{"id":10655,"date":"2022-11-22T09:35:37","date_gmt":"2022-11-22T08:35:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/?p=10655"},"modified":"2023-05-12T10:19:54","modified_gmt":"2023-05-12T08:19:54","slug":"solcometro-come-funziona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/solcometro-come-funziona\/","title":{"rendered":"Solcometro: cos&#8217;\u00e8 e come funziona"},"content":{"rendered":"\n<p>L&#8217;uomo ha navigato per millenni: stando alle fonti storiche in nostro possesso, gli antichi egizi avrebbero iniziato a navigare a vela <strong>intorno al 6.000 a.C<\/strong>. Dapprima la navigazione non poteva che essere lungo la costa, in assenza totale di barche in grado di affrontare il mare aperto, nonch\u00e9 ovviamente di <strong>strumenti <\/strong>capaci di assistere il navigante. Si pensi che la <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/239-bussole-nautiche\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>bussola nautica<\/strong><\/a> venne inventata in Cina poco prima dell&#8217;anno Mille, e che si iniz\u00f2 a usarla per la navigazione solo decenni dopo: prima di allora, l&#8217;unico modo per orientarsi era costituito dalle stelle. A partire da quel momento, per\u00f2, la ricerca di strumenti per poter navigare meglio e pi\u00f9 lontano fu continua. A un certo punto ci si inizi\u00f2 a domandare anche<strong> qual era la velocit\u00e0 della barca<\/strong>: come determinarla? La risposta arriv\u00f2 intorno al<strong> 16\u00b0 secolo<\/strong>, con la messa a punto del<strong> solcometro a barchetta. <\/strong>Come funzionava?<\/p>\n\n\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il solcometro a barchetta<\/h2>\n\n\n\n<p>Siamo nel 16\u00b0 secolo, nell&#8217;epoca delle prime grandiose navigazioni in giro per il globo. Il primo solcometro, detto per l&#8217;appunto \u201ca barchetta\u201d, somigliava per certi versi a un&#8217;<a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/325-ancora-galleggiante\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ancora galleggiante<\/a>. Tutto era basato su una<strong> tavola di legno, <\/strong>di forma all&#8217;incirca triancolare, che su uno dei suoi lati presentava una zavorra, per mantenere una posizione fissa. Ogni vertice della tavola era legato a una sagola, la quale portava <strong>un nodo ogni 50 piedi.<\/strong> Per capire la velocit\u00e0 di avanzamento della barca, si buttava a poppa il manufatto di legno, e si iniziava a contare il numero dei nodi che passavano tra le mani dell&#8217;addetto alla sagola in un determinato lasso di tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu proprio per via del meccanismo del solcometro a barchetta, e della sua sagola che presentava un nodo ogni 14,6 metri, che<strong> si inizi\u00f2 a parlare di \u201cnodi\u201d per indicare la velocit\u00e0 di una barca, <\/strong>metodologia che usiamo tutt&#8217;oggi. Viaggiare a un nodo significa spostarsi di<strong> un miglio nautico all&#8217;ora:<\/strong> ecco che allora, essendo un miglio nautico lungo 1852 metri, per avere una stima affidabile della velocit\u00e0 della barca si andava a contare il numero di nodi passanti nell&#8217;arco di 28 secondi.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto quello di cui aveva bisogno l&#8217;addetto al solcometro era quindi il solcometro stesso, armato di sagola con nodi ogni 50 piedi, e una piccola <strong>clessidra<\/strong>, da 28 o persino da 14 secondi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"426\" src=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/ivan-ragozin-o9oQaOGpLz0-unsplash-1.jpg\" alt=\"solcometro per barca\" class=\"wp-image-10815\" srcset=\"https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/ivan-ragozin-o9oQaOGpLz0-unsplash-1.jpg 640w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/ivan-ragozin-o9oQaOGpLz0-unsplash-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/ivan-ragozin-o9oQaOGpLz0-unsplash-1-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.hinelson.