{"id":1264,"date":"2019-03-25T09:00:18","date_gmt":"2019-03-25T08:00:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/?p=1264"},"modified":"2023-06-13T08:09:26","modified_gmt":"2023-06-13T06:09:26","slug":"come-posizionare-i-parabordi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/come-posizionare-i-parabordi\/","title":{"rendered":"Come posizionare i parabordi?"},"content":{"rendered":"\n<p><p>Qualche settimana fa abbiamo dedicato <strong><a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/come-scegliere-i-parabordi-majoni\/\">un intero post<\/a><\/strong> alla scelta dei parabordi per la tua barca: abbiamo dunque visto quali sono le differenze tra i parabordi cilindrici e quelli a pera, abbiamo introdotto i nuovi parabordi piatti e abbiamo parlato anche dei parabordi &#8216;anomali&#8217;, e quindi quelli appositamente realizzati per proteggere la prua, la poppa, i tubolari dei gommoni e le banchine stesse. Oggi, invece, vogliamo dedicarci non pi\u00f9 alla scelta, quanto al <strong>posizionamento dei parabordi.<\/strong> Non basta, infatti, avere a bordo i paraurti giusti: bisogna anche saperli fissare nel osto giusto! Non \u00e8 affatto raro vedere ormeggiate delle barche con dei parabordi <strong>fissati in modo distratto e rischioso<\/strong>, lasciando esposte le murate alle minacce della banchina e delle altre barche.<\/p>\n<p>In questo post, facendo riferimento ai famosi <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/11_polyform\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>parabordi Polyform<\/strong><\/a>, vedremo dunque insieme quanti parabordi servono per la tua barca, come vanno posizionati al meglio, a quale altezza e in quale modo. Arrivato in fondo a questo post, quindi, saprai tutto il necessario per <strong>proteggere al massimo la tua barca<\/strong> a vela e a motore in vista del tuo prossimo ormeggio!<\/p><\/p>\n\n\n\n\n<h3>Quando usare i parabordi?<\/h3>\n<p>Quando devi usare i <strong><a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/27-parabordi-barca\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">parabordi<\/a><\/strong> sulla tua barca? O, ancora pi\u00f9 nello specifico, quanto devi attaccare questi grossi paraurti all&#8217;esterno della tua barca? La risposta \u00e8 semplice, \u00e8 banale, eppure ci sono tante persone che, pur conoscendo piuttosto bene il comportamento giusto da seguire, fanno tutt&#8217;altro.<\/p>\n<p>I parabordi sono i nostri pi\u00f9 grandi alleati a<strong>l momento dell&#8217;ormeggio<\/strong>, il quale, non a caso, rappresenta una delle manovre pi\u00f9 delicate che una barca \u00e8 chiamata ad affrontare insieme al suo equipaggio. Nessuno vorrebbe essere nei panni di uno <strong>skipper<\/strong> che si avvicina a una banchina o a un&#8217;altra imbarcazione senza poter contare su un numero sufficiente di parabordi: i piccoli urti, gli &#8216;appoggi&#8217; fanno infatti parte del gioco. Non possono essere eliminati, no, devono essere previsti e ridotti a essere innocui. Ed \u00e8 questo per l&#8217;appunto il compito dei parabordi, i quali vanno messi per tempo prima di <strong>accostare.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_1276\" aria-describedby=\"caption-attachment-1276\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1276\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/VP27192Polyform_01-1024x683.jpg\" alt=\"usare i parabordi\" width=\"1024\" height=\"683\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/VP27192Polyform_01-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/VP27192Polyform_01-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/VP27192Polyform_01-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/VP27192Polyform_01-200x133.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/VP27192Polyform_01-400x267.jpg 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/VP27192Polyform_01-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/VP27192Polyform_01-800x534.jpg 800w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/VP27192Polyform_01-1200x801.jpg 1200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/VP27192Polyform_01.jpg 1798w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1276\" class=\"wp-caption-text\">Crediti foto: Polyform<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il buon senso ci dice dunque di attaccare i parabordi alla nostra barca ancora<strong> prima di entrare in porto,<\/strong> quando si \u00e8 dunque lontani dai rischi o dagli spazi ristretti. Se invece le condizioni delle acque non lo permettono, \u00e8 ovviamente possibile approfittare delle acque pi\u00f9 tranquille dell&#8217;approdo, avendo comunque l&#8217;accortezza di non essere impazienti, e di assegnare il tempo giusto a questa operazione. La posizione dei parabordi e la loro altezza, poi, andranno eventualmente perfezionate una volta arrivati nei pressi del posto barca, cos\u00ec da essere ideali e sicure.