{"id":1789,"date":"2019-05-08T09:00:47","date_gmt":"2019-05-08T07:00:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/?p=1789"},"modified":"2023-12-05T09:32:53","modified_gmt":"2023-12-05T08:32:53","slug":"manutenzione-gelcoat","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/manutenzione-gelcoat\/","title":{"rendered":"Tutto quello che non sapevi sul gelcoat"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Cos&#8217;\u00e8 il gelcoat?<\/strong> E perch\u00e9 \u00e8 una sostanza cos\u00ec presente nel mondo delle barche? Quali sono i problemi a cui va incontro? E, soprattutto, quando bisogna intervenire per riparare e rimettere in sesto il gelcoat della tua barca? In questo lungo articolo ci dedicheremo alla scoperta approfondita di questo particolare prodotto, cos\u00ec da cancellare tutti i dubbi e tutte le dicerie che circolano intorno a tale materiale.<\/p>\n\n\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"stucco\">Stucco epossidico e gelcoat: come rimettere a nuovo la barca<\/h2>\n\n\n\n<p>Il gelcoat, o erroneamente chiamato gel coat, a guardarlo, ha l&#8217;aspetto di una vernice molto densa. Ma non si parla di una semplice vernice: il gelcoat \u00e8 composto da una parte di <strong>resina,<\/strong> da una parte di <strong>pigmenti<\/strong> e da una parte di <strong>carichi incerti<\/strong>, e a tutto questo si aggiunge quello che \u00e8 il componente chiave, che rende particolare questo materiale cos\u00ec utilizzato nel mondo della nautica. Parliamo del peculiare agente che garantisce al gelcoat un carico sufficiente di tissotropia \u2013 ovvero della propriet\u00e0 di variare la propria viscosit\u00e0 \u2013 e di poter dunque essere applicato abbastanza abbondantemente, anche in verticale.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo questa veloce analisi dal punto di vista fisico, passiamo a quello che \u00e8 l&#8217;utilizzo del gelcoat. In generale, esso costituisce lo strato di finitura esterno dei manufatti realizzati in composito. In origine, per\u00f2, non viene applicato sul composito come una reale finitura, e quindi a pennello o a spruzzo. No, \u00e8 anzi il primo strato che viene applicato nello stampo durante il processo di stratificazione che porta alla creazione dell&#8217;oggetto, come per esempio una <strong>carena.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ma qual \u00e8 lo scopo del <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/848-gelcoat\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>gelcoat<\/strong><\/a> per barca? A cosa serve? Per rispondere a queste domande dobbiamo analizzare quelle che sono le caratteristiche fondamentali di questo materiale. Parliamo infatti di una sostanza che, se applicata correttamente, va a creare uno strato protettivo liscio \u2013 o meno, se stampato o lavorato per essere antisdrucciolo \u2013 ultracompatto e senza porosit\u00e0. Ne consegue dunque che il gelcoat va a creare <strong>una buona barriera<\/strong> in grado di proteggere il composito dai danni del raggi ultravioletti e dell&#8217;acqua, anche se va detto che, per rendere una carena del tutto impermeabile e protetta, l&#8217;accoppiata con della <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/124-vernice-per-barche\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>vernice per barca<\/strong><\/a> \u00e8 indispensabile.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"tipi-gelcoat\">Tipi diversi di gelcoat<\/h3>\n\n\n\n<p>Non esiste una sola tipologia di gelcoat. Come abbiamo visto, il gelcoat \u00e8 un composto di vari elementi, tra resina, pigmenti e via dicendo. Ne deriva dunque che, in base ai vari ingredienti usati e alle proporzioni, si arriva ad avere dei gelcoat differenti. Si hanno, in linea generale, tre tipologie di prodotto, ovvero:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il gelcoat ortoftalico<\/strong>: ecco il pi\u00f9 comune tra i gelcoat che si possono trovare in commercio. Come suggerisce il nome, \u00e8 composto a partire da una resina poliestere ortoftalica. Si tratta di un prodotto comodamente lavorabile, e ben stendibile. Viene utilizzato grandemente in campo industriale, ma non \u00e8 invece il massimo a livello nautico. Si tratta infatti di un&#8217;opzione che non si coniuga bene con il mondo marino.