{"id":17246,"date":"2025-12-24T09:00:00","date_gmt":"2025-12-24T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/?p=17246"},"modified":"2025-11-26T15:14:35","modified_gmt":"2025-11-26T14:14:35","slug":"ancorare-senza-danneggiare-fondale-marino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/ancorare-senza-danneggiare-fondale-marino\/","title":{"rendered":"Gettare l\u2019ancora senza fare danni al fondale: una guida"},"content":{"rendered":"\n<p>La preoccupazione numero uno del diportista che getta l\u2019<a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/21-ancora-barca\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ancora<\/a> \u00e8 tipicamente quella di trovare una soluzione stabile, puntando dunque <strong>a fare presa<\/strong> \u2013 possibilmente al primo colpo \u2013 e a bloccare di conseguenza la barca in una posizione piuttosto precisa. Solo cos\u00ec, infatti, \u00e8 possibile godersi una nuotata in tranquillit\u00e0, passare una notte di assoluto riposo o perch\u00e9 no, esplorare una baia con il proprio <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/478-tender-gommone\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">tender<\/a>. Incubo di ogni navigante \u00e8 infatti quello di trovarsi con <strong>un\u2019ancora che speda <\/strong>senza riuscire a intervenire in tempo: per questo il momento dell\u2019ancoraggio \u00e8 vissuto spesso con un alto livello di stress. A pensarci bene, per\u00f2, sarebbe bene fare attenzione anche a un altro aspetto. S\u00ec, perch\u00e9 un\u2019ancora pu\u00f2 fare grandissimi danni all\u2019habitat coinvolto nella sua caduta: per questo ogni buon marinaio dovrebbe imparare ad <strong>ancorare senza danneggiare il fondale marino<\/strong>. Ma come gettare l\u2019ancora senza ledere le profondit\u00e0 del mare? Ecco alcuni <strong>consigli <\/strong>per ridurre al minimo il proprio <strong>impatto <\/strong>nell\u2019utilizzare l\u2019ancora!<\/p>\n\n\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Per gettare l\u2019ancora senza fare danni, informati bene<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un\u2019operazione preliminare per assicurarsi di ancorare senza danneggiare il fondale marino o lacustre, e senza essere esposti successivamente a disturbi vari e sanzioni: <strong>informarsi<\/strong>! Bisogna infatti ricordare che in alcune zone, spesso proprio per tutelare il fondale,<strong> l\u2019ancoraggio \u00e8 del tutto vietato.<\/strong> Si parla quindi di zone di riserva integrale, di aree che presentano fondali di pregio, ma anche di luoghi pericolosi (per il passaggio di cavi marini o altre infrastrutture subacquee) o di interesse archeologico (per la presenza di reperti storici sul fondale). Il consiglio \u00e8 quindi quello di informarsi per tempo consultando le <strong><a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/248-cartografia-nautica\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">carte nautiche<\/a><\/strong> e le ordinanze portuali, stando sempre attenti alla presenza di segnali e boe con cartelli.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Per ancorare senza danneggiare il fondale marino, studialo!<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il modo pi\u00f9 ovvio per ancorare senza danneggiare il fondale marino come visto \u00e8 quello di raccogliere tutte le informazioni del caso prima di gettare l\u2019ancora. Si parla di <strong>profondit\u00e0 <\/strong>delle acque, certo, ma anche della tipologia di fondale: queste informazioni sono preziose per <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/consigli-per-ancoraggio-barca-guida\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">impostare correttamente l\u2019ancoraggio<\/a>, ma anche per salvaguardare il fondale. Un buon <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/245-ecoscandaglio\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>ecoscandaglio <\/strong><\/a>pu\u00f2 darci un sacco di informazioni utili in tal senso, e dirci anche se sotto di noi si trovano<strong> rocce, sabbia o magari praterie di posidonia.<\/strong> E s\u00ec, proprio quest\u2019ultimo entra di diritto tra i fondali da rispettare con grande cura, sapendo che il Mediterraneo negli ultimi cinquant\u2019anni ha visto sparire pi\u00f9 di un terzo della superficie di posidonia, e che queste <strong>praterie sottomarine <\/strong>costituiscono i polmoni del mare. Ogni metro quadrato di posidonia produce infatti fino a 20 litri di <strong>ossigeno <\/strong>al giorno! Si capisce dunque che tali fondali vanno protetti: farci cadere distrattamente un\u2019ancora vuol dire danneggiare pesantemente tali ecosistemi, anche a livello delle radici. Il primo comandamento, quindi, sarebbe quello di evitare di ancora in questi luoghi, privilegiando invece i fondali sabbiosi. Anche i fondali rocciosi quando possibile dovrebbero essere evitati, sapendo che le ancore possono andare a \u201crompere\u201d degli habitat estremamente preziosi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Conoscere le tipologie di ancore per ridurre i danni<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Non tutte le ancore sono uguali: chi ha letto la nostra<a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/ancore-barca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"> guida sulla scelta dell&#8217;ancora per la barca<\/a> lo sa molto bene. Non esiste per\u00f2 un\u2019ancora migliore in assoluto, in quanto tutto dipende dalla tipologia di fondale che si dovr\u00e0 affrontare. Alcune delle<strong> ancore pi\u00f9 moderne<\/strong> sono state progettate per aumentare al massimo la presa e la sicurezza dell\u2019ancoraggio, ma anche per ancorare senza danneggiare il fondale marino. Tra le <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/guida-ancora-barca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">migliori tipologie di ancora<\/a> in tal senso si possono citare modelli come la<strong> Rocna e la Spade<\/strong>, che grazie alla loro particolare struttura riescono a penetrare nella sabbia senza andare necessariamente ad arare il fondale.