{"id":1564,"date":"2019-04-19T09:00:53","date_gmt":"2019-04-19T07:00:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/?p=1564"},"modified":"2023-07-14T14:54:57","modified_gmt":"2023-07-14T12:54:57","slug":"come-eliminare-i-graffi-dalla-barca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/come-eliminare-i-graffi-dalla-barca\/","title":{"rendered":"Come eliminare i graffi dalla barca?"},"content":{"rendered":"\n<p>Quando si parla di barche, difficilmente un<strong> danno estetico<\/strong> \u00e8 solo tale. Nella maggior parte dei casi, infatti, dietro a un difetto di ordine estetico, per grande o piccolo che sia, ci sono delle conseguenze anche per l&#8217;aspetto tecnico \u2013 e quindi funzionale \u2013 dell&#8217;imbarcazione. Tutto questo vale anche per lo <strong>scafo:<\/strong> i graffi e le piccole ferite, dovute ai pi\u00f9 disparati e leggeri contatti, non sono solo degli elementi che colpiscono l&#8217;occhio \u2013 e il cuore \u2013 dell&#8217;armatore. No, possono anche compromettere la tenuta stessa del rivestimento e quindi, a lungo andare, la salute dello scafo, e quindi della barca.<\/p>\n\n\n\n\n<p>Una volta all&#8217;anno, dunque, \u00e8 decisamente il caso di dare un&#8217;occhiata alla propria barca, andando a ricercare eventuali graffi o danneggiamenti lungo lo scafo. Il momento perfetto per fare questa operazione \u00e8 in generale quello del<a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/rimessaggio-barca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> rimessaggio invernale<\/strong><\/a>, nel momento in cui la barca viene tirata a secco per essere pulita e per ricevere la sua dose di <strong>manutenzione annuale:<\/strong> una volta liberate da tracce di sale, di sabbia e di alghe, infatti, le carene si mostreranno chiaramente ai nostri occhi, cos\u00ec da non lasciarci scappare nessun graffietto, nemmeno il pi\u00f9 piccolo. Diversamente, armati di <strong>gelcoat<\/strong> e di pasta abrasiva del tipo <strong>polish professionale<\/strong>, \u00e8 possibile intervenire sulle leggere scalfiture dello scafo a inizio stagione, subito prima di dare l&#8217;<strong><a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/120-antivegetativa\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">antivegetativa<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p>Oggi giorno, come \u00e8 noto, la maggior parte delle barche \u00e8 realizzata in <strong>vetroresina,<\/strong> ed \u00e8 dunque su questo materiale che si trova a lavorare il grande numero di diportisti intenti a eliminare righe, graffi e graffietti. Va peraltro sottolineato che la vetroresina, essendo una particolare resina rafforzata di fili di vetro compattati tra loro, rende le piccole operazioni di manutenzione piuttosto semplici ed efficaci: questo peculiare materiale, infatti, garantisce un&#8217;ottima aderenza dei materiali di riparazione, e non abbisogna dunque n\u00e9 di competenze n\u00e9 di accessori professionali.<\/p>\n<h3>Riparazione graffi barca: alla scoperta del gelcoat<\/h3>\n<p>Come detto, la maggior parte delle barche da diporto presenta uno scafo in vetroresina. Come (quasi) tutti sanno, a proteggere il vetroresina e a renderlo impermeabile c&#8217;\u00e8 il gelcoat, alleato maximo degli armatori. Prima di imbarcarsi in una guida dedicata alla <strong>rimozione delle righe e dei graffi dalle barche<\/strong>, dunque, \u00e8 di fondamentale importanza chiarire il ruolo di questo particolare prodotto: sui forum del settore non si contano infatti le domande su questo argomento. Qualcuno si domanda a cosa serve, altri si interrogano sulla differenza tra questa resina e le varie paste polish, e altri ancora scoprono d&#8217;un tratto che s\u00ec, sulla propria barca, effettivamente, \u00e8 gi\u00e0 presente fin dal principio uno strato di gelcoat!<\/p>\n<p>Facciamo dunque chiarezza. Il gelcoat \u00e8 un particolare prodotto chimico, <strong>un gel a base di resina<\/strong> che viene utilizzato per rivestire praticamente tutti \u2013 o quasi \u2013 gli oggetti in vetroresina. Questi ultimi, di per s\u00e9, non vantano infatti una grande protezione nei confronti degli agenti esterni; una barca in vetroresina senza gelcoat risulterebbe dunque alla merc\u00e9 dell&#8217;acqua, degli agenti marini e di quelli atmosferici, contro i quali sarebbe praticamente indifesa.