{"id":15709,"date":"2024-09-18T09:00:00","date_gmt":"2024-09-18T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/?p=15709"},"modified":"2024-08-19T12:05:37","modified_gmt":"2024-08-19T10:05:37","slug":"pesca-al-dentice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/pesca-al-dentice\/","title":{"rendered":"Pesca al dentice in mare aperto: suggerimenti"},"content":{"rendered":"\n<p>Aggressivo ma pigro, il dentice \u00e8 una preda ambita per chi pratica <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/pescare-in-barca-le-tecniche-per-iniziare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">pesca dalla barca<\/a>, proprio per la sfida che rappresenta: si tratta infatti di un pesce <strong>diffidente<\/strong>, e quindi abbastanza difficile da catturare, dalle carni ottime (soprattutto nel caso degli esemplari che nuotano nelle acque del Tirreno). Possiamo dire che il dentice \u00e8 presente in tutto il <strong>Mediterraneo<\/strong>: come vedremo preferisce le batimetriche che si aggirano<strong> intorno ai 50 metri,<\/strong> ma \u00e8 anche vero che i dentici si trovano dai fondali di 1-2 metri fino ad arrivare a oltre 200 metri. Ma quali sono le caratteristiche e le peculiarit\u00e0 di questo predatore? E quali sono le migliori <strong><a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/tipi-di-pesca-tecniche\/\">tecniche di pesca<\/a><\/strong> dalla barca per insidiare il dentice? E ancora, quali esche scegliere per attirare l\u2019attenzione di questo sparide alquanto sospettoso? Ecco una <strong>guida alla pesca del dentice<\/strong> in mare aperto!<\/p>\n\n\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le caratteristiche di questo predatore diffidente<\/h2>\n\n\n\n<p>Prima di vedere come affrontare la pesca del dentice in mare aperto, vale certamente la pena studiare le peculiarit\u00e0 di questa ambita preda. Il <strong>Dentex dentex<\/strong> \u00e8 un pesce di<strong> acqua salata<\/strong> che come si \u00e8 visto \u00e8 estremamente diffuso nel mar Mediterraneo, e che \u00e8 presente anche in diversi altri mari (come per esemoio nell\u2019Atlantico orientale). Creatura delle abitudini <strong>demersali<\/strong> \u2013 ovvero che preferisce vivere in prossimit\u00e0 del fondale marino \u2013 \u00e8 robusto, e si presenta come una grossa orata dal corpo tozzo e dalla bocca decisamente grande. Al suo interno si trovano <strong>denti grandi e aguzzi, <\/strong>per facilitare la sua attivit\u00e0 di caccia. Si tratta di un predatore di tutto rispetto, sapendo che pu\u00f2 raggiungere una lunghezza di circa un metro e <strong>un peso di 12 chilogrammi<\/strong>, pur restando sempre scattante e sempre pronto all\u2019agguato.<\/p>\n\n\n\n<p>A livello cromatico il dentice presenta un dorso blu, con fianchi argentei attraversati da delle verticali scure: va detto che i dentici pi\u00f9 grandi con il tempo perdono la tonalit\u00e0 blu, per virare verso un rosa pallido.<\/p>\n\n\n\n<p>Estremamente astuto, diffidente e guardingo, una volta adulto \u00e8 solito <strong>nuotare da solo<\/strong> e osservare da lontano le prede, da cui si trovano soprattutto le <strong>occhiate <\/strong>e le <strong>sardine<\/strong>. Il dentice guarda le prede dal basso, aspettando il momento adatto per partire all\u2019assalto con grande velocit\u00e0, spalancando la propria bocca con denti aguzzi, per ripetere nel tempo diversi attacchi nel caso dei branchi di prede, che per la velocit\u00e0 delle incursioni talvolta sembrano non accorgersi del passaggio del dentice. Non va trascurato il fatto che il dentice riesce a cacciare anche prede pi\u00f9 importanti, come per esempio il <strong>polpo<\/strong>, che viene osservato a lungo con grande pazienza per poi dare il via a un combattimento estremamente violento.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel periodo degli amori \u00e8 possibile vedere branchi di dentici vicino alla riva: in quei giorni pensano per\u00f2 poco al cibo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Dove e quando scovare il dentice<\/h3>\n\n\n\n<p>Il dentice predilige il mare aperto, a qualche centinaio di metri dalla costa, meglio ancora se<strong> in mezzo alla vegetazione e tra le rocce: <\/strong>insomma, chi si d\u00e0 alla pesca al dentice dovrebbe perdere poco tempo su fondali sabbiosi. Nell\u2019erba il dentice si tuffa per riposare, mentre tra i sassi si muove lentamente, sempre pronto all\u2019agguato.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/yannis-papanastasopoulos-U6dnImauDAE-unsplash-1024x768.jpg\" alt=\"pesca al dentice dalla barca\" class=\"wp-image-15710\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/yannis-papanastasopoulos-U6dnImauDAE-unsplash-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/yannis-papanastasopoulos-U6dnImauDAE-unsplash-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/yannis-papanastasopoulos-U6dnImauDAE-unsplash-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/yannis-papanastasopoulos-U6dnImauDAE-unsplash-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/yannis-papanastasopoulos-U6dnImauDAE-unsplash-560x420.jpg 560w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/yannis-papanastasopoulos-U6dnImauDAE-unsplash-80x60.jpg 80w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/yannis-papanastasopoulos-U6dnImauDAE-unsplash-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/yannis-papanastasopoulos-U6dnImauDAE-unsplash-696x522.jpg 696w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/yannis-papanastasopoulos-U6dnImauDAE-unsplash-1068x801.jpg 1068w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/yannis-papanastasopoulos-U6dnImauDAE-unsplash.