{"id":14364,"date":"2023-11-28T09:00:00","date_gmt":"2023-11-28T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/?p=14364"},"modified":"2023-11-21T17:44:55","modified_gmt":"2023-11-21T16:44:55","slug":"gestire-rifiuti-barca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/gestire-rifiuti-barca\/","title":{"rendered":"Come gestire i rifiuti in barca: guida e consigli"},"content":{"rendered":"\n<p>Chi non ha gi\u00e0 sentito parlare almeno una volta dell\u2019<strong>isola di rifiuti plastici dell\u2019Oceano Pacifico<\/strong>, chiamata a livello internazionale Pacific trash vortex oppure Great Pacific garbage patch? Si tratta di quell\u2019enorme, incredibile e terribile accumulo di <strong>rifiuti <\/strong>che galleggia tra il 35\u00ba e il 42\u00ba parallelo Nord, a testimoniare meglio di qualsiasi altra cosa il livello di <strong>inquinamento dei mari<\/strong>. Nelle diverse indagini condotte finora si stima che questa chiazza di rifiuti \u2013 per lo pi\u00f9 plastici \u2013 abbia un\u2019estensione variabile e compresa tra i 700 mila chilometri quadrati e i 10 milioni di chilometri quadrati, cos\u00ec da avere una superficie che pu\u00f2 essere quella della Spagna come quella degli Stati Uniti. Ma per vedere dei mari inquinati \u2013 e per capire quanto sia importante capire come <strong>gestire i rifiuti in barca<\/strong> \u2013 non serve certo andare lontano. Il nostro stesso <strong>Mediterraneo <\/strong>da questo punto di vista \u00e8 messo tutt\u2019altro che bene, sapendo che l\u2019Europa riversa ogni anno in mare una quantit\u00e0 di <strong>macroplastiche <\/strong>compresa tra le 150 e le 500 mila tonnellate, alle quali aggiungere tra le 70 e le 140 mila tonnellate di <strong>microplastiche<\/strong>. E ancora, <strong><a href=\"https:\/\/www.legambiente.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Legambiente<\/a> <\/strong>riporta i dati del progetto europeo <strong>Common<\/strong>, secondo il quale l\u201980% dei rifiuti dispersi nell\u2019ambiente marino e costiero \u00e8 composto da <strong>plastica<\/strong>, con circa il 20% rappresentato da mozziconi di sigaretta. Non stupisce quindi che un pesce su tre tra quelli analizzati abbia ingerito della plastica nella propria vita, cosa che si pu\u00f2 dire anche per oltre la met\u00e0 delle tartarughe. Numeri come questi non possono lasciare insensibili, men che meno quando si parla a dei <strong>diportisti<\/strong>, i quali pi\u00f9 di ogni altro dovrebbero avere a cuore <strong>la salute del mare<\/strong>. Vale quindi la pena ripassare alcune <strong>regole<\/strong> su come gestire i rifiuti in barca in modo corretto, a partire dalla prima: <strong>in mare non si getta mai nulla!<\/strong><\/p>\n\n\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La normativa sulla gestione dei rifiuti sulle imbarcazioni<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Prima di vedere quali sono i principali consigli per gestire i rifiuti in barca in modo corretto, vale la pena ricordare a sommi capi quali sono le <strong>regole <\/strong>da seguire. In primo luogo vanno ricordate le regole generali, ovvero tutte quelle normative relative all<strong>o smaltimento dei rifiuti in Italia,<\/strong> fin dal<strong> DPR 915 del 10 settembre 1982<\/strong>. Qui sono stati fissati i principi generali, la classificazione dei rifiuti, le competenze di Stato, Regioni, Provincie e Comuni, e via dicendo.\u00a0 Poi c\u2019\u00e8 stato il decreto legislativo del<strong> 5 febbraio 1997 numero 22, <\/strong>chiamat<strong>o Decreto Ronchi, <\/strong>con il quale la normativa \u00e8 stata riordinata mettendo al centro due principi chiave: per prima cosa, che \u00e8 <strong>vietato abbandonare i rifiuti,<\/strong> in modo assoluto e generale, cos\u00ec da avere l\u2019obbligo di smaltire o di recuperare i rifiuti; in secondo luogo, che \u00e8 necessario <strong>ridurre sia la quantit\u00e0 che la pericolosit\u00e0 dei rifiuti<\/strong>, attraverso recupero, riutilizzo e riciclaggio, sempre prioritari quanto possibile rispetto allo smaltimento.