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"carnova_carousel\" data-brands=\"\" data-categories=\"\" data-limit=\"20\" data-days=\"\" data-type=\"getProductsInfo\" data-categories-excl=\"\" data-val=\"3097,2277,3098,\/\" data-categories-excl=\"\" col-desk=\"6\" col-tabl=\"5\" col-mob=\"2\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Eseguire l\u2019ancoraggio in modo attento ed esperto<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Ancorare senza danneggiare il fondale marino \u00e8 anche una questione di tecnica e s\u00ec, di esperienza.\u00a0 L\u2019ancoraggio perfetto \u00e8 quello che <strong>non richiede diversi tentativi <\/strong>(ognuno dei quali pu\u00f2 causare danni) e che assicura da subito la stabilit\u00e0 desiderata. Il consiglio qui \u00e8 dunque quello di \u201cstudiare\u201d le tecniche di ancoraggio. Dopo aver analizzato la zona, \u00e8 bene individuare la posizione corretta, ridurre la velocit\u00e0 e <strong>calare dolcemente l\u2019ancora<\/strong> (senza gettarla), mentre la barca si sposta indietro (anche con l\u2019aiuto della corrente) per poi favorire la presa in retromarcia, con <strong>un breve scatto,<\/strong> manovra che risulta utile anche per testare l\u2019avvenuto ancoraggio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 buona pratica, per facilitare la ripartenza e per evitare di danneggiare il fondale nella fase di recupero, utilizzare una <strong>linea d\u2019ormeggio, <\/strong>fissando cio\u00e8 una cima con relativa boa al diamante dell\u2019ancora stessa: il vantaggio \u00e8 quindi quello di poter tirare questo cavo per inclinare l\u2019ancora e <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/come-liberare-lancora\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">liberarla comodamente<\/a>, senza perdere tempo e senza fare danni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"738\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/armands-brants-BX8w_quWj_c-unsplash-1024x738.jpg\" alt=\"ancorare senza danneggiare il fondale marino:guida\" class=\"wp-image-17249\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/armands-brants-BX8w_quWj_c-unsplash-1024x738.jpg 1024w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/armands-brants-BX8w_quWj_c-unsplash-300x216.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/armands-brants-BX8w_quWj_c-unsplash-768x554.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/armands-brants-BX8w_quWj_c-unsplash-1536x1107.jpg 1536w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/armands-brants-BX8w_quWj_c-unsplash-583x420.jpg 583w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/armands-brants-BX8w_quWj_c-unsplash-150x108.jpg 150w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/armands-brants-BX8w_quWj_c-unsplash-696x502.jpg 696w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/armands-brants-BX8w_quWj_c-unsplash-1068x770.jpg 1068w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/armands-brants-BX8w_quWj_c-unsplash.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le alternative all\u2019ancoraggio<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Come visto, con alcune attenzioni, \u00e8 possibile ancorare senza danneggiare il fondale marino, oppure farlo riducendo al minimo il proprio impatto. Va anche sottolineato che talvolta \u00e8 possibile <strong>fare del tutto a meno dell\u2019ancora.<\/strong> A volte, per esempio, non si ha necessit\u00e0 di bloccare completamente l\u2019imbarcazione, accontentandosi di rallentarla e di stabilizzarla: ecco che allora in questi casi si potrebbe utilizzare semplicemente <strong><a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/325-ancora-galleggiante\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">un\u2019ancora galleggiante<\/a>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando disponibili, sono assolutamente da preferire le <strong><a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/30-boe-galleggianti\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">boe di ormeggio<\/a>,<\/strong> che prevedono tipicamente dei <strong>corpi morti<\/strong> o sospesi che permettono di avere tutta la stabilit\u00e0 del caso senza intaccare il fondale; e non vanno trascurati quanto possibile i sistemi con cime flottanti, nell\u2019eventualit\u00e0 di ormeggi negli immediati pressi della costa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019aggiornamento del WWF sulla posidonia del Mediterraneo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 gi\u00e0 accennato poco sopra all\u2019importanza della posidonia: in chiusura vogliamo dare qualche altro dato per capire quanto siano essenziali le praterie di\u00a0<em>Posidonia oceanic<\/em>a e quanto, allo stesso tempo, siano sotto attacco. Stando al <a href=\"https:\/\/www.wwf.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">WWF<\/a>, queste praterie d\u2019erba marina riescono a<strong> sequestrare quantit\u00e0 di carbonio immense,<\/strong> pari a quelle \u2013 si stima \u2013 emesse nell\u2019arco di un anno da 430 milioni d\u2019automobili. La posidonia rappresenta dunque un alleato fondamentale nella lotta all\u2019inquinamento e ai cambiamenti climatici; peccato che le attivit\u00e0 di ancoraggio, nel solo 2024, avrebbero colpito oltre 5<strong>0.000 ettari di praterie<\/strong>, pari a circa 70.000 campi da calcio. Come spiegato da Mauro Randone, Manager del Marine Ecosystem Program del WWF Mediterraneo \u201cI danni da ancoraggio sono lenti a guarire, con cicatrici che richiedono anche pi\u00f9 di 100 anni per riprendersi. La protezione e una migliore gestione rappresentano i modi pi\u00f9 efficaci per salvaguardare questi ecosistemi di importanza critica\u201d. Ti ricordiamo dunque di prestare grande attenzione la prossima volta che <strong>calerai l\u2019ancora della tua barca!<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La preoccupazione numero uno del diportista che getta l\u2019ancora \u00e8 tipicamente quella di trovare una soluzione stabile, puntando dunque a fare presa \u2013 possibilmente al primo colpo \u2013 e a bloccare di conseguenza la barca in una posizione piuttosto precisa. 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