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/ivan-ragozin-o9oQaOGpLz0-unsplash-1-631x420.jpg 631w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il solcometro a elica<\/h2>\n\n\n\n<p>Si capisce che gi\u00e0 la presenza a bordo di uno strumento capace di determinare la velocit\u00e0 della barca costitu\u00ec un grande passo avanti per la navigazione. Anche perch\u00e9, a partire dalla velocit\u00e0 di avanzamento, si potevano determinare tante<strong> altre informazioni utili.<\/strong> I lettori di<strong> Moby Dick <\/strong>di Melville, per esempio, potrebbero ricordarsi di come una volta giunto all&#8217;equatore il capitano <strong>Achab <\/strong>(non potendo pi\u00f9 contare sulle bussole e avendo distrutto il quadrante) si fosse affidato proprio al solcometro come strumento per individuare la propria posizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ovviamente, tra il solcometro a barchetta e i moderni solcometri digitali (quelli che oggi chiamiamo <strong>log<\/strong>) ci sono stati diversi passaggi evolutivi. Il principiale \u00e8 quello costituito dal <strong>solcometro a elica,<\/strong> o pi\u00f9 semplicemente meccanico. Qui una piccola elica immersa andava a girare in proporzione alla velocit\u00e0 della barca, facendo torcere una sagola che, a sua volta, azionava un meccanismo a <strong>ingranaggi<\/strong> collegato a un contatore<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il log moderno<\/h2>\n\n\n\n<p>Il solcometro che \u00e8 presente sulle imbarcazioni moderne \u00e8 l&#8217;evoluzione di quello a elica appena descritto. E sulle imbarcazioni \u00e8 accompagnato dai pi\u00f9 diversi strumenti, a partire dal <a href=\"https:\/\/www.hinelson.com\/it\/908-gps-cartografico-nautico\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>GPS nautico<\/strong><\/a>, il quale da solo peraltro \u00e8 in grado di determinare \u2013 tra le altre cose \u2013 anche la velocit\u00e0 della barca. Ma avere a bordo un solcometro d\u00e0 la sicurezza di avere a bordo uno strumento tutto sommato \u201csemplice\u201d che funzioner\u00e0 anche in caso di problemi al GPS. Sapendo peraltro che la risposta del solcometro al variare della velocit\u00e0 sar\u00e0<strong> sempre pi\u00f9 immediata<\/strong> rispetto a quella di un GPS.<\/p>\n\n\n\n<p>Detto questo, vanno conosciuti anche i <strong>difetti <\/strong>del solcometro, anche di quello moderno (seppur con delle eccezioni): questo va infatti a indicare la velocit\u00e0 della barca <strong>rispetto all&#8217;acqua, non rispetto al fondale<\/strong>. Se ne deduce che, navigando con corrente contraria di un nodo, alla velocit\u00e0 espressa dal log si dovr\u00e0 \u201csottrarre\u201d quello stesso nodo (peraltro confrontando la velocit\u00e0 espressa dal GPS con quella del solcometro \u00e8 possibile determinare in modo abbastanza corretto<strong> la presenza e l&#8217;entit\u00e0 di correnti<\/strong>).<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi \u00e8 possibile acquistare diversi tipi di solcometro. C&#8217;\u00e8 quello pi\u00f9 semplice a elica, con un cilindretto immerso che a un&#8217;estremit\u00e0 presenta un&#8217;elica, che invia degli impulsi elettrici a un display. Ci sono poi dei solcometri <strong>elettromagnetici<\/strong>, pi\u00f9 precisi e pi\u00f9 costosi, nonch\u00e9 i solcometri a <strong>ultrasuoni<\/strong>, in assoluto i pi\u00f9 innovativi, che riescono a determinare la velocit\u00e0 della barca rispetto al fondale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;uomo ha navigato per millenni: stando alle fonti storiche in nostro possesso, gli antichi egizi avrebbero iniziato a navigare a vela intorno al 6.000 a.C. 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