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il gelcoat isoftalico:<\/strong> qui, invece, abbiamo un gelcoat a base di resina isoftalica, e quindi molto pi\u00f9 adatto per essere utilizzato in ambiente marino. Si tratta di un prodotto dalle notevoli propriet\u00e0 meccaniche, che offre resistenza all&#8217;acqua e ai raggi ultravioletti. Non \u00e8 in caso se il gelcoat isoftalico viene correntemente utilizzato per la costruzione di qualsiasi tipo di imbarcazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il gelcoat neopentilico:<\/strong> si tratta di un ulteriore salto di qualit\u00e0. Il gelcoat neopentilico \u00e8 un&#8217;evoluzione dell&#8217;isoftalico. Offre dunque la migliore delle protezioni nei confronti dell&#8217;acqua, degli agenti atmosferici e dei raggi ultravioletti, e rimane immutato a lungo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il gelcoat ricopre interamente gli scafi delle nostre <strong>barche in vetroresina<\/strong>. Barche a vela, barche a motore, natanti o imbarcazioni da diporto: questo materiale va per la maggiore in qualsiasi categoria. \u00c8 dunque fondamentale conoscere bene la sua composizione, le sue peculiarit\u00e0 e soprattutto tutti i problemi a cui va incontro.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"carousel prestashop_carousel\" data-val=\"22374,22377,15017,22484,28837\">\u00a0<\/div>\n\n\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"danni-gelcoat\">I danni e i problemi a cui va incontro il gelcoat<\/h2>\n\n\n\n<p>Fin qui, insomma, abbiamo tessuto un po&#8217; le lodi del gelcoat. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 da sottolineare \u2013 e lo sanno praticamente tutte le persone che possiedono una barca con scafo in vetroresina \u2013 che il gelcoat non \u00e8 affatto indistruttibile ed eterno. S\u00ec, \u00e8 la migliore difesa che il tuo scafo pu\u00f2 avere, ma questo non significa che lui stesso non abbia bisogno, di tanto in tanto e in particolari situazioni, di una buona manutenzione.<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, anche la solida barriera che si erge tra la tua carena in vetroresina e l&#8217;acqua, i raggi ultravioletti e lo sfibrarsi delle composto sottostante, <strong>pu\u00f2 deteriorarsi<\/strong>. \u00c9 molto meglio, quindi, saper riconoscere con un solo sguardo il problema, saperne individuare le cause e, soprattutto, imparare a capire come e quando intervenire per riparare il gelcoat.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quali sono i tipici problemi ai quali va incontro?<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;opacizzazione<\/h3>\n\n\n\n<p>Partiamo con un problema fisiologico del gelcoat. Quando acquistiamo una barca in vetroresina questa \u00e8 perfettamente<strong> lucida e brillante.<\/strong> Con il tempo, per\u00f2 \u2013 pi\u00f9 in fretta se la barca \u00e8 lasciata sempre all&#8217;esterno senza protezione \u2013 il gelcoat tende inevitabilmente a diventare opaco, principalmente a causa dei raggi solari. Il metodo migliore \u2013 ma inevitabilmente pi\u00f9 costoso \u2013 \u00e8 quello di applicare del nuovo gelcoat, per avere una barca sempre perfetta. Ma di certo non \u00e8 l&#8217;unica strada, n\u00e9 la pi\u00f9 battuta: o possibile<strong> lucidare il gelcoat<\/strong> utilizzando appositi prodotti lucidanti, nonch\u00e9 acquistando delle paste leggermente abrasive.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Gli urti<\/h3>\n\n\n\n<p>S\u00ec, tra i principali nemici del gelcoat ci sono proprio gli <strong>urti.<\/strong> Parliamo, ovviamente, dei lievi contatti che sono sempre dietro l&#8217;angolo, soprattutto durante le fasi di ormeggio, magari per una manovra non del tutto perfetta, o magari per un utilizzo poco accorto dei <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/27-parabordi-barca\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>parabordi barca<\/strong><\/a>. Ma il gelcoat non teme certo solamente le <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/come-ormeggiare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>manovre di ormeggio<\/strong><\/a>. Gli urti, in determinate zone, possono anche avvenire ben lontano dalla banchina. Quante volte hai visto delle barche con delle piccole tacche sotto il muso dell&#8217;ancora, per le oscillazioni di quest&#8217;ultima, la quale va a colpire la prua? Il primo e fondamentale modo per evitare questi piccoli danni \u2013 che nella maggior parte dei casi si limitano a essere problemi estetici \u2013 \u00e8 ovviamente quello di prevenirli con manovre accorte e con i <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/come-scegliere-i-parabordi-majoni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>corretti parabordi<\/strong><\/a><br>Per cancellarli, invece, possibile ricorre a dei piccoli interventi fai da te, utilizzando del<strong> <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/849-gelcoat-spray\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">gelcoat spray<\/a> <\/strong>o sotto forma di stucco.