{"id":1961,"date":"2019-05-17T09:00:37","date_gmt":"2019-05-17T07:00:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/?p=1961"},"modified":"2023-06-03T15:00:12","modified_gmt":"2023-06-03T13:00:12","slug":"la-gestione-dellacqua-dolce-a-bordo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/la-gestione-dellacqua-dolce-a-bordo\/","title":{"rendered":"La gestione dell&#8217;acqua dolce a bordo"},"content":{"rendered":"\n<p>Le docce e i punti doccia in coperta, i lavelli e i lavandini: la<strong> gestione dell&#8217;acqua a dolce in barca<\/strong> \u00e8 un mondo tutto da scoprire e, soprattutto, da studiare approfonditamente. Quando siamo in casa, l&#8217;acqua sembra sgorgare dai nostri lavelli quasi per magia: non ci preoccupiamo affatto \u2013 o pochissimo \u2013 dell&#8217;effettivo utilizzo di questo bene prezioso e indispensabile per la nostra vita, il quale infatti scorre generoso e senza limite. Non \u00e8 cos\u00ec, e non lo \u00e8 men che meno in barca: qui l&#8217;acqua dolce disponibile \u00e8 poca, in certi casi pochissima. A casa ci sono ancora molte persone che, senza pensare all&#8217;effettiva finitezza dell&#8217;acqua, si lavano i denti tutte le mattine e tutte le sere con il rubinetto rigorosamente aperto, sprecando litri e litri d&#8217;acqua dolce senza alcun senso. In barca questo comportamento scellerato sarebbe ancora peggiore, e potrebbe anzi attirare sul malcapitato le peggiori ingiurie da parte della ciurma. Ma la gestione dell&#8217;acqua dolce a bordo non si limita alla necessit\u00e0 di centellinare questo bene. No, chi vuole amministrare al meglio questo bene in mezzo alle onde deve realizzare un <strong>impianto idrico perfettamente efficiente<\/strong> e adatto alle sue esigenze, e deve inoltre essere in grado di effettuare una perfetta manutenzione ordinaria. \u00c9 indispensabile, dunque, conoscere il proprio impianto idrico da cima a fondo, dal<strong> serbatoio acqua<\/strong> al lavello, passando per i tubi e la pompa autoclave!<\/p>\n\n\n\n\n<h3>Acqua, acqua dappertutto, e nemmeno una goccia da bere<\/h3>\n<p>\u201c<em>Acqua, acqua dappertutto, e nemmeno una goccia da bere<\/em>\u201d. Recita pi\u00f9 o meno cos\u00ec &#8216;La ballata del vecchio marinaio&#8217; del poeta britannico <strong>Samuel Taylor Coleridge,<\/strong> e ben riassume la disperazione di tutti quei naviganti che, nei secoli scorsi, si trovavano a dover navigare con dei razionamenti d&#8217;acqua dolce tutt&#8217;altro che soddisfacenti, per poi magari \u2013 per improvvise e prolungate bonacce o per urti \u2013 finire bloccati in mezzo alle onde senza pi\u00f9 una sola goccia d&#8217;acqua dolce. L&#8217;acqua potabile \u00e8 del resto sempre stato uno dei problemi maggiori per i naviganti per tutti i tempi, soprattutto per quegli esploratori che, dall&#8217;antichit\u00e0 fino al diciottesimo secolo, attraversavano mari e oceani sconosciuti senza poter contare su qualcosa di simile ai nostri pratici e salubri serbatoi d&#8217;acqua.<br>Oggi possiamo contare su serbatoi capienti, leggeri e sicuri, su pompe elettriche che diffondono l&#8217;acqua dolce nei vari punti di prelievo e su tubi perfettamente stagni. Un tempo non era certo cos\u00ec, e la mancanza di un buon impianto idrico, unita all&#8217;incertezza della rotta e dell&#8217;approdo, rendeva le navigazioni ben poco sicure.<br>\u00c8 del resto proprio dal passato che arriva fino a noi lo spettro del marinaio in mezzo al mare, solo o insieme al resto della ciurma, rimasto senza una goccia d&#8217;acqua, tentato magari dai flutti dell&#8217;<strong>acqua salata.