{"id":12009,"date":"2023-02-27T18:54:00","date_gmt":"2023-02-27T17:54:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/?p=12009"},"modified":"2023-02-24T12:04:16","modified_gmt":"2023-02-24T11:04:16","slug":"pulizia-carena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/pulizia-carena\/","title":{"rendered":"Pulizia della carena: guida allo svolgimento della procedura antivegetativa"},"content":{"rendered":"\n<p>Sar\u00e0 capitato anche ai pi\u00f9 distratti di osservare la carena di un&#8217;imbarcazione da sopra il pelo dell&#8217;acqua e scorgere il rivestimento della chiglia colonizzato da tutta una serie di piccoli organismi e alghe.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La condizione \u00e8 comune agli scafi di qualsiasi imbarcazione dopo il varo, e richiede che vengano svolti trattamenti con speciali vernici antivegetative e fluidi biocidi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In questo approfondimento, vedremo nello specifico quali sono tutti i passaggi per svolgere al meglio l&#8217;operazione del &#8220;<strong>fare carena<\/strong>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Premessa: come si forma lo strato di sporcizia sulla carena?&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p>Indipendentemente dall&#8217;ambiente acquatico considerato, prima o poi ogni chiglia viene &#8220;sporcata&#8221; sotto la linea di galleggiamento dagli <strong>organismi marini<\/strong> indipendentemente dal materiale dello scafo: vetroresina, legno, resina, metallo, tutti sono soggetti a questo problema.<\/p>\n\n\n\n<p>La rapidit\u00e0 e l&#8217;incidenza del processo di colonizzazione di questi organismi dipende da diversi elementi come qualit\u00e0 di acqua, profondit\u00e0, temperatura, correnti e moto ondoso. Questi fattori sono per natura molto variabili e possono portare a differenze molto consistenti a<strong> livello di incrostazione<\/strong> anche in porti e ormeggi molto vicini tra loro.<\/p>\n\n\n\n<p>A ogni modo, il processo di colonizzazione si articola generalmente in tre fasi:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>Gi\u00e0 dopo i primi giorni di barca in acqua, un <strong>sottile strato di materiale organico<\/strong> si forma su tutto lo scafo della barca sotto la linea di galleggiamento.<br><\/li><li>Dopo circa una settimana dalla messa in acqua, lo strato organico &#8220;evolve&#8221;, convertendosi in una <strong>colonia di organismi pluricellulari.<\/strong>&nbsp;<br><\/li><li>A lungo andare, compaiono gli effetti visibili che tutti conoscono: le alghe e i cosiddetti &#8220;<strong>denti di cane<\/strong>&#8220;, nome comune dei balanidi.&nbsp;<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Chiarito il processo, diamo un&#8217;occhiata a cosa usare per liberarsi di questo problema e di come procedere al trattamento.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/carenaggio-barca-1024x683.jpg\" alt=\"Qualsiasi barca \u00e8 soggetta al fenomeno delle incrostazioni sullo scafo gi\u00e0 dopo pochi giorni in acqua\" class=\"wp-image-12012\" width=\"822\" height=\"544\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come agisce la vernice antivegetativa?&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p>L&#8217;aiuto principale per contrastare il fenomeno conosciuto come &#8220;<strong>marine fouling<\/strong>&#8221; in inglese \u00e8 costituito dalle <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/120-antivegetativa\">vernici antivegetative<\/a>. Si tratta di speciali vernici contenenti dei <strong>biocidi <\/strong>(l&#8217; ossido di rame su tutti) rilasciati gradualmente per tenere lontani gli organismi dallo stato nel tempo.&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"carousel prestashop_carousel\" data-val=\"27807-61119,28400-61758,27813-61156,28413-61833\"><\/div>\n\n\n<p>La famiglia della vernice antivegetativa si divide in de principali categorie:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/120-antivegetativa?matrice=dura\"><strong>Vernice a matrice dura<\/strong><\/a>: il rilascio delle sostanze biocide avviene lentamente senza che l&#8217;aspetto del rivestimento muti nel tempo, anche dopo l&#8217;esaurimento dell&#8217;efficacia del prodotto.&nbsp;<\/li><li><a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/120-antivegetativa?matrice=autolevigante\"><strong>Vernice autolevigante<\/strong><\/a>: ciascuno strato di antivegetativa in questo caso tende a &#8220;squamare&#8221; a causa dell&#8217;attrito con l&#8217;acqua, riducendo il proprio spessore nel tempo (senza per\u00f2 perdere di efficacia).<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Il primo tipo di vernice \u00e8 pi\u00f9 indicato se si possiede una barca che si utilizza poco. Stazionando a lungo in porto, infatti, \u00e8 pi\u00f9 indicato utilizzare un prodotto pi\u00f9 resistente e che prevenga per pi\u00f9 tempo la formazione della vegetazione marina. Il secondo tipo di vernice, invece, \u00e8 pi\u00f9 indicato per barche soggette a lunghe navigazioni, per cui la perdita graduale di strati \u00e8 pi\u00f9 adatta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una nota a parte va fatta per le barche molto veloci: la vernice a matrice dura \u00e8 senza dubbio migliore in questi casi, considerando che la sua controparte durerebbe solo poche uscite vista la sua tendenza a squamare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A ogni modo, \u00e8 bene<strong> evitare la pratica di immergersi per grattare via le incrostazioni con una spatola<\/strong> quando la barca \u00e8 ancora in mare: i vecchi strati di vernice che si sfalderanno, infatti, andranno a depositarsi sul fondo, e la tossicit\u00e0 del prodotto non fa distinzione sul tipo di organismo da stroncare: in sostanza, si rischia di arrecare un danno importante all&#8217;ecosistema marino.