<\/p>\n<p>Vogliamo quindi precisare due cose: un ormeggio diverso richiede un posizionamento differente dei parabordi. Questo significa che i parabordi non dovrebbero essere attaccati a inizio stagione per restarsene l\u00ec, nella medesima posizione, a sballottolare sui fianchi, per tutto il tempo successivo. E, inoltre, una volta attaccati possono \u2013 devono \u2013 essere regolati al meglio, per offrire la pi\u00f9 alta delle protezioni. Una vola lasciato l&#8217;ormeggio i parabordi vanno tolti e posizionati l\u00ec dove non disturbano nessuno, preferibilmente in un <strong>gavone,<\/strong> e quindi lontani da luoghi di passaggio, come per esempio il passavanti.<\/p>\n<h3>Come si fissano i parabordi<\/h3>\n<p>Di parabordi che galleggiano solitari in mezzo al mare ce ne sono gi\u00e0 troppi. Talvolta il nodo \u00e8 proprio sbagliato \u2013 e in quanto tale mette in pericolo anche la barca. Altre volte, invece, il nodo \u00e8 magari quello giusto, ma viene fatto in fretta, tenendo il parabordi a penzoloni, tanto da farlo finire inavvertitamente in acqua. Altre volte, invece, i parabordi<strong> cadono in acqua<\/strong> non nel momento del fissaggio, quanto invece quando la barca esce dal porto e questi accessori nautici vengono tirati a bordo per essere riposti nei gavoni. Non conta, insomma, solamente &#8216;dove&#8217; vengono posizionati i parabordi: conta anche il &#8216;come&#8217;. Parliamo brevemente, dunque, di nodi.<\/p>\n<p>E di certo, quando parliamo di <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/27-parabordi-barca?produttori=polyform\"><strong>parabordi Polyform<\/strong><\/a> <strong>Majoni<\/strong> e via dicendo \u2013 non possiamo che fare riferimento al nodo parlato, il quale non a caso viene anche chiamato &#8216;nodo del parabordo&#8217;, tanto \u00e8 caratteristico questo approccio nel fissare i <strong>paraurti.<\/strong> Come sanno tutti i diportisti, il nodo parlato \u00e8 estremamente semplice, e viene usato anche, per esempio, per l&#8217;ormeggio provvisorio con delle <strong><a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/17-cima-barca\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cime<\/a><\/strong> sottili. Sono tanti i vantaggi del nodo parlato: \u00e8 semplice e veloce da fare, ha un&#8217;ottima tenuta nel momento in cui \u00e8 in tensione \u2013 e quindi \u00e8 perfetto per i parabordi, che lo tengono in tensione costante \u2013 ed \u00e8 veloce da sciogliere.<\/p>\n<p><strong>Come si fa quindi a fissare un parabordo con un nodo parlato?<\/strong> Prima di tutto, ti consigliamo di prendere la misura giusta, calcolando il tratto della cima che userai per fare il nodo. Fatto questo, per lavorare con comodit\u00e0 e per non rischiare di perdere il parabordo tra i flutti, ti consigliamo di appoggiare il paraurti gonfiabile in coperta. Fatto questo, farai passare il corrente sopra la draglia e quindi sotto di essa, facendolo quindi tornare verso di te, per poi passarlo dietro al dormiente e quindi nuovamente sotto la draglia. Fatto questo, farai il nodo vero e proprio, facendo passare il corrente tra la draglia e il corrente. \u00c9 necessario poi serrare il nodo, avendo comunque cura di lasciar un buon anello di cima al suo esterno. Va poi sottolineato che il nodo parlato pu\u00f2 anche essere reso pi\u00f9 resistente, optando magari con un parlato ganciato o con un mezzo collo.<\/p>\n<p>Disfare questo nodo sar\u00e0 semplice e veloce. Anche in questo caso, in uscita dal porto, consigliamo di issare sulla bordo il parabordi prima di scogliere il nodo.<\/p>\n<p>\u00c8 per\u00f2 possibile posizionare i parabordi anche senza usare dei nodi. Sul nostro negozio di accessori per la nautica online si possono infatti trovare dei <strong>ganci portaparabordi in plastica universali<\/strong>, che possono dunque essere utilizzati su gran parte delle battagliole. Questi ganci offrono diversi tipi di vantaggi. Prima di tutto, offrono la possibilit\u00e0 di approntare i parabordi anche a eventuali passeggeri che non hanno alcuna esperienza marinaresca, non necessitando di nodi. In secondo luogo, permettono di fissare i paraurti in modo molto veloce, e si prestano dunque anche all&#8217;utilizzo su barche con equipaggio ridotto.<\/p>\n<div class=\"carousel prestashop_carousel\" data-val=\"1737,480,1735\"> <\/div>\n<h3>Dove posizionare i parabordi?<\/h3>\n<p>Ecco la domanda che pi\u00f9 spesso viene fatta quando si parla di parabordi: dove devono essere posizionati? Sia per i parabordi cilindrici (come per esempio i parabordi Serie F di Polyform) che per quelli a pera (come per esempio i parabordi Serie A di Polyform) valgono le stesse regole. Ma ancora prima di capire dove posizionare questi accessori paraurti, \u00e8 necessario capire quanti bisogna averne a bordo.<\/p>\n<p>Il <strong>numero minimo<\/strong>, per qualunque tipo di barca, di qualsiasi dimensione, \u00e8 sei parabordi, ovvero<strong> tre per fiancata.