{"id":17711,"date":"2026-09-23T09:00:00","date_gmt":"2026-09-23T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/?p=17711"},"modified":"2026-06-10T15:42:42","modified_gmt":"2026-06-10T13:42:42","slug":"scegliere-il-riscaldamento-in-barca-guida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/scegliere-il-riscaldamento-in-barca-guida\/","title":{"rendered":"Il riscaldamento in barca: come avere caldo a bordo anche d\u2019inverno"},"content":{"rendered":"\n<p>C\u2019\u00e8 chi tra settembre e ottobre pulisce la barca da cima a fondo, controlla ogni dispositivo e ogni impianto, e mette poi a dormire la barca sotto un <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/114-teli-di-copertura-e-protezione?page=3\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">buon telo di copertura<\/a>. E c\u2019\u00e8 chi, invece, il <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/rimessaggio-barca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">rimessaggio invernale<\/a> lo salta a pi\u00e8 pari, continuando <strong>a utilizzare la barca anche durante i mesi freddi dell\u2019anno<\/strong>. Qualcuno si limita a delle brevi uscite di poche ore nelle domeniche di sole, mentre altri si spingono decisamente pi\u00f9 in l\u00e0, vivendo la barca nello stesso modo \u2013 o quasi \u2013 del periodo estivo. Oltre un certo limite, per chi vuole effettuare lunghe navigazioni in inverno, come per chi si spinge verso latitudini decisamente pi\u00f9 rigide, un sistema di riscaldamento diventa indispensabile. Per <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/campeggio-nautico-barca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">dormire a bordo<\/a>, certo, ma anche semplicemente per avere un po\u2019 di ristoro nelle giornate pi\u00f9 fredde. Ma quali sono nel concreto le<strong> soluzioni per il riscaldamento della barca<\/strong>? Ebbene, lo diciamo subito: la gamma di opzioni per scaldare gli interni delle nostre imbarcazioni \u00e8 piuttosto varia, proponendo potenzialmente l\u2019utilizzo delle pi\u00f9 svariate forme di calore. Ecco quindi una<strong> guida completa <\/strong>per scegliere il riscaldamento in barca.<\/p>\n\n\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le possibili fonti di energia per riscaldare la barca<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Quando si parla di nautica e di impianti a bordo delle barche bisogna sempre prima di tutto considerare il fatto che questo mondo conosce dei <strong>limiti<\/strong>: non \u00e8 possibile contare su alcune delle pi\u00f9 tipiche<strong> fonti di approvvigionamento energetico<\/strong> presenti sulla terraferma, a partire dalla rete elettrica e dai tubi del gas; e non si pu\u00f2 esagerare quanto a <strong>pesi <\/strong>e a <strong>ingombri<\/strong>. Tenendo ben fermi questi presupposti, \u00e8 possibile dire che in barca possono essere sfruttate le pi\u00f9 differenti fonti energetiche e di calore. Parliamo di:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Energia elettrica:<\/strong> ovviamente \u00e8 questa la prima delle fonti che ci vengono in mente, sapendo che ogni barca che presenta degli interni da riscaldare ha anche \u2013 come minimo \u2013 un discreto impianto elettrico. Non sono per\u00f2 tante le barche che riescono a soddisfare il fabbisogno di elettricit\u00e0 di un vero e proprio impianto di riscaldamento elettrico lontano dalle colonnine dei porti: sarebbe infatti necessario mettere al suo servizio esclusivo, o quasi, un <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/986-generatore-elettrico-per-barca\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">generatore elettrico<\/a>.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Combustibili liquidi<\/strong>: va da s\u00e9 che, vista la presenza a bordo della maggior parte delle barche di carburante, i pi\u00f9 diffusi tra gli impianti di riscaldamento in barca si basano sullo stesso carburante. Si tratta della via pi\u00f9 semplice, ma anche di una delle pi\u00f9 inquinanti. Ci sono inoltre i dispositivi di riscaldamento per barche a olio.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Combustibili solidi<\/strong>: tempo fa la presenza sulle imbarcazioni di stufe a legna era piuttosto comune. Oggi questa soluzione \u00e8 sempre meno diffusa, per via degli ingombri e dell\u2019oggettivo rischio di incendio, soprattutto in movimento. Le cose migliorano sensibilmente con le stufe a pellet.