{"id":12126,"date":"2023-04-04T09:00:00","date_gmt":"2023-04-04T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/?p=12126"},"modified":"2023-06-19T15:39:56","modified_gmt":"2023-06-19T13:39:56","slug":"guida-manutenzione-della-batteria-nautica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/guida-manutenzione-della-batteria-nautica\/","title":{"rendered":"Guida alla manutenzione della batteria nautica"},"content":{"rendered":"\n<p>Qualsiasi imbarcazione pensata per fare qualcosina in pi\u00f9 di una breve escursione lungo la costa presenta a bordo una <strong>batteria nautica<\/strong>, chiamata di volta in volta ad alimentare un numero variabile di dispositivi. Per l&#8217;avviamento del motore, per alimentare l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/245-ecoscandaglio\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>ecoscandaglio<\/strong><\/a>, il verricello per salpare l&#8217;ancora, le luci di bordo e via dicendo. Ecco allora che a bordo si crea un <strong>impianto elettrico<\/strong> di dimensioni variabili, il che, se ci si pensa bene, \u00e8 qualcosa di <strong>straordinario<\/strong>: l\u00ec, in mezzo al mare, a miglia di distanza dalla costa, possiamo avere <strong>energia elettrica<\/strong> a disposizione per le pi\u00f9 diverse attivit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma si tratta anche di impianti elettrici che si trovano in una situazione del tutto particolare, senza essere connessi a una rete disposta a rifornirci di continuo di energia, e circondati da moli immense di acqua, la quale di certo non rientra tra le amiche dell&#8217;elettricit\u00e0. Fulcro di questi impianti sono le batterie, le quali per funzionare in modo efficiente, per non lasciarci a secco nel momento sbagliato e per garantire un eccellente livello di <strong>sicurezza<\/strong>, devono essere <strong>trattate nel modo giusto<\/strong>: per questo oggi vedremo una <strong>guida alla manutenzione della batteria nautica<\/strong>. Per eliminare un po&#8217; di quella confusione che regna sovrana quando si parla di <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/194-batteria-nautica\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>batterie per nautica<\/strong><\/a>, prima vedremo insieme quali sono le diverse <strong>tipologie <\/strong>di \u201caccumulatori\u201d che possono essere presenti sulle nostre imbarcazioni.<\/p>\n\n\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le batterie da avviamento e le batterie per servizi<\/h2>\n\n\n\n<p>La nostra guida alla manutenzione della batteria nautica parte con una distinzione delle diverse tipologie di accumulatori di energia. Possiamo partire con una divisione di questi dispositivi in<strong> due grandi gruppi<\/strong>: da una parte abbiamo le <strong>batterie da avviamento<\/strong>, le quali sono pensate in modo specifico per permettere l&#8217;accensione del motore alimentato da combustibile. Ecco che allora queste sono delle batterie del tutto particolari, visto che la loro funzione \u00e8 quella di rilasciare una potenza molto alta in un brevissimo lasso di tempo, quello per l&#8217;appunto dell&#8217;accensione. Tra le peculiarit\u00e0 di questi dispositivi vi \u00e8 quindi quella di <strong>non supportare carichi prolungati <\/strong>nonch\u00e9 quella di mal sopportare la scarica totale.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"carousel prestashop_carousel\" data-val=\"16639,16642,16645\"> <\/div>\n\n\n\n<p>Ci sono poi le <strong>batterie di servizio,<\/strong> ovvero tutti quegli accumulatori che, anzich\u00e9 essere collegati al motore, sono deputate ad alimentare i dispositivi elettrici ed elettronici a bordo nel momento in cui questi non vengono alimentati in altro modo; sono cio\u00e8 quelle batterie che entrano in gioco nel momento in cui non si \u00e8 connessi alla rete della banchina del porto o quando non \u00e8 in funzione l&#8217;alternatore. Si capisce quindi che, per la modalit\u00e0 in cui sono chiamate a lavorare, queste batterie sono diverse da quelle di avviamento: non hanno la necessit\u00e0 di fornire alti pocchi di potenza, ma<strong> possono essere utilizzate a lungo<\/strong>, senza temere eccessivamente le scariche n\u00e9 un alto numero di cicli di ricarica.