{"id":10683,"date":"2022-12-07T09:00:00","date_gmt":"2022-12-07T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/?p=10683"},"modified":"2022-11-25T16:16:35","modified_gmt":"2022-11-25T15:16:35","slug":"smaltimento-vetroresina-barca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/smaltimento-vetroresina-barca\/","title":{"rendered":"Come smaltire la vetroresina"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Com&#8217;\u00e8 cambiato il mondo della nautica nel giro di un secolo! Pensiamo ai primi decenni del secolo scorso: il <strong>diporto <\/strong>era ancora una piccola nicchia, e la <strong>produzione degli scafi<\/strong> era un lavoro artigianale, con <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/verniciare-legno-a-vista-barca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">barche costruite in <strong>legno<\/strong><\/a>, in lega leggera o eventualmente in acciaio. Ma come sappiamo, aggirandoci oggi tra le banchine di un qualsiasi porto turistico, gli scafi realizzati con materiali diversi dalla vetroresina sarebbero non la norma, quanto invece l&#8217;eccezione, talvolta quasi del tutto assente. E fin qui, nessun problema, in quanto i <strong>vantaggi<\/strong> di questo materiale sono effettivamente enormi. Ma anche la vetroresina ha i suoi difetti: verrebbe subito da pensare all&#8217;<a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/prevenire-e-curare-osmosi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">osmosi<\/a>. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 qualcos&#8217;altro, un elemento ben pi\u00f9 negativo. Si parla infatti del difficile<strong> smaltimento della vetroresina<\/strong>, un materiale che non sembra prestarsi agevolmente <strong>n\u00e9 al riciclo, n\u00e9 al recupero<\/strong>. E in un&#8217;epoca in cui la coscienza ambientale \u2013 per fortuna \u2013 sta aumentando velocemente, in un mondo che si trova a fronteggiare i <strong>cambiamenti climatici<\/strong> causati proprio dall&#8217;uomo, ci si rende conto che riuscire a smaltire la vetroresina in modo efficace e su grande scala \u00e8 una sfida che dobbiamo assolutamente vincere. Dunque, quali sono le <strong>soluzioni <\/strong>effettivamente presenti per lo smaltimento della vetroresina delle barche?<\/p>\n\n\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 la vetroresina?<\/h2>\n\n\n\n<p>Abbiamo visto che un tempo le barche erano fatte con tutt&#8217;altro materiale. Solo alla met\u00e0 del secolo scorso la vetroresina \u00e8 comparsa sul mercato, <strong>rivoluzionando il settore.<\/strong> Da una parte, questo materiale \u00e8 arrivato proprio nel momento un cui il mondo del diporto iniziava a esplodere; dall&#8217;altra, \u00e8 stata proprio l&#8217;introduzione della vetroresina, che ha consentito la produzione di barche <strong>su scala industriale,<\/strong> a permettere questo grande balzo in avanti del settore.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma perch\u00e9 questo materiale composito \u2013 realizzato con fibra di vetro e resina, come suggerisce il nome \u2013 ha soppiantato tutte le alternative in cos\u00ec breve tempo? Prima di tutto per le sue particolari caratteristiche. Parliamo infatti di scafi che diventano <strong>pi\u00f9 leggeri, pi\u00f9 resistenti, pi\u00f9 elastici, <\/strong>in una parola: migliori. E ancora, dal lato della produzione c&#8217;\u00e8 il fatto che le aziende costruttrici di barche hanno potuto affidarsi non pi\u00f9 a rare figure specializzate come i maestri d&#8217;ascia, quanto a una manovalanza meno qualificata: con la vetroresina subentrano infatti gli <strong>stampi<\/strong>, semplificando di parecchio il lavoro \u2013 in serie \u2013 dei costruttori. Ecco, per questo usiamo la vetroresina, un materiale che \u00e8 diventato la regola in tempi in cui poco o per nulla \u2013 propendiamo per la seconda \u2013 si pensava alla sostenibilit\u00e0. Ma i risultati, oggi, si vedono.