{"id":1516,"date":"2019-04-12T09:00:12","date_gmt":"2019-04-12T07:00:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/?p=1516"},"modified":"2024-09-25T10:15:23","modified_gmt":"2024-09-25T08:15:23","slug":"come-ormeggiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/come-ormeggiare\/","title":{"rendered":"L&#8217;ormeggio perfetto in 10 passi"},"content":{"rendered":"\n<p>Se non l&#8217;hai mai visto, probabilmente non hai mai ormeggiato in spazi ristretti e con un vento capriccioso. S\u00ec, ovviamente parliamo del classico <strong>curiosone da banchina<\/strong>, ovvero di quel losco figuro che sembra non aver mai nulla da fare se non aspettare un nostro possibile errore durante <strong>la delicata fase dell&#8217;ormeggio<\/strong>. Si sa, questa manovra, soprattutto in certe condizioni, non \u00e8 niente affatto facile, ed essere scrutati da qualcuno che sembra desiderare una nostra d\u00e9faillance, in genere, non aiuta.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, ci sono molti cultori dell&#8217;ormeggio, ovvero tanti diportisti che, navigando molto spesso e avendo una lunga esperienza, sono in grado di praticare delle manovre perfette anche <strong>in porti particolarmente affollati e con condizioni meteorologiche tutt&#8217;altro che favorevoli<\/strong>. Ci sono tanti altri diportisti, invece, che non navigano di frequente, e che magari sono agli inizi della loro esperienza nautica: in questi casi, un ormeggio difficile si pu\u00f2 trasformare in un vero e proprio incubo.<\/p>\n\n\n\n<p>A rendere il tutto pi\u00f9 difficoltoso \u2013 ma anche pi\u00f9 divertente e, da un certo punto di vista, sfidante \u2013 \u00e8 la variabilit\u00e0 dell&#8217;ormeggio. I fattori da tenere in considerazione sono infatti moltissimi, dal meteo alla vicinanza di barche, dall&#8217;orientamento alla presenza di <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/41-bitta-barca\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">bitte<\/a>, passando per l&#8217;equipaggio a disposizione&nbsp; e gli <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/12-ancoraggio-e-ormeggio\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">accessori per l&#8217;ancoraggio e l&#8217;ormeggio<\/a>, nonch\u00e9, ovviamente, per la stazza della nostra barca.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, se talvolta si hanno delle difficolt\u00e0 persino a parcheggiare la propria automobile con una o due manovre, non deve affatto stupire che il &#8216;parcheggio&#8217; della barca \u2013 a vela e a motore \u2013 presenti altrettante e maggiori difficolt\u00e0. Una volta effettuato l&#8217;ormeggio, poi, ci sono tanti aspetti da tenere in considerazione, dalla messa in sicurezza alle regole della banchina. E in questo articolo, come promesso, ti presenteremo<strong> i 10 passi per un ormeggio semplice, confortevole, rispettoso delle regole e sicuro.<\/strong> Insomma, un ormeggio perfetto!<\/p>\n\n\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tutto quello che devi sapere sulle manovre di ormeggio<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">1- Cosa controllare prima di ormeggiare<\/h3>\n\n\n\n<p>Come anticipato, le variabili in gioco quando si tratta di ormeggio sono davvero tante, e per questo, ancora prima di iniziare la manovra, \u00e8 opportuno analizzare la situazione. Il primo fattore da prendere in considerazione \u00e8 certamente il <strong>vento.<\/strong> In che direzione soffia? E quale tipo di vento ti troverai ad affrontare? Si tratta forse di un vento a raffiche? Dopo aver valutato il vento \u00e8 il caso di pensare alla <strong>correnti,<\/strong> e alla loro direzione. Poi, ovviamente, bisogna pensare al posto di ormeggio in s\u00e9 e per s\u00e9 (sar\u00e0 un ormeggio su una banchina fissa o galleggiante, su un dock oppure su <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/presa-del-gavitello-in-barca-a-vela\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ormeggio al gavitello<\/a>?) e dunque riflettere intorno alle <strong>manovre<\/strong> che saranno necessarie per arrivare in quel determinato punto. Dovrai dunque riflettere alla posizione finale in cui ti dovrai trovare, se dovrai fare un <strong>ormeggio all&#8217;inglese <\/strong>(e quindi di fianco, con l&#8217;imbarcazione parallela alla banchina e con sei <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/17-cima-barca\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cime d&#8217;ormeggio<\/a>), alla <strong>francese<\/strong> (e quindi di poppa, con quest&#8217;ultima assicurata a delle bitte a terra attraverso dei cavi incrociati) o <strong>di prua<\/strong> (con la poppa in fuori, mantenuta con la propria ancora o con un corpo morto). Ovviamente per fare tutto questo \u00e8 necessario conoscere in anticipo quella che sar\u00e0 la situazione che si trover\u00e0 in banchina, e questo ci porta dritti dritti al secondo punto di questa piccola guida all&#8217;ormeggio.