{"id":17224,"date":"2025-12-03T09:00:00","date_gmt":"2025-12-03T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/?p=17224"},"modified":"2026-06-12T15:42:06","modified_gmt":"2026-06-12T13:42:06","slug":"sartie-per-barca-a-vela","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/sartie-per-barca-a-vela\/","title":{"rendered":"Sartie per barca a vela: tipologie e punti critici"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"hn-risposta-breve\" style=\"background:#f4f7fa; border-left:4px solid #0082ba; padding:18px 22px; margin:20px 0; border-radius:6px; font-family:'Hind', sans-serif;\">\n  <p style=\"margin:0 0 8px 0; font-weight:700; color:#003a70; font-size:15px;\">In breve<\/p>\n  <p style=\"margin:0; line-height:1.6;\">\n    Le <strong>sartie<\/strong> sono i cavi che sostengono lateralmente l&#8217;albero di una barca a vela, collegandolo alla murata tramite le <strong>lande<\/strong>. Fanno parte del <strong>sartiame<\/strong>, l&#8217;insieme delle manovre fisse (sartie, stralli e paterazzi) che mantiene l&#8217;albero stabile sotto la spinta del vento. Oggi le sartie si dividono in quattro tipologie principali: <strong>spiroidali<\/strong>, in <strong>tondino<\/strong>, in <strong>Dyform<\/strong> e <strong>tessili<\/strong>, ciascuna con costo, durata e prestazioni diverse.\n  <\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Scopo del nostro blog, della nostra Academy, \u00e8 quello di fornire informazioni precise, guide approfondite, utili introduzioni a tutti i naviganti, con un occhio di riguardo per chi non ha lunga esperienza nel mondo della nautica, o a chi sta entrando or ora nel mondo del diporto. Con questo spirito, oggi proponiamo una <strong>guida alle sartie per barca a vela<\/strong>, indicando la loro funzione, le<strong> tipologie <\/strong>presenti sul mercato, nonch\u00e9 le necessarie attenzioni da prendere per la loro manutenzione. Abbiamo infatti pensato che un\u2019introduzione a queste componenti del sartiame possa essere utile a molte persone: pensiamo a chi si sta avvicinando al mondo della vela, come a chi sta valutando l\u2019acquisto di una nuova barca, e che vuole qualche informazione in pi\u00f9 sui differenti sartiami. Per prima cosa, quindi, spiegheremo per i neofiti cosa sono e a che cosa servono le sartie per barca a vela (un paragrafo che tanti velisti potranno ovviamente saltare) per poi illustrare le diverse tipologie di cavi che mantengono stabile l\u2019albero, con relativi processi di manutenzione. Buona lettura!<\/p>\n\n\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il sartiame, in sintesi<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Cominciamo, come anticipato, con una spiegazione per i neofiti della vela: le sartie e il sartiame sono elementi fondamentali della <strong>struttura velica<\/strong>, poich\u00e9 contribuiscono a mantenere l\u2019albero stabile e sicuro, anche sotto la pressione del vento.<\/p>\n\n\n\n<p>Partiamo dal termine pi\u00f9 generale. Il sartiame \u00e8 l\u2019insieme completo di tutti i cavi fissi (non a caso si usano anche i termini \u201cmanovre fisse\u201d o \u201cmanovre dormienti\u201d per distinguerli dalle altre <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/764-cime-barca-a-vela\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">cime per barca a vela<\/a>) che garantiscono la stabilit\u00e0 dell\u2019albero. Ecco che allora il sartiame indica le sartie per barca a vela, ma anche altri tiranti, come gli <strong>stralli<\/strong> e i <strong>paterazzi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Guardando pi\u00f9 nello specifico alle sartie per barca a vela, con questi termini si indicano dei cavi di varie tipologie che corrono dalla murata alla testa dell\u2019albero, sostenendolo quindi lateralmente. A livello della coperta, questi cavi sono fissati a delle strutture metalliche \u2013 tipicamente in acciaio \u2013 chiamate <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/757-lande-barca-a-vela\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">lande<\/a>: grazie a questa connessione l\u2019albero resta in piedi, andando a scaricare le sollecitazioni laterali sull\u2019intera ossatura dell\u2019imbarcazione. Non si tratta per\u00f2 unicamente di cavi che lavorano di lato per creare una sorta di impalcatura rigida che sostiene l\u2019intera attrezzatura velica; le sartie per barca a vela hanno anche un\u2019altra funzione, ovvero quella di modificare la posizione e la forma dell\u2019albero stesso, a fronte di una <strong>tensione <\/strong>minore o maggiore.