{"id":11147,"date":"2023-01-26T09:00:00","date_gmt":"2023-01-26T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/?p=11147"},"modified":"2023-05-11T20:57:04","modified_gmt":"2023-05-11T18:57:04","slug":"antichi-strumenti-orientarsi-mare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/antichi-strumenti-orientarsi-mare\/","title":{"rendered":"Come si orientavano in mare nell&#8217;antichit\u00e0?"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 sempre interessante leggere le storie che descrivono le<strong> navigazioni nell&#8217;antichit\u00e0,<\/strong> oppure guardare film o serie televisive che riportano le gesta, le avventure e le sventure di chi in passato ha provato a seguire <strong>nuove rotte, <\/strong>spingendo sempre pi\u00f9 in l\u00e0 il limite del possibile. In molti per esempio hanno guardato la serie tv <strong>Vikings<\/strong>, che narra tra le altre cose le prime navigazioni dei <strong>vichinghi <\/strong>che, dalle coste scandinave, riuscirono a portarsi verso la Gran Bretagna e quindi verso la Francia. Per riuscire in tale impresa, i norreni usavano le spartane <strong><a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/239-bussole-nautiche\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">bussole nautiche<\/a><\/strong>, arrivati fino in Nord Europa grazie a dei mercanti orientali. Ma la storia della navigazione inizia ben prima delle scorribande vichinghe in acque inglesi, nel 793. Come facevano secoli e millenni fa a decidere la rotta? Come si orientavano in mare nell&#8217;antichit\u00e0? Vediamo quali sono stati i primi <strong>antichi strumenti per orientarsi in mare<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I navigatori del passato<\/h2>\n\n\n\n<p>Oggi a nostra disposizione ci sono i pi\u00f9 diversi strumenti per orientarsi in mare. Pensiamo al <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/908-gps-cartografico-nautico\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">GPS nautico<\/a>, al <strong>chartplotter<\/strong>, alle carte nautiche digitali e dettagliate, nonch\u00e9 ovviamente alle moderne bussole per barca. Un tempo non c&#8217;era nulla di tutto questo. Eppure<strong> 3.000 anni fa<\/strong>, in un mondo estremamente meno tecnologico rispetto a quello in cui viviamo, i <strong>fenici <\/strong>riuscivano a salpare da quello che oggi \u00e8 il Libano per portare le loro merci non solo in Africa settentrionale, ma persino in Europa, attraversando il <strong>Mediterraneo<\/strong>. E ancora, <strong>2.400 anni fa<\/strong> il greco Pitea riusc\u00ec ad arrivare<strong> fino all&#8217;Islanda,<\/strong> circumnavigando l&#8217;odierna Gran Bretagna. Ancora pi\u00f9 audaci e avanzati erano peraltro i <strong>navigatori orientali<\/strong>: cinesi e arabi riuscirono infatti ad attraversare l&#8217;Oceano Indiano ben prima degli europei. E in effetti gli stessi esploratori europei, nell&#8217;epoca delle grandiose spedizioni, si affidarono non solo agli antichi strumenti per orientarsi in mare provenienti dall&#8217;Oriente, quanto anche agli stessi navigatori orientali. Al fianco di<strong> Vasco de Gam<\/strong>a nel suo viaggio verso l&#8217;India intorno all&#8217;Africa c&#8217;era infatti l&#8217;arabo <strong>Ibn Majid. <\/strong>Il tutto senza computer di bordo, senza motori, senza scafi in vetroresina, senza <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/255-vhf-marino\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Vhf<\/a>. Vediamo quindi come si orientavano in mare nell&#8217;antichit\u00e0, a partire dagli strumenti utilizzati.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli antichi strumenti per orientarsi in mare: quando arriv\u00f2 la bussola?<\/h2>\n\n\n\n<p>Quando si pensa ai pi\u00f9 basilari strumenti per orientarsi in mare, il pensiero non pu\u00f2 che andare prima di tutto alla <strong>bussola<\/strong>. Questa per\u00f2 fu introdotta in Europa molto tardi, non prima del <strong>XII secolo, <\/strong>quando gli amalfitani ne entrarono in possesso attraverso degli scambi con gli arabi. A mettere a punto questo strumento furono i cinesi, i quali per\u00f2 per lungo tempo non lo utilizzarono per navigare, quanto invece come oggetto curioso in vari spettacoli d&#8217;attrazione. Insomma, <strong>Cristoforo Colombo<\/strong> aveva a bordo una bussola, cosa che per\u00f2 non potevano vantare i tanti navigatori europei nei secoli precedenti al dodicesimo. Prima ancora della bussola, per\u00f2, erano stati inventati diversi altri antichi strumenti per orientarsi in mare, capaci di rispondere di volta in volta a domande differenti.<br>L&#8217;unica informazione \u201cdata\u201d a disposizione di un navigatore era di fatto<strong> il punto di partenza.<\/strong> Tutto il resto \u2013 rotta, direzione, velocit\u00e0 \u2013 doveva essere ricavato in modo tutt&#8217;altro che facile, usando tecniche e strumenti di vario tipo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il solcometro, strumento di navigazione antico<\/h2>\n\n\n\n<p>Per calcolare la posizione di una barca durante la navigazione era fondamentale capire pressappoco la sua <strong>velocit\u00e0 <\/strong>di avanzamento, cos\u00ec da ricavare \u2013 partendo dal punto di partenza o da altri punti noti \u2013 la probabile posizione della barca in mare aperto. Tra i primissimi metodi usati vi fu quello di<strong> gettare un oggetto galleggiante<\/strong> a prua, per vedere poi quanto tempo avrebbe impiegato questo per raggiungere la poppa. Poi arriv\u00f2 il <strong>solcometro<\/strong>, uno strumento che permetteva di calcolare la velocit\u00e0 di