<\/strong> Va per\u00f2 detto che a questo numero minimo va aggiunto un settimo parabordo, da tenere nel gavone in caso di emergenza: un paraurti potrebbe infatti rompersi o cadere in mare. A ci\u00f2 va aggiunto il fatto che le imbarcazioni pi\u00f9 lunghe abbisognano di un numero pi\u00f9 alto di parabordi: per calcolare il numero esatto si dovrebbe pensare che \u00e8 necessario un parabordo ogni due metri e mezzo. Ai parabordi &#8216;classici&#8217;, poi, andrebbero sommati quelli speciali, come per esempio quello da posizionare a prua.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-1277\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/VP27269Polyform_01-1024x683.jpg\" alt=\"posizionamento parabordi Polyform\" width=\"1024\" height=\"683\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/VP27269Polyform_01-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/VP27269Polyform_01-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/VP27269Polyform_01-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/VP27269Polyform_01-200x133.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/VP27269Polyform_01-400x267.jpg 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/VP27269Polyform_01-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/VP27269Polyform_01-800x533.jpg 800w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/VP27269Polyform_01-1200x800.jpg 1200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/VP27269Polyform_01.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>Immaginiamoci dunque di essere nella prossimit\u00e0 del nostro porto di destinazione. Estraiamo dunque i parabordi dai gavoni, e iniziamo a posizionarli lungo le fiancate. Ma dove, esattamente, dovrebbero essere messi? Di certo la parte che pi\u00f9 delle altre deve essere protetta \u00e8 quella in cui lo scafo risulta pi\u00f9 largo, perch\u00e9 \u00e8 proprio l\u00ec che i contatti saranno pi\u00f9 probabili. La prima coppia di parabordi, dunque, dovr\u00e0 essere assolutamente posizionata a livello del<strong> baglio massimo<\/strong>. Qualcuno, avendo tutti i parabordi cilindrici tranne uno o due, commette l&#8217;errore di posizionare a livello del baglio massimo i parabordi a pera, che presentano in diametro importante, per poi usare dei parabordi cilindrici verso prua e verso poppa. Cos\u00ec facendo, per\u00f2, si concentra tutta la pressione sul solo paraurti sferico centrale, esponendolo a uno stress eccessivo e quindi a una probabile esplosione, la quale non potrebbe che lasciare indifesa la fiancata nel punto pi\u00f9 esposto ai rischi.<\/p>\n<p>Gli altri parabordi dovranno essere fissati a debita distanza verso prua o verso poppa. Chi conosce in anticipo le caratteristiche dell&#8217;ormeggio, del resto, sapr\u00e0 ancora prima di entrare in porto dove e come fissare i paraurti.<\/p>\n<p>Un parabordo o due dovranno essere tenuti di riserva, per essere posizionati eventualmente una volta vicini alla banchina. Non bisogna dimenticare che i nostri parabordi devono essere esposti in modo alternato rispetto a quello delle barche adiacenti, cos\u00ec da proteggere al meglio entrambe le fiancate.<\/p>\n<h3>A che altezza collocare i paraurti?<\/h3>\n<p>La difficolt\u00e0 reale, di fatto, non sta tanto nell&#8217;individuare la posizione giusta per ogni parabordo. No, gli errori pi\u00f9 frequenti sono fatti in termini di altezza, con dei dispositivi di protezione<strong> troppo alti o troppo bassi.<\/strong><\/p>\n<p>Per prima cosa, va ricordato che, per avere il massimo della stabilit\u00e0 dei parabordi, questi n<strong>on vanno annodati alla draglia alta della battagliola, quanto invece a quella bassa.<\/strong> Certo, la procedura risulta un po&#8217; pi\u00f9 scomoda, ma cos\u00ec facendo si accorcer\u00e0 automaticamente la cima, in modo da ridurre cospicuamente la possibile oscillazione del parabordo. E si sa, meno questo potr\u00e0 rotolare sulla fiancata formando un arco, minori saranno le possibilit\u00e0 di ritrovarselo a bordo, lontano dalla <strong>murata<\/strong> che dovrebbe proteggere. Un&#8217;altra buona abitudine, per quanto possibile, \u00e8 quella di fissare i parabordi \u2013 con nodo o con apposito gancio \u2013 non troppo lontano dai candelieri, cos\u00ec da non andare a stressare, e potenzialmente a deformare, le draglie della nostra barca.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1275\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_150618590-1.jpg\" alt=\"altezza parabordi\" width=\"1000\" height=\"667\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_150618590-1.jpg 1000w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_150618590-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_150618590-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_150618590-1-200x133.jpg 200w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_150618590-1-400x267.jpg 400w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_150618590-1-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/shutterstock_150618590-1-800x534.