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"667\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/shutterstock_150618590-2.jpg\" alt=\"danni gelcoat\" class=\"wp-image-1795\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/shutterstock_150618590-2.jpg 1000w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/shutterstock_150618590-2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/shutterstock_150618590-2-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/shutterstock_150618590-2-200x133.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/shutterstock_150618590-2-400x267.jpg 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/shutterstock_150618590-2-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/shutterstock_150618590-2-800x534.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;osmosi<\/h3>\n\n\n\n<p>S\u00ec, quando si parla al gelcoat delle barche e ai suoi problemi non si pu\u00f2 che pensare quasi automaticamente all&#8217;<strong>osmosi<\/strong>, termine che ancora oggi spaventa tantissimi diportisti (abbiamo peraltro realizzato una guida su <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/prevenire-e-curare-osmosi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>come prevenire e curare l&#8217;osmosi<\/strong><\/a>). Si tratta infatti di un fenomeno connaturato alla natura stessa del vetroresina. I nostri scafi risultano dalla sovrapposizione di diversi strati di tessuto, ognuno dei quali impregnato da resina poliestere. Pur controllando queste operazioni, non \u00e8 affatto da escludere che dell<strong>e piccole bolle d&#8217;aria<\/strong> finiscano per crearsi tra uno strato e l&#8217;altro, creando cos\u00ec dei piccoli vuoti. All&#8217;inizio questo non causa nessun problema. \u00c9 solo con lo scorrere del tempo e con l&#8217;aumentare della porosit\u00e0 del gelcoat \u2013 o con dei piccoli danneggiamenti \u2013 che l&#8217;umidit\u00e0 marina riesce a infiltrarsi, andando a finire in questi piccolissimi spazi, per poi gonfiarli e andare a formare le classiche <strong>bolle<\/strong> da osmosi, le quali alla lunga possono crescere e andare a rompere il gelcoat, cos\u00ec da far fuoriuscire il <strong>liquido<\/strong> imprigionato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 proprio il fenomeno dell&#8217;osmosi a rendere la manutenzione del gelcoat particolarmente importante. Se infatti un danno \u00e8 abbastanza importante da permettere<strong> un&#8217;infiltrazione d&#8217;acqua <\/strong>nello stratificato dello scafo, la possibilit\u00e0 di vedere insorgere nel giro di due stagioni i tipici segni dell&#8217;osmosi non \u00e8 assolutamente remota. Va dunque sottolineato che, talvolta, un semplice danno estetico pu\u00f2 trasformarsi in qualcosa di molto <strong>pi\u00f9 grave.<\/strong> Certo, l&#8217;osmosi della barca, per quanto <strong>degenerativa,<\/strong> \u00e8 curabile, e in molti casi si finisce per avere a che fare con questa problematica pur effettuando una manutenzione impeccabile del proprio scafo.<\/p>\n\n\n\n<p>Detto questo, nel momento in cui un armatore si accorge che sul proprio scafo \u00e8 saltato un pezzo di gelcoat, un intervento \u00e8 assolutamente consigliato. Si dovr\u00e0 dunque andare a carteggiare la zona, per poi passare all&#8217;applicazione di un buon<a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/118-stucco-epossidico-bicomponente\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> stucco epossidico<\/strong><\/a>&nbsp;per carena. Fatto questo, si dovr\u00e0 rimettere in opera anche il gelcoat, andando a utilizzare un prodotto dello stesso tipo di quello circostante. Non \u00e8 raro, in questi casi, non avere la pi\u00f9 pallida idea del tipo di resina che protegge la propria barca: per fortuna, solitamente, \u00e8 possibile rintracciare delle indicazioni a proposito all&#8217;interno dei <strong>gavoni,<\/strong> dove di frequente sono riportate delle indicazioni relative al tipo e al colore del gelcoat utilizzato dal costruttore. In caso contrario, si dovr\u00e0 andare a sfogliare il manuale della barca.