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/dew-3076069_1280-1-1024x682.jpg\" alt=\"bitta banchina per ormeggio barca\" class=\"wp-image-1521\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/dew-3076069_1280-1-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/dew-3076069_1280-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/dew-3076069_1280-1-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/dew-3076069_1280-1-200x133.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/dew-3076069_1280-1-400x266.jpg 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/dew-3076069_1280-1-600x399.jpg 600w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/dew-3076069_1280-1-800x533.jpg 800w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/dew-3076069_1280-1-1200x799.jpg 1200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/dew-3076069_1280-1.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">2- Raccogliere tutte le informazioni necessarie<\/h3>\n\n\n\n<p>Nessuno conosce tutti i porti: prima di arrivare, quindi, \u00e8 necessario ricercare tutte le informazioni possibili per agevolare l&#8217;avvicinamento e l&#8217;ormeggio, affidandosi quindi al sempre fondamentale <strong>Portolano.<\/strong> Nella maggior parte dei casi, per\u00f2, questo non basta. \u00c8 raro, per esempio, imbattersi in marine e in porti che lasciano totale libert\u00e0 di scelta ai diportisti: \u00e8 dunque consuetudine contattare il porto con la propria <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/255-vhf-marino\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">radio VHF<\/a> e, contestualmente alla richiesta di ingresso, ricevere tutte le informazioni necessarie per arrivare senza problemi al posto assegnato alla propria imbarcazione. Altre informazioni si possono trovare, oltre che sul <strong>Portolano<\/strong>, anche presso gli altri diportisti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei rari casi in cui spetti al diportista scegliere il proprio posto barca, si consiglia sempre di dare un&#8217;occhiata ai dintorni prima di andare alla cieca, ormeggiando per qualche momento la propria barca al pontile o a una boa. Cos\u00ec facendo si potr\u00e0 scegliere con calma dove ormeggiare, tenendo in considerazione eventuali posti riservati nonch\u00e9 le proprie esigenze: l&#8217;ormeggio non va scelto solo in base alla comodit\u00e0 di occupazione, ma anche tenendo conto delle modalit\u00e0 di uscita!<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">3- Usare i parabordi in modo intelligente<\/h3>\n\n\n\n<p>I <strong>parabordi,<\/strong> al momento dell&#8217;ormeggio, sono i nostri migliori amici. Questi vanno preparati prima di avvicinarsi alla banchina, e se possibile ancora prima di arrivare in porto, quando dunque si \u00e8 lontano da possibili ostacoli e si ha tutto il tempo per disporre queste protezioni con assoluta calma. Di certo, una volta arrivati alla banchina, la posizione o forse l&#8217;altezza dei <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/27-parabordi-barca\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">parabordi<\/a> andranno modificate sensibilmente, ma \u00e8 altrettanto certo che aver gi\u00e0 posizionato i parabordi prima di iniziare le manovre di ormeggio \u00e8 una grande protezione per la nostra barca ed, eventualmente, per quelle che ci ritroveremo vicine. In linea di massima, a prescindere dal tipo di ormeggio, il numero minimo di parabordi da posizionare sarebbe di tre per fiancata.<br>Non tutti i parabordi, per\u00f2, vanno attaccati: <strong>almeno un parabordo deve essere sempre restare libero<\/strong>, e a portata di mano durante la fase di ormeggio, cos\u00ec da poter essere posizionato in extremis in caso di bisogno nelle ultimissime fasi dell&#8217;avvicinamento. Il fatto di non avere dei parabordi liberi a portata di mano durante l&#8217;ormeggio, infatti, ha portato tanti principianti \u2013 e non solo \u2013 a tentare di &#8216;salvare&#8217; la barca con mani e piedi, con risultati spesso gravi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">4- Preparare le cime<\/h3>\n\n\n\n<p>Dopo aver preparato i parabordi a qualche centinaio di metri dal porto \u2013 se possibile \u2013 \u00e8 il turno delle cime: anche