<\/p>\n\n\n\n<p>In estrema sintesi, grazie ai cavi che compongono il sartiame, l\u2019albero di una barca a vela rimane verticale, efficiente e capace di sopportare le forze generate dalle vele durante la navigazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma come sono fatte le sartie per barca a vela?<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>I tipi di sartie per barca a vela: spiroidali, in tondino e tessili<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Come qualsiasi altro componente dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/768-attrezzatura-per-barca-a-vela\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">attrezzatura per barca a vela<\/a>, anche le sartie nel tempo hanno conosciuto diverse evoluzioni: i cavi ai lati dell\u2019albero un tempo erano infatti diversi da quegli odierni. Sui velieri del Settecento e del primo Ottocento l\u2019albero era sostenuto da grossi cavi realizzati con della <strong>canapa catramata.<\/strong> Questa soluzione, che a lungo ha rappresentato la migliore delle opzioni, offriva buona resistenza e durata nel tempo; di contro, questi cavi tendevano ad allungarsi troppo nel momento in cui venivano sottoposti a tensione, e non erano del tutto <strong>impermeabili<\/strong>, finendo quindi per appesantirsi una volta impregnati d\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/sergii-gulenok-8BIU7YUZutY-unsplash-1024x683.jpg\" alt=\"le diverse tipologie di sartie per barca a vela: tondino, dyform, spiroidale, tessili\" class=\"wp-image-17225\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/sergii-gulenok-8BIU7YUZutY-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/sergii-gulenok-8BIU7YUZutY-unsplash-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/sergii-gulenok-8BIU7YUZutY-unsplash-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/sergii-gulenok-8BIU7YUZutY-unsplash-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/sergii-gulenok-8BIU7YUZutY-unsplash-630x420.jpg 630w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/sergii-gulenok-8BIU7YUZutY-unsplash-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/sergii-gulenok-8BIU7YUZutY-unsplash-696x464.jpg 696w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/sergii-gulenok-8BIU7YUZutY-unsplash-1068x712.jpg 1068w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/sergii-gulenok-8BIU7YUZutY-unsplash.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Non stupisce quindi che in pieno Ottocento da questo modello \u201corganico\u201d si sia passati a delle sartie per barca a vela <strong>metalliche<\/strong>. Per diversi decenni a farla da padrone fu il<strong> cavo atlantico, <\/strong>costituito di fatto da un intreccio di trefoli in acciaio galvanizzato. Questo tipo di sartia \u00e8 ancora presente, avendo dalla sua parte diversi vantaggi: si tratta di un cavo metallico economico, che non teme le rotture improvvise dell\u2019acciaio inox, che rende evidente eventuali stati corrosivi con una semplice occhiata. Di contro, per\u00f2, si tratta di cavi pesanti, che tendono ad allungarsi nel tempo, e che vanno incontro a un\u2019inesorabile usura (per il progressivo spezzarsi dei fili che compongono i trefoli).<\/p>\n\n\n\n<p>Mettendo quindi da parte le opzioni \u201cstoriche\u201d, le sartie per barca a vela oggi sono di quattro tipi, ovvero:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Le sartie spiroidali<\/li>\n\n\n\n<li>Le sartie in tondino<\/li>\n\n\n\n<li>Le sartie in Dyform<\/li>\n\n\n\n<li>Le sartie tessili<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Vediamo le caratteristiche di ognuna di queste tipologie di sartie per barca a vela.