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/cristian-palmer-tWccDYLHF-Y-unsplash-1024x768.jpg\" alt=\"Come gestire i rifiuti in barca\" class=\"wp-image-14367\" width=\"768\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/cristian-palmer-tWccDYLHF-Y-unsplash-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/cristian-palmer-tWccDYLHF-Y-unsplash-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/cristian-palmer-tWccDYLHF-Y-unsplash-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/cristian-palmer-tWccDYLHF-Y-unsplash-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/cristian-palmer-tWccDYLHF-Y-unsplash-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/cristian-palmer-tWccDYLHF-Y-unsplash-696x522.jpg 696w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/cristian-palmer-tWccDYLHF-Y-unsplash-1068x801.jpg 1068w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/cristian-palmer-tWccDYLHF-Y-unsplash-560x420.jpg 560w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/cristian-palmer-tWccDYLHF-Y-unsplash-80x60.jpg 80w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/cristian-palmer-tWccDYLHF-Y-unsplash-265x198.jpg 265w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/cristian-palmer-tWccDYLHF-Y-unsplash.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Poi ci sono le regole che interessano in modo apposito il mondo del mare e dei porti, e che danno delle regole pi\u00f9 precise su come gestire i rifiuti in barca. La regola generale \u00e8 ovviamente sempre quella che non \u00e8 possibile abbandonare i rifiuti a s\u00e9 stessi, e che quindi \u00e8 vietato gettare in acqua bottiglie, mozziconi, incarti e via dicendo. Il <strong>Codice della Navigazione<\/strong> da parte sua ci dice che \u201cnei porti \u00e8 vietato gettare materiali di qualsiasi specie, cos\u00ec come \u00e8 vietato tenere rifiuti accumulati a bordo delle navi e dei galleggianti, nonch\u00e9 di gettarli negli ambiti terrestri o acquei del porto in mare aperto ad una distanza inferiore a quella stabilita dal comandante del porto\u201d. La normativa fondamentale in tal senso per le imbarcazioni come per i porti \u00e8 il<strong> decreto legislativo 24 giugno 2003 n. 182 <\/strong>\u201cAttuazione della direttiva 2000\/59\/CE relativa agli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi ed i residui del carico\u201d. La norma in questione si applica per qualsiasi imbarcazione, esclusione fatta per le navi militari, e ai porti. Ma va anche detto che tale legge \u00e8 stata fatta seguire dalla<strong> Direttiva 2019\/883UE del 17 aprile 2019 <\/strong>di pari contenuto, che va a ribadire i concetti gi\u00e0 riportati e a fornire ulteriori dettagli. A cambiare, a essere pignoli, \u00e8 l\u2019introduzione di un<strong> obbligo per i porti<\/strong> e per i marina, chiamati a creare un \u201cPiano di raccolta e di gestione dei rifiuti\u201d.<br>Ma quali sono le regole fondamentali da conoscere? Ecco una sintesi generale: <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>I rifiuti n<strong>on si gettano in mare <\/strong>(meglio ripeterlo sempre);<\/li>\n\n\n\n<li>Le imbarcazioni che non hanno dei locali adatti<strong> non possono accumulare rifiuti<\/strong> assimilabili a quelli urbani a bordo; di fatto per i diportisti questi si traduce nel divieto di accumulare rifiuti a bordo, dovendosi quindi servire quanto prima dei servizi di raccolta sulla terraferma;<\/li>\n\n\n\n<li>Porti e marina sono obbligati a fornire ai diportisti tutte le <strong>informazioni <\/strong>necessarie per svolgere una corretta raccolta differenziata;<\/li>\n\n\n\n<li>Qualora sia accertata la responsabilit\u00e0 di errori o mancanze nella gestione dei rifiuti, in caso di violazione il comandante pu\u00f2 essere <strong>multato fino a 30 mila euro<\/strong> (le sanzioni, va detto, prendono in considerazione anche eventuali violazioni di grandi navi commerciali e pescherecci)<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come gestire i rifiuti in barca al meglio: qualche consiglio per non sbagliare<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Vediamo ora qualche consiglio su come gestire al meglio i rifiuti a bordo: con qualche attenzione in pi\u00f9, infatti, \u00e8 possibile ridurre ingombri, disturbi e inquinamento.