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Solare termico: <\/strong>in linea teorica \u00e8 possibile riscaldare gli interni di una barca con dei pannelli solari; in pratica per\u00f2 \u00e8 molto difficile, vista la superficie a disposizione, riuscire a immagazzinare sufficiente calore per il riscaldamento degli ambienti; questa opzione risulta pi\u00f9 spendibile per produrre dell\u2019acqua sanitaria calda a bordo della barca.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Pompa di calore: <\/strong>una via estremamente interessante \u00e8 quella rappresentata dal riscaldamento per mezzo di pompa di calore, sfruttando il calore residuo dell\u2019acqua di mare. Lo svantaggio qui \u00e8 rappresentato dai costi iniziali tutt\u2019altro che trascurabili, nonch\u00e9 dal consumo di energia elettrica.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Scegliere il riscaldamento in barca: le stufe e i dispositivi mobili<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Sopra abbiamo visto quali sono le possibilit\u00e0 teoriche a cui guardare per scegliere il riscaldamento in barca: passiamo ora alla <strong>pratica<\/strong>, presentando i dispositivi che effettivamente vengono utilizzati per rendere vivibili le cabine quando all\u2019esterno le temperature iniziano a scendere.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Stufetta elettrica: <\/strong>la pi\u00f9 semplice delle opzioni, tant\u2019\u00e8 che anche in casa c\u2019\u00e8 chi, quando ha bisogno di una spinta di calore in pi\u00f9 (per riscaldare il bagno prima di fare la vaschetta ai bimbi come per supplire a temporanei guasti della caldaia) opta per la fida stufetta elettrica. \u00c8 ottima per<strong> riscaldare velocemente degli ambienti piccoli<\/strong>, ma di contro pu\u00f2 essere rumorosa e ha fabbisogni elettrici importanti: si tratta insomma di un dispositivo che funziona bene in porto, difficilmente in rada o in navigazione.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Stufe a combustibile<\/strong>: le pi\u00f9 classiche sono quelle alimentate a legna o a pellet, ma ci sono anche quelle che funzionano a diesel o a gas. Diversamente da quelle elettriche e portatili, necessitano di un\u2019installazione seria, che <strong>potrebbe richiedere dei lavori a bordo<\/strong>; sono pi\u00f9 ingombranti, e non brillano per la velocit\u00e0 di riscaldamento, tendendo inoltre a riscaldare solo l\u2019ambiente circostante.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Radiatori a olio:<\/strong> ci sono poi i radiatori a olio, che possono essere portatili oppure fissi. Si tratta di fatto di <strong>termosifoni<\/strong>, alimentati per\u00f2 dal sistema elettrico. Possono fare molto pi\u00f9 di una stufetta elettrica, ma consumeranno inevitabilmente <strong>pi\u00f9 elettricit\u00e0;<\/strong> si torna quindi a un utilizzo tendenzialmente in porto.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"988\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/patrik-kovar-2SMPixxoQXU-unsplash-scaled-e1781098790278-988x1024.jpg\" alt=\"scaldare la barca in inverno\" class=\"wp-image-17713\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/patrik-kovar-2SMPixxoQXU-unsplash-scaled-e1781098790278-988x1024.jpg 988w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/patrik-kovar-2SMPixxoQXU-unsplash-scaled-e1781098790278-289x300.jpg 289w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/patrik-kovar-2SMPixxoQXU-unsplash-scaled-e1781098790278-768x796.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/patrik-kovar-2SMPixxoQXU-unsplash-scaled-e1781098790278-405x420.jpg 405w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/patrik-kovar-2SMPixxoQXU-unsplash-scaled-e1781098790278-150x156.jpg 150w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/patrik-kovar-2SMPixxoQXU-unsplash-scaled-e1781098790278-300x311.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/patrik-kovar-2SMPixxoQXU-unsplash-scaled-e1781098790278-696x722.jpg 696w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/patrik-kovar-2SMPixxoQXU-unsplash-scaled-e1781098790278-1068x1107.jpg 1068w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/patrik-kovar-2SMPixxoQXU-unsplash-scaled-e1781098790278.