queste, infatti, vanno preparate per l&#8217;ormeggio. Ma cosa vuol dire preparare le cime? Significa forse metterle a portata di mano? No, preparare le cime per l&#8217;ormeggio significa <strong>addugliarle<\/strong> e separarle in due matasse ordinate: in questo modo, saranno pronte per essere lanciate in banchina. Nello specifico, una matassa dovr\u00e0 avere tre giri di cima, per poter essere<strong> lanciata in banchina<\/strong> e venire legata a una bitta, mentre l&#8217;altra se ne rester\u00e0 sulla barca. Questo, va detto, \u00e8 l&#8217;unico modo sensato per preparare le cime prima di entrare in porto, ed \u00e8 anche l&#8217;unica tecnica valida per non farle cadere in acqua al momento del lancio. Insomma, se non si vuole dare una soddisfazione al curiosone da banchina, questo passaggio non va assolutamente saltato!<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">5- Manovre di ormeggio: in avanti o in retro?<\/h3>\n\n\n\n<p>Come abbiamo ricordato sopra, esistono diverse tipologie di ormeggio. Visto l&#8217;affollamento dei porti italiani, l&#8217;ipotesi inglese \u00e8 da scartare a monte: la scelta, dunque, resta <strong>tra ormeggio di prua o di poppa.<\/strong> Entrambe le opzioni, in realt\u00e0, offrono dei vantaggi indiscutibili, cos\u00ec da rendere l&#8217;uno e l&#8217;altro preferibile in situazioni differenti. Di certo l&#8217;ormeggio di poppa \u00e8 il pi\u00f9 comune di tutti, anche perch\u00e9 offre una certa comodit\u00e0 per le fasi successive: la <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/51-passerella-barca\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">passerella <\/a>\u00e8 nata per essere posizionata a poppa, cos\u00ec da rendere confortevole la vita dell&#8217;equipaggio, e questo tipo di ormeggio permette di lasciare l&#8217;ormeggio con delle manovre tendenzialmente pi\u00f9 semplici. Il contro dell&#8217;ormeggio di poppa sta, in caso, nelle difficolt\u00e0 in entrata che si potrebbero avere in caso di meteo difficile, soprattutto se accompagnate da un equipaggio ridotto all&#8217;osso, assente o non esperto. In questo caso, l&#8217;ormeggio di prua \u00e8 senz&#8217;altro preferibile, pur rendendo pi\u00f9 difficoltosa l&#8217;uscita. \u00c8 ovviamente fondamentale prendere questa decisione<strong> prima di avvicinarsi alla banchina<\/strong>, e quindi prima di preparare cime e parabordi, pianificando nel dettaglio le manovre necessarie (condividendole, ovviamente, con il resto dell&#8217;equipaggio, che si dovr\u00e0 muovere di conseguenza).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"664\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_79729597.jpg\" alt=\"come ormeggiare manovre di ormeggio\" class=\"wp-image-1520\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_79729597.jpg 1000w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_79729597-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_79729597-768x510.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_79729597-200x133.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_79729597-400x266.jpg 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_79729597-600x398.jpg 600w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_79729597-800x531.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">6- Ancora o corpo morto?<\/h3>\n\n\n\n<p>Ipotizziamo che l&#8217;ormeggio che ci aspetta preveda l&#8217;utilizzo dell&#8217;ancora. In questo caso, in fase di avvicinamento, bisogner\u00e0<strong> aprire il gavone<\/strong> e lasciarlo aperto, assicurando eventualmente la copertura. Per facilitare la successiva calata, inoltre, si dovr\u00e0 provvedere a liberare l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/21-ancora-barca\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ancora<\/a> e a spingerla in avanti, cos\u00ec che, al momento giusto, sar\u00e0 pronta per essere calata velocemente e senza intoppi. Questo non vuol dire, ovviamente, che l&#8217;ancora va lasciata a penzoloni: ci\u00f2 non deve mai accadere, per non mettere stupidamente a rischio il dritto di prua. Molto meglio, invece, appoggiare l&#8217;ancora sul musone.<br>Spesso, per facilitare gli ormeggi di prua, sono presenti i famosi <strong>corpi morti<\/strong>, ovvero dei corpi immersi \u2013 generalmente di cemento \u2013 provvisti di un piccolo galleggiante che, una volta agguantato, permette di recuperare la cima di ormeggio. In questo caso non \u00e8 necessario dare ancora: baster\u00e0 recuperare il galleggiante (usando eventualmente il <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/19-mezzo-marinaio\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">mezzo marinaio<\/a>) e assicurare la cimetta a una bitta della barca.