<\/p>\n<p>Come vedremo qui sotto, il gelcoat, usato a mo\u2019 di stucco, pu\u00f2 essere utilizzato per riparare e per riportare a nuovo il nostro scafo. Nel nostro negozio online di articoli per la nautica, per esempio, il <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/848-gelcoat\"><strong>gelcoat<\/strong><\/a> \u00e8 presente in varie forme, dallo stucco bicomponente al<strong><a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/849-gelcoat-spray\"> gelcoat spray<\/a><\/strong>, passando per quello gelcoat pennellabile.<\/p>\n<div class=\"carousel prestashop_carousel\" data-val=\"22374,529,22376\">\u00a0<\/div>\n<p>Ora che abbiamo abbiamo visto cosa \u00e8 nel concreto il gelcoat, possiamo imparare a utilizzarlo per riparare la nostra barca, eliminando gli antiestetici graffi.<\/p>\n<h3>Eliminare i graffi superficiali della barca<\/h3>\n<p>Non sempre, per fortuna, si ha a che fare con dei graffi profondi, dovuti a dei veri e propri contatti. Molto spesso si ha infatti a che fare con delle <strong>righe leggere,<\/strong> che si limitano quasi esclusivamente a un problema di ordine estetico. Per ridare lustro alla propria barca e per accertarsi che l&#8217;acqua non penetri arrivando a peggiorare il problema, \u00e8 necessario munirsi di una pasta abrasiva stile polish \u2013 che puoi trovare in vari formati sul nostro negozio di nautica online.<br \/>Come procedere? Dovrai prima di tutto pulire la zona e poi distribuire la pasta abrasiva: in base ai graffi da sanare potrai usare una pasta vera e propria \u2013 come la pasta abrasiva e <strong><a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/3045-pasta-abrasiva-e-polish-per-metalli-e-vetroresina-autosol.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Polish professionale di Autosol Marine Shine<\/a><\/strong> \u2013 o una pasta abrasiva in forma fluida \u2013 come la <strong><a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/1864-linas-fluid-m-pasta-abrasiva-in-forma-fluida.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Linas Fuid M di Silpar TK<\/a> <\/strong>\u2013 pensata appositamente per le rigature pi\u00f9 leggere.<\/p>\n<div class=\"carousel prestashop_carousel\" data-val=\"3045,1864,22459\">\u00a0<\/div>\n<p>Non sempre, per\u00f2, ci si ritrova ad avere che fare con delle righe leggere e superficiali. Spesso, purtroppo, si scorgono sul proprio scafo dei graffi <strong>profondi alcuni millimetri<\/strong>. In questi casi, l&#8217;applicazione del solo polish professionale non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1569 size-full\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_346881764-2.jpg\" alt=\"cancellare graffi barca gelcoat\" width=\"1000\" height=\"722\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_346881764-2.jpg 1000w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_346881764-2-300x217.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_346881764-2-768x554.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_346881764-2-200x144.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_346881764-2-400x289.jpg 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_346881764-2-600x433.jpg 600w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_346881764-2-800x578.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/p>\n<h3>Come eliminare i graffi pi\u00f9 profondi dal gelcoat<\/h3>\n<p>Come detto, non sempre il polish professionale \u00e8 bastante per risanare uno scafo. Talvolta i graffi sono pi\u00f9 consistenti. Non bisogna per\u00f2 angustiarsi eccessivamente, perch\u00e9 anche in questo caso esiste una soluzione efficace e diciamolo, non troppo complessa.