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"carousel prestashop_carousel\" data-val=\"18157,22378,22379,22382,27790,27801,1170,5110\"> <\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Non solo osmosi<\/h3>\n\n\n\n<p>Intorno all&#8217;osmosi, per anni, si \u00e8 fatto di certo un po&#8217; di terrorismo psicologico, tanto che molto spesso si finisce per gridare al lupo anche quando del lupo non c&#8217;\u00e8 assolutamente traccia. In certi casi, infatti, ci si trova con delle <strong>bolle marcate a livello dello scafo<\/strong>, e d&#8217;improvviso si pensa all&#8217;osmosi, e quindi a un fenomeno che sta coinvolgendo non solo la vernice, non solo il gelcoat, ma anche il vetroresina. Non \u00e8 per\u00f2 sempre cos\u00ec: talvolta le bolle che tanto ci allarmano sono situate tra uno strato e l&#8217;altro di <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/120-antivegetativa\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>antivegetativa<\/strong><\/a>, e non arrivano dunque a coinvolgere in alcun modo il gelcoat, che si pu\u00f2 definire sano e salvo. Questa eventualit\u00e0 \u00e8 dovuta a un&#8217;<a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/uso-antivegetativa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>applicazione dell&#8217;antivegetativa<\/strong><\/a> non perfetta: forse, per esempio, la seconda mano di prodotto \u00e8 stata stesa quando la prima non era completamente asciutta. Meglio non fare mai le cose di fretta quando si tratta della <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/113-manutenzione-barca\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>manutenzione della barca<\/strong><\/a>!<\/p>\n\n\n\n<p>Altre volte, invece, si incontrano delle bolle diffuse con un diametro ridotto, di circa due centimetri. Queste bollicine vengono spesso scambiate per osmosi quando in realt\u00e0, nella maggior parte dei casi, sono invece delle semplici bolle d&#8217;aria al solo livello del gelcoat, dei piccolissimi <strong>difetti di fabbricazione<\/strong> che non compromettono in alcun modo lo stratificato sottostante n\u00e9, di per s\u00e9, la qualit\u00e0 della barca. Un perito e il tecnico non avranno nessun problema nel distinguere queste bolle da quelle dell&#8217;osmosi; il problema insorge per\u00f2 quando ci si affida al proprio istinto, e si finisce quindi per confondere i due fenomeni.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le fessurazioni del gelcoat<\/h3>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 affatto raro trovare delle fessurazioni nel gelcoat. In questo caso non stiamo parlando nello specifico dello scafo o dell&#8217;opera viva, quanto invece della <strong>coperta.<\/strong> S\u00ec, perch\u00e9 le fessurazioni si trovano spesso a livello di giunzioni, oppure in quei punti sottoposti a particolari stress \u2013 magari durante il varo e l&#8217;alaggio \u2013 o a delle sollecitazioni del tutto incidentali, come per esempio quelle che si verificano sulla coperta nel momento in cui qualcosa di pesante cade drasticamente a terra: pensiamo, per esempio, a un&#8217;ancora maneggiata distrattamente che, scivolando di mano e finendo sulla coperta, va a a creare uno o pi\u00f9 cerchi concentrici del gelcoat. Ancora pi\u00f9 comuni sono le odiose <strong>zampe di gallina<\/strong> che, anzich\u00e9 formarsi solo ai lati degli occhi dei vecchi lupi di mare, prendono forme <strong>intorno ai <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/883-candelieri-barca\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">candelieri barca<\/a><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Essendo molto diffuse, queste fessurazioni vengono spesso trascurate. \u00c9 per\u00f2 un errore, in quanto sono destinate a peggiorare con il tempo, rovinando la coperta e dando eventualmente il via all&#8217;infiltrazione verso il laminato. Molto meglio, dunque, intervenire tempestivamente, armandosi di stucco gelcoat.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le screpolature<\/h3>\n\n\n\n<p>Le fessurazioni non vanno confuse con le screpolature vere e proprie del gelcoat, le quali sono per lo pi\u00f9 la conseguenza di <strong>un utilizzo malaccorto del gelcoat in fase di costruzione<\/strong>. Fortunatamente, questo \u00e8 un problema che riguarda solo le barche in vetroresina pi\u00f9 vecchie, ovvero quelle costruite nei primi decenni della seconda met\u00e0 del secolo scorso: a quell&#8217;epoca, infatti, le resine e il gelcoat erano ancora delle relative novit\u00e0 nell&#8217;industria nautica, e non \u00e8 dunque raro imbattersi in barche datate in cui gli strati di gelcoat, essendo <strong>troppo pesanti e spessi<\/strong>, hanno finito per screpolarsi sotto stress.