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Confronto rapido tra le 4 tipologie di sartie<\/h3>\n\n\n\n<p>Prima di entrare nei dettagli di ciascuna tipologia, ecco una sintesi delle principali differenze.<\/p>\n\n\n\n<style>\n  .hn-table-soluzione-wrapper {\n    width: 100%;\n    overflow-x: auto;\n    margin: 28px 0;\n    font-family: inherit;\n  }\n  .hn-table-soluzione {\n  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<td>Medio-alto<\/td>\n      <td>Inferiore agli spiroidali<\/td>\n      <td>Barche da regata, alte prestazioni<\/td>\n    <\/tr>\n    <tr>\n      <td><strong>In Dyform<\/strong><\/td>\n      <td>Acciaio inox AISI 316 compattato<\/td>\n      <td>Alto (\u22483\u00d7 spiroidali)<\/td>\n      <td>Simile o superiore agli spiroidali<\/td>\n      <td>Barche performanti, ricerca di aerodinamicit\u00e0<\/td>\n    <\/tr>\n    <tr>\n      <td><strong>Tessili<\/strong><\/td>\n      <td>Carbonio, PBO, kevlar<\/td>\n      <td>Molto alto<\/td>\n      <td>Variabile, in base a materiale e usura<\/td>\n      <td>Regata, grandi yacht a vela, peso ridotto critico<\/td>\n    <\/tr>\n  <\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n\n<p>Vediamo ora nel dettaglio le caratteristiche di ognuna.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le sartie spiroidali<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Iniziamo da quella che \u00e8 la tipologia di sartia decisamente <strong>pi\u00f9 diffusa<\/strong> nel mondo del diporto odierno: il cavo spiroidale si trova su tantissime imbarcazioni, per via del suo costo relativamente ridotto, per il livello contenuto (ma presente) di elasticit\u00e0 e per l\u2019ottima tenuta. Per questi stessi motivi, i cavi spiroidali sono onnipresenti sul mercato, cosa che rende pi\u00f9 facile il processo di sostituzione delle sartie per barca a vela.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma come sono fatti nel concreto questi cavi spiroidali? Abbiamo tipicamente a che fare con un cavo composto da <strong>un singolo trefolo in acciaio inox AISI 316;<\/strong> generalmente \u2013 ma non sempre \u2013 il modello usato \u00e8 l\u20191&#215;19, ovvero un trefolo composto da 7 fili e ricoperto da una camicia di 12 fili, per un totale di 19 fili, tutti con la medesima sezione. Ma una sartia spiroidale pu\u00f2 essere composta anche da pi\u00f9 trefoli e da pi\u00f9 fili, come accade per esempio con i modelli 1&#215;39. In ogni caso, per distribuire le tensioni tra i diversi fili, la struttura di questi cavi in acciaio \u00e8 elicoidale.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i punti critici di queste sartie ci sono l\u2019allungamento nel tempo, nonch\u00e9 \u2013 ma qui \u00e8 pignoleria \u2013 una superficie non aerodinamica.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le sartie in tondino<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Tra le sartie per barca a vela ci sono poi i cavi in tondino. Qui la spiegazione \u00e8 ancora pi\u00f9 semplice: si parla di <strong>un cavo d\u2019acciaio pieno, <\/strong>trafilato a freddo, con carichi di rottura estremamente alti. Ci\u00f2 significa che, a parit\u00e0 di diametro, una sartia in tondino ha una <strong>resistenza di carico<\/strong> decisamente maggiore al cavo spiroidale, e un allungamento molto ridotto.<\/p>\n\n\n\n<p>Di contro, per\u00f2, questi tondini presentano<strong> un costo d\u2019acquisto maggiore,<\/strong> spiegato dalle ottime performance meccaniche; non si pu\u00f2 inoltre trascurare la minore durata nel tempo, mediamente inferiore a quella dei cavi spiroidali (i quali in media hanno una durata che si aggira intorno ai 15 anni). Peculiarit\u00e0 delle sartie per barca a vela in tondino \u00e8 quella, in caso di necessit\u00e0, di poter essere tagliate, ri-pressate e riutilizzate, cosa che con gli altri modelli non \u00e8 ovviamente possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Su barche da regata \u00e8 tipico l\u2019impiego di cavi in tondino unico caratterizzati da elasticit\u00e0 minima e allungamento strutturale praticamente nullo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le