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Organizzare al meglio la cambusa:<\/strong> il primo trucco \u00e8 quello di imparare per bene l\u2019<a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/cambusa-e-stoccaggio-in-barca-larte-di-fare-cambusa-e-immagazzinare-le-provviste-in-barca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">arte di fare cambusa<\/a>. Prima della partenza, oppure nella varie soste durante una traversata, si arriva sempre in porto con una lista abbastanza precisa su <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/cambusa-cosa-non-deve-mai-mancare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">cosa mettere in cambusa<\/a> prima di ripartire. Sarebbe per\u00f2 bene stilare questa lista non solo a partire da gusti e dalle effettive necessit\u00e0, ma anche dall\u2019obiettivo di <strong>ridurre al minimo spreco e inquinamento<\/strong>. La riduzione dei rifiuti in barca e nella vita in generale inizia infatti al momento della spesa!<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Meno packaging: <\/strong>nel momento in cui si fanno gli acquisti per fare cambusa sarebbe sempre bene premiare i prodotti con un minore packaging. Perch\u00e9 acquistare della verdura chiusa nella plastica? Perch\u00e9 acquistare delle porzioni singole impacchettate una a una? Chi fa degli acquisti senza tenere in considerazione queste cose sta di fatto acquistando chili e chili di \u201cfuturi rifiuti\u201d che spesso e volentieri non hanno <strong>nessuna necessit\u00e0 di esistere.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Contenitori riciclabili: <\/strong>di certo talvolta una qualche forma di packaging \u00e8 necessaria. Pensiamo al sacchetto in cui mettere la verdura, oppure alla borsa per portare la spesa a bordo, oppure alla cassetta in cui mettere la frutta. Ecco, quando dei contenitori sono necessari, \u00e8 bene optare per quelli riciclabili o eventualmente per quelli riutilizzabili, preferendo quindi quando possibile<strong> carta, cartone, cotone e legno.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>La differenziata inizia a bordo:<\/strong> gestire i rifiuti in barca vuol dire ridurli al minimo e essere pronti per effettuare la differenziata una volta giunti a terra ferma. Da questo punto di vista pu\u00f2 certamente aiutare effettuare la differenziata gi\u00e0 a bordo, separando quindi plastica, carta, vetro, organico e non riciclabile: in questo modo, una volta arrivati in porto, sar\u00e0 facile e veloce svuotare la barca.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Rielaborare in modo intelligente gli avanzi:<\/strong> quando si fa cambusa per crociere o traversata \u00e8 bene prendere in considerazione la possibilit\u00e0 di avere degli \u201cavanzi\u201d che potrebbero essere ripresentati nei pasti successivi. Vale quindi la pena aggiungere qualche ingrediente per rielaborare eventuali rimasugli, dalla farina alla besciamella, dalla salsa di pomodoro alle uova. Veri e propri passe-partout per creare nuovi piatti a partire da ingredienti semplici e avanzi!<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Ecco, questi sono i principali consigli per gestire i rifiuti in barca in modo corretto, sapendo che le nostre attenzioni possono fare la differenza. Un semplice sacchetto di plastica finito in mare richiede circa 450 anni per svanire, e pu\u00f2 essere scambiato per una medusa e quindi ingerito da balene, tartarughe o delfini, causandone la morte per soffocamento oppure per occlusione intestinale. Tappi, mozziconi, piatti di plastica possono diventare vere e proprie armi, sapendo per esempio che ogni anno i rifiuti di plastica uccidono fino a un milione di uccelli marini. Meglio <strong>prendersi cura dei nostri rifiuti,<\/strong> anche e soprattutto in mare!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi non ha gi\u00e0 sentito parlare almeno una volta dell\u2019isola di rifiuti plastici dell\u2019Oceano Pacifico, chiamata a livello internazionale Pacific trash vortex oppure Great Pacific garbage patch? 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