<\/strong> E a questo proposito, prima di concentrarci su argomenti pi\u00f9 tecnici e relativi all&#8217;impianto idrico di una barca, potrebbe essere interessante sottolineare il fatto che in realt\u00e0 l&#8217;acqua salata non sarebbe poi una scelta cos\u00ec scellerata per un naufrago. Siamo tutti cresciuti con la ferma convinzione che, se un naufrago assetato cede al desiderio di bere dell&#8217;acqua salata, quello non potr\u00e0 che perire in breve tempo \u2013 se non soccorso \u2013 a causa della disidratazione, di blocco renale e di nefrite. S\u00ec, perch\u00e9 bere acqua salata vuol dire mettere sotto incredibile sforzo i nostri <strong>reni<\/strong> i quali, per espellere tutto il sale immesso, vanno in blocco. Subentrano dunque la nausea, il delirio, il coma e dunque la morte. Come dimostr\u00f2 per\u00f2 il medico francese<strong> Alain Bombard<\/strong> alla met\u00e0 del secolo scorso, l&#8217;acqua di mare \u00e8 altamente e immediatamente dannosa solo se assunta da una persona gi\u00e0 disidratata: se il nostro organismo in salute si trova a restare senza acqua, l&#8217;idea di iniziare a bere fin da subito dell&#8217;acqua salata non sarebbe completamente da bocciare \u2013 a patto che i nostri reni non siano gi\u00e0 disabilitati da una lunga disidratazione. Lo stesso Bombard volle mettere alla prova questa teoria navigando per 65 giorni nel Mediterraneo, cibandosi solo di plancton e di acqua marina.<br>Questa, ovviamente, \u00e8 una pura curiosit\u00e0. Per fortuna, grazie alle moderne tecnologie, il rischio di ritrovarsi in situazioni cos\u00ec drammatiche \u00e8 ridotto al minimo!<\/p>\n<h2>Alla scoperta dei serbatoi d&#8217;acqua per barche<\/h2>\n<p>L&#8217;impianto idrico di una barca inizia ovviamente dal suo <strong><a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/166-serbatoio-acqua-barca\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">serbatoio acqua barca<\/a><\/strong>, dove risiede dunque la preziosa riserva d&#8217;acqua dolce dell&#8217;imbarcazione, la quale vien<strong>e utilizzata per la cucina e per gli usi sanitari.<\/strong> Come vedremo, ci sono diverse tipologie di serbatoi: in ogni caso, questi particolari contenitori vengono realizzati con dei materiali atossici, tali dunque da mantenere <strong>salubre<\/strong> l&#8217;acqua, senza il rilascio di sostanza e senza incentivare il formarsi di muffe. Ma come \u00e8 possibile capire quale serbatoio acqua \u00e8 il pi\u00f9 adatto per la propria barca? La prima questione \u00e8 ovviamente quella relativa alle sue dimensioni, e dunque alla sua capacit\u00e0.<\/p>\n<div class=\"carousel prestashop_carousel\" data-val=\"421,426,427\"> <\/div>\n<h3>La capacit\u00e0 del serbatoio d&#8217;acqua dolce della barca<\/h3>\n<p>Per capire quanto deve essere capiente il serbatoio della propria barca \u00e8 necessario calcolare la necessit\u00e0 d&#8217;acqua dolce a bordo. Partendo dal presupposto che nella nostra vita quotidiana utilizziamo circa<strong> 80 litri<\/strong> d&#8217;acqua dolce per una fare una normale doccia, una volta in barca i nostri consumi devono essere drasticamente ridimensionati, per non dover correre ogni due giorni in porto a fare rifornimento e a riempire il serbatoio acqua. In linea di massima,<strong> \u00e8 necessario calcolare almeno 5 o 6 litri d&#8217;acqua dolce al giorno per ogni persona a bordo,<\/strong> a patto ovviamente di avere a che fare con dei passeggeri abbastanza educati da questo punto di vista. Due o tre litri sono infatti destinati per bere \u2013 nei giorni pi\u00f9 caldi \u00e8 difficile e sconsigliato restare al di sotto di questa quantit\u00e0 \u2013 un altro litro per cucinare e altri 2 per l&#8217;igiene personale. Una barca che si limita a delle uscite giornaliere con un numero limitato di passeggeri, dunque, potr\u00e0 senz&#8217;altro accontentarsi di <strong>un serbatoio acqua da circa 40 litri<\/strong>. Una barca per navigazioni d&#8217;altura, invece, dovrebbe puntare bene pi\u00f9 in alto: l&#8217;obiettivo, infatti, dovrebbe essere quello di garantire un&#8217;autonomia di oltre un mese, equipaggiandosi con un buon numero di serbatoi d&#8217;acqua molto capienti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1964\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/shutterstock_460275580.jpg\" alt=\"scegliere serbatoio acqua per barca\" width=\"1000\" height=\"667\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/shutterstock_460275580.jpg 1000w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/shutterstock_460275580-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/shutterstock_460275580-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/shutterstock_460275580-200x133.