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">7- La posizione del tender<\/h3>\n\n\n\n<p>Sembra banale, ma non lo \u00e8 del tutto. Come abbiamo visto, nella maggior parte dei casi si opta per l&#8217;ormeggio di poppa, il quale offre benefici notevoli. In questi casi, \u00e8 bene ricordarsi di spostare l&#8217;eventuale <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/357-tender-con-motore\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">tender<\/a> gi\u00e0 in acqua. Va infatti sottolineato che spesso, durante le crociere, il <strong>gommone di servizio<\/strong> viene trainato a poppa, cos\u00ec da lasciar libero il ponte. Questa posizione, per\u00f2, diventa rischiosa in fase di ormeggio, con la possibilit\u00e0 non indifferente di ritrovarsi la cima che collega la barca al tender pericolosamente vicina all&#8217;elica, tanto da esserne potenzialmente risucchiata, con tutti i problemi che questo comporta. Molto meglio, dunque, ricordarsi per tempo dell&#8217;esistenza del tender, cos\u00ec da portarlo a mezza barca o direttamente a prua. La cima che lo tiene attaccato non dovr\u00e0 inoltre essere troppo corta, ma anzi, dovr\u00e0 essere abbastanza estesa da permettere al gommone di servizio di essere trascinato sinuosamente, assecondando le manovre di ormeggio.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">8- Effettuare la manovra con calma<\/h3>\n\n\n\n<p>Le cime sono pronte, cos\u00ec come i parabordi; l&#8217;ancora \u00e8 pronta per essere calata, e l&#8217;equipaggio sa cosa deve fare. A questo punto vanno abbandonati gli indugi: \u00e8 il momento di ormeggiare. Di fatto, per un ormeggio perfetto \u00e8 sufficiente essere in due, a patto che almeno uno sappia come muoversi. Come anticipato, il lavoro si complica in caso di assenza del corpo morto: in sua presenza il secondo non dovr\u00e0 infatti fare altro che cazzare il corpo morto al segnale dello <strong>skipper,<\/strong> limitandosi eventualmente a bloccare la cima sulla bitta (lasciando poi all&#8217;esperto il <strong>nodo di galloccia<\/strong>). \u00c8 pi\u00f9 complicato, in caso di secondo inesperto, l&#8217;ormeggio senza corpo morto: il secondo dovr\u00e0 calare l&#8217;ancora nel momento esatto annunciato dallo skipper, stando attento a non interrompere mai la sua discesa, rischiando tutt&#8217;al pi\u00f9 di arrivare in banchina con una lunghezza eccessiva di catena immersa (rischio che si pu\u00f2 comunque prendere per scongiurare l&#8217;altro, ovvero quello di ritrovarsi a ripetere tutta la manovra per una catena in tiro). Il segreto di un buon ormeggio, in molti casi, \u00e8 proprio nella chiarezza e nella <strong>calma<\/strong> con cui sono esposte le istruzioni al proprio secondo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">9- L&#8217;etichetta in banchina<\/h3>\n\n\n\n<p>Bene, le manovre di ormeggio sono state ultimate, le cime sono state fissate e l&#8217;apparato costituito da cavi, bitte, ancora (o peso morto) e parabordi mette perfettamente in sicurezza la tua barca. La fase difficile \u00e8 sicuramente passata e, se tutto \u00e8 andato per il meglio, il curiosone da banchina si sar\u00e0 allontanato con fare mesto, magari un po&#8217; deluso, e star\u00e0 forse avvistando un&#8217;altra barca in avvicinamento. Tu per\u00f2 devi ancora terminare i tuoi compiti. Devi per esempio assicurarti di avere ben esposta a poppa e in ordine la<strong> bandiera nazionale del tuo Paese<\/strong> \u2013 o meglio, del Paese in cui la tua barca \u00e8 stata immatricolata \u2013 cos\u00ec da adempiere all&#8217;obbligo di esposizione dalle prime ore del mattino fino al tramonto (non si deve poi dimenticare di esporre eventualmente anche la <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/322-bandiere-marinare\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">bandiera del Paese ospitante<\/a>, la quale deve essere esposta all&#8217;asta di prua o al picco di dritta per le barche a motore, e alla crocetta di dritta dell&#8217;albero di maestra sulle barche a vela). Il <strong>galateo<\/strong> della banchina prevede inoltre di evitare grida o ancora peggio liti durante le manovre di ormeggio, nonch\u00e9 durante la permanenza, e di offrirsi per aiutare altre barche in fase di ormeggio \u2013 mettendosi a disposizione dello skipper, senza assumere a propria volta il ruolo del curiosone.