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/p>\n<p>In linea generale, in condizioni standard, l&#8217;altezza giusta in cui posizionare i parabordi \u00e8 quella che vede la testa del parabordo in linea con la base della <strong>falchetta:<\/strong> \u00e8 qui, infatti, che i normali contatti si verificheranno. Un parabordo pi\u00f9 alto rischierebbe di scivolare verso l&#8217;alto in caso di compressione violenta e\/o continua, mentre uno pi\u00f9 basso sarebbe del tutto inutile, con lo scafo a toccare la banchina o le altre imbarcazioni. Va per\u00f2 detto che l&#8217;altezza va regolata di caso in caso, sia in base all&#8217;altezza della banchina, che guardando il tipo di barca alla quale intendiamo avvicinarci. Lo diciamo di nuovo: il fissaggio dei parabordi non \u00e8 per sempre.<\/p>\n<h3>Usare la calza copriparabordi<\/h3>\n<p>I parabordi proteggono le fiancate. Potrebbe sembrare strano, ma va aggiunto che le fiancate vanno protette anche dai parabordi, e che questi ultimi, a loro volta, dovrebbero essere protetti dalle murate delle nostre barche. Il concetto \u00e8 semplice: rotolandosi e muovendosi sulla fiancata della barca, il parabordo pu\u00f2 andare a rovinare la<strong> <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/124-vernice-per-barche\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">vernice per barca<\/a><\/strong> stessa,<strong> lasciando dei segni<\/strong> non indifferenti. C&#8217;\u00e8 poi il rischio che, a elevate temperature, il parabordo finisca per rilasciare della colla, andando cos\u00ec a sporcare lo scafo.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 i produttori come Polyform hanno deciso di produrre delle calze, o meglio, dei <strong>copriparabordi,<\/strong> con i quali rivestire questi articoli al momento dell&#8217;utilizzo. Prima di acquistare il giusto copriparabordi \u00e8 necessario controllare le dimensioni e la tipologia del prodotto da coprire. I copriparabordi Polyform della linea F, realizzati in poliestere elasticizzato e lavabili in lavatrice, sono realizzati per coprire tutti i parabordi Polyform della linea F, dal pi\u00f9 piccolo al pi\u00f9 grande.<\/p>\n<h3>Conclusione<\/h3>\n<p>Ora sai quando, come e dove posizionare i parabordi per proteggere al meglio la tua barca. Nella disposizione di questi prodotti \u00e8 sempre necessario pensare anche alle altre barche, i quali equipaggi potrebbero essere meno attenti alla <strong>protezione dello scafo<\/strong>: pensare solo e unicamente alla banchina come minaccia \u00e8 quindi da ingenui. Ricordiamoci dunque sempre di portare a bordo un numero sufficiente di parabordi, ai quali aggiungerne uno o due di riserva.<\/p>\n<p>Ogni parabordo deve essere gonfiato nel rispetto delle indicazioni di pressione specificate per ciascun prodotto. Durante le settimane pi\u00f9 calde, per evitare di danneggiare i parabordi, \u00e8 consigliabile<strong> sgonfiarli leggermente<\/strong>: con l&#8217;aumento delle temperature, infatti, cresce anche la pressione interna ai gonfiabili.<\/p>\n<div class=\"carousel prestashop_carousel\" data-val=\"476,475,28247\"> <\/div>\n<p>Stai cercando dei nuovi parabordi per la tua barca? Nel nostro<a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/600-accessori-nautica\"><strong> negozio di accessori nautica<\/strong><\/a>&nbsp;troverai i prodotti di <strong>Polyform<\/strong>, ma anche di <strong>Majoni<\/strong> e di <strong>Plastimo<\/strong>!<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche settimana fa abbiamo dedicato un intero post alla scelta dei parabordi per la tua barca: abbiamo dunque visto quali sono le differenze tra i parabordi cilindrici e quelli a pera, abbiamo introdotto i nuovi parabordi piatti e abbiamo parlato anche dei parabordi &#8216;anomali&#8217;, e quindi quelli appositamente realizzati per proteggere la prua, la poppa, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":1274,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[334],"tags":[346,313,350,340],"class_list":{"0":"post-1264","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-guide-tutorial-nautica","8":"tag-ancoraggio-e-ormeggio","9":"tag-how-to","10":"tag-manutenzione-e-rimessaggio","11":"tag-nautica"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1264","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1264"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1264\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13242,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1264\/revisions\/13242"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1274"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1264"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1264"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1264"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}