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/shutterstock_460275580-400x267.jpg 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/shutterstock_460275580-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/shutterstock_460275580-800x534.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/p>\n<h3>La tipologia di serbatoio d&#8217;acqua dolce per barca<\/h3>\n<p>Va detto che a differenziare i vari serbatoi d&#8217;acqua dolce per barca non ci sono solamente le dimensioni e quindi la capacit\u00e0: esistono infatti dei <strong>serbatoi rigidi<\/strong>, che mantengono dunque la medesima forma anche da vuoti, e<strong> serbatoi flessibili,<\/strong> che invece si assottigliano da vuoti. Entrambi hanno certamente i loro vantaggi. I serbatoi rigidi sono ovviamente pi\u00f9 resistenti, essendo<strong> costruiti in vetroresina, in polietilene oppure in acciaio inox<\/strong>, e sono quindi pi\u00f9 indicati per capacit\u00e0 maggiori. Non serve certo sottolineare che i modelli in acciaio inox costano di pi\u00f9, e che in linea generale i serbatoi rigidi costano pi\u00f9 di quelli flessibili. Questi ultimi, da parte loro, sono in generale<strong> realizzati con del PVC alimentare o con del nylon<\/strong> e, nonostante l&#8217;aspetto, sono comunque abbastanza resistenti. Il loro vantaggio \u00e8 quello di adattarsi agevolmente al luogo in cui vengono ospitati, laddove invece i serbatoi per l&#8217;acqua rigidi devono essere acquistati su misura per essere infilati in determinati anfratti. In ogni caso, i serbatoi flessibili \u2013 che puoi trovare completi di raccorderia sul nostro negozio online dedicato agli articoli nautici \u2013 sono perfetti anche come <strong>serbatoi d&#8217;emergenza.<\/strong><\/p>\n<p>Il serbatoio d&#8217;acqua, come anticipato, \u00e8 il punto focale dell&#8217;impianto idrico della nostra barca. E, nella maggior parte dei casi, \u00e8 ovviamente anche quello pi\u00f9 pesante: un serbatoio da 200 litri pieno pesa 200 chilogrammi pi\u00f9 il peso stesso del contenitore, e dunque rappresenta una massa che pu\u00f2 senz&#8217;altro influire sull&#8217;equilibrio di una barca. Ne risulta che, soprattutto nel caso di serbatoi d&#8217;acqua con capacit\u00e0 importanti, <strong>il luogo deputato per la loro installazione \u00e8 in basso all&#8217;interno della barca<\/strong>. Soprattutto i serbatoi rigidi, inoltre, dovrebbero essere fissati in modo molto stabile, con un&#8217;installazione tale da mantenerli perfettamente immobili e al sicuro, per il loro bene e per quello della barca stessa.<br>In molti casi i serbatoi vengono posizionati sotto alle cuccette, per sfruttare al meglio quello spazio altrimenti inutilizzato. Va per\u00f2 detto che i serbatoi non sono degli elementi del tutto silenziosi, anzi: un serbatoio mezzo pieno movimentato dall&#8217;inevitabile rollio pu\u00f2 ovviamente essere abbastanza fastidioso, e mettere a repentaglio il sonno. Molto meglio, in queste situazioni, decidere di isolare acusticamente il contenitore, proteggendolo quindi con del materiale in grado di smorzare il rumore. Un rivestimento di sughero o realizzato con dei pan<strong>nelli isolanti<\/strong> di altro tipo \u00e8 in certi casi davvero indispensabile.