<\/p>\n<p>Ipotizziamo, dunque, di avere un gelcoat in buono stato, \u2018macchiato\u2019 per\u00f2 da un vistoso graffio, profondo due, tre o quattro millimetri. Ipotizziamo anche di aver appena tirato a secco la nave per il rimessaggio invernale, e di poter dunque intervenire in modo estremamente comodo. Come procediamo? Per prima cosa, ovviamente, andiamo a<strong> lavare per bene lo scafo<\/strong>, con particolare attenzione per la zona circostante il graffio. Fatto questo, come dei bravi carrozzieri, andiamo a circoscrivere la parte danneggiata, con del nastro da carrozziere \u2013 o con del normale nastro gommato. I pi\u00f9 pignoli useranno, oltre al nastro, pezzi di nylon o di carta, cos\u00ec da proteggere il resto della carena.<\/p>\n<p>A questo punto, si proceder\u00e0 con la pulizia della ferita, partendo con una<strong> carta abrasiva a grana piuttosto grossa<\/strong>. Con una carta 300-350 si inizier\u00e0 dunque con il lavorare il graffio e i bordi esterni, cos\u00ec da approntarlo alla riparazione. La zona circostante, invece, dovr\u00e0 essere levigata con una carta ad acqua a grana pi\u00f9 sottile e delicata, e quindi superiore al 400. In questo modo, lo scafo sar\u00e0 pi\u00f9 ricettivo, garantendo una buona tenuta del gelcoat.<\/p>\n<p>La preparazione dello scafo \u00e8 finita. A questo punto, si pu\u00f2 passare al gelcoat. Come, anticipato, sul nostro e-commerce esistono diverse tipologie di gel che puoi utilizzare per riparare la tua barca in vetroresina, a partire dal <strong>bicomponente<\/strong> gi\u00e0 pronto all&#8217;uso. Per essere certi di non lasciarti alcun dubbio, qualunque sia il prodotto che deciderai di acquistare, in questa sede descriveremo l&#8217;utilizzo del gelcoat classico, che va dunque preparato qualche istante prima dell&#8217;applicazione.<\/p>\n<p>Come si prepara il gelcoat? \u00c9 necessario avere a disposizione un piccolo contenitore \u2013 per riparare un graffio di 4 millimetri, infatti, non servir\u00e0 tanto gel. Qui andremo a inserire un cucchiaio circa di gelcoat, al quale andremo ad aggiungere una quantit\u00e0 minima, praticamente una punta di cucchiaio, di <strong>paraffina.<\/strong> In linea generale, la paraffina dovrebbe essere circa il 20% del gelcoat: su 100 grammi di gel, dunque, andremo ad aggiungere 20 grammi di paraffina, la quale ha lo scopo di togliere la tipica &#8216;viscosit\u00e0&#8217; del gelcoat classico (in molti casi la paraffina \u00e8 gi\u00e0 presente del prodotto). Fatto questo, si dovr\u00e0 aggiungere il <strong>catalizzatore:<\/strong> ne basta pochissimo, all&#8217;incirca il 2%.<\/p>\n<p>A questo punto, non c&#8217;\u00e8 tempo da perdere: a partire dal momento in cui il catalizzatore viene mescolato con il gel, infatti, abbiamo pochi minuti a disposizione prima di avere a che fare con una pasta dura e ingestibile. Per dei graffi di dimensione ridotta, per\u00f2, il tempo di asciugatura \u00e8 sufficientemente ampio per portare a termine il lavoro senza grossi problemi.<\/p>\n<p>Il gelcoat cos\u00ec preparato va applicato direttamente all&#8217;interno del graffio, utilizzando o un <strong>piccolo pennello<\/strong> \u2013 il quale deve essere perfettamente pulito \u2013 oppure una <strong>spatola<\/strong> estremamente stretta (tanto che c&#8217;\u00e8 chi utilizza regolarmente dei cacciaviti piatti per eliminare i graffi). In questa fase non bisogna essere tirchi: il graffio deve essere completamente ricolmo di stucco, il quale deve anzi superare vistosamente la superficie. Il passo successivo, infatti, sar\u00e0 quello di togliere con attenzione il gelcoat di troppo, non appena quest&#8217;ultimo sar\u00e0 perfettamente asciutto.<\/p>\n<p>Arrivati qui, potremo procedere con la levigatura. Non serve certo sottolineare che il lavoro diventa molto pi\u00f9 comodo e veloce con una<strong> levigatrice elettrica orbitante.<\/strong> In caso contrario, sar\u00e0 necessario procedere a mano, non risparmiando energie ma, allo stesso tempo, stando ben attenti a non esagerare. Cominceremo questa fase con la stessa grana &#8216;grossa&#8217; con cui abbiamo levigato il graffio in principio, per poi passare alla <strong>carta ad acqua di grana 400<\/strong>.