avanzamento in modo leggermente pi\u00f9 preciso e pi\u00f9 comodo. Come abbiamo visto nell&#8217;articolo in cui parliamo della <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/solcometro-come-funziona\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">storia del solcometro,<\/a> si trattava di un triangolo di legno al quale veniva fissata una sagola con dei <strong>nodi <\/strong>equidistanti. La tavoletta veniva quindi filata a poppa, per poi vedere quanti nodi \u201ccorrevano\u201d in un dato periodi di tempo. \u00c8 proprio dall&#8217;uso di questo strumento che abbiamo ereditato il concetto di \u201cnodo\u201d per misurare la velocit\u00e0 di una barca. Ma di certo sapere quanto veloci si stava navigando non era sufficiente per capire in modo certo dove si trovava la barca in mare. Erano necessari quindi altri sturmenti, altri metodi, altre conoscenze.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le carte nautiche e le annotazioni quotidiane<\/h2>\n\n\n\n<p>I naviganti dell&#8217;antichit\u00e0 potevano fare affidamento su delle <strong>carte nautiche,<\/strong> le quali venivano migliorate di viaggio in viaggio, man a mano che si esploravano nuove porzioni di costa, di mare e di oceano. Ecco allora che i navigatori ogni giorno prendevano nota della rotta tenuta, dei punti raggiunti e delle correzioni effettuate per riprendere la rotta desiderata, in seguito magari a scostamenti dettati dal vento o dalle correnti. Si navigava quindi per lunghi tratti \u201cal buio\u201d, raccogliendo tutte le informazioni possibili per una <strong>navigazione stimata<\/strong> quanto pi\u00f9 corretta possibile.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli antichi strumenti per orientarsi in mare: l&#8217;aiuto delle stelle<\/h2>\n\n\n\n<p>Sappiamo tutti che, tra gli antichi strumenti per orientarsi in mare, c&#8217;erano anche e soprattutto le <strong>stelle<\/strong>. Per orientarsi in mare aperto, un navigatore doveva assolutamente conoscere la disposizione del cielo stellato, per capire la direzione da prendere nonch\u00e9 la <strong>posizione <\/strong>di massima della barca. Alcune informazioni basilari erano di facile lettura, conoscendo per esempio <strong>il tragitto del Sole nel cielo,<\/strong> individuando cos\u00ec facilmente i punti cardinali. Non \u00e8 tutto qui: controllando la posizione del Sole <strong>all&#8217;alba<\/strong>, i naviganti potevano confrontarla con quella delle stelle degli ultimi istanti della notte, per avere ulteriori informazioni sulla propria posizione. Di notte i punti di riferimento erano ancora maggiori, grazie alla Stella Polare, alla Croce del Sud e alla posizione di altre stelle note. Insomma, di fronte a un <strong>cielo sereno <\/strong>era effettivamente possibile poter fare affidamento su diversi punti di riferimento per mantenere e correggere la rotta. L&#8217;<strong>astrolabio<\/strong>, messo a punto da Teone di Alessandria nel IV secolo, venne introdotto in Europa solamente nell&#8217;Xi secolo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/igor-peftiev-JPQwuciINLY-unsplash-1024x683.jpg\" alt=\"navigare nell'antichit\u00e0 strumenti\" class=\"wp-image-11151\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/igor-peftiev-JPQwuciINLY-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/igor-peftiev-JPQwuciINLY-unsplash-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/igor-peftiev-JPQwuciINLY-unsplash-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/igor-peftiev-JPQwuciINLY-unsplash-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/igor-peftiev-JPQwuciINLY-unsplash-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/igor-peftiev-JPQwuciINLY-unsplash-696x464.jpg 696w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/igor-peftiev-JPQwuciINLY-unsplash-1068x712.jpg 1068w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/igor-peftiev-JPQwuciINLY-unsplash-630x420.jpg 630w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/igor-peftiev-JPQwuciINLY-unsplash.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Navigare nell&#8217;antichit\u00e0: il ruolo del calendario<\/h2>\n\n\n\n<p>Anche il calendario rientra di fatto nel gruppo degli antichi strumenti per orientarsi in mare. A influenzare le rotte, la velocit\u00e0 di avanzamento e quindi il tempo di navigazione c&#8217;\u00e8 ovviamente anche il <strong>vento<\/strong>, il quale varia di giorno in giorno, di luogo in luogo, nonch\u00e9 di periodo in periodo. Per navigare su lunghe tratte era necessario conoscere i <strong>venti dominanti,<\/strong> per sapere in anticipo dove si avrebbe avuto vento in poppa, e dove invece si sarebbero incontrati probabili venti di prua. Ma in molti casi era necessario guardare al calendario, sapendo per esempio che i <strong>monsoni <\/strong>cambiano direzione stagionalmente, cambiando in modo drastico i tempi necessari per percorrere una tratta. Ecco che allora tutte le navi europee dirette a Est, per raggiungere l&#8217;India, dovevano programmare il viaggio a inizio estate, per non ritrovarsi ad affrontare venti opposti; per muoversi dall&#8217;India verso Occidente, al contrario, era necessario salpare sul finire della stagione autunnale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 sempre interessante leggere le storie che descrivono le navigazioni nell&#8217;antichit\u00e0, oppure guardare film o serie televisive che riportano le gesta, le avventure e le sventure di chi in passato ha provato a seguire nuove rotte, spingendo sempre pi\u00f9 in l\u00e0 il limite del possibile. 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