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"665\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_120560287-1.jpg\" alt=\"bitta barca per ormeggio\" class=\"wp-image-1522\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_120560287-1.jpg 1000w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_120560287-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_120560287-1-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_120560287-1-200x133.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_120560287-1-400x266.jpg 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_120560287-1-600x399.jpg 600w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_120560287-1-800x532.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">10- Conoscere la propria barca<\/h3>\n\n\n\n<p>Lo abbiamo tenuto per ultimo, ma \u00e8 in realt\u00e0 il punto fondamentale per ogni ormeggio eseguito a regola d&#8217;arte: ogni barca \u00e8 un caso a s\u00e9 stante, e risponde in modo diverso alle diverse manovre. Per effettuare degli ormeggi perfetti anche in situazioni difficili, dunque, non resta che <strong>sperimentare i vari movimenti,<\/strong> cos\u00ec da capire quelle che sono le reazioni della propria barca.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ormeggio perfetto, una aiuto in pi\u00f9: il gavitello autoaffondante<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"735\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/EN_01.270.xxB_.jpg\" alt=\"ormeggio perfetto con gavitello autoaffondante\" class=\"wp-image-7254\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/EN_01.270.xxB_.jpg 800w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/EN_01.270.xxB_-300x276.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/EN_01.270.xxB_-768x706.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/EN_01.270.xxB_-200x184.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/EN_01.270.xxB_-400x368.jpg 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/EN_01.270.xxB_-600x551.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Abbiamo visto quali sono le principali cose alle quali fare attenzione per l&#8217;<strong>ormeggio perfetto<\/strong>. Talvolta, per\u00f2, serve comunque un aiuto in pi\u00f9. Qualcuno, per esempio, potrebbe ritrovarsi a ormeggiare praticamente <strong>da solo,<\/strong> perch\u00e9 effettivamente solo a bordo o perch\u00e9 in compagnia di persone che non possono \u2013 o non vogliano \u2013 aiutare durante le fasi di ormeggio. In questo caso pu\u00f2 per\u00f2 venirci incontro la tecnologia. Hai mai sentito del <strong><a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/3472-gavitello-autoaffondante-con-risalita-radiocomandata.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">gavitello autoaffondante<\/a>?<\/strong> Si tratta di uno speciale gavitello <strong>radiocomandato<\/strong> che permette il recupero veloce e semplice della <strong>cima di ormeggio.<\/strong> Questo accessorio molto intelligente \u2013 prodotto da <strong>Clik<\/strong> \u2013 permette di recuperare gli ormeggi direttamente a prua, senza dover far scorrere la trappa a mano fino all&#8217;altra estremit\u00e0. I vantaggi sono molti: si spreca meno tempo, non si intralciano le barche di passaggio e si fa meno fatica. \u00c9 sufficiente collegare il gavitello autoaffondante all&#8217;estremit\u00e0 della trappa e lasciarlo affondare insieme agli ormeggi; al momento del bisogno, baster\u00e0 premere l&#8217;apposito comando per farlo tornare in superficie. Recuperarlo a quel punto sar\u00e0 estremamente semplice, grazie all&#8217;inserto magnetico presente sul <strong>mezzomarinaio<\/strong> corredato al gavitello autoaffondante. E non \u00e8 tutto qui: lungi dal dover essere ricaricato collegando all&#8217;impianto elettrico, il gavitello di Clik <strong>si ricarica con i raggi del sole<\/strong>&nbsp;(un altro interessante metodo per sfruttare l&#8217;energia solare a bordo, oltre che con i <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/177-energia-elettrica-in-barca\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pannelli fotovoltaici per barca<\/a>)!<\/p>\n\n\n\n<div class=\"clerk\" data-template=\"@blog-carosello-articoli-nautica\" data-keywords=\"gavitello autoaffondante\">&nbsp;<\/div>\n\n\n\n<p>Buon ormeggio!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se non l&#8217;hai mai visto, probabilmente non hai mai ormeggiato in spazi ristretti e con un vento capriccioso. S\u00ec, ovviamente parliamo del classico curiosone da banchina, ovvero di quel losco figuro che sembra non aver mai nulla da fare se non aspettare un nostro possibile errore durante la delicata fase dell&#8217;ormeggio. 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