<\/p>\n<p>Qui, continuando a bagnare l&#8217;area da trattare con abbondante acqua dolce, dovremo andare a levigare fino a quando la superficie della riparazione sar\u00e0 pareggiata a quella circostante. A questo punto, inizier\u00e0 il lento ma indispensabile &#8216;affinarsi&#8217; delle carte abrasive. Si passer\u00e0 infatti via via a delle carte con una grana sempre pi\u00f9 sottile, per eliminare tutti i segni della lavorazione: dapprima, dunque, ci metteremo al lavoro con una carta grana 600, e quindi ripeteremo con una 800, e quindi con una 1.000. Di volta in volta, la nuova carta andr\u00e0 a eliminare i segni e le linee lasciate dalla lavorazione precedente, fino ad arrivare alla passata finale con una carta con grana sottilissima, 1.200, la quale richieder\u00e0 un utilizzo continuo di acqua dolce.<\/p>\n<p>L&#8217;intervento \u00e8 quasi giunto al termine. Per ultimarlo, infatti, non serve ormai fare altro che lucidarlo. E qui si ritorna ai vari prodotti del tipo polish professionale e <strong>lucidanti per gelcoat<\/strong>. Per eliminare l&#8217;eventuale alone intorno alla zona di lavorazione, per esempio, pu\u00f2 aiutare il <strong>gelcoat spray per il ritocco di Silpar Tk<\/strong>.<\/p>\n<div class=\"carousel prestashop_carousel\" data-val=\"529,1866,3045\">\u00a0<\/div>\n<p>Talvolta, per\u00f2, i graffi sono ancora pi\u00f9 profondi. Come fare in questi casi? Quando dei contatti creano delle fenditure nel gelcoat che superano i 5 millimetri, \u00e8 necessario avere un approccio leggermente diverso. In queste situazioni, infatti, diventa pi\u00f9 difficile compiere questa operazione in un unico passaggio.<\/p>\n<p>Molto meglio, invece,<strong> dividere l&#8217;applicazione del gelcoat in due momenti distinti<\/strong> Dapprima andremo a riempire con cura solo la profondit\u00e0 della ferita, utilizzando una miscela del solo gelcoat e del solo catalizzatore, senza l&#8217;aggiunta della paraffina \u2013 ovviamente \u00e8 possibile procedere in questo modo solo con il gelcoat classico, e quindi non gi\u00e0 preparato dal produttore.<\/p>\n<p>Cos\u00ec facendo, dopo una ventina di minuti, si avr\u00e0 un graffio solo superficiale da eliminare, potendo contare su un fondo molto appiccicoso \u2013 il gelcoat senza paraffina \u2013 che accoglier\u00e0 senza problemi un nuovo e abbondante strato di stucco \u2013 stavolta realizzato con paraffina. Una volta asciutto, si proceder\u00e0 come sopra con la levigatura e con la lucidatura.<\/p>\n<h3>Prevenire \u00e8 meglio che curare<\/h3>\n<p>Abbiamo visto come eliminare i graffi dalla barca, siano essi superficiali o pi\u00f9 profondi. Non vogliamo certo dire che questo tipi di lavoro sia particolarmente noioso o costoso, ma allo stesso tempo siamo sicuri che praticamente tutti abbiamo di meglio da fare che metterci a<strong> riparare il gelcoat della barca<\/strong>! E si d\u00e0 il caso che l&#8217;unico modo per evitare di dover eliminare i graffi dalla barca &#8211; e fare a meno di dover pagare qualcun altro affinch\u00e9 lo faccia al caso nostro &#8211; \u00e8 tutelare al meglio il nostro scafo. E si sa, a venire in nostro aiuto in tal senso sono prima di tutto i parabordi.<\/p>\n<p>Parliamo prima di tutto dei <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/27-parabordi-barca\"><strong>parabordi barca<\/strong><\/a>\u00a0classici, da legare alle battagliole con gli appositi ganci per parabordi, sia di quelli <strong>speciali<\/strong>, pensati di volta in volta per<strong> proteggere la prua, la poppa o le plancette<\/strong>.\u00a0 Ma non \u00e8 tutto qui: a provocare dei <strong>danni al gelcoat<\/strong> possono essere le nostre manovre maldestre, o alcune attivit\u00e0 fatti di fretta.<\/p>\n<p>Pensiamo per esempio a cosa pu\u00f2 fare un&#8217;ancora che batte contro la prua, o a quanti danni si possono fare durante una alaggio o durante un varo frettolosi. In tutti i casi, non c&#8217;\u00e8 dubbio, prevenire \u00e8 meglio che curare, per il nostro tempo e per il nostro portafoglio!