<\/p>\n\n\n\n<p>In generale, una barca che conta un discreto impianto elettrico dovrebbe quindi avere a bordo due tipologie di batterie: la prima per il motore, la seconda per tutto il resto. Va detto che <strong>non sempre \u00e8 possibile<\/strong>, per lo spazio ridotto o per il bisogno di semplificare al massimo l&#8217;impianto elettrico. Ecco che allora entrano in gioco degli a<strong>ccumulatori a doppio uso<\/strong>, che senza eccellere particolarmente in nessun campo \u2013 n\u00e9 nell&#8217;avviamento n\u00e9 nei servizi \u2013 riescono a soddisfare entrambe le necessit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"carousel prestashop_carousel\" data-val=\"34837,34834,34847\"> <\/div>\n\n\n\n<p>Vediamo ora, a livello di costruzione e di tecnologia usata, quali sono le diverse tipologie di batteria per barche.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I diversi tipi di batteria per barca<\/h2>\n\n\n\n<p>Come sappiamo il prototipo della batteria moderna \u00e8 stato messo a punto da Alessandro Volta nel <strong>1799<\/strong>, in Lombardia: per farsi un&#8217;idea, le guerre napoleoniche erano ancora l\u00ec da venire, parliamo di un&#8217;altra epoca. Non stupisce quindi che in oltre 2 secoli le batterie si siano evolute e diversificate non poco: ecco le principali tipologie che possiamo trovare sulle nostre barche.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Batteria a elettrolita liquido<\/h3>\n\n\n\n<p>Queste batterie, anche dette al <strong>piombo-acido,<\/strong> presentano gli elettrodi immersi in <strong>acido solforico<\/strong>, il quale per l&#8217;appunto ha il ruolo di elettrolita. Si tratta di accumulatori concettualmente semplici ed <strong>economici<\/strong>, i quali per\u00f2 presentano diversi svantaggi: andando a formare dei gas potenzialmente infiammabili, devono essere installati <strong>in luoghi ben ventilati<\/strong> (guai a chi installa queste batterie in un ambiente stagno) e devono mantenere una <strong>posizione verticale,<\/strong> cos\u00ec da evitare la fuoriuscita dell&#8217;acido. La manutenzione di queste batterie per barca prevede di andare a rabboccare regolarmente il liquido con dell&#8217;acqua distillata.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Batteria al gel<\/h3>\n\n\n\n<p>Sempre di batterie al piombo-acido si parla, ma questa volta l&#8217;elettrolita non \u00e8 liquido, quanto invece <strong>gelatinoso<\/strong>. Il vantaggio \u00e8 quello di avere un contenitore a <strong>chiusura stagna<\/strong> che non conosce la fuoriuscita di gas, per poterla quindi installare anche in ambienti per nulla ventilati. Va per\u00f2 detto che questi accumulatori<strong> temono molto i picchi di tensione,<\/strong> e necessitano quindi di grande attenzione nell&#8217;utilizzo e nella gestione dell&#8217;impianto elettrico: se trattate nel modo giusto, per\u00f2, garantiscono una lunga durata, con<strong> tantissimi cicli di carica <\/strong>e parecchie scariche.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Batterie Absorbed Glass Mat<\/h3>\n\n\n\n<p>Le <strong>batterie AGM <\/strong>presentano un elettrolita liquido piombo-acido che per\u00f2, stavolta, \u00e8 trattenuto da delle \u201cspugne\u201d realizzate in fibra di vetro. Anche queste, come quelle gelatinose, sono batterie stagne, che non necessitano la manutenzione vista nel caso delle classiche batterie a elettrolita liquido. Rispetto alle batterei al gel, presentano diversi vantaggi, quali la<strong> durata ancora superiore<\/strong>, un tasso di scaricamento piuttosto basso durante i periodi di inattivit\u00e0 e un&#8217;ottima velocit\u00e0 di carica. Non a caso, le batterie AGM per barca sono tra le pi\u00f9 utilizzate quando si parla di batteria unica, e dunque ibrida, per avviamento e servizi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Pile a combustibile<\/h3>\n\n\n\n<p>Qui parliamo di una tecnologia completamente diversa: non pi\u00f9 batterie vere e proprie, quanto invece<strong> Fuel Cell<\/strong>, ovvero dispositivi elettrochimici che permettono di ottenere elettricit\u00e0 dall&#8217;idrogeno, senza combustione termica. Si tratta di dispositivi innovativi, che stanno facendo ora i primi passi nel mondo della nautica.