sartie in Dyform<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>\u00c8 possibile guardare alle sartie per barca a vela in Dyform come a<strong> un\u2019evoluzione dei cavi spiroidali. <\/strong>Si tratta infatti di un cavo costituito da dei fili in acciaio inossidabile Aisi 316 con diametri differenti, uniti e lavorati in modo da avere <strong>una superficie esterna uniforme<\/strong> (non a caso si parla anche di <strong>cavo compattato)<\/strong> per avere dunque una maggiore aerodinamicit\u00e0 e con dei carichi di rottura maggiori rispetto alle pi\u00f9 classiche sartie spiroidali. Non dovrebbe stupire lo svantaggio di questi modelli, ovvero il costo, di circa tre volte superiore. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le sartie tessili<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Chi cerca performance altissime a fronte di peso ridotto pu\u00f2 guardare in direzione delle sartie per barca a vela in <strong>carbonio<\/strong>, o eventualmente verso delle fibre tessili innovative (<strong>PBO <\/strong>o in <strong>kevlar<\/strong>). Ovvio, qui i prezzi d\u2019acquisto risultano elevati; per questo motivo queste opzioni sono diffuse soprattutto su barche da regata e su grandi yacht a vela.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La manutenzione di queste manovre fisse<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Abbiamo gi\u00e0 realizzato una <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/come-e-quando-controllare-o-sostituire-le-sartie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">guida sulla manutenzione, sui controlli e sulla sostituzione delle sartie<\/a>. In questo articolo dedicato alle tipologie delle sartie per barca a vela vogliamo invece mettere in evidenza quanto manutenzione e monitoraggio <strong>cambino in base alla tipologia di cavo <\/strong>presente ai lati dell\u2019albero. Al di l\u00e0 della differente durata nel tempo, \u00e8 bene conoscere quelli che sono i punti deboli delle proprie manovre fisse.<\/p>\n\n\n\n<p>Pensiamo al classico tondino: se sottoposto a <strong>stress eccessiv<\/strong>o, o in caso di urti, pu\u00f2 <strong>cedere in modo improvviso<\/strong>, cosa che non potrebbe invece accadere nel caso dei modelli spiroidali. I quali, per\u00f2, si allungano nel tempo; si tratta dunque di un\u2019opzione affidabile, la quale necessita di un attento monitoraggio.<\/p>\n\n\n\n<h3>Quando sostituire le sartie: segnali da non ignorare<\/h3>\n\n<p>Indipendentemente dalla tipologia, ci sono <strong>segnali concreti<\/strong> che indicano che il sartiame ha terminato il proprio ciclo di vita e va sostituito. Riconoscerli in tempo \u00e8 cruciale per la sicurezza, perch\u00e9 una rottura improvvisa in navigazione pu\u00f2 portare al cedimento dell&#8217;albero.<\/p>\n\n<h4>Segnali visibili a occhio nudo<\/h4>\n\n<ul>\n  <li><strong>Fili spezzati<\/strong>: sui cavi spiroidali, anche un solo trefolo rotto richiede sostituzione immediata. \u00c8 il segnale pi\u00f9 grave.<\/li>\n  <li><strong>Macchie di ruggine o corrosione<\/strong>: sull&#8217;acciaio inox la corrosione \u00e8 meno evidente ma pi\u00f9 subdola di quella sul cavo atlantico. Controllare con attenzione i terminali e i punti di passaggio nelle crocette.<\/li>\n  <li><strong>Pieghe, deformazioni, schiacciature<\/strong>: indicano stress meccanico anomalo. Su un tondino possono preannunciare un cedimento improvviso.<\/li>\n  <li><strong>Allungamento progressivo<\/strong>: se gli arridatoi sono sempre pi\u00f9 tirati per mantenere la tensione corretta, le sartie si stanno allungando oltre la tolleranza.<\/li>\n<\/ul>\n\n<h4>Indicazioni temporali<\/h4>\n\n<ul>\n  <li><strong>Sartie spiroidali<\/strong>: vita media di circa 15 anni, con controlli annuali e ispezioni approfondite ogni 3-4 anni con albero a terra.<\/li>\n  <li><strong>Sartie in tondino<\/strong>: durata mediamente inferiore, attenzione particolare ai terminali pressati.<\/li>\n  <li><strong>Dopo eventi straordinari<\/strong>: una collisione, una tempesta importante o un disalberamento parziale impongono un controllo completo, anche se l&#8217;aspetto esterno appare integro.