<\/p>\n\n\n\n<p>Di solito una screpolatura di questo tipo inizia a prendere piede con le fasce dell&#8217;alaggio, le quali vanno a esercitare della pressione su uno strato molto spesso di gelcoat. Quello di conseguenza <strong>si screpola<\/strong> e, se non riparato in tempo, pu\u00f2 dare il via a una piccola infiltrazione, la quale a sua volta apre la strada all&#8217;osmosi.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/concha-mayo-b6QP6M7V7EA-unsplash-1024x576.jpg\" alt=\"gelcoat riparare\" class=\"wp-image-7128\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/concha-mayo-b6QP6M7V7EA-unsplash-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/concha-mayo-b6QP6M7V7EA-unsplash-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/concha-mayo-b6QP6M7V7EA-unsplash-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/concha-mayo-b6QP6M7V7EA-unsplash-200x113.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/concha-mayo-b6QP6M7V7EA-unsplash-400x225.jpg 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/concha-mayo-b6QP6M7V7EA-unsplash-600x338.jpg 600w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/concha-mayo-b6QP6M7V7EA-unsplash-800x450.jpg 800w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/concha-mayo-b6QP6M7V7EA-unsplash-1200x675.jpg 1200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/concha-mayo-b6QP6M7V7EA-unsplash.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"stucco\">Stucco epossidico e gelcoat: come rimettere a nuovo la barca<\/h2>\n\n\n\n<p>Certe volte per rimettere a nuovo lo scafo \u00e8 sufficiente lucidare il <strong><a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/848-gelcoat\">gelcoat<\/a><\/strong> con gli appositi prodotti lucidanti. Altre volte \u00e8 invece necessario effettuare dei veri e propri interventi di <strong>manutenzione<\/strong>, per sistemare crepe o urti. Nel nostro <strong>e-commerce di accessori nautica<\/strong>, nella categoria agli stucchi e ai gelcoat, non c&#8217;\u00e8 che l&#8217;imbarazzo della scelta. Anzi, \u00e8 possibile avere difficolt\u00e0 nell&#8217;individuare il prodotto giusto. Chi ha bisogno di un <strong>riempitivo tutto fare<\/strong> pu\u00f2 per esempio optare per uno <strong><a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/118-stucco-epossidico-bicomponente\">stucco epossidico bicomponente<\/a><\/strong>, che va bene non solo per gli scafi in retroresina, ma anche per altri materiali duri, come il metallo e il legno. Chi deve sistemare dei danni da nulla, puramente superficiali, pu\u00f2 affidarsi al <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/849-gelcoat-spray\"><strong>gelcoat spray<\/strong><\/a>, mentre chi di fronte a delle ammaccature desidera ripristinare la superficie originale pu\u00f2 usare uno stucco <strong>gel bicomponente<\/strong>. Il risultato, con un po&#8217; di pazienza e di manualit\u00e0, \u00e8 garantito, con un costo tutto sommato irrisorio: il <strong>prezzo del gelcoat<\/strong> in stucco, in formato filler o spray \u00e8 infatti nella maggior parte dei casi estremamente basso!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutto sul gelcoat<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":1794,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[334],"tags":[345,313,350,340],"class_list":{"0":"post-1789","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-guide-tutorial-nautica","8":"tag-guida-acquisto","9":"tag-how-to","10":"tag-manutenzione-e-rimessaggio","11":"tag-nautica"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1789","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1789"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1789\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14478,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1789\/revisions\/14478"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1794"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1789"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1789"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1789"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}