<\/p>\n<h3>Oltre il serbatoio d&#8217;acqua dolce: l&#8217;impianto idrico della barca nella sua interezza<\/h3>\n<p>Il tipico serbatoio d&#8217;acqua dolce, oltre alla bocca d&#8217;ispezione, presenta l&#8217;attacco per due tubi. Uno \u00e8 destinato al rifornimento, mentre l&#8217;altro ha invece il ruolo di rifornire le &#8216;utenze&#8217; della barca. Tra gli elementi pi\u00f9 deboli e pi\u00f9 a rischio dell&#8217;impianto idrico di una barca ci sono proprio <strong>le congiunzioni<\/strong> tra serbatoio, pompa e punti di prelievo, ed \u00e8 dunque fondamentale non solo scegliere dei tubi di qualit\u00e0, ma anche effettuare un&#8217;installazione attenta. Ogni giuntura e ogni attacco vanno fatti a regola d&#8217;arte, senza risparmiare su accessori come <strong>fascette stringitubo<\/strong> e via dicendo. Come si diceva, il secondo tubo porta ai vari lavandini e agli altri punti di prelievo della barca. Va per\u00f2 sottolineato che, ovviamente, questo tubo deve prima passare per un accessorio in grado di &#8216;pompare&#8217; l&#8217;acqua verso le varie utenze.<\/p>\n<h2>La pompa autoclave<\/h2>\n<p>Come \u00e8 possibile vedere sul nostro stesso e-commerce di nautica online, esistono i pi\u00f9 <strong>differenti tipi di pompa autodescante<\/strong>, con le pi\u00f9 diverse potenze e i pi\u00f9 diversi prezzi. Ma cos&#8217;\u00e8 una pompa autoclave, e qual \u00e8 il suo ruolo? Semplice: senza di lei l&#8217;acqua del serbatoio della barca non potrebbe in alcun modo arrivare ai vari rubinetti. Le barche pi\u00f9 piccoline sono dotate di semplici pompe elettriche, mentre sulle barche pi\u00f9 grandi <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/149-pompa-autoclave\"><strong>autoclave per barca<\/strong><\/a>, e quindi a pressione, \u00e8 d&#8217;obbligo. Tutto funziona grazie a una sorta di polmone d&#8217;aria che, mantenendo sotto pressione la tubazione, permette l&#8217;erogazione subitanea dell&#8217;acqua \u2013 laddove invece con la pompa elettrica c&#8217;\u00e8 sempre il tipico ritardo tra l&#8217;avvio e l&#8217;effettiva erogazione.<br>Esistono davvero tantissimi tipi di <strong><a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/149-pompa-autoclave\">pompe autoclave<\/a><\/strong>, e cercare di distinguerli in questa sede sarebbe impossibile: alcune pompe, per esempio, sono settate per azionarsi solo nel momento in cui l&#8217;80% della loro capacit\u00e0 risulta distribuito, in modo da evitare riavvi inutili. A determinare l&#8217;avvio della pompa \u00e8 il <strong>pressostato,<\/strong> il quale in base alla pressione presente nel tubo capisce se \u00e8 necessario accendere la pompa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-7741\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/linus-nylund-Q5QspluNZmM-unsplash-1024x683.jpg\" alt=\"gestione acqua dolce in barca\" width=\"1024\" height=\"683\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/linus-nylund-Q5QspluNZmM-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/linus-nylund-Q5QspluNZmM-unsplash-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/linus-nylund-Q5QspluNZmM-unsplash-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/linus-nylund-Q5QspluNZmM-unsplash-200x133.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/linus-nylund-Q5QspluNZmM-unsplash-400x267.jpg 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/linus-nylund-Q5QspluNZmM-unsplash-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/linus-nylund-Q5QspluNZmM-unsplash-800x533.jpg 800w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/linus-nylund-Q5QspluNZmM-unsplash-1200x800.jpg 1200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/linus-nylund-Q5QspluNZmM-unsplash.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<h3>I punti di prelievo<\/h3>\n<p>Ecco la parte dell&#8217;impanto idraulico manifesta all&#8217;utente finale<strong>: parliamo ovviamente delle docce, delle doccette, dei lavelli e dei lavandini.