<\/li>\n<\/ul>\n\n<p>Per approfondire le procedure di controllo e sostituzione, abbiamo dedicato una guida specifica a <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/come-e-quando-controllare-o-sostituire-le-sartie\/\">come e quando controllare le sartie<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h2>Domande frequenti sulle sartie<\/h2>\n\n<h3>Qual \u00e8 la differenza tra sartie e stralli?<\/h3>\n<p>Le sartie sostengono l&#8217;albero lateralmente, collegando la testa o le crocette alla murata. Gli stralli, invece, sostengono l&#8217;albero in senso longitudinale: lo strallo di prua tira l&#8217;albero verso prua (e su questo si carica il fiocco o il genoa), il paterazzo lo tira verso poppa. Sartie, stralli e paterazzi insieme formano il sartiame, cio\u00e8 l&#8217;insieme delle manovre fisse.<\/p>\n\n<h3>Ogni quanto vanno controllate le sartie?<\/h3>\n<p>Il controllo visivo va fatto a ogni inizio stagione e dopo eventi straordinari (tempeste, urti, disalberamenti parziali). Un controllo pi\u00f9 approfondito, con albero a terra, \u00e8 consigliato ogni 3-4 anni. Per le sartie spiroidali la sostituzione completa \u00e8 prevista mediamente ogni 15 anni, anche in assenza di segnali visibili di usura.<\/p>\n\n<h3>Quanto costa sostituire le sartie di una barca a vela?<\/h3>\n<p>Il costo dipende dalla lunghezza dell&#8217;albero, dal numero di sartie, dal diametro e dalla tipologia scelta. Le sartie spiroidali rappresentano l&#8217;opzione pi\u00f9 economica; le sartie in Dyform costano circa tre volte di pi\u00f9; le sartie tessili (carbonio, PBO) raggiungono cifre molto pi\u00f9 alte. A questo va aggiunto il costo di smontaggio, rilevamento delle misure presso un cantiere specializzato, e rimontaggio.<\/p>\n\n<h3>Si possono sostituire le sartie da soli?<\/h3>\n<p>Sconsigliato. La sostituzione del sartiame richiede smontaggio dell&#8217;albero, rilievi precisi e nuova pressatura dei terminali da parte di un cantiere o di un rigger specializzato. Un errore di tensione o di lunghezza compromette stabilit\u00e0 e sicurezza della barca. Il controllo visivo e la pulizia periodica sono invece operazioni che l&#8217;armatore pu\u00f2 svolgere autonomamente.<\/p>\n\n<h3>Le sartie in Dyform conviene metterle al posto delle spiroidali?<\/h3>\n<p>Dipende dall&#8217;uso della barca. Le sartie in Dyform offrono maggiore aerodinamicit\u00e0, carichi di rottura pi\u00f9 alti e una superficie esterna uniforme che protegge meglio dalle infiltrazioni. Lo svantaggio \u00e8 il costo, circa il triplo. Su una barca da crociera diportistica i vantaggi reali sono limitati; su una barca da regata o su un&#8217;imbarcazione performante l&#8217;investimento si giustifica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In breve Le sartie sono i cavi che sostengono lateralmente l&#8217;albero di una barca a vela, collegandolo alla murata tramite le lande. Fanno parte del sartiame, l&#8217;insieme delle manovre fisse (sartie, stralli e paterazzi) che mantiene l&#8217;albero stabile sotto la spinta del vento. Oggi le sartie si dividono in quattro tipologie principali: spiroidali, in tondino, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":17225,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[334],"tags":[353,345,350,340],"class_list":{"0":"post-17224","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-guide-tutorial-nautica","8":"tag-barca-a-vela","9":"tag-guida-acquisto","10":"tag-manutenzione-e-rimessaggio","11":"tag-nautica"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17224","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17224"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17224\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17722,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17224\/revisions\/17722"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17225"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17224"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17224"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17224"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}