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-medium\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/batteria-66-ah-per-avviamento-servizi-optima-300x300.png\" alt=\"Consigli manutenzione della batteria nautica\" class=\"wp-image-12128\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/batteria-66-ah-per-avviamento-servizi-optima-300x300.png 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/batteria-66-ah-per-avviamento-servizi-optima-150x150.png 150w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/batteria-66-ah-per-avviamento-servizi-optima-768x768.png 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/batteria-66-ah-per-avviamento-servizi-optima-696x696.png 696w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/batteria-66-ah-per-avviamento-servizi-optima-420x420.png 420w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/batteria-66-ah-per-avviamento-servizi-optima.png 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Manutenzione della batteria nautica: a cosa stare attenti<\/h2>\n\n\n\n<p>Viste le diverse tipologie di accumulatori, diamo il via alla nostra guida alla manutenzione della batteria nautica. A cosa bisogna prestare attenzione? Prima di tutto, al momento dell&#8217;installazione a bordo, \u00e8 necessario sapere con certezza con <strong>quale tipologia<\/strong> di batteria abbiamo a che fare: come abbiamo visto, per esempio, la batteria a elettrolita liquido deve essere posizionata in luoghi ben areati. Meglio quindi leggere attentamente le disposizioni del <strong>produttore <\/strong>e, in caso di batterie a elettrolita liquido, procedere quando necessario al <strong>rabbocco<\/strong>: il posizionamento, in ogni caso, dovrebbe essere pensato in un luogo con ridotte sollecitazioni meccaniche. Per questo motivo sarebbe sempre bene evitare il posizionamento degli accumulatori nautici a <strong>prua<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Sempre in linea generale, \u00e8 da <strong>evitare l&#8217;abbinamento di batterie di tipologie differenti,<\/strong> avendo la certezza di rispettare sempre il voltaggio di carica imposto dal produttore.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Guida alla manutenzione della batteria nautica<\/h2>\n\n\n\n<p>La prima regola della manutenzione della batteria nautica, come peraltro di qualsiasi altro accumulatore, \u00e8 quella di mantenere i <strong>morsetti puliti,<\/strong> proteggendoli parallelamente con del grasso o con della vaselina per evitare l&#8217;ossidazione. Va detto che dei morsetti sporchi possono essere puliti con una spazzola per <strong><a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/197-accessori-impianto-elettrico\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">morsetti<\/a><\/strong> o con della lana d&#8217;acciaio, scollegando prima il negativo e poi quello positivo; se visibilmente corrosi, devono essere sostituiti, per non mettere a repentaglio l&#8217;intero impianto elettrico della barca.<\/p>\n\n\n\n<p>Per durare a lungo, a prescindere dalla tipologia, una batteria dovrebbe essere <strong>mantenuta pulita, carica e controllata<\/strong>. Ma come si controlla una batteria, al di l\u00e0 dell&#8217;esame visivo? Lo strumento pi\u00f9 utile \u00e8 il <strong>misuratore di tensione,<\/strong> per sapere quanti volt quell&#8217;accumulatore \u00e8 effettivamente in grado di garantirci: una buona batteria, scollegata da tutto e carica al 100%, dovrebbe essere capace di assicurare un voltaggio compreso tra i 12,6 e i 12,8 Volt. Il consiglio, durante i periodi di riposo \u2013 come per esempio durante il lungo <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/rimessaggio-barca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>rimessaggio invernale<\/strong><\/a> \u2013 \u00e8 quello d<strong>i monitorare regolarmente questo valore<\/strong>, una volta al mese per le batterie a elettrolita liquido, e una volta ogni 3 mesi per le altre tipologie di batteria per barca. Va peraltro detto che, se non utilizzata per lunghi periodi, la batteria dovrebbe essere sempre <strong>disconnessa<\/strong>: \u00e8 possibile farlo semplicemente sconnettendo il polo negativo o, in modo pi\u00f9 comodo e intelligenti, con uno <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/185-stacca-batteria-barca\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>stacca batterie<\/strong><\/a> apposito. In questo modo si andr\u00e0 a ridurre il progressivo scaricarsi della batteria per le cosiddette <strong>correnti parassite <\/strong>dell&#8217;impianto elettrico nel suo complesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualsiasi imbarcazione pensata per fare qualcosina in pi\u00f9 di una breve escursione lungo la costa presenta a bordo una batteria nautica, chiamata di volta in volta ad alimentare un numero variabile di dispositivi. Per l&#8217;avviamento del motore, per alimentare l&#8217;ecoscandaglio, il verricello per salpare l&#8217;ancora, le luci di bordo e via dicendo. 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