<\/strong> In una barca di dimensioni ridotte si parla di un numero estremamente ridotto di punti di prelievo d&#8217;acqua dolce, laddove invece in altri casi si ha a che fare con tanti punti doccia, con pi\u00f9 lavabi e via dicendo. Non \u00e8 in caso se spesso a ogni attivit\u00e0 viene assegnato uno specifico serbatoio. Nel nostro <strong>negozio online<\/strong> puoi trovare un&#8217;ampia selezione di lavandini, di lavelli, di doccini, di rubinetti e di miscelatori per barca, nonch\u00e9 degli interi set doccia.<\/p>\n<div class=\"carousel prestashop_carousel\" data-val=\"464,462,467\"> <\/div>\n<h2>La manutenzione dell&#8217;impianto idrico della barca<\/h2>\n<p>Non \u00e8 certo raro dover intervenire sull&#8217;impianto idrico della propria barca per sistemare piccoli <strong>malfunzionamenti.<\/strong> Visto che spesso e volentieri questi problemi insorgono in mezzo al mare, \u00e8 assolutamente necessario<strong> studiare bene il proprio impianti idrico<\/strong>, conoscendo esattamente ogni accessorio e ogni passaggio dal serbatoio acqua fino ai vari punti di prelievo.<br>Per prima cosa, tutti i tubi e le giunture dovrebbero essere <strong>controllati periodicamente,<\/strong> per bloccare in tempo eventuali allentamenti o piccole perdite. Spesso, per\u00f2, i problemi non sono riconducibili ai tubi, quanto invece alla pompa. Per questo motivo \u00e8 necessario essere sempre pronti, se non a tutto, perlomeno agli interventi pi\u00f9 immediati: un pressostato di riserva, per esempio, dovrebbe essere sempre presente a bordo.<br>Non \u00e8 raro nemmeno avere a che fare con degli <strong>intasamenti<\/strong> o con delle <strong>incrostazioni,<\/strong> che finiscono per bloccare il flusso d&#8217;acqua dolce. In quel caso, l&#8217;unica soluzione \u00e8 ovviamente smontare i tubi, analizzarli, pulirli, liberarli e rimontare il tutto, stringendo per bene le varie fascette.<\/p>\n<p>Non rischiare di rovinare una vacanza al largo per via del tuo impianto idrico: acquista solo serbatoi, tubi e pompe di qualit\u00e0, e impara il loro funzionamento per poter intervenire in modo tempestivo!<\/p>\n<h2>Come ridurre il consumo di acqua in barca?<\/h2>\n<p>Chiudiamo questo post dedicato alla<strong> gestione dell&#8217;acqua dolce a bordo<\/strong> con un piccolo vademecum riassuntivo per capire come<strong> ridurre il consumo<\/strong> di acqua in barca. Come abbiamo detto, \u00e8 fondamentale calcolare in modo corretto quale sar\u00e0 l&#8217;ammontare dell&#8217;acqua dolce necessaria a livello quotidiano, in modo da acquistare dei serbatoi d&#8217;acqua idonei.<\/p>\n<p>Il fatto di avere una buona riserva d&#8217;acqua a bordo, per\u00f2, no ci deve spingere a usarne troppa. Pensiamo alla doccia in barca, per esempio. Lo sapevi che \u00e8 possibile <strong>lavarsi usando l&#8217;acqua salata?<\/strong> Esistono infatti dei detergenti per corpo e capelli con PH neutro pensati per essere utilizzati con l&#8217;acqua di mare. Diventa dunque possibile lavarsi i capelli e il corpo con l&#8217;acqua salata, per poi fare un veloce risciacquo finale con dell&#8217;acqua dolce, riducendone al minimo l&#8217;utilizzo.<\/p>\n<p>Un discorso simile va fatto anche per quanto riguarda le stoviglie e le pentole usate per mangiare e per cucinare: tutte queste cose possono essere tranquillamente lavate con dell&#8217;acqua salata. C&#8217;\u00e8 persino chi, per fare in fretta e non sprecare nemmeno un secondo, mette direttamente tutte le stoviglie in borse retate, per poi<strong> calarle a poppa durante la navigazione:<\/strong> il mare, in questo senso, pu\u00f2 funzionare come lavastoviglie naturale!<\/p>\n<p>Insomma, con un paio di accorgimenti azzeccati \u00e8 possibile effettivamente ridurre il consumo di acqua dolce a bordo!<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le docce e i punti doccia in coperta, i lavelli e i lavandini: la gestione dell&#8217;acqua a dolce in barca \u00e8 un mondo tutto da scoprire e, soprattutto, da studiare approfonditamente. 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