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 988px) 100vw, 988px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un vero impianto di riscaldamento in barca: ad aria o ad acqua<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Nel momento in cui si decide di vivere seriamente la barca in inverno \u00e8 possibile prendere in considerazione un vero e proprio impianto di riscaldamento in barca, con delle <strong>condutture <\/strong>o con dei <strong>radiatori <\/strong>installati nei diversi ambienti. Il cuore di un sistema di questo tipo potrebbe essere costituito da un<strong> bruciatore a gasolio,<\/strong> dal quale diramare delle condutture in grado di immettere aria calda anche a distanza dal bruciatore. Ma non solo di aria si parla: per un riscaldamento pi\u00f9 duraturo e capace di assicurare maggiore comfort \u00e8 possibile anche creare dei sistemi di riscaldamento per barca con tubature d\u2019acqua calda e veri e propri radiatori. In questo secondo caso si utilizzeranno tubi con diametri ridotti (due o tre centimetri) con ingombri quindi decisamente minori rispetto alle condutture per il riscaldamento ad aria (le quali presentano diametri al di sopra degli 8 o persino dei 12 centimetri); un sistema ad acqua, per\u00f2, pesa di pi\u00f9 e costa di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Oltre il sistema di riscaldamento: coibentare gli interni e ridurre l\u2019umidit\u00e0<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Per riscaldare gli interni e renderli vivibili e confortevoli scegliere il riscaldamento in barca \u00e8 solo la prima delle mosse. Per completare il lavoro sono per\u00f2 necessarie altre due azioni:<strong> coibentare gli interni, <\/strong>per non far scappare via velocemente il calore prodotto con un pi\u00f9 o meno alto dispendio energetico; e <strong>tenere a bada l\u2019umidit\u00e0, <\/strong>sapendo che degli interni umidi diventano malsani, anche se riscaldati.<\/p>\n\n\n\n<p>Se possibile l\u2019attenzione va spostata prima di tutto all\u2019esterno, a livello del pozzetto, anticamera degli interni: con una <strong>cappottina chiusa <\/strong>\u00e8 possibile, infatti, <strong>creare una prima barriera,<\/strong> recuperando peraltro parecchio spazio vivibile anche nelle giornate fredde e piovose. Questo \u201cpassaggio\u201d tra l\u2019esterno e l\u2019interno \u00e8 inoltre perfetto per non portare di sotto eventuale umidit\u00e0, lasciando comodamente in pozzetto stivali e <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/310-cerata-vela\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">cerate<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso di barche non dotate di una buona coibentazione sar\u00e0 inoltre bene<strong> aumentare l\u2019isolamento<\/strong>, cosa che permetter\u00e0 di avere una barca pi\u00f9 calda in inverno e pi\u00f9 fresca in estate: i pannelli di polistirene espanso, quelli di sughero e persino la moquette possono essere presi in considerazione per aumentare l\u2019isolamento termico degli interni. \u00c8 inoltre bene verificare la tenuta delle <strong>guarnizioni<\/strong>, sostituendole eventualmente con dei modelli in PVC espanso e coibentanti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"carnova_carousel\" data-brands=\"\" data-categories=\"\" data-limit=\"20\" data-days=\"\" data-type=\"getProductsInfo\" data-categories-excl=\"\" data-val=\"4532, 1894, 22268, 43996, 48609\" data-categories-excl=\"\" col-desk=\"6\" col-tabl=\"5\" col-mob=\"2\"><\/div>\n\n\n\n<p>E poi c\u2019\u00e8 la questione dell\u2019umidit\u00e0 (contro la quale delle pareti coibentate in ogni modo aiutano, riducendo la condensa). Le fonti di <strong>umidit\u00e0 <\/strong>in una cabina riscaldata d\u2019inverno sono tante: il nostro respiro, l\u2019umidit\u00e0 che ci portiamo addosso, la <strong>condensa <\/strong>che si potrebbe creare sulle pareti e sui vetri non ben isolati, l\u2019umidit\u00e0 stessa dell\u2019aria esterna. Il primo comandamento \u00e8 quindi quello di evitare di portare sottocoperta indumenti umidi; il secondo \u00e8 quello di tenere monitorato il livello di umidit\u00e0; il terzo quello di avere dei sistemi pronti a ridurre l\u2019umidit\u00e0 presente. Esistono diverse tipologie di <strong>deumidificatori<\/strong>, e quelli che si basano sulla presenza di \u201cmateriale\u201d pronto ad assorbire l\u2019umidit\u00e0 sono quelli maggiormente adatti per l\u2019utilizzo in inverno (i deumidificatori meccanici infatti tendono ad avere un\u2019azione refrigerante, che combatterebbe l\u2019attivit\u00e0 stessa del sistema di riscaldamento della barca).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 chi tra settembre e ottobre pulisce la barca da cima a fondo, controlla ogni dispositivo e ogni impianto, e mette poi a dormire la barca sotto un buon telo di copertura. E c\u2019\u00e8 chi, invece, il rimessaggio invernale lo salta a pi\u00e8 pari, continuando a utilizzare la barca anche durante i mesi freddi dell\u2019anno. 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