&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/pulizia-carena-barca-1024x681.jpg\" alt=\"La pulizia della carena \u00e8 fondamentale per ogni tipo di barca\" class=\"wp-image-12011\" width=\"802\" height=\"529\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Passaggi e tempistiche per fare carena<\/h2>\n\n\n\n<p>Chiaramente, vista la grande variabilit\u00e0 dei fattori che portano all&#8217;accumulo di organismi sulla chiglia, non esiste una risposta precisa riguardo al periodo da far passare tra un&#8217;operazione di carenaggio e l&#8217;altra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ideale sarebbe comunque quello di armarsi di levigatrice, idropulitrice e tutto il resto <strong>durante il periodo di inattivit\u00e0 della barca<\/strong> e svolgere queste operazioni prima dell&#8217;inizio della nuova stagione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A ogni modo, diamo un&#8217;occhiata a ogni passaggio consigliabile per completare a regola d&#8217;arte un&#8217;operazione di carenaggio, sapendo che \u00e8 disponibile anche un <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/come-scegliere-e-come-dare-antivegetativa-alla-barca\">video che illustra come dare l&#8217;antivegetativa alla barca<\/a>:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>In primo luogo, una volta tirata in secca la barca, si procede a <strong>lavare la carena con l&#8217;idropulitrice<\/strong> per eliminare lo strato di vecchia antivegetativa e tutto quello che vi si \u00e8 attaccato. Sarebbe meglio utilizzare dell&#8217;acqua calda per eliminare con pi\u00f9 facilit\u00e0 ogni traccia di incrostazione.&nbsp;<br><\/li><li>Si lascia la carena<strong> asciugare per qualche giorno<\/strong> senza fare altro.&nbsp;<br><\/li><li>Nel caso in cui la vernice applicata in precedenza sia stata autolevigante, allora sar\u00e0 probabilmente gi\u00e0 venuta tutta via. In caso di vernice a matrice dura, invece, occorrer\u00e0 probabilmente grattare via lo strato servendosi di una levigatrice e di uno sverniciatore.<br><\/li><li>Completata l&#8217;operazione sulla parte principale, bisogna <strong>occuparsi di piede poppiero ed elica<\/strong>, facendo in modo che il metallo torni visibile e sostituendo gli zinchi ove necessario.&nbsp;<br><\/li><li>A questo punto, si procede a<strong> lavare l&#8217;opera morta<\/strong> per pulirla dalla polvere e ad applicare uno strato di <strong>primer epossidico<\/strong> per facilitare l&#8217;adesione della vernice antivegetativa che verr\u00e0 applicata.&nbsp;<\/li><li>A questo punto si procede a stendere <strong>una mano di antivegetativa<\/strong>. Sarebbe sempre meglio dare almeno due mani, riservando l&#8217;ultima per i giorni immediatamente antecedenti al nuovo varo.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Questi passaggi dovrebbero essere sufficienti per mantenere in salute l&#8217; opera viva e lo scafo in generale per una barca a vela o una barca a motore di qualsiasi genere. Nel caso ne avessi bisogno o volessi semplicemente farti un&#8217;idea, in questo articolo troverai i&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/ridurre-i-costi-di-manutenzione-della-barca-ecco-come-fare\/\">consigli per ridurre i costi di manutenzione della tua barca<\/a> considerando anche altre operazioni che sarebbe meglio svolgere periodicamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 capitato anche ai pi\u00f9 distratti di osservare la carena di un&#8217;imbarcazione da sopra il pelo dell&#8217;acqua e scorgere il rivestimento della chiglia colonizzato da tutta una serie di piccoli organismi e alghe.&nbsp; La condizione \u00e8 comune agli scafi di qualsiasi imbarcazione dopo il varo, e richiede che vengano svolti trattamenti con speciali vernici antivegetative [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":12010,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[334],"tags":[367,353,313,350,340],"class_list":{"0":"post-12009","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-guide-tutorial-nautica","8":"tag-tips-barca-a-motore","9":"tag-barca-a-vela","10":"tag-how-to","11":"tag-manutenzione-e-rimessaggio","12":"tag-nautica"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12009","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12009"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12009\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12137,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12009\/revisions\/12137"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12010"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12009"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12009"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12009"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}