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Pesca al dentice in barca: le tecniche usate<\/h2>\n\n\n\n<p>Vediamo ora quali sono le principali tecniche usate per la pesca al dentice, per poi passare a due approfondimenti specifici. Come detto, il dentice \u00e8 un predatore aggressivo, veloce, potente, ma allo stesso tempo molto paziente e diffidente: si capisce quindi che qui la sfida \u00e8 innanzitutto convincere e <strong>incuriosire <\/strong>il dentice, che oltretutto \u00e8 abbastanza pigro. A partire da queste caratteristiche, e dalla sua preferenza per il fondo, tra le tecniche pi\u00f9 usate per pescare il dentice ci sono il <strong>bolentino<\/strong>, ma non a barca ancorata, quanto invece a scarroccio, usando una canna da pesca robusta. Altra tecnica molto utilizzata per la pesca al dentice dalla barca \u00e8 la <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/001-traina-veloce\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">traina<\/a>, da farsi tendenzialmente lenta e affondata. E ancora, si possono ottenere ottimi risultati con lo <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/spinning-dalla-barca-tecnica-e-accessori-necessari\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">spinning<\/a>, il vertical jigging, nonch\u00e9 con live kab, inchiku e kabura.<\/p>\n\n\n\n<p>Approfondiamo ora la traina e lo spinning al dentice!<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La traina al dentice: consigli<\/h2>\n\n\n\n<p>La traina al dentice trova il suo periodo di punta tra primavera e autunno: dall\u2019estate inoltrata fino a novembre si opta tendenzialmente per le <strong>esche vive<\/strong>, mentre tra maggio e giugno si hanno ottimi risultati con le esche artificiali (anche se va detto che queste sono solo indicazioni, sapendo che con qualche attenzione gli artificiali giusti risulteranno efficaci anche tra la fine dell\u2019estate e l\u2019inizio dell\u2019autunno). Per quanto riguarda le <strong>esche naturali<\/strong>, sono da preferirsi le vive e le freschissime, dalle aguglie alle seppie, dai sugarelli alle triglie, per arrivare ai calamari.<\/p>\n\n\n\n<p>La traina deve procedere <strong>lentamente<\/strong>, senza mai superare i <strong>due nodi <\/strong>\u2013 si potrebbe anche scegliere di avanzare a una velocit\u00e0 di un nodo. Cos\u00ec facendo l\u2019esca riuscir\u00e0 a scendere fino al fondale, andando cos\u00ec a stuzzicare la curiosit\u00e0 del dentice: certo \u00e8 che, cos\u00ec facendo, sar\u00e0 probabile andare a incuriosire anche altre prede. La tecnica pi\u00f9 classica con esca viva prevede l\u2019uso del piombo guardiano, ovvero di una <strong>zavorra <\/strong>dai 4 etti in su .<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le esche artificiali per i dentici<\/h3>\n\n\n\n<p>E se si decidesse di cimentarsi nella pesca al dentice con delle <strong>esche artificiali<\/strong>? Abbiamo visto che il nostro predatore non si lascia fregare facilmente, e che non \u00e8 facile riuscire a stimolare la sua curiosit\u00e0. Si capisce quindi che l\u2019esca artificiale prediletta del dentice \u00e8 il <strong>minnow realistico<\/strong> con paletta metallica, nonch\u00e9 l\u2019esca artificiale per inchiku. Il minnow perfetto \u00e8 quello che riesce a muoversi in modo fedele, imitativo, con lunghezza tra i 12 e i 17 centimetri. Per portare l\u2019artificiale sul fondo il consiglio di tanti \u00e8 quello di usare un <strong>affondatore<\/strong>, ovvero un <strong>downrigger<\/strong>, che va a calare sul fondo una zavorra che ha il compito di trascinare con s\u00e9 l\u2019esca.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"carousel prestashop_carousel\" data-val=\"28107,26684,17112\"> <\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Lo spinning al dentice<\/h2>\n\n\n\n<p>Riprendiamo il discorso degli artificiali e spostiamolo nel loro campo prediletto, ovvero nello spinning: come affrontare la pesca al dentice a spinning? Ovviamente si parte come di prassi con l\u2019ail portare il jig verso il fondale; una volta raggiunta la profondit\u00e0, si sollever\u00e0 velocemente la canna da pesca per far risalire l\u2019esca artificiale, per poi lasciarla ricadere. L\u2019obiettivo qui \u00e8 quello di incuriosire il dentice facendolo cadere nell\u2019inganno di trovarsi di fronte a una preda in difficolt\u00e0, e quindi decisamente facile: per un dentice affamato, un\u2019esca del tipo giusto e mossa bene \u00e8 praticamente irresistibile. Qui la difficolt\u00e0 pu\u00f2 essere quella di avvertire il momento dell\u2019attacco da parte del predatore: per assicurarsene \u00e8 bene recuperare applicando una tensione costante. Nel momento in cui si sentir\u00e0 l\u2019attacco, sar\u00e0 bene prepararsi a recuperare con forza e intensit\u00e0, cos\u00ec da non permettere al dentice di rifugiarsi tra le rocce, cos\u00ec da dare il via a un recupero faticoso ma di successo!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aggressivo ma pigro, il dentice \u00e8 una preda ambita per chi pratica pesca dalla barca, proprio per la sfida che rappresenta: si tratta infatti di un pesce diffidente, e quindi abbastanza difficile da catturare, dalle carni ottime (soprattutto nel caso degli esemplari che nuotano nelle acque del Tirreno). 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