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Smaltimento vetroresina: tutt&#8217;altro che facile<\/h2>\n\n\n\n<p>Oggi nel mondo ci sono migliaia di <strong>carcasse <\/strong>di vecchie barche in vetroresina. E c&#8217;\u00e8 l&#8217;enormit\u00e0 del numero della barche che sta arrivando a fine vita: uno studio della <strong>Commissione UE <\/strong>di qualche anno fa stimava che sulle <strong>6 milioni <\/strong>di barche al di sotto dei 22 metri di lunghezza attualmente presenti in Europa, circa<strong> l&#8217;1-2% sta arrivando alle ultime miglia<\/strong>, pronto per essere dismesso. Questo significa che, praticamente, ogni anno <strong>80mila barche <\/strong>arrivano a fine vita, senza avere un metodo efficace per smaltire la vetroresina. Perch\u00e9 le cose stanno proprio cos\u00ec: attualmente, nella maggior parte dei casi, questo materiale non viene smaltito, <strong>non viene riciclato<\/strong>. E questo \u00e8 assolutamente insostenibile, soprattutto pensando al fatto che un buon<strong> 20% delle barche presenti in EU<\/strong> (i famosi 6 milioni di cui prima) ha<strong> pi\u00f9 di 40 anni di et\u00e0<\/strong>: il rischio concreto \u00e8 quello di ritrovarsi con migliaia di tonnellate di vecchia vetroresina inutilizzabile, anche perch\u00e9 uno scafo di un&#8217;imbarcazione media pesa da solo pi\u00f9 di una tonnellata.<\/p>\n\n\n\n<p>E i <strong>costi <\/strong>per lo smaltimento della vetroresina della barca, oggi, sono quasi proibitivi: si calcola che per una barca di 15 metri siano necessari<strong> pi\u00f9 di 15mila euro<\/strong>, praticamente <strong>1.000 euro al metro.<\/strong> Ecco perch\u00e9 il mondo \u00e8 pieno di carcasse di barche abbandonate, ed ecco perch\u00e9 tanti balordi hanno deciso di affondare la propria barca ormai inutilizzabile, una delle forme pi\u00f9 stupide di <strong>inquinamento <\/strong>dell&#8217;ecosistema marino.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"427\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/kristina-kutlesa-RtDI8tqqh1Y-unsplash.jpg\" alt=\"smaltire gli scafi in vetroresina delle barche\" class=\"wp-image-10687\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/kristina-kutlesa-RtDI8tqqh1Y-unsplash.jpg 640w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/kristina-kutlesa-RtDI8tqqh1Y-unsplash-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/kristina-kutlesa-RtDI8tqqh1Y-unsplash-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/kristina-kutlesa-RtDI8tqqh1Y-unsplash-630x420.jpg 630w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I metodi per smaltire la vetroresina<\/h2>\n\n\n\n<p>Vediamo un po&#8217;: esistono dei <strong>metodi <\/strong>concreti per lo smaltimento del vetroresina? In teoria e anche in pratica s\u00ec, ma i costi sono tali da non prenderli sempre in considerazione. \u00c8 per questo che, nella maggior parte dei casi, solo una <strong>piccola fetta<\/strong> della barca viene riciclata (tra il 10 e il 20%) laddove invece il resto, ovvero principalmente lo scafo in vetroresina, viene semplicemente <strong>mandato in discarica<\/strong>. Dove si ammucchia, o dove viene girato all&#8217;<strong>inceneritore<\/strong>. Nessuna delle due strade \u00e8 particolarmente rosea. Vediamo quindi le opzioni attuabili per lo smaltimento della vetroresina:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>L&#8217;ossidazione termica della vetroresina:<\/strong> qui si procede con la <strong>combustione <\/strong>degli scafi, cosa che pu\u00f2 portare a due risultati vantaggiosi: da una parte il calore necessario per andare ad alimentare delle <strong>turbine<\/strong>, oppure eventualmente dei forni industriali; dall&#8217;altra, la possibilit\u00e0 di utilizzare le fibre incombuste <strong>nell&#8217;edilizia,<\/strong> per esempio per fare cemento. Ma ci sono degli svantaggi notevoli: un po&#8217; perch\u00e9 il processo genera comunque cenere da portare in <strong>discarica<\/strong>, un po&#8217; perch\u00e9 il calore effettivamente generato dalla combustione non \u00e8 particolarmente alto, un po&#8217; perch\u00e9 il processo \u00e8 <strong>costoso <\/strong>e non proprio a impatto zero.