{"id":16622,"date":"2025-04-30T09:00:00","date_gmt":"2025-04-30T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/?p=16622"},"modified":"2025-03-24T18:27:14","modified_gmt":"2025-03-24T17:27:14","slug":"correnti-galvaniche-cosa-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/correnti-galvaniche-cosa-fare\/","title":{"rendered":"Correnti galvaniche: cosa sono e cosa fare"},"content":{"rendered":"\n<p>Pu\u00f2 colpire la pala del timone, l\u2019elica del <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/588-motore-fuoribordo\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">motore fuoribordo<\/a>, altre parti del propulsore o lo stesso scafo della barca: la <strong>corrosione <\/strong>\u00e8 una minaccia potenzialmente letale alla salute delle nostre imbarcazioni, e talvolta avanza in modo subdolo e rapido. Ma cosa determina l\u2019accanirsi dell\u2019erosione su una ben precisa dell\u2019opera viva di una barca? Nella maggior parte dei casi a essere responsabili di questo fastidioso fenomeno sono le <strong>correnti galvaniche,<\/strong> contro le quali per\u00f2 abbiamo diversi meccanismi di difesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Vediamo quindi cosa sono le correnti galvaniche e immediatamente dopo come difendere la nostra barca dai conseguenti fenomeni <strong>corrosivi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa sono le correnti galvaniche?<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel mondo del diporto quasi tutti sanno cos\u2019\u00e8 la<strong> corrosione galvanica<\/strong>, ma ben pochi sanno spiegare nel concreto <strong>cosa la causa<\/strong>. Vale quindi fare una lezione teorica, ma facile-facile: le correnti galvaniche altro non sono che delle correnti elettriche, ovvero dei flussi di elettroni che si muovono da una parte e dall\u2019altra; si tratta va sottolineato di <strong>correnti elettriche deboli<\/strong>, debolissime.<\/p>\n\n\n\n<p>A generare una corrente galvanica \u00e8 molto semplicemente la <strong>differenza tra il potenziale elettrico esistente tra due materiali<\/strong>, per l\u2019appunto diversi. Ecco che allora \u00e8 praticamente automatico, nel momento in cui abbiamo due metalli differenti, avere tra di loro anche una corrente galvanica.<\/p>\n\n\n\n<p>In un mondo nautico in cui i metalli la fanno da padrone in diverse parti al di sotto della linea di galleggiamento, le correnti galvaniche risultano praticamente <strong>inevitabili<\/strong>. E se \u00e8 vero che si parla di correnti galvaniche soprattutto in campo diportistico, \u00e8 altrettanto vero che in realt\u00e0 questi flussi di elettroni spontanei e incontrollati ci sono anche sulla terraferma, nei suoli che contengono diversi metalli: qui a farsi vettore del flusso di elettroni \u00e8 l\u2019umidit\u00e0 del terreno.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso delle barche il flusso delle correnti galvaniche \u00e8 ancora pi\u00f9 semplice, essendo gli scafi delle nostre barche immersi in un <strong>elettrolita <\/strong>qual \u00e8 l\u2019acqua di mare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cos\u2019\u00e8 la corrosione galvanica in barca<\/h2>\n\n\n\n<p>Quindi s\u00ec, al di sotto della linea di galleggiamento delle nostre barche immerse in acqua ci sono delle correnti galvaniche. Fin qui non ci sarebbe nulla di male; senonch\u00e9 questi<strong> flussi di elettroni <\/strong>comportano un fenomeno dannoso, ovvero la corrosione galvanica. Per quale motivo? \u00c8 presto detto: le correnti galvaniche dal punto di vista elettrochimico possono essere descritte non come una semplice corrente elettrica, quanto invece come il <strong>passaggio di elettroni dal metallo meno nobile a quello pi\u00f9 nobile.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tale flusso ovviamente alla lunga ha delle conseguenze, ovvero per l\u2019appunto l\u2019acuirsi della corrosione galvanica. Ecco che allora avremo una parte particolarmente debole (come un elemento in alluminio o in ferro) via via corrosa dal \u201cfurto\u201d di elettroni da parte di parti pi\u00f9 nobili (in rame, in acciaio inox e via dicendo).<\/p>\n\n\n\n<p>Come anticipato, le correnti galvaniche non possono essere eliminate; parallelamente, non si pu\u00f2 pensare di eliminare ogni metallo dallo scafo della nostra barca, sapendo peraltro che ci sar\u00e0 sempre da qualche parte un metallo pi\u00f9 nobile pronto a scatenare delle nuove correnti galvaniche. Diventa quindi essenziale individuare delle<strong> soluzioni efficaci<\/strong> per proteggersi dalla corrosione galvanica, mettendo al sicuro scafo, <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/108-eliche-nautiche\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">elica<\/a>, timone e prese a mare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come difendersi dalle correnti galvaniche: gli zinchi (anodi sacrificali)<\/h2>\n\n\n\n<p>Il modo pi\u00f9 banale, pi\u00f9 diffuso e pure pi\u00f9 economico di difendere la propria barca dalla corrosione di origine galvanica \u00e8 quello di concentrare in elementi sacrificabili le correnti galvaniche. Nel momento in cui si capisce che questi flussi risultano inarrestabili, \u00e8 bene infatti distoglierli dalla barca: da qui l\u2019idea di installare al di sotto della linea di galleggiamento degli <strong><a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/89-anodo-sacrificale\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">anodi sacrificali<\/a><\/strong>, ovvero degli <strong>zinchi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta quindi di <strong>rondelle, piastrine, barrette<\/strong> e via dicendo realizzate in zinco, e pensate fin dall\u2019inizio per concentrare su d\u00ec s\u00e9 gli effetti deleteri delle correnti galvaniche. Va detto che il materiale pi\u00f9 comune \u00e8 per l\u2019appunto lo zinco, ma va sottolineato che gli anodi sacrificali possono essere prodotti anche con altri metalli poco nobili, come per esempio <strong>l\u2019alluminio <\/strong>o <strong>il magnesio.