navigano in acque tranquille, e che dunque effettivamente possono vantare su sartie in relative buone condizioni. Va per\u00f2 sottolineato che nessuno vorrebbe trovarsi all&#8217;improvviso con una <strong>rottura<\/strong> di una cavo in tondino!<\/p>\n<p>Per sostituire le sartie \u00e8 necessario procedere allo smontaggio completo dei vecchi cavi e di tutti gli altri componenti del sistema albero e di inviare il tutto al cantiere specializzato che si occuper\u00e0 di realizzare il nuovo sartiame: con i vecchi cavi, e con l&#8217;eventuale piano originale delle sartie (che ci si pu\u00f2 far inviare dal produttore) realizzare i nuovi cavi sar\u00e0 relativamente facile!<\/p>\n<h3>La pulizia della canaletta dell&#8217;albero per il benessere della randa<\/h3>\n<p>Sar\u00e0 capitato anche a te di vedere, sulla tua barca o su quella altrui, delle<strong> pieghe molto evidenti sulla randa.<\/strong> Ci si pu\u00f2 abituare a questi segni poco estetici, tanto da non notarli quasi pi\u00f9. Il problema, per\u00f2, \u00e8 che non si tratta semplicemente di righe antiestetiche: una randa con queste pieghe \u00e8 una vela che non lavora bene, in quanto i propulsori di una barca a vela, per dare il massimo, devono essere perfettamente lisci.<br \/>\nLe cause di queste pieghe possono essere due. Il colpevole potrebbe essere per esempio individuato <strong>nell&#8217;allungamento esagerato della drizza.<\/strong> Non ci si deve stupire, in quanto anche le migliori drizze comportano un certo periodo di assestamento. Si tratta, dunque, di un caso del tutto normale, che non deve essere interpretato male: l&#8217;importante \u00e8 che l&#8217;allungamento non sia stato imposto da una sollecitazione eccessiva, tale da compromettere l&#8217;elasticit\u00e0 del cavo.<\/p>\n<p>Non sempre, per\u00f2, \u00e8 possibile individuare il responsabile della drizza. Altre volte, a determinare le pieghe della randa, \u00e8 l&#8217;albero stesso, o meglio, sono <strong>i garrocci che non lavorano bene.<\/strong> E questo accade, ovviamente, quando non scorrono perfettamente nella canaletta dell&#8217;albero, andando a esercitare una pressione sulla vela che, in realt\u00e0, non dovrebbe esistere. E non \u00e8 certo colpa dei garrocci in s\u00e9: in assenza di rotture, infatti, non \u00e8 necessaria la loro sostituzione. Sar\u00e0 invece necessario pulire per bene la canaletta di scorrimento, cos\u00ec da permettere una corsa senza problemi degli elementi lungo la loro rotaia, facilitata da una generosa lubrificazione. Grazie a questo intervento, le pieghe a livello della randa potranno scomparire, e risulter\u00e0 d&#8217;un colpo molto pi\u00f9 agevole anche ammainare la vela.<\/p>\n<h3>Albero a terra<\/h3>\n<p>Il <strong>disalberamento,<\/strong> la messa a terra dell&#8217;albero, \u00e8 un&#8217;operazione che desta sempre parecchia ansia. I fattori da tenere in considerazione sono infatti tanti. Prima di tutto, che metodo usare? La tua barca \u00e8 abbastanza grande da richiedere l<strong>&#8216;intervento di una gru,<\/strong> o \u00e8 abbastanza piccola da potersi accontentare di un intervento fai da te? Meglio posizionare una capra a poppa, o posizionare un membro forzuto dell&#8217;equipaggio a &#8216;ricevere&#8217; l&#8217;albero in discesa? Scartando da subito questa ultima opzione, ecco alcune risposte. Organizzandosi bene, con una capra a poppa \u2013 ovvero con un&#8217;impalcatura atta a intercettare l&#8217;albero a fine rotazione \u2013 e con le debite cime per vincolare la discesa, seguendo tutti i passaggi giusti, \u00e8 fattibile per una barca dagli 8 metri in gi\u00f9. Da quelle dimensioni in su, invece, \u00e8 assolutamente consigliabile rivolgersi all&#8217;intervento di una gru, e quindi eventualmente all&#8217;assistenza di professionisti esperti. Certo,<strong> un intervento di messa a terra con la manutenzione totale del sartiame non \u00e8 economic<\/strong>o, richiedendo anche qualche migliaio di euro. In ogni caso a prescindere dalla modalit\u00e0 utilizzata, ogni armatore dovrebbe mettersi il cuore in pace, e decidersi a mettere a terra l&#8217;albero almeno una volta ogni tre, massimo quattro anni, per poter fare <strong>un check up davvero completo<\/strong>. Certo, armati di <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/278-dispositivi-di-sicurezza\/281-cinture-di-salvataggio-e-banzighi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">bansigo<\/a>, di