<\/li><li><strong>Triturazione della vetroresina:<\/strong> in questo secondo caso non si usa la combustione. Si opta invece per la <strong>macinazione <\/strong>degli scafi, al fine di ottenere dei pezzettini molto piccoli o persino delle polveri, per un riutilizzo della totalit\u00e0 del materiale. Anche questa strada non \u00e8 esente da problemi, in quanto con la macinazione vengono meno gran parte delle propriet\u00e0 della vetroresina: non si pu\u00f2 usare il materiale risultante per costruire altri scafi, per dire. Tale prodotto viene quindi usato nell&#8217;edilizia.<\/li><li><strong>Pirolosi della vetroresina<\/strong>: un processo un po&#8217; pi\u00f9 complesso degli altri, che porta alla <strong>decomposizione chimica <\/strong>della vetroresina, cos\u00ec da recuperare diversi tipi di sostanze. Da questo processo si recuperano infatto <strong>il pyro oil<\/strong> (da mescolare ad altri combustibili o all&#8217;asfalto), il <strong>pyro gas<\/strong> (un combustibile pulito) e un <strong>sottoprodotto di tipo solido. <\/strong>Questa lavorazione \u00e8 per\u00f2 costosa, dovendo portare gli scarti a temperature decisamente alte.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Smaltimento vetroresina: qualcosa si muove<\/h2>\n\n\n\n<p>Visto tutto questo, viene naturale sottolineare quanto sia importante mantenere in vita le nostre barche, con una buona <strong>manutenzione regolare<\/strong>, nonch\u00e9 attraverso il <strong>refitting <\/strong>quanto necessario e possibile, sapendo peraltro che \u00e8 nella maggior parte dei casi possibile la <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/riparazione-vetroresina-barca\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">riparazione della vetroresina<\/a>. Al di l\u00e0 degli sforzi del singolo, \u00e8 per\u00f2 assodato che la vita di una barca non pu\u00f2 essere infinita, e che lo smaltimento della vetroresina deve diventare realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>E qualcosa in tal senso si \u00e8 gi\u00e0 mosso. Pensiamo ad <strong>Aper<\/strong>, un&#8217;organizzazione francese senza scopo di lucro che si occupa proprio del <strong>riciclaggio delle barche in Europa<\/strong>, e che \u00e8 al lavoro dal 2009. In <strong>Giappone <\/strong>\u00e8 in piedi un programma di riciclaggio degli scafi che ha gi\u00e0 17 anni, contando su circa 40 smantellatori e 9 aziende di trasformazione della vetroresina.<\/p>\n\n\n\n<p>E se diverse realt\u00e0 stanno cercando e offrendo un rimedio a quanto \u00e8 gi\u00e0 stato fatto, altre cercando invece di <strong>eliminare il problema alla radice<\/strong> per il futuro, con dei cantieri che stanno lavorando per introdurre materiali sempre<strong> pi\u00f9 sostenibili <\/strong>nelle proprie barche: un caso eccezionale \u00e8 lo svedese Ryds b\u00e5tar, le cui barche contengono il 20% di vetroresina riciclata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Com&#8217;\u00e8 cambiato il mondo della nautica nel giro di un secolo! Pensiamo ai primi decenni del secolo scorso: il diporto era ancora una piccola nicchia, e la produzione degli scafi era un lavoro artigianale, con barche costruite in legno, in lega leggera o eventualmente in acciaio. 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