<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-7656\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/nareeta-martin-o_giPDt2HQo-unsplash-1024x683.jpg\" alt=\"Eliminare graffi barca\" width=\"1024\" height=\"683\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/nareeta-martin-o_giPDt2HQo-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/nareeta-martin-o_giPDt2HQo-unsplash-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/nareeta-martin-o_giPDt2HQo-unsplash-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/nareeta-martin-o_giPDt2HQo-unsplash-200x133.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/nareeta-martin-o_giPDt2HQo-unsplash-400x267.jpg 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/nareeta-martin-o_giPDt2HQo-unsplash-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/nareeta-martin-o_giPDt2HQo-unsplash-800x533.jpg 800w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/nareeta-martin-o_giPDt2HQo-unsplash-1200x800.jpg 1200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/nareeta-martin-o_giPDt2HQo-unsplash.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<h3>Come riportare alla luce un gelcoat opaco<\/h3>\n<p>In questa guida ci siamo concentrati sull&#8217;eliminazione dei graffi e dei danni evidenti allo scafo. Va per\u00f2 detto che la manutenzione del gelcoat non si limita alla riparazione delle ferite: molto spesso ci si scontra con dei rivestimenti che, seppur sani e senza graffi, si presentano opachi. Non c&#8217;\u00e8 da stupirsi: l&#8217;azione del sole e degli agenti atmosferici, infatti, finisce con il togliere lo smalto iniziale al gelcoat.<\/p>\n<p>\u00c8 dunque possibile optare per una lucidata complessiva dello scafo, la quale di fatto riprende in maniera pi\u00f9 leggere ed estesa quanto abbiamo gi\u00e0 visto qui sopra. Ci si armer\u00e0 dunque di una carta abrasiva ad acqua estremamente leggera e, possibilmente armati di levigatrice orbitante, si proceder\u00e0 carteggiando l&#8217;intera opera morta. Quando si sar\u00e0 levigato tutto quanto, sar\u00e0 possibile riportare lo scafo al suo originale splendore, utilizzando dapprima della pasta abrasiva tipo polish, e poi, come ultima rifinitura, stendendo una mano di cera lucidante.<\/p>\n<p>Di tanto in tanto, una tale operazione pu\u00f2<strong> ridare brio alla barca.<\/strong> Va per\u00f2 detto che questo lavoro non sostituisce una verniciatura vera e propria, la quale resta un&#8217;operazione pi\u00f9 specifica, pi\u00f9 lunga e anche pi\u00f9 efficace.<\/p>\n<p>Bene, ora sei pronto a dare un&#8217;occhiata allo scafo della tua barca per cercare eventuali righe, graffi e fenditure da riparare. E, gi\u00e0 che ci sei, non farti scappare eventuali segnali di <strong>osmosi:<\/strong> i proprietari di barche in vetroresina, infatti, dovrebbero sempre stare attenti a intercettare in tempo questo pericoloso fenomeno degenerativo, che pu\u00f2 essere interrotto solo se intercettato fin da subito.<\/p>\n<p><strong>Buon lavoro!<\/strong><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si parla di barche, difficilmente un danno estetico \u00e8 solo tale. Nella maggior parte dei casi, infatti, dietro a un difetto di ordine estetico, per grande o piccolo che sia, ci sono delle conseguenze anche per l&#8217;aspetto tecnico \u2013 e quindi funzionale \u2013 dell&#8217;imbarcazione. Tutto questo vale anche per lo scafo: i graffi e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":1568,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[334],"tags":[313,350,340],"class_list":{"0":"post-1564","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-guide-tutorial-nautica","8":"tag-how-to","9":"tag-manutenzione-e-rimessaggio","10":"tag-nautica"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1564","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1564"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1564\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13714,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1564\/revisions\/13714"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1568"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1564"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1564"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1564"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}