cime, di moschettoni e di scale \u2013 nonch\u00e9 di scarpe con un ottimo grip ed eventualmente di ginocchiere \u2013 \u00e8 possibile fare la manutenzione ordinaria dell&#8217;albero, ma solo mettendo in verticale si riesce a vedere davvero tutto il necessario e avere accesso a tutti i componenti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-2431\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/sailing-boat-165313_1280-1024x768.jpg\" alt=\"manutenzione rigging barca a vela\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/sailing-boat-165313_1280-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/sailing-boat-165313_1280-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/sailing-boat-165313_1280-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/sailing-boat-165313_1280-200x150.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/sailing-boat-165313_1280-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/sailing-boat-165313_1280-600x450.jpg 600w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/sailing-boat-165313_1280-800x600.jpg 800w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/sailing-boat-165313_1280-1200x900.jpg 1200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/sailing-boat-165313_1280.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<h3>La pulizia e la verniciatura dell&#8217;albero<\/h3>\n<p>Ipotizziamo di avere tra le nostre mani una barca con un classico<strong> albero in alluminio<\/strong> (anodizzato o pitturato a smalto). Trascorsi i regolari 3 anni dall&#8217;ultima messa a terra, decideremo dunque di pianificare l&#8217;operazione, facendoci aiutare da degli amici esperti per portare il tutto in posizione orizzontale , avendo cura di liberare tutte le sartie e i cavi elettrici.<br \/>\nUna volta messo a terra, tipicamente ci troveremo di fronte un albero visibilmente attaccato dagli agenti atmosferici, nonch\u00e9 dalla <strong>salsedine.<\/strong> Un albero maturo non anodizzato, infatti, potrebbe mostrare anche la classiche <strong>fioriture,<\/strong> ovvero dei punti in cui l&#8217;alluminio sottostante fa capolino: questo significa che l&#8217;intervento non \u00e8 pi\u00f9 assolutamente rimandabile. Da parte sua, anche <strong>l&#8217;anodizzazione<\/strong> di un albero inizia a mostrare, dopo qualche anno, delle aree di colore diverso. Questi cambi di colore indicano la perdita di intensit\u00e0 dell&#8217;anodizzazione, per via della normale usura del tempo e dello sbattere delle vele. Non \u00e8 raro, inoltre, trovare qui e l\u00ec dei punti in cui \u00e8 avanzata la corrosione, o magari la ruggine: in questi ultimi casi si consiglia di procedere con una manutenzione professionale dell&#8217;albero, mediante un processo di <strong>sabbiatura<\/strong> seguito da metallizzazione, o eventualmente <strong>zincatura.<\/strong><\/p>\n<p>Ma torniamo alla &#8216;normale&#8217; manutenzione quadriennale di un albero in alluminio. Una volta messo a terra e pulito con un detergente nautico, si dovr\u00e0 procedere con <strong>una carteggiata uniforme<\/strong> dell&#8217;intero albero, cos\u00ec da creare una superficie pronta per i trattamenti successivi. A questo punto, dopo un&#8217;attenta spolverata \u2013 per eliminare tutti i residui della carteggiatura \u2013 sar\u00e0 possibile procedere con il <strong>primer,<\/strong> da stendere tendenzialmente in due mani. Una volta dato il primer, si dovr\u00e0 procedere con una seconda carteggiatura \u2013 stavolta con una carta abrasiva estremamente fine \u2013 per poi passare alla verniciatura vera e propria, con <strong>due mani di smalto<\/strong>: per una resa migliore, si consiglia uno smalto a due componenti il quale, a fronte di una preparazione pi\u00f9 faticosa, garantisce performance di alto livello.<\/p>\n<p>Bene, ora sai come prenderti cura del tuo albero e a cosa stare attento. Nel rimontare l&#8217;albero tirato a lucido sulla tua barca, fai attenzione alla sua <strong>regolazione:<\/strong> una buona messa a punto laterale e longitudinale permette infatti di avere una randa con forma appropriata, cos\u00ec da poter condurre la barca con maggiore facilit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;albero della barca a vela: \u00e8 lui, alto e slanciato, il mezzo di propulsione della nostra imbarcazione. 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