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"carousel prestashop_carousel\" data-val=\"3767, 3767, 22193\">\u00a0<\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La corretta gestione degli anodi sacrificali<\/h2>\n\n\n\n<p>Affinch\u00e9 siano efficaci per proteggere la barca dalle correnti galvaniche, gli anodi sacrificali devono essere montati nella <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/dove-posizionare-gli-anodi-sacrificali-in-barca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">posizione giusta<\/a>: la regola aurea da seguire \u00e8 quella di posizionarli negli immediati pressi dell\u2019elemento che, essendo caratterizzato da un potenziale elettrochimico particolarmente basso, tenderebbe a consumarsi in fretta.<\/p>\n\n\n\n<p>Il consiglio in ogni caso \u00e8 quello di <strong>controllare con una certa regolarit\u00e0 gli zinchi.<\/strong> Nel momento in cui la barca viene lasciata in acqua, e soprattutto in acqua salata, \u00e8 assolutamente necessario assicurarsi che gli anodi si stiano corrodendo: se cos\u00ec non fosse, \u00e8 altamente probabile che altri elementi stiano cedendo i loro elettroni in luogo degli anodi sacrificali, che diventerebbero cos\u00ec <strong>inutili<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Trovare degli anodi sacrificali corrosi e consumati \u00e8 quindi buona cosa, cos\u00ec come \u00e8 bene<strong><a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/quando-sostituire-gli-anodi-sacrificali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"> sostituirli in tempo<\/a><\/strong>, in genere intorno al 65% &#8211; 75% di usura, per non rischiare insomma di arrivare troppo tardi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un alleato speciale contro la corrosione galvanica: l\u2019isolatore<\/h2>\n\n\n\n<p>Indubbiamente gli anodi sacrificali rappresentano lo strumento di difesa numero uno contro le conseguenze delle correnti galvaniche. Non si tratta per\u00f2 dell\u2019unico metodo possibile. Anzi: chi tiene la propria barca per lunghi periodi nelle acque di porti popolate da tante barche connesse alla banchina dovrebbe prendere in seria considerazione l\u2019installazione di un <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/197-accessori-impianto-elettrico\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">isolatore galvanico<\/a> (anche detto <strong>separatore galvanico<\/strong>). Si tratta di un dispositivo di per s\u00e9 abbastanza semplice, che deve essere posizionato sulla linea a 220 V in ingresso, in modo da evitare la diffusione delle correnti dannose per messo di esso; le correnti galvaniche potrebbero infatti essere esasperate dai tanti (vecchi)<strong> impianti elettrici <\/strong>delle barche connesse alla rete elettrica del marina.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"800\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/isolatore-galvanico-victron.jpg\" alt=\"isolatore galvanico\" class=\"wp-image-16625\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/isolatore-galvanico-victron.jpg 800w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/isolatore-galvanico-victron-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/isolatore-galvanico-victron-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/isolatore-galvanico-victron-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/isolatore-galvanico-victron-420x420.jpg 420w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/isolatore-galvanico-victron-696x696.jpg 696w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Occhio: l\u2019isolatore galvanico non sostituisce in nessun modo gli anodi sacrificali, i quali restano in ogni caso la difesa numero uno contro le correnti galvaniche.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Altri trucchi per ridurre la corrente galvanica e le sue conseguenze<\/h2>\n\n\n\n<p>Fermi restando i metodi visti finora per tutelarsi rispetto le correnti galvaniche, ci sono altri accorgimenti per<strong> ridurre l\u2019esposizione della barca alla corrosione<\/strong> causata da questi fenomeni elettrochimici. \u00c8 buona norma per esempio evitare di lasciare collegato il cavo della 220 V quando\u00a0 non \u00e8 necessario, cos\u00ec da spezzare anche senza l\u2019uso dell\u2019isolatore la rete che potrebbe causare la corrosione del nostro scafo; e ancora, \u00e8 bene optare sempre per l\u2019uso di metalli ad uso marino, anche per i pi\u00f9 banali fissaggi a bordo della barca, per non esporre automaticamente questi dispositivi a una lenta ma inesorabile corrosione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 sapendo che \u2013 seppur in misura minore \u2013 le correnti galvaniche sono presenti anche al di sopra della superficie dell\u2019acqua, con l\u2019aria umida e salmastra che diventa un discreto conduttore: ecco che allora a bordo della barca sarebbe sempre meglio <strong>evitare di mettere a contatto dei metalli differenti;<\/strong> nel caso in cui questo risulti impossibile, la soluzione pi\u00f9 efficace \u00e8 rappresentata dall\u2019inserimento di una barriera. Facciamo un esempio: nel caso in cui sia necessario installare un accessorio con delle parti in acciaio su una plancetta in alluminio sar\u00e0 bene interporre tra i due n foglio di plastica o di gomma.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pu\u00f2 colpire la pala del timone, l\u2019elica del motore fuoribordo, altre parti del propulsore o lo stesso scafo della barca: la corrosione \u00e8 una minaccia potenzialmente letale alla salute delle nostre imbarcazioni, e talvolta avanza in modo subdolo e rapido. Ma cosa determina l\u2019accanirsi dell\u2019erosione su una ben precisa dell\u2019opera viva di una barca? 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